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Campi scuola di AC 2015

Campo Scuola ACR a Potenza, ex Seminario Maggiore di Macchia Giocoli, dal 6 al 12 luglio. Il costo è di € 110,00.
Per informazioni occorre rivolgersi al responsabile parrocchiale o ad Anna Maria lofrano, responsabile diocesano (tel. 320 1948203)
 
Campo Scuola Giovani ad Ostuni (BR) dal 1° al 6 settembre.
Per informazioni occorre rivolgersi al responsabile parrocchiale o a Luca Ventruto, responsabile diocesano (tel. 334 3660279)
 

Crocifisso di San Damiano e Madonna di Loreto in preparazione alla GMG 2016

Clicca qui per scaricare la veglia in PDF
 
In cammino verso la GMG CRACOVIA 2016
Dal 19 al 21 Giugno 2015 accoglieremo in Diocesi il Crocifisso di San Damiano e la Madonna di Loreto, pellegrini tra le Diocesi italiane.
 
PROGRAMMA
Venerdì 19 e Sabato 20 giugno a Lauria
ore 18.00 ACCOGLIENZA nella VILLA COMUNALE
(presso la Statua del Beato Lentini)
ore 18.30 SANTA MESSA (Chiesa Madre)
ore 21.00 VEGLIA DI PREGHIERA (Madonna Assunta)
FIACCOLATA VERSO LA CHIESA
fino alle 24.00 ADORAZIONE DELLA CROCE (Chiesa Madre)
ore 8.00 Lodi Mattutine e SANTA MESSA
 
Sabato 20 giugno a Tito Scalo (EFAB)
ore 10.00 Convegno Regionale del Laicato Cattolico
FAMIGLIA “PICCOLA CHIESA”
…NELLA PRECARIETÀ LA SPERANZA
 
Domenica 21 – Lunedì 22 giugno a Nova Siri Marina
ore 20.00 SANTA MESSA (Anfiteatro)
ore 21.00 VEGLIA DI PREGHIERA (Anfiteatro)
presieduta da S. E. Mons. Francesco Nolè
FIACCOLATA VERSO LA CHIESA
ADORAZIONE notturna DELLA CROCE
ore 6.00 Ufficio delle Letture
ore 8.00 Lodi Mattutine
ore 11.00 SANTA MESSA
ore 12.00 ANGELUS e SALUTO A MARIA

Convegno pubblico di AC a Nova Siri Marina

Ai saluti di don Mario La Colla, parroco di Nova Siri, che, dopo aver accennato alla genesi del luogo in cui si tiene il convegno (l’oratorio), ha affermato l’auspicio che l’Azione Cattolica possa essere come Papa Francesco ricca di anni ma giovane di spirito, ha fatto seguito il ringraziamento di Carmela Luglio, presidente diocesana di AC, per i presenti e in particolare per il Vescovo, esprimendo gioia e riconoscenza per la presenza del presidente nazionale. La Luglio ha illustrato la situazione dell’Azione Cattolica diocesana e concluso dicendo che l’incontro di Nova Siri è occasione di riflessione per “cercare il regno di Dio a partire dalle cose temporali, perché i fedeli sono chiamati a scrutare i segni dei tempi per interpretarli alla luce del Vangelo”. Il suo saluto è stato rivolto anche ai sindaci presenti e agli amministratori che hanno accolto l’invito a prendere parte al convegno pubblico.

Matteo Truffelli, presidente nazionale di AC, ha iniziato ringraziando tutti gli aderenti all’AC e in particolare i partecipanti, “presenza autentica di quanto desiderano dedicarsi alla propria chiesa e al proprio territorio”. Il titolo dell’intervento: “la gioia dell’annuncio del Vangelo da Paolo VI a Papa Francesco” ha dato il via alla riflessione. L’AC si sente profondamente interpellata dal magistero di Francesco… occorre declinare i suoi insegnamenti nel vissuto associativo e verificarsi costantemente. Occorre rifiutare la logica del “si è sempre fatto così”. L’Azione Cattolica tanto ha ragione di esistere nella misura in cui permette ai suoi associati di fare un incontro autentico con Cristo. Paolo VI e Francesco partono da Fil 4: “Siate lieti sempre”. I papi richiamano all’amabilità. La prima chiamata che viene dall’esperienza della gioia è l’amabilità. Nel Signore troviamo la pace di Dio. Quando ci richiamiamo alla gioia del Vangelo non chiudiamo gli occhi di fronte alla consapevolezza del dolore e della fatica, non si tratta di ottimismo a tutti i costi né di seguire una fede semplicistica. Tutta la “gaudete in Domini” è un pendolo fra la gioia profonda e l’esperienza della sofferenza, dinamica che ha per icona Maria, donna del Magnificat e donna sotto la croce. Esiste uno iato fra le difficoltà e la sete di infinito. Paolo VI scrive nel ‘75 ma vede molto avanti: afferma che la tecnologia mostra sprazzi di gioia ma è lontana dalla gioia vera… siamo lontani dal sentire “il canto della gioia”. Papa Francesco sta dando al mondo il segno di un Dio compassionevole, è un prete coraggioso, un papa straordinario. Quando Francesco dice che la Chiesa è un “ospedale da campo” sta dicendo che la compassione verso gli altri è l’annuncio più eloquente del Vangelo. Questo invito deve raccoglierlo anche l’AC e deve farsi carico di queste istanze. Il papa cita spesso la frase di Santa Teresa per cui un santo triste è un triste santo.

Le nostre associazioni parrocchiali sono un’esperienza di gioia? O finiscono per essere esperienze tristi? I nostri giovani fanno esperienza di vita bella o sono schiacciati dal peso delle cose da fare? Il rischio di essere pozzi senza acqua è alle porte ogni giorno.

Francesco spesso parla di accidia pastorale: come Azione Cattolica anche noi dobbiamo lasciarci interpellare da questa provocazione. Oggi è frequente trovare sacerdoti o laici che si preoccupano con ossessione del loro tempo personale, di preservare gelosamente i propri spazi a discapito della testimonianza gioiosa e gratuita del Vangelo.

Il problema spesso riguarda le attività vissute male e l’uso del tempo.

Spesso viviamo la dimensione associativa e l’evangelizzazione come qualcosa da incastrare con la nostra vita, ma se così fosse non vivremmo tutto ciò come parte integrante di noi. In conclusione Matteo Truffelli consegna agli uditori alcuni “non lasciamoci rubare”:

la gioia di evangelizzare;

l’entusiasmo missionario;

l’associazione: cioè non dobbiamo avere timore ad essere propositivi, offrire alle persone la possibilità di partecipare.

la speranza: guardiamoci sempre dai profeti di sventura, in chiave pessimista come se fosse il tempo in cui viviamo un tempo non propizio. No al senso di sconfitta. Nessuno può intraprendere la lotta senza la speranza di aver già vinto.

la comunità: occorre essere vicini alle persone. L’Azione Cattolica non può mai camminare da sola, deve sempre essere costruttrice di comunità a partire dagli associati che la compongono. Occorre costruire legami belli di vita, farsi carico gli uni degli altri, farsi carico della vita degli assistenti, dei propri pastori. Occorre costruire legami autentici ma non per stare bene nei gruppi soltanto: il fine non può non essere quello di far fare esperienza di Chiesa a quanti si incontrano.

In conclusione, ha affermato Truffelli, le sfide bussano con determinazione, pretendendo di essere superate: “Non lasciamoci rubare la forza missionaria. 

don Giovanni Messuti 

Costruttori di umanità: seconda tappa dell’itinerario di formazione della CDAL

Si tiene all’Ostello della Gioventù a Chiaromonte (PZ) venerdì 25 settembre 2015 a partire dalle ore 15.30 il secondo Seminario di Approfondimento del percorso della Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali di Tursi-Lagonegro “Costruttori di umanità”. Il cammino si inserisce nel quadro delle proposte in vista del quinto Convegno Ecclesiale Nazionale, perché ogni realtà ecclesiale sia protagonista nella riflessione proposta della Commissione preparatoria del Convegno sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. 
Sarà presente come relatore il prof. don Antonio PALMESE, docente presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. La relazione che svilupperà ha per tema: “Responsabili verso la verità e verso l’uomo: da sfida a progetto”. 
 
Clicca qui per il Fascicolo delle riflessioni dopo il Seminario del 5 giugno 2015
 
 
La presentazione dell’Itineraro di Anna Maria Bianchi, presidente della CDAL
 
Un progetto di umanità nuova
Nell’itinerario in preparazione al Convegno nazionale di Firenze, come già avvenuto per i due precedenti itinerari formativi, ci accompagnerà un’icona: dopo la samaritana al pozzo e il buon samaritano, i discepoli di Emmaus. Una scelta in continuità in particolare con il seminario del 18 ottobre 2014, dedicato all’impegno socio-politico per un umanesimo integrale e solidale.
Nella parabola del samaritano non abbiamo trovato nessun luogo sacro, preghiera, gesto religioso, benedizione. Come a dire che quando una persona esprime all’altro umanità gratuita, mette in atto il segno più grande, divino e umano insieme: Dio, che nessuno ha nominato, era presente sul ciglio di quella strada, nei gesti del samaritano nei confronti di quell’uomo sconosciuto. Anche dopo la resurrezione Gesù continua a privilegiare non verità di fede astratte, bensì relazioni, incontri con le donne e gli uomini suoi amici, delusi e angosciati dopo la sua morte, nei luoghi della quotidianità, come la strada da Gerusalemme ad Emmaus.
I due discepoli erano partiti con entusiasmo dal loro villaggio di Emmaus dopo aver sentito parlare del rabbì di Nazareth, erano stati con lui, avevano ascoltato il suo insegnamento e visto i miracoli che faceva, si erano illusi che “fosse lui a liberare Israele”. Ma ormai…. La strada battuta per allontanarsi dalla grigia quotidianità del villaggio, ora la ripercorrono opposta, “con il volto triste”.
Sono la stessa delusione e la stessa angoscia che possono assalirci di fronte alle desolanti vicende mondiali che irrompono attraverso i media, ma anche di fronte alle vicende quotidianamente vissute in una regione che letteralmente galleggia su acqua e petrolio eppure non riesce a farne condizioni per promuovere una ripresa di equità che consenta a tutti i suoi abitanti condizioni di vita dignitose, a partire dal lavoro.
Perché queste “ricchezze” non riescono a suscitare vita in un territorio che sta morendo? Si è tentati di pensare che non c’è più niente da fare, i prepotenti hanno sempre la meglio, il potere spegne i sogni e le speranze, Ma il Risorto è accanto a noi, sulla nostra strada, come con i discepoli di Emmaus, quando scalda il loro cuore con il fuoco della Parola, li rigenera con il pane della vita, poi scompare ed essi, che l’hanno riconosciuto, tornano a Gerusalemme per riprendere il cammino della speranza e della missione. L’esito dell’ incontro con lui è un coinvolgimento tanto profondo da diventarne testimoni coraggiosi con annuncio e vita coerenti, che non possono prescindere dalla consegna data con la lavanda dei piedi. Come scrive Di Piazza: “Gesù che cammina, compagno di viaggio sulla strada di ogni Emmaus del mondo, comunica anche a noi questa possibilità: una presenza e un accompagnamento da parte sua, come esempio per accompagnarci fra di noi nella vita… E poi la concretezza della prossimità, di un pane spezzato insieme per dire la disponibilità a condividere ideali, spiritualità, progetti, energie, capacità: un progetto di umanità nuova”.
Con questo spirito vogliamo esplorare le cinque “vie” proposte dalla Traccia verso Firenze, attraverso due seminari, centrati rispettivamente sulle prime tre, nel quadro del senso generale del Convegno ecclesiale, per avere il fondamento “spirituale” dell’agire missionario del laico nella storia di oggi e nel territorio di Basilicata, e sulle altre due, per mettere a fuoco i perché e l’urgenza di un fattivo impegno di costruzione del “nuovo umanesimo in Cristo”, con particolare attenzione all’aspetto educativo. E successivamente recepirne gli esiti, a partire da una tavola rotonda, con i responsabili nazionali di alcune Aggregazioni che avranno partecipato al Convegno ecclesiale.
 
Clicca qui per l’invito
 
Clicca qui per il pdf delle slide del Seminario del 5 Giugno scorso
 

Famiglia “piccola chiesa” …nella precarietà la speranza

Nel momento in cui la Basilicata vive il rischio della disgregazione e dello spopolamento, senza significative prospettive di ripresa (come attestano i recenti dati SVIMEZ in materia di disoccupazione, disagio sociale e povertà) le famiglie lucane si sentono profondamente interpellate nel loro vissuto.
In quanto “piccole chiese” esse partecipano dell’intima unione della Chiesa universale con la comunità umana e vivono nel loro quotidiano le stesse gioie, le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi (Gaudium et spes n.1).
Anche i documenti preparatori del Sinodo sulla Famiglia chiedono che la famiglia diventi sempre più “sorgente di virtù essenziali per il bene comune” e indicano, quale via sicura via allo sviluppo, il consolidamento di questo nucleo primario della convivenza umana, legandolo in modo inscindibile alla questione del lavoro e alla necessità di assicurare condizioni di vita dignitose per tutti.
 
PROGRAMMA
Ore 9:30 Accoglienza a cura del Servizio di Pastorale Giovanile
Ore 9:40 Preghiera delle Lodi (presiede S.E. Mons. Francesco Nolè)
Ore 10:00 Saluti e introduzione alla giornata
Ore 10:30 Relazione di Franco e Pina Miano
Ore 11:30 Animazione a cura de “Il Cantiere” di Potenza
Ore 12:00 Dibattito e condivisione in assemblea
Ore 13:15 Pranzo (vedi note tecniche )
Ore 15,00 Ripresa lavori e preghiera (presiede S.E. Mons. Salvatore Ligorio)
Ore 15:15 Spettacolo musicale “I giorni dei cuori aperti” a cura dei Salesiani di Potenza
Ore 16:15 Conclusioni in Assemblea
Ore 16:45 Celebrazione Eucaristica (presiede S.E. Mons. Agostino Superbo)
Ore 17:30 Segno conclusivo a cura del Servizio di Pastorale Giovanile
 
 
Il Convegno intende rilanciare una duplice proposta.
Da un lato richiamare l’annuncio antico, ma sempre attuale, del Vangelo della famiglia “chiesa domestica”, fonte di capitale sociale, realtà capace di costruire reti di amicizia, di preghiera di aiuto reciproco e di convivialità.
Dall’altro mostrare la famiglia, in quanto cellula primaria e costitutiva della società, come la portatrice di doveri e di diritti che esigono una più larga attenzione da parte della
sfera pubblica.
La famiglia è, infatti, motore di autentico sviluppo sociale, punto di partenza per edificare una società più giusta e libera.
La finalità, in definitiva, è quella di riproporre la famiglia al centro della vita non solo ecclesiale, ma anche sociale, culturale e politica della nostra regione. Questo significherebbe stabilire fondamenta sicure per il bene e la crescita del nostro territorio.
 
PER INFORMAZIONI:
Rosario Sollazzo tel. 333.684.69.83
Gianfranco Apostolo tel. 329.629.89.29
Umberto e Luciana Parigi tel. 348.856.40.86
 
 
 
 
 
 

Fede e Arte. La via della Bellezza

“FEDE E ARTE. La via della Bellezza” è il tema del primo dei tre Convegni regionali che la Conferenza Episcopale di Basilicata ha promosso in preparazione al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale che si terrà a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015. Il primo convegno regionale si terrà a Matera presso il Palazzo Lanfranchi il prossimo 26 maggio con inizio alle ore 18.00. Oltre ai vescovi Ligorio (Matera) e Orofino (Tricarico) interverranno il prof. Giorgio AGNISOLA della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale-Napoli ed il Dott. Marco Pelosi della Cooperativa “Oltre l’Arte”.
 
 
Nel corso della conferenza stampa tenutasi in data 14 u.s. i vescovi Superbo e Orofino a nome della Conferenza Episcopale di Basilicata (CEB) hanno presentato i tre convegni che le diocesi di lucane celebreranno in regione in preparazione al 5° Convegno ecclesiale nazionale che si terrà a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015. Dopo l’introduzione dei lavori da parte di Tonio Galotta, incaricato della Commissione CEB per le Comunicazioni Sociali, Mons. Agostino Superbo, Arcivescovo di Potenza e Presidente CEB ha illustrato il cammino della Chiesa italiana dal primo convegno nazionale del 1976 ai giorni nostri soffermandosi sul tema del prossimo convegno “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Mons. Vincenzo Orofino, Vescovo di Tricarico e Presidente del comitato regionale “verso Firenze” si è soffermato sul contesto ecclesiale della Basilicata, sul cammino verso Firenze e sui compiti delle diocesi lucane oggi. Don Gianluca Bellusci, segretario del comitato regionale ha presentato i tre convegni. Il primo su “Fede e arte: la via della bellezza” che si terrà a Matera presso il Palazzo Lanfranchi nel pomeriggio del prossimo 26 maggio. Il secondo convegno sul tema: “Salute ambiente e lavoro: la via profetica”, avrà luogo a Viggiano, per l’intera giornata, il 17 ottobre 2015. Il terzo si terrà a Potenza nel pomeriggio del 25 ottobre 2015 ed avrà per tema “Fede e pietà: la via del cristianesimo popolare”. Hanno concluso la conferenza stampa i coniugi Marco e Sinforosa Tripaldi, responsabili della pastorale familiare della diocesi di Potenza, portando la propria esperienza di coppia alla luce del cammino pastorale della Chiesa italiana e regionale.
 
Clicca qui per il programma dei tre convegni

Monsignor Francesco Nolè nominato Arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano

 Papa Francesco ha nominato S. E. Mons. Francesco Nolè arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano.
Eletto vescovo di Tursi-Lagonegro il 4 novembre 2000, Monsignor Francesco Nolè è stato consacrato vescovo nella Basilica Santuario di Pompei il 10 dicembre 2000 e ha fatto l’ingresso in Diocesi il 7 gennaio 2001. 
In seno alla Conferenza Episcopale Italiana è Membro della Commissione Episcopale per il Clero e la Vita Consacrata.
“In simplicitate et laetitia”, il suo motto episcopale e il programma che, secondo il suo carisma di francescano conventuale, ha portato avanti nei quattordici anni e quattro mesi di ministero a Tursi-Lagonegro. 
Nei giorni scorsi ha pubblicato la sua ultima lettera pastorale (Educare alla bellezza del Vangelo con la gioia di San Filippo Neri), in occasione del 5° centenario della nascita di San Filippo Neri, patrono di Tursi e della Diocesi, con la quale incoraggia l’entusiasmo educativo degli oratori che, in diverse parrocchie, stanno conoscendo una rinnovata primavera. 
Il Vescovo, mentre rende lode a Dio Trinità per il dono della nuova Sede per volontà del Santo Padre Francesco, esprime anche il suo rammarico nel dover lasciare la Diocesi di Tursi-Lagonegro e la Comunità ecclesiale e civile di Basilicata, sentendosi profondamente legato ad esse per le sue radici semplici e francescane. Ringrazia tutti i presbiteri, i diaconi, i religiosi e i fedeli laici per i meravigliosi quindici anni trascorsi insieme come Chiesa che, nonostante tante difficiltoltà e debolezze umane, ha camminato nella volontà di Dio e nella comunione fraterna.
Saluta con affetto fraterno il suo Confratello e predecessore Mons. Salvatore Nunnari e i Cobfratelli vescovi della Metropolia, i presbiteri, i diaconi e i seminaristi, i religiosi e tutto il Popolo santo di Dio che è in Cosenza-Bisignano che sente già di amare profondamente. Assicura la preghiera paterna e chiede che ognuno faccia altrettanto per lui. 
Affida il suo ministero all’intercessione di Maria Santissima del Pilerio e ai santi Francesco di Paola, Umile da Bisignano, Nicola da Longobardi e al beato Angelo da Acri, perché possa continuare a servire il Signore e la Santa Chiesa con la semplicità e la letizia di san Francesco di Assisi e la carità ardente di San Francesco di Paola. 

Educare alla bellezza del Vangelo con la gioia di San Filippo Neri

“In questo anno, in occasione del quinto centenario della nascita di San Filippo Neri (1515 – 2015), abbiamo la grazia di approfondire la figura e la vita di un altro «gigante» della Storia della Chiesa, Patrono della Diocesi e della città di Tursi”. Lo scrive Mons. Francesco Nolè, proprio all’inizio della sua nuova lettera pastorale con la quale mostra profondamente attuali le virtù e la santità del Santo, ideatore dell’Oratorio, venerato a Tursi già 22 anni dopo la sua morte.
Semplice, uomo della gioia e dell’entusiasmo per la vita, viene indicato dal Vescovo come modello per i sacerdoti e i religiosi, gli educatori di oratorio e gli operatori pastorali in genere, a partire dai catechisti.
Nell’appendice don Luigi Branco presenta in maniera inedita il perché della scelta del Santo come patrono della Città di Tursi e dell’intera Diocesi. 

Colletta nazionale per i terremotati del Nepal

Sono ad oggi oltre 7mila le vittime accertate, ma il bilancio è sempre provvisorio, del sisma di magnitudo 7,9 che ha colpito lo stato asiatico del Nepal nella mattina del 25 aprile, con epicentro tra la capitale Kathmandu e la città di Pokhara. Altissimo anche il numero dei dispersi sotto le macerie, in una zona dall’alta densità di popolazione ed in cui le costruzioni sono spesso fatiscenti. Anche nei Paesi circostanti le forti scosse sono state avvertite in modo distinto.
 
A causa della straordinaria gravità di questo sisma, dopo lo stanziamento di tre milioni di euro dai fondi dell’otto per mille disposto nei giorni scorsi, la Presidenza della CEI, a nome dei Vescovi italiani, ha indetto una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane domenica 17 maggio 2015, come segno della concreta solidarietà di tutti i credenti.
 
Rilanciando la raccolta straordinaria indetta dalla CEI, Caritas Italiana invita le Caritas diocesane ad animare e preparare la colletta del 17 maggio. “Mentre continua purtroppo a salire il numero dei morti – ha detto S.E. Mons. Luigi Bressan, presidente di Caritas Italiana – vogliamo come Chiesa italiana far sentire la nostra vicinanza alla popolazione del Nepal, nella preghiera e nella solidarietà concreta. Come in ogni emergenza è altrettanto importante una pianificazione e organizzazione degli aiuti per rispondere in modo mirato alle esigenze delle famiglie colpite. Sono certo che anche questa volta ci sarà una risposta generosa del popolo italiano”.
 
Caritas è presente in Nepal ed è sostenuta negli interventi da Caritas India e da tutta la rete Caritas. Dopo essersi concentrati sugli aiuti agli sfollati nella capitale, da giorni dei team Caritas hanno raggiunto alcune zone più periferiche come Gordkha, Sindhupalanchowk, Nuwakot, Lamjung, Rasuwa, Dhadhing, Kavre e Okheldhuga. Le priorità dei primi giorni restano cibo, acqua e riparo. Finora sono state raggiunte circa 4.000 famiglie e già distribuiti 3.000 teloni cerati e 10.000 tende.
 
Caritas Nepal ha poi lanciato un piano di intervento organico in favore di 20.000 famiglie (circa 100.000 persone) per i prossimi due mesi, con un costo di oltre 2,5 milioni di euro. Il piano prevede la distribuzione di:
– kit per alloggi temporanei: teloni, corde, materassini, coperte;
– kit di generi non alimentari di prima necessità (lampade ad energia solare, taniche, secchi, pentole e utensili da cucina);
– pastiglie per la potabilizzazione dell’acqua;
– kit igienico-sanitari.
L’intervento è rivolto alle famiglie che le cui abitazioni sono crollate o sono state severamente danneggiate, con priorità per le più vulnerabili quali: donne capofamiglia, minori non accompagnati e disabili. Caritas Nepal prevede anche un accompagnamento e attività di formazione nell’utilizzo dei materiali forniti, oltre che un monitoraggio successivo, anche al fine di prevenire abusi e sfruttamento soprattutto nei casi di maggiore vulnerabilità. Si sta inoltre predisponendo la raccolta dei bisogni per la fornitura di sostegno psicosociale e per l’impostazione di un successivo piano di ricostruzione e riattivazione socio-economica.
 
Papa Francesco ha seguito fin dall’inizio in preghiera e con grande preoccupazione l’evolversi della situazione, partecipando al dolore di quanti sono stati colpiti. E dopo la recita del Regina Coeli domenica 26 aprile, ha espresso “vicinanza a popolazione colpita” e ha lanciato un appello affinchè “abbiano il sostegno della solidarietà fraterna”.
 
Il direttore di Caritas Nepal, padre Pius Perumana S.J., ha dichiarato subito dopo il sisma: «Si tratta del peggior terremoto di cui ho mai avuto esperienza; le scosse di assestamento sono state ancora molto forti e da quello che possiamo constatare al momento potrebbe trattarsi di una una situazione di grave emergenza». Al primo esame, ci sono moltissimi danni fisici, con il crollo di molti edifici, e molti altri che presentano crepe. «Grazie al cielo – aggiunge padre Pius – il terremoto si è verificato di giorno e durante una festività, cogliendo quindi molte delle persone all’aperto».
 
Caritas ha lanciato un appello alla solidarietà internazionale, sottolineando che con 25 euro si possono fornire alimenti liofilizzati per una famiglia per un mese, mentre con 10 euro si può assicurare acqua per una famiglia per una settimana, oppure una tenda per ospitare 3 famiglie, oppure 30 kg di riso, sufficienti per una famiglia per un mese.
 
Caritas Italiana, da anni presente nell’area anche con propri operatori, ha espresso subito vicinanza nella preghiera ed ha messo a disposizione un primo stanziamento (vedi in particolare comunicato del 26/04/2015) per fornire il proprio supporto a fianco delle Caritas locali e delle popolazioni colpite. Inoltre, grazie anche ai suoi operatori nell’area, resta in costante contatto con le Caritas dei paesi colpiti, in coordinamento con l’intera rete Caritas.
Dall’intera rete Caritas sono già stati messi a disposizione oltre 3 milioni di euro.
 
Caritas Diocesana di Tursi – Lagonegro invita a versare i donativi su conto corrente postale n. 12489753 intestato a “Curia Vescovile di Tursi – Lagonegro“, specificando la causale “Asia/terremoto Nepal 2015
 

Non c’è lavoro senza dignità

«Il grido del precari è realmente la periferia che, più di tutte, domanda luce, che ci chiede premura». Così la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, nel Messaggio per la giornata del primo maggio. Una visione solidale di attenzione al fragile, affermano i Vescovi, «si impara già in famiglia, che si fa scuola sociale nel suo stesso esserci».
«Vanno perciò coniugati – scrivono ancora – i tempi del lavoro con i tempi della famiglia, perché è da questa sorgente, vicina, unita e riconciliata, che può sgorgare un flusso vitale, capace di aiutarci a gestire questa crisi, etica, sociale ed economica».
 
Clicca qui il testo del Messaggio.