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Pronti per il Giubileo della Misericordia

Con la Celebrazione dell’8 dicembre 2015 in San Pietro, durante la quale Papa Francesco aprirà la “Porta Santa”, la Chiesa universale inizierà solennemente l’Anno giubilare della Misericordia (8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016), indetto in occasione del 50° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II con la Bolla Misericordiae Vultus.
Domenica 13 dicembre ci sarà l’apertura della “porta della misericordia” in Santa Maria Maggiore, Cattedrale di Roma, e in tutte le Cattedrali del mondo. 
Nella Diocesi di Tursi-Lagonegro saranno due le Celebrazioni di apertura della “porta della misericordia“, sabato 12 dicembre, alle ore 17.30, nella Concattedrale di Lagonegro e domenica 13 dicembre alle ore 17.30 nella Cattedrale di Tursi
 
Nell’Anno Santo della Misericordia, come da decreto emanato a Tursi il 10 novembre 2015, è possibile ottenere l’Indulgenza plenaria della pena temporale per i propri peccati, applicabile anche in suffragio dei defunti, alle condizioni già stabilite, visitando in forma di pellegrinaggio:
– la Basilica di San Pietro in Roma
ogni giorno, dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016
– una Basilica Papale in Roma
– la Chiesa Cattedrale in Tursi (MT)
– la Chiesa Concattedrale in Lagonegro (PZ)
ogni giorno, dal 13 dicembre 2015 al 13 novembre 2016
 
– la Basilica Santuario diocesano di “Maria SS. di Anglona” in Tursi (MT)
ogni giorno, dal 20 dicembre 2015 al 6 novembre 2016
 
– la Basilica Santuario diocesano di “San Biagio” in Maratea (PZ)
ogni Domenica, Solennità, nei giorni della Novena
– la Basilica chiesa parrocchiale di “Sant’Egidio Abate” in Latronico (PZ)
ogni Domenica, Solennità, nei giorni della Novena, Venerdì di Quaresima
– il Santuario diocesano di “Maria SS. di Sirino” in Lagonegro (PZ)
ogni giorno, dal 19 giugno al 18 settembre 2016
– il Santuario diocesano di “Maria SS. di Pollino” in San Severino Lucano (PZ)
ogni giorno, dal 5 giugno all’11 settembre 2016
– il Santuario di “Maria SS. del Pantano” in San Giorgio Lucano (MT)
– il Santuario di “Maria SS. di Orsoleo” in Sant’Arcangelo (PZ)
– il Santuario di “Maria SS. della Sulla” in Nova Siri (MT)
– la chiesa parrocchiale di “San Nicola di Bari” in Lauria (PZ)
che custodisce le venerate reliquie del beato Domenico Lentini, sacerdote diocesano
– la chiesa parrocchiale di “San Giovanni Battista” in Chiaromonte (PZ)
che custodisce le venerate reliquie del beato Giovanni da Caramola, professo cistercense
– la chiesa parrocchiale di “Santa Maria della Neve” in Castronuovo (PZ)
patria di Sant’Andrea Avellino, religioso teatino
ogni Domenica, nelle Solennità, nei giorni della Novena
– percorrendo il Cammino Mariano del Pollino. Per quanto riguarda la concessione giubilare al “Cammino Mariano del Pollino”, nel tratto preciso indicato dal decreto del 10 novembre 2015, che si ricollega alla regione monastica del Merkùrion e alle laure e agli armòi dei santi monaci italo-greci e al culto diffusissimo della Theotòkos, nel tratto già organizzato, si ribadisce e si chiarisce che vale solo per i fedeli, forestieri o locali, che percorrono il cammino, tutto o in parte, in forma di pellegrinaggio a piedi, in bicicletta, con cavalcature o con autoveicoli per anziani e ammalati. I luoghi giubilari indulgenziati sono legati esclusivamente al culto e alla permanenza delle seguenti icone mariane significative per più parrocchie e per rilevante concorso del popolo cristiano:
– effige di Maria SS. del Pollino presso il santuario montano e la chiesa parrocchiale di “S. Maria degli Angeli” nel territorio di San Severino Lucano;
– effige di Maria SS. dell’Alto presso il santuario montano e la chiesa parrocchiale di “S. Caterina V. e M.” nel territorio di Viggianello;
– effige di Maria SS. della Consolazione presso il complesso del santuario omonimo e la chiesa parrocchiale della “Natività della Beata Vergine Maria” nel territorio di Rotonda;
– effige di Maria SS. della Neve presso il santuario omonimo e la chiesa parrocchiale di “S. Nicola di Mira” nel territorio di Castelluccio Inferiore;
– effige di Maria SS. del Soccorso presso il santuario montano e la chiesa parrocchiale di “S. Margherita V.e M.” nel territorio di Castelluccio Superiore;
– effige di Maria SS. dell’Armo all’omonimo santuario nel territorio di Lauria.
I parroci e gli amministratori parrocchiali, competenti per il predetto tratto del cammino mariano del Pollino, collaborino con le autorità civiche territoriali, con l’associazione “Cammino Mariano del Pollino”, con gli altri enti competenti, per allestire non solo la cura spirituale dei pellegrini, ma anche eventualmente l’assistenza, l’alloggio e il ricovero per i fedeli viandanti.
 
L’Indulgenza plenaria della pena temporale per i propri peccati, impartita per la misericordia di Dio, possono ottenerla tutti i singoli fedeli veramente pentiti, debitamente confessati, comunicati sacramentalmente, recitando la professione di fede (Credo) e pregando secondo le intenzioni del Sommo Pontefice il Padre nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre. 

Avvento-Natale di Solidarietà 2015

Come ogni anno la Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro invita le Caritas parrocchiali e le parrocchie stesse della Diocesi a vivere gesti di attenzione e di prossimità a chi è nel bisogno, prendendo spunto dalle parole del Papa: “E’ il tempo del ritorno all’essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficoltà dei nostri fratelli…” (Francesco, Misericordiae Vultus, 10).
Per il periodo di Avvento e Natale si predisponga un’occasione in cui racogliere dei fondi da destinare secondo quanto indicato.
 
Colletta pro : TERREMOTO ASIA OTTOBRE 2015
Le collette vanno versate sul ccp 12489753 intestato a: Rev.ma Curia Vescovile Tursi – Lagonegro, con la causale “AVVENTO – NATALE DI SOLIDARIETÀ 2015″
 
 
Clicca qui per la locandina

Ritiro di Avvento per Adulti e Giovani di AC

L’Avvento è tempo di attesa e di speranza per il cristiano che medita la nascita di Gesù.
E’ il tempo della riflessione sull’Eterno che entra nella storia e ci rivela che Dio è Padre e che la sua paziente fedeltà è più forte delle tenebre e della corruzione.
Quando siamo dispersi, è Lui che ci richiama; lontani, Egli ci viene incontro; vinti dall’odio e dall’inimicizia, ci riconduce al bene.
Se riuscissimo a sperimentare questa tenerezza di Dio nelle nostre associazioni!
Se riuscissimo a lasciare a Gesù la possibilità di riamalgamarci, estinguendo le contese e le incomprensioni, di riplasmarci con la forza del suo amore, di ricominciare dopo ogni fallimento sperimentato con
dolore, di accoglierci con la misericordia ed il perdono che Dio è sempre disposto ad usarci!
Egli vuole che in noi ci sia una mentalità diversa da quella del mondo; pesa sopra di noi come un macigno il «Tra voi, però, non è così».
Nella sua comunità il criterio è la croce, la misura dell’amore è il dono, il potere è il servizio, il primo posto è l’ultimo.
Egli si rivela attraverso la Parola, ma anche attraverso gli altri: la vita spirituale è profondamente comunitaria, è esperienza di condivisione.
Apriamo il nostro cuore per accoglierlo e permettergli di cambiare la nostra vita, vivendo insieme, nell’unitarietà dei settori Adulti e Giovani, una giornata di ritiro domenica 29 novembre 2015 a Moliterno, ospiti delle Parrocchie della Comunità.
La preghiera, la meditazione, le confessioni e la celebrazione eucaristica ci aiuteranno in questo cammino di conversione, vissuto nello stile proprio dell’Azione cattolica che è quello della condivisione fraterna.
 
Per presentare il cammino dell’anno, unitario e dei settori, nel primo pomeriggio si svolgerà anche la 2^ assemblea diocesana che è stata accorpata al ritiro per evitare due diversi spostamenti delle associazioni parrocchiali in considerazioni delle notevoli distanze da percorrere per incontrarsi.
Si coglie l’occasione per ricordare che la partecipazione all’assemblea diocesana è necessaria per tutti Consigli Parrocchiali (in particolare, presidenti e responsabili dei settori adulti, giovani e ACR). Dunque, è auspicabile la presenza di tutti i consigli parrocchiali e del consiglio diocesano per un momento di formazione associativa che permette di avere le coordinate fondamentali su cui impostare il cammino dell’anno.
Non si tralasci, inoltre, di invitare tutti coloro che volessero vivere questo momento di formazione e unitarietà.
 
 
Il programma della giornata:
ore 9:30 Accoglienza e Saluti
ore 10:00 Preghiera delle Lodi Mattutine
Meditazione a cura degli Assistenti diocesani
Momento di riflessione personale e deserto
Santa Messa e consegna delle tessere ai presidenti parrocchiali
Adorazione Eucaristica
ore 13:30 Pranzo al sacco
ore 15:00 Assemblea dei Consigli parrocchiali e di tutti i partecipanti al ritiro
ore 15:45 Momento di fraternità e cura associativa
ore 16: 30 Preghiera conclusiva, saluti e rientro a casa.
 
Data la dimensione unitaria del ritiro, vi invitiamo a diffondere l’iniziativa fra gli adulti associati, ma anche fra i simpatizzanti e di incoraggiare la presenza dei giovani e dei giovanissimi.
Per la processione offertoriale, ogni comunità parrocchiale potrà proporre l’offerta di propri prodotti locali.
 
 
Clicca qui per il Calendario Annuale degli Appuntamenti di Azione Cattolica
 
L’equipe diocesana adulti e giovani
 

XXIII Convocazione Regionale del Rinnovamento nello Spirito

“Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perché «nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore». Chi rischia, il Signore non lo delude, e quando qualcuno fa un piccolo passo verso Gesù, scopre che Lui già aspettava il suo arrivo a braccia aperte”.
(Papa Francesco, Evangelii Gaudium, 3)
 
Con le parole di Papa Francesco, il Rinnovamento nello Spirito Santo lucano invita tutti alla XXIII Convocazione Regionale per sperimentare un incontro personale e comunitario con Gesù e saggiare la grandezza del cuore di Dio che vuole rivelarsi e farsi conoscere come ricco di Misericordia e grande nell’Amore.
 
Relatori della giornata: Salvatore Martinez (Presidente nazionale del Movimento Ecclesiale del Rinnovamento nello Spirito Santo) e Mons. Santo Marciano (Ordinario Militare per l’Italia) i quali tratteranno rispettivamente le seguenti relazioni: “Siate Misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro” e “Mi alzerò e andrò da mio padre”.
Tema della giornata tratto dal salmo 136 “Eterna è la sua Misericordia”.
 
Vi aspettiamo, Domenica 13 Dicembre dalle 8.30 alle 17.30 al Palaercole di Policoro per iniziare con noi questo straordinario e meraviglioso Anno di Grazia.
 

Insieme ai Sacerdoti. Insieme ai più deboli

Le tue offerte per i sacerdoti sono il riconoscimento che corrispondi a loro per il ruolo centrale che hanno nella vita della comunità ecclesiale. Attraverso questa offerta li aiuti a sostenere chi ha più bisogno e assicuri loro una dignitosa sussistenza.
 
Mentre le offerte che fai direttamente in chiesa aiutano esclusivamente quel sacerdote, queste offerte si dividono tra tutti i sacerdoti assicurando la perequazione del sistema di sostentamento del clero.
 
Forse non sai che dal 1984, a seguito della revisione del Concordato Stato-Chiesa cattolica italiana, è stata soppressa la retribuzione statale ai sacerdoti e il sostentamento del clero è affidato esclusivamente alla tua generosità. Da allora, l’Icsc (Istituto centrale sostentamento clero) è preposto alla raccolta centralizzata delle offerte per garantire un’equa ridistribuzione del reddito minimo a tutti i circa 36.000 sacerdoti della Chiesa cattolica italiana presenti nel 2014.
 
Oggi le offerte riescono a coprire soltanto il 2% del sostentamento dei sacerdoti (12 mensilità di una media di 1.000 euro). Il resto è assicurato da:
– Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.) attraverso l’8xmille (62%)
– Remunerazioni proprie dei sacerdoti derivanti da prestazioni per l’insegnamento nelle scuole e servizio pastorale presso carceri e ospedali (18,4%)
– Idsc (Istituti diocesani per il sostentamento del clero) attraverso le rendite dei propri patrimoni immobiliari (10%)
– Trattenute dalle casse parrocchiali di 0.0723 euro per abitante (7,6%).
 
La tua donazione per i sacerdoti non è solo una prova di solidarietà e generosità, ma soprattutto il mezzo che permette loro di spendersi per le comunità, mettendosi al servizio dei più bisognosi. La donazione deducibile viene divisa tra tutti i sacerdoti, mentre quella che fai direttamente in chiesa aiuterà solo il sacerdote al servizio di quella specifica comunità parrocchiale.
 
I sacerdoti lavorano esclusivamente per migliorare la vita degli altri. La loro missione è di offrire guida spirituale, ma non solo. Lo puoi vedere nei centri di accoglienza, in quelli di ricovero per i tossicodipendenti, nelle carceri, nelle mense per i poveri, nelle case di chi è anziano e solo, spesso nella prima linea contro la mafia, ma anche nei paesi del Terzo Mondo dove l’educazione, l’assistenza medica e il cibo sono scarsi.
 
Una donazione, per essere deducibile dai redditi, deve essere effettuata attraverso conto corrente postale, carta di credito, bonifico bancario a favore dell’Icsc (Istituto centrale sostentamento clero) oppure attraverso un versamento diretto presso l’istituto diocesano sostentamento clero della tua diocesi.
 
La raccolta centralizzata delle offerte è l’unico sistema per consentire all’Icsc di svolgere un’equa distribuzione delle risorse economiche a tutti i sacerdoti in quanto:
la trattenuta parrocchiale è proporzionata alla popolazione di pertinenza (euro 0,0723 per abitante) e metà delle circa 26.000 parrocchie italiane conta in media mille abitanti. Di conseguenza la trattenuta per il sostentamento del sacerdote è di soli 72,30 euro mensili.
– non tutti i sacerdoti percepiscono redditi per insegnamento o servizio pastorale
– è necessario assicurare il sostentamento degli oltre 3000 sacerdoti che non esercitano più il ministero per malattia o limiti di età
Attraverso un sistema di punteggi, l’Icsc, una volta raccolte le offerte, distribuisce i fondi in maniera proporzionata per tutti i sacerdoti che operano nelle stesse condizioni.
Ad esempio, un sacerdote appena ordinato ha diritto ad un sostentamento mensile di 883 euro, mentre quello di un vescovo ai limiti della pensione è di 1.376 euro mensili.
 
 

 

A Firenze per un nuovo umanesimo

“In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” è il tema del V Convegno Ecclesiale Nazionale (Firenze, 9-13 novembre), al quale martedì 10 novembre interverrà Papa Francesco.
Domenica 8 – Giornata nazionale del ringraziamento – tutte le assemblee liturgiche sono invitate ad accompagnare con la preghiera questo grande evento ecclesiale.
Clicca qui per lo schema per la preghiera dei fedeli preparato dall’Ufficio Liturgico Nazionale della CEI.
Il sito Firenze2015.it racconterà momento per momento i lavori, proponendo in diretta tutti i momenti in sessione plenaria e le celebrazioni con il Santo Padre del 10 novembre.
 
 
 
Cinque vie, un nuovo umanesimo 
di Chiara Giaccardi
(tratto da Firenze2015.it)
 
«Le cinque vie, cioè i cinque verbi dell’Evangelii Gaudium, sono i percorsi attraverso i quali oggi la Chiesa italiana può prendere tutto ciò che viene dal documento di papa Francesco e farlo diventare vita» (mons. Nunzio Galantino, segretario generale della CEI). Uscire, Annunciare, Abitare, Educare, Trasfigurare sono le cinque «vie» lungo le quali la comunità ecclesiale italiana viene invitata a incamminarsi, cominciando con un esame di coscienza. Ma quali sono, e cosa significa ciascuna di esse?
 
Uscire. Incontro agli altri per purificare la fede
Uscire implica apertura e movimento, lasciare le porte aperte e mettersi in cammino. Senza apertura non c’è spazio per nient’altro che noi stessi; senza movimento la verità diventa un idolo («la fede vede nella misura in cui cammina», Lumen fidei, 9). È la disposizione preliminare a ogni altra, senza la quale ci si arrocca sulle proprie certezze come fossero un possesso da difendere e si rischia di diventare disumani. È l’atteggiamento che deve accompagnare ogni altra via, per evitarne le derive. Significa uscire dal proprio io ma anche da un noi difensivo; dai luoghi comuni e dall’ansia di classificare e contrapporre. Siamo capaci di metterci in movimento, spingendoci anche fuori dai territori dove ci sentiamo sicuri per andare incontro agli altri? Di ascoltare anche chi non la pensa come noi non per convincerlo, ma per lasciarci interpellare, purificare la nostra fede, camminare insieme, senza paura di perdere qualcosa? Di «camminare cantando»? (Laudato Si’ 244).
 
Annunciare. Testimoniare il Vangelo con la vita
Annunciare non è una scelta. Se davvero la gioia della buona notizia ci ha toccati nel profondo non possiamo tenerla per noi. Per annunciare bisogna uscire: «Fedele al modello del Maestro, è vitale che oggi la Chiesa esca ad annunciare il Vangelo a tutti, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura. La gioia del Vangelo è per tutto il popolo, non può escludere nessuno» (Evangelii Gaudium 23). «Annunciare» non è sinonimo di «enunciare»: comporta dinamismo appassionato e coinvolgimento integrale di sé, che il Papa riassume in 4 verbi: prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare (EG 24). L’annuncio è testimonianza. «Possa il mondo del nostro tempo ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, ma da ministri del Vangelo la cui vita irradi fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo» (Evangelii nuntiandi 75). Ne siamo capaci?
 
Abitare. Costruire dimore stabili aperte al mondo
Abitare in tante lingue è sinonimo di «vivere», perché solo l’uomo abita: non si limita a scavare una tana per sopravvivere ma, mentre si adatta all’ambiente, lo plasma secondo i significati che ha ereditato e condivide con il proprio gruppo. Abitare traduce nella concretezza dell’esistenza il «di più» che distingue l’uomo dal resto dei viventi e si esprime costruendo luoghi stabili per l’intreccio delle relazioni, perché la vita fiorisca: non solo la vita biologica, ma quella delle tradizioni, della cultura, dello spirito. È dimensione essenziale dell’Incarnazione, insieme a nascita e morte: «il Verbo si fece carne e pose la sua dimora in mezzo a noi». Ci può essere un abitare difensivo, che costruisce muri per marcare distanze o un abitare accogliente, che incorpora l’uscire e iscrive nello spazio segni capaci di educare e annunciare; che vede il mondo come «casa comune», per tutti i popoli. Qual è oggi il nostro contributo alle forme dell’abitare, nel suo significato più autentico?
 
Educare. Tirar fuori la passione per ciò che è vero e bello
Educare è il tema scelto dalla Chiesa per il decennio 2010-2020. A che cosa e in che modo vogliamo educarci ed educare per realizzare la nostra umanità? Intanto, l’umanesimo oggi deve essere «integrale e integrante» (Laudato si’ 141) perché «tutto è connesso». Questa «totalità integrata» non è un nostro prodotto ma un dono ricevuto: da qui gratitudine e responsabilità, non sfruttamento. Consapevoli che questo è un dono d’amore, da parte di un Padre nel quale siamo fratelli. L’educazione non può prescindere dalla relazione. Come educare? Prima di tutto «uscendo»: e-ducere è «tirar fuori», non riempire di nozioni. Uscire dai luoghi comuni, dal dato per scontato; riscoprire la meraviglia e la passione per ciò che è vero e bello. Rimettere al mondo: l’educatore è in un certo senso un ostetrico, che fa nascere la nostra umanità più piena: con l’esempio prima di tutto, risvegliando la scintilla di infinito che è in ciascuno. Ne siamo capaci? O preferiamo rifugiarci nel sapere preconfezionato?
 
Trasfigurare. La capacità di vedere oltre i limiti umani
Trasfigurare è ciò che compie Gesù quando, dopo aver vissuto fino in fondo la propria umanità morendo in croce, rivela la propria natura divina apparendo ai discepoli nello splendore della luce. Loro vorrebbero abitare stabilmente quel tempo-luogo, ma sono invitati ad andare nel mondo come testimoni. Trasfigurare, sintesi delle cinque vie, non è un’azione in nostro potere. Possiamo solo metterci a disposizione, fidandoci e lasciandoci portare dove non sapremmo mai andare da soli. La via della trasfigurazione è via di bellezza, che rivela l’unità profonda tra bontà e verità, terra e cielo. Ci rende capaci di vedere oltre i confini delle cose, cogliendo l’unità profonda di tutto e, pur coi nostri limiti, farci testimoni di Gesù. Siamo capaci di coltivare la nostra capacità di aprirci alla grazia, con la vita spirituale e i sacramenti? Di testimoniare in modo profetico la bellezza del Vangelo?
 

Deceduto don Vito Micucci

È deceduto oggi don Vito Micucci, all’età di 84 anni (era nato il 23 febbraio 1932). Ordinato presbitero il 13 luglio 1958 da S. E. Mons. Augusto BERTAZZONI, servo di Dio, parroco di Sarconi dal 1958 al 2012, negli ultimi anni è stato vicario parrocchiale di “Santa Maria in Cielo Assunta” in Sarconi.
Il ricordo della sua gioia evangelica e della sua semplicità rimangono vive nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto, sacerdoti e fedeli laici.
I funerali si terranno mercoledì pomeriggio (4 novembre) alle ore 15.00 nella Chiesa Madre di Sarconi.
 
 

dalla parte dei poveri

«DALLA PARTE DEI POVERI» è lo slogan per la Giornata Missionaria Mondiale (18 ottobre 2015) celebrata nelle comunità cristiane, con la passione per l’annuncio che il Risorto ci ha consegnato! Cristo stesso si è messo a fianco di tutti, camminando con coloro che incontrava, poveri, malati nel corpo e nello spirito, uomini e donne in ricerca. A ciascuno di essi Gesù ha offerto lo sguardo della sua Misericordia, capace di guarire ogni vita. In ogni anno liturgico noi celebriamo il “Mistero di Cristo”, non un “segreto da svelare”, ma un dono da approfondire sempre meglio, la lieta notizia di Dio che è Padre ed ama talmente l’umanità da offrire a tutti nel Figlio la vita e la salvezza. Accogliamo oggi l’invito ad iniziare l’anno pastorale con il mese dedicato alla missione, impegnandoci sempre con forza ad essere “popolo di Misericordia”, cioè uomini e donne che sanno farsi compagni di viaggio di qualunque fratello e sorella, poveri come loro. Solo con Misericordia potremo incarnare lo “stile dell’inclusione”, non più quello dell’esclusione dell’altro, potremo essere noi stessi ‘storia di salvezza’ per chi ci incontra! Vivere “dalla parte dei poveri” non sarà dunque solo uno sforzo della nostra volontà umana, ma la normale conseguenza di un cuore convertito dall’amore, di un cuore che ha ‘conosciuto’ e sperimentato che Cristo, il Vivente, è ‘dalla parte’ di ciascuno di noi!

Inaugurazione Anno Accademico 2015-2016

CONFERENZA EPISCOPALE DI BASILICATA
ISTITUTO TEOLOGICO DI BASILICATA DEL SEMINARIO MAGGIORE INTERDIOCESANO DI BASILICATA – POTENZA
ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE “MONS. GIUSEPPE VAIRO” – POTENZA
affiliati alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Napoli
 
La S.V. è invitata lunedì 19 ottobre 2015, alle ore 10.30, presso l’Auditorium dell’Immacolata (Viale Marconi, 104 – Potenza)
all’inaugurazione dell’anno accademico 2015/2016.
Terrà la prolusione con una lectio magistralis il prof. don Giovanni Ancona, docente di antropologia teologica presso la Pontifica Università Urbaniana e la Pontificia Università Lateranense – Roma e membro dell’Associazione Teologica Italiana, sul tema: “Nuovo umanesimo e antropologia cristiana”.
 
Presiede S.E.R. Mons. Agostino Superbo, moderatore dei due Istituti.
 
Il direttore ITB, prof. don Francesco Sirufo
il direttore ISSR, prof. don Pasquale Basta
 
 
 
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don Francesco Sirufo, amministratore diocesano

Parroco di Viggianello, già vicario episcopale per la formazione permanente del Clero e vicario giudiziale della Diocesi di Tursi-Lagonegro, è direttore dell’Istituto Teologico del Seminario Maggiore di Basilicata e docente di Diritto Canonico. 
Nato a gennaio 1961, originario di Castelluccio Inferiore, è diventato sacerdote il 3 agosto 1985. Senise, Lauria Superiore e Viggianello le parrocchie che lo hanno conosciuto come pastore e guida. E con loro le tante persone che hanno beneficiato della sua sapienza e della sua umanità nei tanti incontri di formazione che la Diocesi ha offerto negli anni scorsi.
Sarà lui a guidare la Diocesi di Tursi-Lagonegro fino all’arrivo del successore di Monsignor Francesco Nolé, promosso alla sede di Cosenza-Bisignano. 
 
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