Archivi della categoria: News

“Vi porto nel cuore”

Si conclude con la Festa di San Francesco d’Assisi il servizio ministeriale di Monsignor Francesco Nolè, come Vescovo (dal 7 gennaio 2001) prima, come Amministratore Apostolico (4 luglio – 4 ottobre 2015) poi. Il 4 luglio scorso ha fatto ingresso nell’Arcidiocesi Metropolita di Cosenza-Bisignano e già opera nella Chiesa bruzia da tre mesi esatti. L’ultima celebrazione solenne presieduta a Tursi-Lagonegro, in occasione dell’ordinazione diacolale di Nicola Caino, è coincisa di fatto col saluto alla Chiesa locale lucana, permettendo al presule di pregare per il suo Successore e di presentare la lettera, destinata ai fedeli, che è stata consegnata alle parrocchie in questi giorni. 
Clicca qui per la lettera del Vescovo
 
Carmela Romano, segretaria del Consiglio Pastorale Diocesano, le ha porto il saluto a nome degli Organismi di partecipazione alla vita ecclesiale diocesani e del Laicato cattolico.
Clicca qui per il testo del saluto.
 
 
La Misercordia di Dio e la paterna umanità del Vescovo
I Quindici anni di Nolè racchiusi tra due eventi Giubilari
Nella lettera che Mons. Francesco Nolè ha indirizzato alla chiesa diocesana di Tursi-Lagonegro c’è la saggezza e la fermezza del Pastore, e al contempo la sofferenza dell’uomo che è chiamato a sconvolgere i propri piani per aderire al progetto di Dio che chiama verso vie nuove e, a volte, insperate.
Il frate francescano, che per 15 anni ha guidato la nostra Diocesi, è chiamato ora a un nuovo compito e prima di proiettarsi completamente e con tutte le sue forze nella nuova missione pastorale che svolgerà nell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, ha rivolto lo sguardo al popolo che lo ha accolto nella sua prima lunga esperienza pastorale iniziata il 7 gennaio 2001.
La Provvidenza ha voluto che il suo ministero a Tursi-Lagonegro iniziasse proprio il giorno seguente la chiusura della Porta Santa per il Grande Giubileo del 2000, avvenuta il 6 gennaio 2001, e oggi che ci accingiamo a salutarlo mentre lascia la nostra Diocesi, siamo in attesa che quella stessa Porta si riapra per accogliere il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco.
Il ministero di Mons. Nolè nella nostra Diocesi è incorniciato, dunque, fra due i primi due grandi Giubilei del Terzo Millennio, che proiettano la Chiesa verso le nuove sfide che l’umanità le pone nel segno della misericordia e dell’opzione missionaria del duc in altum.
La lettera di saluto di Mons. Nolè, che col sopraggiungere della festa di San Francesco ha definitivamente sciolto ogni legame pastorale con la diocesi di Tursi-Lagonegro, scadendo la sua nomina di Amministratore apostolico, muove tra questi due capisaldi della fede cristiana: il sì di Abramo e l’esercizio della misericordia in quella che egli definisce “la purificazione del cuore e della memoria”.
“Vi è un gesto decisivo, che ci precede, ed è profondamente educativo, perché sostenuto dalla misericordia: la purificazione del cuore e della memoria, che ci rende capaci di avere nuovamente un cuore puro, sincero e riconciliato, per trasformare i ricordi negativi in rendimento di grazie ed orientarli al positivo. Questo gesto ci qualifica come cristiani e come ministri della misericordia”.
Questo passo della lettera del Vescovo ci consegna uno spirito giubilare fatto di ricordi e di speranze, di passato e di futuro, di memoria e di profezia, capace di conservare la ricchezza dell’incontro con le persone e allo stesso tempo purificarne la memoria serbando di esse solo il bene che hanno saputo donarci, e bruciando il male inevitabile nel fuoco ardente della carità che si fa misericordia.
Per questo Mons. Nolè ci invita a “saper gestire e orientare tutto il vissuto al bene”, poiché questa capacità “fortifica il cuore e corrobora la volontà a compiere quanto siamo chiamati a svolgere”.
È proprio questa misura del bene che ci conduce alla felicità, altro tema caro a Mons. Nolè, tanto che ne ha fatto il suo motto episcopale. “In simplicitate et letitia” recita infatti quel motto, che contiene le due parole che hanno segnato il suo ministero episcopale tra noi, e che richiamano a San Francesco e al suo concetto di felicità che trova la sua espressione più piena nella “pefetta letitia”, che sa “trasformare il male in bene”.
Non poteva essere diversamente. È chiaro che in perfetta sintonia con San Francesco, Mons. Nolè ci invita nel suo saluto finale a farci guidare dalla capacità di conversione e perdono, che si concretizzano nelle dimensioni dell’accoglienza e della donazione.
“Se ci guideranno questi sentimenti sapremo rinnovare la nostra vita alla luce del Vangelo e creare relazioni nuove, perché ‘ciò che prima mi sembrava amaro si trasformò in dolcezza’ (Fonti Francescane 110).” Solo alla luce di queste parole, che il Vescovo scrive richiamando quelle di San Francesco, potremo comprendere il saluto che egli ci lascia come estrema sintesi del suo testamento pastorale: “Vi amo, perciò vi porto nel cuore!”.
Un cuore che la carità ha purificato da quelle esperienze se si sono “cristallizzate nel male” e che ora è orientato al bene.
Solo ora si può, dunque, guardare al futuro con la serenità che ebbero i frati che assistevano San Francesco morente, ai quali il poverello d’Assisi disteso nudo sulla nuda terra disse con disarmante semplicità: “Io ho fatto la mia parte, la vostra ve la insegni Cristo”. È con queste parole, prese in prestito dal Serafico Padre, che Mons. Nolè ha voluto salutare quanti con lui hanno condiviso il cammino e il ministero episcopale di questi 15 anni.
 
Francesco Addolorato
Direttore responsabile di Dialogo
 

Verso il Convegno Ecclesiale: Convegno regionale a Viggiano

Quale futuro per la Basilicata: tra progresso sostenibile e responsabilità verso le future generazioni
 
Un convegno scientifico che ponga al centro il futuro economico e paesaggistico della nostra Regione. Un servizio leale e non ideologico alle nostre popolazioni circa le criticità sollevate dalle estrazioni petrolifere, le ricadute sul progresso economico e la cura della salute e della qualità della vita delle persone.
 
Per motivi organizzativi, chiunque intende partecipare e usufruire del pranzo comunitario deve iscriversi nella propria parrocchia entro domenica 4 ottobre, versando € 15,00. I parroci trasmetteranno le iscrizioni al sacerdote delegato della propria diocesi per il Convegno di Firenze entro lunedì 5 ottobre, dal quale riceveranno il buono/pasto il giorno dopo, in occasione dell’incontro regionale del clero (Macchia Giocoli, martedì 6 ottobre 2015).
 
 

Veglia di Preghiera verso la GMG e il Sinodo

Sarà celebrata a Senise sabato 3 ottobre 2015 alle ore 19.00, nella Chiesa di san Francesco d’Assisi, la Veglia di inizio cammino dei Giovani della Diocesi verso la GMG di Cracovia 2016, promossa dal Servizio diocesano di Pastorale Giovanile in collaborazione con la Commissione di Pastorale Familiare. 
La stessa circostanza diventa preziosa anche per pregare per l’imminente prossimo Sinodo dei Vescovi che articolerà il tema: “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”, mentre guarderemo alla santità di Francesco di Assisi nel suo Transito da questo mondo al Cielo. 
 
La lettera della PG insirizzata ai Parroci, alle Associazioni e ai Movimenti ecclesiali presenti in diocesi
 
Cari confratelli e responsabili dei Movimenti, Associazioni e Cammini,
quest’anno la Chiesa ci mette davanti iniziative di estrema importanza. In particolare, ci chiama a guardare verso Cracovia con grande entusiasmo per vivere un’esperienza di Chiesa universale.
L’istituzione delle Giornate Mondiali della Gioventù è uno dei segni delle grandi scelte profetiche di San Giovanni Paolo II. Essa è un’avventura spirituale attraverso la quale si vuole far scoprire nei giovani Cristo: via, verità e vita.
Affinchè la GMG non sia ridotta a un grande evento, ma sia un itinerario di ricerca e d’incontro con Cristo, un “laboratorio di fede” come amava definirla lo stesso san Giovanni Paolo II, l’equipe del Servizio Diocesano di PG, offre un itinerario di formazione per i gruppi giovani delle rispettive Parrocchie, Movimenti, Associazione e Cammini laicali presenti in Diocesi.
 
La nostra non vuole essere una pretesa, ma confidiamo pienamente nella vostra compartecipazione affinchè come Chiesa particolare, possiamo compiere un itinerario unitario con e per i nostri giovani.
A ognuno di voi saranno consegnati i sussidi elaborati e proposti dal Servizio Nazionale di PG.
Sono solo degli strumenti e guide che si aggiungono già a tanti altri, ma essenziali per supportare il nostro cammino.
L’intero cammino sarà scandito da tematiche mensili, con eventi diocesani da vivere insieme:
 
3 ottobre 2015: Inizio del cammino verso Cracovia.
Senise Chiesa di san Francesco ore 19,00
 
29 dicembre 2015: Ritiro Diocesano dei giovani secondo il metodo della Lectio divina
 
19 marzo 2016: GMG diocesana
 
10 Luglio 2016: Mandato ai giovani che parteciperanno alla GMG
 
 
In allegato troverete il programma di formazione.
 
Tale cammino è bene che sia offerto a tutti i giovani e non soltanto a coloro che hanno l’intenzione e la possibilità di partecipare alla GMG.
 
Alle Associazioni, Movimenti e Cammini laicali presenti sul territorio, chiediamo di tener presente tale itinerario e in modo particolare a vivere e a partecipare agli appuntamenti diocesani, senza correre il rischio della frammentarietà e della separazione.
 
Nel riscoprire e valorizzare quell’immenso potenziale di bene e di possibilità creative che ogni giovane porta in sé, vi porgiamo distinti saluti.
 
Di seguito si allega il programma dell’anno con i temi dell’itinerario proposto dai sussidi.
 
Ottobre – Dicembre: il senso del viaggiare
Ottobre: differenza tra il viaggiare e il peregrinare: lo sguardo di fede in cerca di conversione (sussidio n. 1, pag. 2);
Novembre: viaggiare: riconoscere l’altro per la proprio esistenza (sussidio n. 1; pag.3-4);
Dicembre: Il pellegrino e il suo orientarsi all’Altro (sussidio n. 1; pg. 9)
 
Gennaio: il senso del dolore e del male: Auschwitz (sussidio n. 3; pag. 18-23);
Figure dei santi: San Massimiliano Kolbe – Edith Stein (sussidio n. 2, pag. 22-23);
 
Febbraio: il senso del ritrovarsi intorno alla croce (sussidio n. 1; pg. 10);
 
Marzo: il senso della misericordia (sussidio n. 0; pg. 7. n. 2; pag. 2-10)
 
Aprile: la Santità: san Giovanni Paolo II (sussidio n. 2; pag. 15)
santa Faustina (sussidio n. 2; pag. 23)
 
Maggio: Maria (sussidio n. 2; pag. 11-14)
 
N.B. Le iscrizioni per Cracovia devono avvenire entro e non oltre il 31 gennaio 2016, versando l’anticipo di euro 200,00.
L’età prevista è compresa tra 16-35 anni, ogni gruppo deve avere un responsabile adulto. Indicare le eventuali disabilità.
 
don Adelmo Iacovino

Convegno Caritas a Chiaromonte il 12 settembre 2015

Clicca qui per il pdf della relazione di don Salvatore Ferdinandi
 
Sarà presente il Responsabile nazionale dell’Area Promozione Caritas, don Salvatore Ferdinandi, al Convegno organizzato da Caritas Diocesana per sabato 12 settembre 2015, a partire dalle ore 9.30 presso l’Ostello di Chiaromonte. 
 
Ecco il programma della Giornata
Accoglienza e Preghiera
– Introduzione e Saluti a cura del Direttore Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro, diac. Gaetano Antonio PERRETTA
– “Il Metodo pastorale della Caritas: ascoltare, osservare, discernere per animare” a cura del Responsabile Area Promozione Caritas di Caritas Italiana, sac. Salvatore FERDINANDI
– “Presentazione di una buona prassi di applicazione del Metodo Caritas” a cura della Direttrice di Caritas Matera – Irsina dott.ssa Anna Maria CAMMISA
– Pranzo
– Laboratori di confronto
– Restituzione in plenaria di quanto emerso nei Laboratori
– Mandato operativo a cura di don Salvatore FERDINANDI
– Presentazione della Mappatura sulle Risorse del territorio a cura del sociologo dott Rocco DI SANTO e del Referente diocesano del Progetto “Progetto 8×1000 Fondo Italia2013”, Daniele COSTANZA
– Conclusioni e Saluti
 
Clicca qui per la locandina della Giornata

Ordinazione Diaconale di Nicola Caino

Nicola Caino, studente presso il Seminario Maggiore di Basilicata, sarà ordinato diacono martedì 29 settembre 2015 nella Chiesa Cattedrale di Tursi alle ore 17,30 da S. E. Mons. Francesco Nolè, Arcivescovo di Cosenza-Bisignano e Amministratore apostolico di Tursi-Lagonegro. 
 

Sobrietà, misura dell’umano

 “Quando si fa sera, voi dite: ‘Bel tempo, perché il cielo rosseggia’; e al mattino: ‘Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo’. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi?” (Mt 16,2-3). La risposta di Gesù ai farisei e sadducei invita a leggere i segni – quelli nel cielo come quelli nella storia – per vivere il tempo con saggezza, cogliendo, nella sequenza dei momenti, il kairòs – il tempo favorevole – in cui il Signore chiama a seguirlo.
Così comincia il Messaggio firmato dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, e da quella per l’ecumenismo e il dialogo, in occasione della 10ª Giornata per la custodia del creato (1° settembre 2015), che sarà celebrata alla vigilia del Convegno Ecclesiale di Firenze (9-13 novembre) e dell’inizio del Giubileo della Misericordia (8 dicembre), e soprattutto alla luce dell’Enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, appena pubblicata.
Il Messaggio preparato dai Vescovi italiani invita a riscoprire una “sapienza dell’umano, capace di amare la terra, per abitarla con sobria leggerezza”. Tra i temi affrontati la necessità di ripensare gli stili di vita, di tutelare il clima, di rafforzare un’economia sostenibile.
 
 
Clicca qui per scaricare il messaggio
 
 

500 anni fa nasceva san Filippo Neri

La Chiesa, quella di Roma in particolare, vive oggi l’anniversario di uno dei suoi Santi più popolari: il 21 luglio 1515 nasceva a Firenze Filippo Neri, che ben presto si trasferirà nella città del Papa per dare inizio a una straordinaria esperienza di carità tra i più poveri, intessuta di una letizia e una spontaneità rimaste come uno dei segni più noti e amati dell’apostolato di San Filippo. Anche Papa Francesco, lo scorso 26 maggio ha voluto rievocare in un Messaggio questo anniversario. 
 
Pietro e Paolo, e Filippo. Da 500 anni gli “Apostoli di Roma” sono tre. E questo la dice lunga sull’amore di una città per un uomo nato a Firenze ma rinato, per i romani, tra le piazze della Città Eterna e i vicoli, quelli più degradati, dove un pastore santo può anche avere l’odore delle pecore ma le pecore hanno addosso il puzzo della malattia e della povertà, che svuota le tasche e l’anima.
 
Tra le periferie del centro
Quando Filippo Neri arriva a Roma nel 1534, è come se una luce venisse accesa nel buio della miseria che annida tra le glorie dell’Ara Pacis e i lustri travertini dei palazzi nobiliari. Il centro dell’Urbe ha la faccia sporca delle periferie e lì Filippo andrà a prendere una stanzetta, a San Girolamo a via Giulia. Di giorno, viso simpatico e cuore lieto che porta a chi incontra il calore di Dio, senza nemmeno essere un prete, accompagnandolo se può con un pezzo di pane. O una carezza sulla fronte, un conforto sussurrato, a chi si lamenta sui pagliericci dell’Ospedale degli Incurabili. Di notte, un’anima di fuoco, Filippo, perso in un dialogo talmente intimo con Dio che il suo letto può essere senza problemi il sagrato di una chiesa o la pietra di una catacomba.
 
Il sorriso sempre
Questo – ricorda il Papa nel suo messaggio per il 500° – lo rese “appassionato annunciatore della Parola di Dio”. Questo è stato il segreto che fece di lui un “cesellatore di anime”. La sua paternità spirituale, osserva Francesco, “traspare da tutto il suo agire, caratterizzato dalla fiducia nelle persone, dal rifuggire dai toni foschi ed accigliati, dallo spirito di festosità e di gioia, dalla convinzione che la grazia non sopprime la natura ma la sana, la irrobustisce e la perfeziona”. “Si accostava alla spicciolata ora a questo, ora a quello e tutti divenivano presto suoi amici”, racconta il suo biografo e il Papa commenta: “Amava la spontaneità, rifuggiva dall’artificio, sceglieva i mezzi più divertenti per educare alle virtù cristiane, al tempo stesso proponeva una sana disciplina che implica l’esercizio della volontà per accogliere Cristo nel concreto della propria vita”.
 
L’ora dell’Oratorio
Tutto questo affascina chi, conoscendo Filippo, vuole fare come lui. L’“Oratorio” nasce così, tra i tuguri fetidi profumati giorno per giorno da una carità fatta di carne e non per un progetto disegnato sulla carta e calato dall’alto come un’elemosina data a freddo. “Grazie anche all’apostolato di San Filippo – riconosce Papa Francesco – l’impegno per la salvezza delle anime tornava ad essere una priorità nell’azione della Chiesa; si comprese nuovamente che i Pastori dovevano stare con il popolo per guidarlo e sostenerne la fede”. E pastore lo diventa lui stesso, Filippo, che nel 1551 approda al sacerdozio senza per questo cambiare vita e stile. Col tempo, attorno a lui prende corpo la prima comunità, la cellula della futura Congregazione che nel 1575 riceve il placet di Gregorio XIII.
 
“State bassi”
“Figliuoli, siate umili, state bassi: siate umili, state bassi”, ripete ai suoi padre Filippo, che ricorda che per essere figli di Dio “non basta solamente onorare i superiori, ma ancora si devono onorare gli eguali e gli inferiori, e cercare di essere il primo ad onorare”. E colpisce, da un’anima tanto contemplativa come Maria ai piedi di Gesù, il piglio di Marta che convive nel suo cuore quando afferma: “È meglio obbedire al sagrestano e al portinaio quando chiamano, che starsene in camera a fare orazione”. Filippo Neri, il terzo Apostolo di Roma, chiude gli occhi alle prime ore del 26 maggio 1595. Mai spento è il dinamismo del suo amore e a Roma che si prepara al Giubileo della misericordia sembra che ripeta: “Non è tempo di dormire, perché il Paradiso non è fatto pei poltroni”.
 
(Alessandro De Carolis, Radio Vaticana)
 
tratto da www.avvenire.it

Grazie Padre Francesco!

Con gratitudine verso il Santo Padre apprendiamo che S. E. Mons. Francesco Nolè, Arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, che sabato 4 luglio 2015 fa ingresso nella Diocesi calabrese, reggerà ancora la nostra Diocesi fino al 4 ottobre p.v. come Amministratore apostolico.
A Monsignor Nolè rinnoviamo gli auguri affettuosi e la stima filiale.
La sua cordiale paternità e la squisita umanità che lo contraddistinguono continueranno ad essere strumenti preziosi di cui il Signore si servirà nel suo nuovo percorso ministeriale. 
Continui ad accompagnarci con la sua vicinanza, Eccellenza, perché non prevalga in noi la nostalgia ma il discernimento della volontà di Dio ci aiuti a continuare la via santa dell’evangelizzazione, in semplicità e letizia
Giovanni Lo Pinto
 
 
Di seguito riportiamo il saluto, pregno di affetto e riconoscenza che mons. Francesco Lacanna, dal 15 maggio scorso delegato vescovile, indirizzava a Mons. Nolè nella Giornata Sacerdotale vissuta a Seluci di Lauria il 12 giugno 2015.
 
Eccellenza reverendissima,
a conclusione di questa significativa giornata sacerdotale, avvicinandosi la data dell’ingresso nella Diocesi di Cosenza-Bisignano, sentiamo il bisogno di esprimervi anzitutto i sentimenti della nostra viva gratitudine per tutto il bene che ha profuso con instancabile impegno nella nostra Diocesi annunciando il mistero di Dio e della Chiesa infondendo in tutti, anche nei momenti difficili, fiducia e coraggio.
Quante meraviglie il Signore ha operato: Mons. Orofino, chiamato all’episcopato, 30 sacerdoti, 1 diacono permanente… .
La mia voce, in questo momento, si fa eco di tutti, non solo dei Sacerdoti, ma di tutto il popolo di Dio, gregge che voi avete servito e amato. Il saluto semplice e sentito della vostra “prima Sposa”, che la Divina Provvidenza vi consegnò 14 anni fa; un saluto doveroso che nasce dall’affetto ed è sostenuto dalla gratitudine ecclesiale.
Siete stato il Vescovo itinerante sempre presente, dappertutto, nella Diocesi, in tutte le comunità sia urbane che di campagna. Il continuo “peregrinare” da un capo all’altro della Diocesi è stato animato sempre da una grande disponibilità e servizio che vi hanno portato ad affrontare tanti sacrifici e superare tante difficoltà.
In tanti incontri per ricorrenze significative o ordinarie, di sofferenza o di gioia delle nostre comunità, abbiamo fatto esperienza della vicinanza del nostro Pastore un’esperienza particolare della vostra sollecitudine pastorale è stata la Visita Pastorale (2004-2007) nelle nostre Parrocchie, che con la permanenza protratta per più giorni, vi ha permesso di incontrare tante persone nei loro ambienti di vita, di sofferenza e di speranza, rendendo visibile Cristo, buon Pastore: grazie Eccellenza, perché non vi siete accontentati di una presenza legata alle formalità e alle cerimonie.
Un ringraziamento con cuore di figli voglio elevare al Padre della vostra paternità verso tutti: famiglie, giovani, seminaristi, religiosi/e, diaconi, ammalati… ogni bisognoso e soprattutto verso noi sacerdoti: in molte occasioni abbiamo sperimentato una particolare predilezione.
Ogni anno nelle omelie delle messe Crismali ci avete ricordato la grandezza e la bellezza del dono, del sacerdozio, la dignità della nostra vocazione e sentirci corresponsabili con Voi dell’edificazione della comunità diocesana, privilegiando la comunione presbiterale. Ci siamo sentiti particolarmente amati in occasione dell’anno sacerdotale: l’incontro personale nel nostro ambiente pastorale ci ha facilitato l’apertura del nostro cuore, sollecitato anche dalla Vostra amabilità, cordialità, semplicità, disponibilità all’ascolto e al dialogo, la vostra stima e rispetto verso ciascuno di noi in fraterna autorevolezza.
Ogni nostra obbediente risposta, anche se a volte sofferta, è scaturita da un confronto rispettoso, fiducioso e paziente, consapevoli di condividere con responsabilità ecclesiale e maturità la stessa chiamata: servire il popolo di Dio che vive in Tursi-Lagonegro per un vero cammino di Santità.
Il vostro saluto di inizio non fu un programma, ma semplicemente l’annuncio e la proposta di una disponibilità totale all’azione dello Spirito Santo che regge la sua Chiesa. La nostra docilità allo Spirito hanno permesso in questi 14 anni di vivere tanti cambiamenti pastorali, circa cinquanta.
Infine, grazie Eccellenza, del Vostro illuminato magistero: i molteplici interventi ed omelie, ma soprattutto i quattro Convegni diocesani, approfonditi dalle annuali Assemblee, hanno scandito il lavoro pastorale di tutta la Diocesi.
Nei primi anni siamo stati invitati a ripartire da Cristo risorto sull’esperienza dei Discepoli di Emmaus e dei Santi e Beati della nostra diocesi.
In seguito in sintonia con il programma pastorale della CEI “educare alla vita buona del vangelo”, il terzo Convegno diocesano è stato dedicato alla famiglia: una della priorità del Vostro progetto pastorale, quasi ad anticipare i due Sinodi della famiglia, insieme al tema della Parrocchia, che stiamo vivendo in questi ultimi anni: quanta sollecitazione perché in ogni comunità parrocchiale ci siano gli organismi di partecipazione. L’annuncio della Verità, vi ha portato ad avere un dialogo sincero e un confronto costruttivo anche con il mondo della cultura e con le varie istituzioni civili. Non posso concludere senza chiedervi anche perdono per alcune nostre “chiusure” ai vostri insegnamenti e alle esigenze della nostra Chiesa diocesana.
Grazie Eccellenza della Vostra testimonianza di vita, a volte sofferta, nell’accettare e sopportare la croce, che in questi anni non è mancata.
Eccellenza il Vostro ministero episcopale lascia tracce indelebili nella vita di tutta la Chiesa di Tursi-Lagonegro, non solo per le significative opere pastorali realizzate (palazzo Bernardo a Tursi, casa a Lagonegro, canoniche e Chiese restaurate) ma soprattutto per il mirabile esempio di vita spirituale “in semplicitate et laetitiae”: l’amabilità, la gentilezza, la costante presenza e disponibilità per tutti e in tutto, la sollecitudine per i Sacerdoti, la particolare attenzione alle famiglie e ai giovani, la generosità verso i bisognosi.
Eccellenza, accettate il nostro augurio filiale e devoto per la Vostra nuova missione nel nuovo campo di lavoro, affidatovi dal Santo Padre: l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.
Nell’augurio è presente la nostra preghiera, perché la grazia di Nostro Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano sempre presenti e operanti in Voi, in noi e in colui che la Provvidenza chiamerà a succedervi nella nostra Diocesi, con la speranza che possiate continuare ad essere presente in mezzo a noi come Amministratore Apostolico fino all’arrivo del nuovo Vescovo: questa è la volontà dell’intero Collegio dei Consultori ed in generale del clero.

sabato 4 luglio Monsignor Nolè farà l’ingresso nella Diocesi di Cosenza-Bisignano

Nominato dal Santo Padre Francesco il 15 maggio 2015 arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, Monsignor Francesco Nolè ha ricevuto il pallio nella Celebrazione presieduta dal Papa in San Pietro il 29 giugno, in occasione della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. 
Il pallio è simbolo del Vescovo come buon pastore e, insieme, dell’Agnello crocifisso per la salvezza degli uomini. Rappresenta l’agnello portato sulle spalle, come simbolo dell’ufficio del Vescovo, chiamato a essere buon pastore: il materiale di cui è fatto è la lana. Il Papa lo concede agli Arcivescovi Metropoliti, ai Primati e al Patriarca Latino di Gerusalemme. Esso è simbolo non solo della giurisdizione papale, ma anche il segno esplicito e fraterno della condivisione di questa giurisdizione con gli Arcivescovi Metropoliti, e mediante questi con i Vescovi loro suffraganei. Esso quindi è segno visibile della collegialità e della sussidiarietà nell’esercizio del governo della Chiesa.
Nolè inizierà il suo Ministero Episcopale nell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano con la Concelebrazione Eucaristica che presiederà sabato 4 luglio 2015, nella Cattedrale di Cosenza, alle ore 18.00. 
Le autorità civili e militari, unitamente al laicato cattolico, saluteranno il nuovo pastore alle ore 16.30 presso l’Auditorium “A. Guarasci” in piazza XV Marzo. 
 

Giornata della Carità del Papa

Domenica 28 giugno nelle parrocchie si celebra la Giornata per la carità del Papa, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con l’Obolo di San Pietro e con “Avvenire”.
“Con lui per gli ultimi” è lo slogan di quest’anno.
Oltre al contributo diretto che ciascun fedele può dare durante la colletta delle Messe festive, sarà possibile sostenere le opere di solidarietà di papa Francesco anche acquistando la copia domenicale di “Avvenire”, nelle edicole e in alcune parrocchie. Il ricavato verrà interamente devoluto alla carità del Papa.