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Giornata Mondiale di Preghiera per la Santificazione del Clero

Cari Sacerdoti,
 
Nella prossima solennità del Sacro Cuore di Gesù (che ricorre il 15 giugno 2012) celebreremo, come di consueto, la “ Giornata Mondiale di Preghiera per la Santificazione del Clero”.
L’espressione della Scrittura «Questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione!» (1Tess 4,3), pur essendo rivolta a tutti i cristiani, riguarda in modo particolare noi sacerdoti che abbiamo accolto non solo l’invito a “santificarci”, ma anche quello a diventare “ministri di santificazione” per i nostri fratelli.
Questa “volontà di Dio”, nel nostro caso, si è, per così dire, raddoppiata e moltiplicata all’infinito, tanto che ad essa possiamo e dobbiamo obbedire ad ogni azione ministeriale che compiamo.
È questo il nostro stupendo desti no: non possiamo santificarci senza lavorare alla santità dei nostri fratelli, e non possiamo lavorare alla santità dei nostri fratelli senza che abbiamo prima lavorato e lavoriamo alla nostra santità.
Introducendo la Chiesa nel nuovo millennio, il Beato Giovanni Paolo II ci ricordava la normalità di questo “ideale di perfezione”, che deve essere offerto subito a tutti: «Chiedere a un catecumeno: “Vuoi ricevere il Battesimo?” significa al tempo stesso chiedergli: “Vuoi diventare santo?”» 1.
Certamente, nel giorno della nostra Ordinazione Sacerdotale, questa stessa domanda battesimale è risuonata nuovamente nel nostro cuore, chiedendo ancora la nostra personale risposta; ma essa ci è stata anche affidata, perché sapessimo rivolgerla ai nostri fedeli, custodendone la bellezza e la preziosità.
  
Congregazione per il Clero
 
 

Il Papa: l’amore è l’unica forza che può trasformare il mondo

È una folla oceanica e tranquilla quella che accoglie Benedetto XVI al Parco nord di Bresso. Un milione secondo gli organizzatori. Numero difficilmente calcolabile ma che alla fine non sembra esagerato. Un mare di mani, bandiere, stendardi, cappellini che sventolano al passaggio della papamobile sulle note del Tu es Petrus e dell’inno ufficiale dell’incontro mondiale delle famiglie, eseguito da un coro e un’orchestra impeccabili. Mentre ad attenderlo in prima fila si vedono tra gli altri il premier Mario Monti, i ministri Ornaghi e Riccardi. Ci sono poi Maurizio Lupi, Rosi Bindi, Umberto Bossi, il presidente di Confindustria Squinzi, il segretario della Cisl Bonanni, il governatore della Lombardia Formigoni, il presidente della Provincia di Milano Podestà e il sindaco Giuliano Pisapia.

Se qualcuno temeva per il tempo incerto, la festività del 2 giugno e i problemi con i trasporti pubblici, è stato smentito: il colpo d’occhio, dal palco al fondo dell’immenso prato verde, è di quelli visti nelle Gmg e nei grandi viaggi di questo pontificato. “La presenza fisica della santità vostra fa brillare l’unità della Chiesa qui convocata da tutte le diocesi del mondo” ha esordito nel saluto l’arcivescovo di Milano, il cardinale Scola. E a questo popolo arrivato da ben oltre la Brianza e la Lombardia, fatto di suore che hanno dormito all’addiaccio, di famiglie tedesche organizzatissime con carovane di passeggini, di neocatecumenali da tutta Europa, madri padri e figli dall’Africa, delegazioni fin dall’Oceania, famiglie con 5 o 6 figli al seguito dagli Stati Uniti, sacerdoti dai tratti asiatici… il Papa ha regalato la bellezza e l’intensità della liturgia – le centinaia di migliaia di persone presenti sono state invitate a parteciparvi senza applaudire o alzare striscioni – e le sue parole di una chiarezza agostiniana. O in questo caso sarebbe meglio dire ambrosiana.

L’omelia di Benedetto XVI ha preso spunto dalle letture della festa della Trinità. “Siamo chiamati ad accogliere e trasmettere concordi le verità della fede; a vivere l’amore reciproco e verso tutti, condividendo gioie e sofferenze, imparando a chiedere e concedere il perdono, valorizzando i diversi carismi sotto la guida dei Pastori” ha detto il Papa, “in una parola, ci è affidato il compito di edificare comunità ecclesiali che siano sempre più famiglia, capaci di riflettere la bellezza della Trinità e di evangelizzare non solo con la parola, ma direi per irradiazione, con la forza dell’amore vissuto”. Chiamata a essere immagine della Trinità è anche e soprattutto la famiglia, fondata sul matrimonio di un uomo e una donna. E trinitaria è la fecondità che nasce da questa unione: “Il vostro amore – ha detto Benedetto XVI rivolgendosi agli sposi – è fecondo innanzitutto per voi stessi, perché desiderate e realizzate il bene l’uno dell’altro, sperimentando la gioia del ricevere e del dare. E’ fecondo poi nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli, nella cura premurosa per essi e nell’educazione attenta e sapiente. E’ fecondo infine per la società, perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali, come il rispetto delle persone, la gratuità, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà, la cooperazione”. E la circolarità dell’amore familiare deve coinvolgere tutti: “Cari sposi, abbiate cura dei vostri figli e, in un mondo dominato dalla tecnica, trasmettete loro, con serenità e fiducia, le ragioni del vivere, la forza della fede, prospettando loro mete alte e sostenendoli nelle fragilità. Ma anche voi figli, sappiate mantenere sempre un rapporto di profondo affetto e di premurosa cura verso i vostri genitori, e anche le relazioni tra fratelli e sorelle siano opportunità per crescere nell’amore”.

La vocazione sponsale e familiare oggi non è facile, ma c’è una verità che può vincere ogni difficoltà: “Quella dell’amore è una realtà meravigliosa” e, ha rimarcato il Papa, “è l’unica forza che può veramente trasformare il mondo”. Di fronte a questa “meraviglia” Benedetto XVI ha ricordato il problema delle separazioni, tra coppie che pur condividono gli insegnamenti della Chiesa: “Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica. Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza”.

Per quanto riguarda la dimensione del lavoro, Benedetto XVI ha messo in guardia dalla pura logica del profitto, perché “la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale”.

Infine la festa, il valore della domenica, “giorno della Chiesa, assemblea convocata dal Signore attorno alla mensa della Parola e del Sacrificio Eucaristico”, ma anche “giorno dell’uomo e dei suoi valori: convivialità, amicizia, solidarietà, cultura, contatto con la natura, gioco, sport” e “giorno della famiglia”. “Care famiglie – questo l’invito del Papa – pur nei ritmi serrati della nostra epoca, non perdete il senso del giorno del Signore! E’ come l’oasi in cui fermarsi per assaporare la gioia dell’incontro e dissetare la nostra sete di Dio”.

Famiglia, lavoro e festa: è la “trinità” a cui è stato dedicato l’incontro mondiale di questi giorni. “Tre doni di Dio” per Benedetto XVI, “tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio. Armonizzare i tempi del lavoro e le esigenze della famiglia, la professione e la maternità, il lavoro e la festa, è importante per costruire società dal volto umano. In questo privilegiate sempre la logica dell’essere rispetto a quella dell’avere: la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere”.

Dopo la comunione – che 40 fedeli hanno ricevuto in ginocchio dalle mani del Papa, mentre la folla si avvicinava alle centinaia di sacerdoti riparati da un ombrello bianco e disseminati per il prato – è stata la volta del ringraziamento finale da parte del cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, per “un evento che rimarrà nella nostra memoria e continuerà a darci coraggio”.

E prima della benedizione finale, il Papa – che devolverà tra l’altro 500mila euro per le famiglie dei terremotati in Emilia Romagna – ha annunciato quale sarà la città che ospiterà il prossimo incontro mondiale delle famiglie, nel 2015: Filadelfia, negli Stati Uniti, diocesi guidata da mons. Charles Chaput, vescovo a cui Benedetto XVI ha manifestato la propria stima affidandogli diversi incarichi di fiducia negli ultimi anni.

Al termine della cerimonia Mario Monti ha voluto salutare Benedetto XVI, il quale si è poi recato in arcivescovado, dove ha pranzato, accompagnato dal cardinale Scola e dal Consiglio episcopale milanese, con famiglie provenienti da Iraq, Messico, Australia, Spagna e Italia.

Andrea Galli
su www.avvenire.it (3 giugno 2012)

Colletta Nazionale per i Terremotati del Nord Italia

“Allarghiamo le braccia della fiducia cristiana fino a stringere tutti gli amici che sono nella sofferenza e nell’incertezza: la nostra preghiera ispiri e alimenti la nostra solidarietà”.
All’indomani dell’Incontro mondiale delle famiglie, celebrato a Milano con il Papa, lunedì 4 giugno – giornata di lutto nazionale – il Card. Angelo Bagnasco ha celebrato l’Eucaristia per i terremotati dell’Emilia, esortando con le parole dell’apostolo Paolo a portare “i pesi gli uni degli altri”.
I Vescovi italiani partecipano alle sofferenze delle popolazioni dell’Emilia Romagna, provate dal terremoto.
La Presidenza della CEI, dopo aver messo a disposizione tre milioni di euro provenienti dai fondi dell’otto per mille, indice una colletta nazionale da tenersi in tutte le chiese domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini. I fondi che giungeranno dalla generosità del popolo cristiano andranno ad aggiungersi alle somme già erogate.
Il ricavato dovrà essere consegnato tempestivamente alle rispettive Caritas diocesane, che provvederanno a inoltrarlo a Caritas Italiana, già operativa nelle zone colpite con un proprio Centro di coordinamento.
 
Anche la nostra Diocesi, attraverso Caritas Diocesana, accoglie l’invito della Chiesa Italiana e invita le Parrocchie, le Comunità religiose, le Associazioni, i Movimenti ecclesiali e i fedeli tutti a sostenere l’iniziativa di solidarietà con donativi su conto corrente postale n. 12489753  intestato a “Curia Vescovile di Tursi-Lagonegro“, specificando la causale “Terremoto Nord Italia 2012

Un percorso formativo sui temi di Dottrina Sociale della Chiesa

Il primo incontro lunedì 11 giugno presso l’Ostello della Giovantù di Chiaromonte alle ore 18,00
 
“L’amore cristiano spinge alla denuncia, alla proposta e all’impegno di progettazione culturale e sociale, ad una fattiva operosità, che sprona tutti coloro che hanno sinceramente a cuore la sorte dell’uomo ad offrire il proprio contributo”
Compendio di Dottrina Sociale della Chiesa, 6
 
Carissimi,
su questa scia l’Ufficio diocesano per la Pastorale dei problemi sociali e del lavoro, la giustizia la pace e la salvaguardia del creato in collaborazione con i gruppi di DSC, organizza un percorso formativo sui temi della Dottrina Sociale della Chiesa, quali la centralità della persona umana e la sua dignità, la realizzazione del bene comune, il principio di solidarietà e sussidiarietà, giustizia, pace e salvaguardia del creato.
Tali temi saranno argomentati in una serie di incontri  formativi. Il primo di questi è previsto per l’11 giugno 2012 alle ore 18,00 presso l’Ostello delle Gioventù di Chiaromonte.
Nell’attesa di incontrarci presto porgo a tutti cordiali saluti
 
Don Antonio Allegretti
Direttore Ufficio Diocesano
per la pastorale dei problemi sociale e del lavoro
 
 
Per ulteriori informazioni
don Antonio Allegretti: tel. 333 4780197
Agostina Iannibelli: tel. 349 3320200

Contenuti e scelte di un’umanità matura

 
L’intervento del Santo Padre alla 64ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana – riunita nell’Aula del Sinodo della Città del Vaticano dal 21 al 25 maggio 2012 – da una parte ha contribuito a evidenziare la piena sintonia tra il Magistero pontificio e i contenuti della Prolusione offerta dal Card. Angelo Bagnasco; dall’altra, per molti aspetti ha costituito un’ampia sintesi del confronto che ha animato il complesso dei lavori assembleari e che trova nel primato della fede la sua cifra essenziale.
Seguendo la scansione programmata dal Consiglio Episcopale Permanente per una recezione ordinata degli Orientamenti pastorali del decennio, i Vescovi hanno approfondito nei gruppi di studio, nel dibattito e nelle conclusioni assembleari il tema dell’anno in corso, legato alla formazione degli adulti e della famiglia. Tale lavoro di discernimento è stato introdotto da una relazione magistrale, avente come oggetto “Gli adulti nella comunità: maturi nella fede e testimoni di umanità”.
Nel quadro del cammino che la Presidenza della CEI ha promosso nel corso di quest’anno su temi inerenti la Dottrina sociale della Chiesa, un secondo momento di riflessione ne ha messo a fuoco attualità e importanza.
Completando l’opera condotta nelle ultime due Assemblee Generali (Assisi, novembre 2010 e Roma, maggio 2011), i Vescovi hanno esaminato e approvato l’ultima parte dei materiali della terza edizione italiana del Messale Romano, giungendo anche alla sua approvazione complessiva.
In Assemblea sono state presentate e rese pubbliche le “Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici”, in sintonia con quanto indicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.
Si è quindi dato spazio ad alcune determinazioni in materia giuridico-amministrativa: la presentazione e l’approvazione del bilancio consuntivo della CEI per l’anno 2011, nonché delle ripartizioni e assegnazioni delle somme derivanti dall’8 per mille per l’anno 2012; la presentazione del bilancio consuntivo dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero per l’anno 2011.
Distinte comunicazioni hanno illustrato la pastorale delle migrazioni, la comunicazione pubblica e il Seminario di studio per i Vescovi nell’Anno della Fede.
Inoltre, sono stati presentati alcuni appuntamenti di rilievo: l’Incontro Mondiale delle Famiglie, la Giornata della carità del Papa e la Giornata Mondiale della Gioventù. È stato presentato e approvato il calendario delle attività della CEI per l’anno 2012-2013. L’Assemblea ha anche eletto il Vice Presidente per l’area Sud, mentre il Consiglio Episcopale Permanente – riunito nella sessione del 23 maggio – ha provveduto a una serie di nomine e ha fissato la data della prossima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani.
Ai lavori assembleari hanno preso parte 232 membri, 17 Vescovi emeriti, 21 delegati di Conferenze Episcopali Europee, rappresentanti di presbiteri, religiosi, consacrati e della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, nonché esperti in ragione degli argomenti trattati. Tra i momenti più significativi vi è stata la Concelebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta da S.Em. il Card. Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
 
Giovedì 24 maggio, Papa Benedetto XVI ha preso parte ai Lavori dell’Assemblea della CEI
“La Sua presenza tra noi è sempre il momento più atteso dell’Assemblea Generale; desideriamo esprimerLe sincera gratitudine per l’attenzione con cui guida la Chiesa che è in Italia e segue il nostro amato Paese, sostenendo credenti e non credenti”. Così il Card. Bagnasco, Presidente della CEI, ha accolto Benedetto XVI, intervenuto giovedì 24 maggio ai lavori dei Vescovi. Nelle parole del Papa, le condizioni per “seminare con fiducia la Parola di Dio, perché ognuno possa trovare la verità di se stesso, la propria autenticità e speranza”.
Al termine dell’udienza generale, il Santo Padre ha incontrato i Vescovi di Mantova, Modena, Carpi e Ferrara – le diocesi colpite dal recente terremoto – informandosi sulle condizioni della gente e assicurando la Sua vicinanza e preghiera.
 
Parrocchia, miracolo di Dio sul territorio
Uniti dal “bisogno di ascoltare insieme il cuore dell’uomo”, i Vescovi delle Chiese che sono in Italia hanno iniziato a Roma la 64ª Assemblea Generale (21-25 maggio). Nella Prolusione del Cardinale Presidente, il pensiero solidale alle popolazioni colpite dal sisma e al “nostro popolo che si sta misurando con una crisi assai più ampia di ogni previsione”; il richiamo alla politica, nel segno della sobrietà e della capacità di visione; il 50° del Concilio, l’Anno della Fede, la parrocchia, “via alla Chiesa”.

Giornata delle Comunicazioni sociali 2012

Per chi vive nell’epoca del “frastuono”, “staccare la spina” di tanto e concedersi qualche attimo di silenzio è indispensabile per “per andare alla ‘radice’ che sostiene e alimenta la vita”: è l’invito lanciato da papa Benedetto XVI attraverso il messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, dedicato proprio al rapporto tra parola e silenzio.

Il punto di partenza della riflessione di Benedetto XVI è la constatazione che Dio parla per mezzo del silenzio. In questo senso, si tratta di un’esperienza che ha molto da dire sulla condizione umana, perché anche “dopo aver ascoltato e riconosciuto la Parola di Dio, dobbiamo misurarci anche con il silenzio di Dio, espressione importante della stessa Parola divina”. E mettersi in ascolto del silenzio è particolarmente difficile in un tempo come il nostro, che non favorisce il “raccoglimento” ma anzi alimenta la paura a staccarsi, anche per un istante, dal fiume di parole e di immagini che segnano e riempiono le giornate.

È per questo, secondo il Pontefice, che è necessario “educarci al valore del silenzio” e “riscoprire il senso del raccoglimento e della quiete interiore”. Scrive il Papa: “Il silenzio è capace di scavare uno spazio interiore nel profondo di noi stessi, per farvi abitare Dio, perché la sua Parola rimanga in noi, perché l’amore per Lui si radichi nella nostra mente e nel nostro cuore, e animi la nostra vita”.

In questo contesto, papa Benedetto richiama l’importanza del silenzio nella liturgia che devono essere “ricche di momenti di silenzio e di accoglienza non verbale”.

Ma anche Dio rimane in silenzio di fronte alla preghiera dell’uomo. In quei momenti, commenta il papa, “proviamo quasi un senso di abbandono, ci sembra che Dio non ascolti e non risponda. Ma questo silenzio di Dio, come è avvenuto anche per Gesù, non segna la sua assenza. Il cristiano sa bene che il Signore è presente e ascolta, anche nel buio del dolore, del rifiuto e della solitudine”.

Un’apparente assenza di risposte che è paradossale per gli uomini d’oggi, “spesso preoccupati dell’efficacia operativa e dei risultati concreti” di ogni azione. Invece, “la preghiera di Gesù indica che abbiamo bisogno di fermarci, di vivere momenti di intimità con Dio, ‘staccandoci’ dal frastuono di ogni giorno, per ascoltare, per andare alla ‘radice’ che sostiene e alimenta la vita”.

Per papa Ratzinger, il silenzio “apre… uno spazio di ascolto reciproco” che rende “possibile una relazione umana più piena”. È nel silenzio, infatti, che “ascoltiamo e conosciamo meglio noi stessi”, che il pensiero si “approfondisce” e che “comprendiamo con maggiore chiarezza ciò che desideriamo dire o ciò che ci attendiamo dall’altro”.

Allo stesso modo, “tacendo si permette all’altra persona di parlare, di esprimere se stessa, e a noi di non rimanere legati, senza un opportuno confronto, soltanto alle nostre parole o alle nostre idee”.

Non a caso, prosegue il pontefice, “nelle diverse tradizioni religiose”, la solitudine e il silenzio sono “spazi privilegiati per aiutare le persone a ritrovare se stesse e quella Verità che dà senso a tutte le cose”.

Anche nel mondo contemporaneo, in cui l’uomo “è bombardato da risposte a quesiti che egli non si è mai posto e a bisogni che non avverte”, il silenzio “è prezioso per favorire il necessario discernimento tra i tanti stimoli e le tante risposte che riceviamo, proprio per riconoscere e focalizzare le domande veramente importanti”. “Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti – aggiunge il Papa -, il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da ciò che è inutile o accessorio”.

Nel messaggio si legge: “Silenzio e parola: due momenti della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le persone. Quando parola e silenzio si integrano a vicenda, la comunicazione acquista valore e significato” si deteriora, o perché provoca un certo stordimento, o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando, invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato

E’ la giornata dell’affetto e della preghiera della Comunità cristiana per quanti operano nel mondo della Comunicazione, nel continente digitale, nei mass media e nei social network: si compia attraverso la loro preziosa opera, un’opera di servizio alla verità e alla giustizia, un’opera di carità nei confronti di ogni uomo, un’opera di aiuto alla prossimità che crea relazioni autentiche.

Felice Giornata delle Comunicazioni.

 

don Giovanni


Settimana del Diritto alla Famiglia

2^ Settimana del Diritto alla Famiglia (12 – 20 maggio 2012)
 
La società contemporanea ha bisogno di famiglie che generino la cultura dell’accoglienza, della comunione della speranza; che sappiano essere fonte di una “società aperta e solidale” (Giorgio Napolitano); che sappiano ospitare la diversità e siano feconde perché capaci di consegnare ai figli i semi del futuro e le speranze del domani. Tutto questo chiede politiche coraggiose che sappiano sostenere un’idea positiva delle relazioni familiari, e delle relazioni umane in genere, sulle quali costruire la “vera società del BEN-ESSERE”.
La Federazione Progetto Famiglia promuove la 2^ Settimana del Diritto alla Famiglia, rilanciando nel dibattito culturale e politico queste urgenze, con lo slogan:
CUSTODIRE LA VITA – Essere famiglia tra fecondità e accoglienza
e realizzerà una serie di eventi che toccheranno 50 comuni di undici regioni d’Italia per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e degli attori istituzionali. Per visualizzare tutti gli eventi nazionali e locali visita il sitowww.settimanafamiglia.it.
L’iniziativa ha ricevuto diversi patrocini tra questi Ministro delegato per le politiche della famiglia, Movimento per la Vita, Forum Nazionale delle Associazioni familiari, Federazione Italiana Settimanali Cattolici e FOCSIV – Volontari nel mondo.
Saranno affrontati, con una serie di convegni ed incontri, i punti nodali di una società contemporanea che ha bisogno di famiglie che generino la cultura dell’accoglienza, della comunione e della speranza; che sappiano ospitare la diversità e siano feconde perché capaci di consegnare ai figli i semi del futuro e le speranze del domani.
 
L’edizione 2012 si aggancia a ricorrenze speciali, e affronterà “temi forti”, quali:
– FAMIGLIA, SOGGETTO SOCIALE: XX Giornata Onu della Famiglia.
– LA SFIDA DELLA VITA: Cultura del possesso o cultura del dono.
– Il 50° anniversario della morte di S. Gianna Beretta Molla (28 aprile 1962 – 28 aprile 2012).
– CONSULTORI FAMILIARI: Importanti ma obsoleti. Urge una riforma.
– LA SFIDA DEL PANE: Chi fa figli diventa povero.
– LA SFIDA DELL’AMORE: L’urgenza di educare all’affettività.
– MINORI “FUORI FAMIGLIA”: a 18 (o 21) anni “tutti per strada”? Quali i percorsi per l’autonomia?
– RETI FAMILIARI: Miniera d’oro su cui nessuno investe.
 
Inoltre in questa settimana saranno celebrati alcuni eventi di rilievo come:
• La Giornata internazionale di preghiera per la famiglia: dalle 21.00 del 14 maggio alle 21.00 del 15 maggio in occasione della ricorrenza della giornata internazionale della famiglia, indetta dall’ONU.
• L’Incontro con il Papa Benedetto XVI, in occasione dell’udienza generale il 16 maggio
• L’Inaugurazione della Casa d’accoglienza “Santa Gianna” per madri e bambini.
 
In questo panorama nazionale si inserisce il convegno di giovedì 17 maggio alle ore 19.30 presso la Sala Teatro della parrocchia Buon Pastore di Policoro (Mt).
La serata svilupperà il tema:
Senza famiglia non c’è vita, senza vita non c’è famiglia. Quali le sfide di questo tempo? Quali i bisogni e le difficoltà? Quali i sostegni e le speranze?
e offrirà una testimonianza di santità coniugale: I beati coniugi Louis e Zélie Martin, genitori di S. Teresa di Gesù Bambino.
Interverranno:
– coniugi Massimo Pace e Lidia Lanzione – responsabili sezione Progetto Famiglia Policoro
– Dott. Marco Giordano – Presidente Federazione Progetto Famiglia
– Longobardi don Silvio – direttore Ufficio Famiglia della diocesi Nocera Inferiore-Sarno, ispiratore del movimento Fraternità di Emmaus, promotore della Federazione – – – – Progetto Famiglia e direttore della rivista di tematiche familiari Punto Famiglia.
– Barbella don Guido – Direttore Ufficio Famiglia diocesi Tursi – Lagonegro
 
Inoltre anche la Diocesi di Tursi-Lagonegro partecipa alla giornata internazionale di preghiera per la famiglia aderendo alla rete di preghiera. I luoghi e le ore di preghiera in diocesi sono i seguenti:
* Parrocchia S. Maria in cielo assunta – Sarconi (PZ)  (14 maggio dalle 21.00 alle 22.00)
* Cattedrale Maria S.S. Annunziata – Tursi (MT)  (15 maggio dalle 17.30 alle 18.30)
* Figlie dell’oratorio di don Vincenzo Grossi – Policoro   (15 maggio dalle 16.00 alle 17.00)
* Parrocchia Madonna Del Ponte – Policoro (PZ)  (15 maggio dalle 18.00 alle 19.00)
* Parrocchia S. Michele Arcangelo – Trecchina (PZ)  (15 maggio dalle 18.00 alle 19.00)
* Parrocchia Buon Pastore – Policoro (MT)    (15 maggio dalle 20.00 alle 21.00)
* Centro di Spiritualità P. Minozzi – Policoro (MT)   (15 maggio dalle 20.00 alle 21.00)
* Santuario Madonna di Anglona (MT)    (15 maggio dalle 17.00 alle 18.00)
Chiunque volesse aggiungersi potrà farlo fino all’ultimo momento collegandosi direttamente al sito della settimana.
 
Per ulteriori informazioni:

Coniugi Massimo e Lidia Pace
Responsabili sezione Progetto Famiglia Policoro – 347.7293711
 

Il Cammino continua… verso la 47ma Settimana Sociale (Torino 2013)

Nell’Auditorium “Immacolata” del Seminario di Viale Marconi a Potenza il terzo Seminario in programma.
…I tre seminari che qui proponiamo vogliono da una parte rammentare l’attualità dell’Agenda di Reggio Calabria e dall’altra intendono avviare il percorso di preparazione alla 47ª Settimana Sociale, che sarà dedicata alla famiglia e si svolgerà a Torino nel 2013. 
La famiglia è un tema assai cruciale e di grande attualità sia sul fronte del valore che la Dottrina sociale e la nostra Costituzione assegnano all’istituto familiare, sia su quello dell’urgenza di investire con più determinazione sull’impresa famiglia, impresa senza
la quale non è immaginabile una ripresa economica sotto il segno della coesione e di una solidarietà duratura e giusta. 
…Il seminario di Potenza introdurrà, ancora nella forma di inizio indagine, il tema della prossima Settimana Sociale e cioè tenterà di pensare un welfare amico della famiglia a partire dalla lettura delle trasformazioni in atto. 
I tre seminari vedono la collaborazione fattiva delle diocesi di Torino, Perugia e Potenza seguendo il modello
già sperimentato negli anni scorsi dell’attivo coinvolgimento dei territori che ha reso possibile e ha arricchito il cammino preparatorio della Settimana Sociale di Reggio Calabria. 
I seminari si rivolgono ai delegati che hanno partecipato alla 46ª Settimana e a tutti coloro che vorranno partecipare al percorso di preparazione della 47ª Settimana.
 
 
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Conferenza Episcopale di Basilicata
Ufficio Regionale per i problemi sociali e il lavoro,
giustizia pace salvaguardia del creato
 
Ai reverendi parroci
delle parrocchie delle diocesi di Basilicata
Loro sedi
 
Il prossimo 18 maggio 2012, dalle ore 15,30 alle ore 19,00 si terrà a Potenza nell’auditorium del Seminario Minore il seminario per il Sud Verso un nuovo welfare: le buone politiche per la famiglia
in preparazione alla 47 settimana sociale dell’ottobre 2013.
In allegato troverete il programma e la scheda di iscrizione da compilare e inviare a don Filippo Lombardi fax 0835 330075 o via mail donfil@alice.it.
Si prega di dare la massima diffusione all’evento che la Segreteria delle settimane sociali ha collocato proprio nella nostra regione.
Sono invitati tutti coloro che nelle nostre comunità si occupano della pastorale sociale e del lavoro, della pastorale familiare e tutti gli operatori pastorali e non che sono sensibili al problema.
In attesa di vedevi numerosi e partecipi di questo evento vi saluto cordialmente
Matera, 6 maggio 2012
don Filippo Lombardi

Giornata sensibilizzazione Sostegno economico

I cittadini contribuenti possono partecipare alla scelta di destinazione dell’8xmille in sede di dichiarazione annuale dei redditi. In particolare, coloro che sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi, attraverso il modello Unico o il modello 730. Ma anche coloro che non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione possono partecipare alla firma per la destinazione dell’8xmille, attraverso il modello CUD.

Chi lo deve presentare?

I contribuenti che, oltre alla pensione, ai redditi di lavoro dipendente o assimilati:

  • Possiedono altri redditi da dichiarare
  • Non hanno la partita IVA
  • Hanno oneri deducibili/detraibili

penna

 
 
 
 
 
 

 

Il modello può essere predisposto:
  • Dal proprio sostituto d’imposta (il datore di lavoro o l’ente pensionistico)
  • Un C.A.F.
  • Un professionista abilitato

Come scegliere l’8xmille alla Chiesa cattolica sul modello 730:

Nel modello 730 vai nell’allegato 730-1, dedicato al 5xmille e all’8xmille e firma nella casella “Chiesa cattolica”. Fai attenzione a rimanere esattamente dentro l’apposito spazio per non invalidare la tua scelta.

Chiudi il modello 730-1 nella busta predisposta dall’Agenzia delle entrate o in una busta che deve riportare: il tuo nome, cognome, codice fiscale e la dicitura completa “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO E DEL CINQUE PER MILLE dell’IRPEF”.

Se la tua dichiarazione è congiunta con quella del coniuge, inserisci i due modelli 730-1 in un’unica busta.

Quando e dove consegnare il modello 730 con l’allegato 730-1:
  • Al proprio sostituto d’imposta entro il 30 aprile
  • Ad un C.A.F. (Centro di Assistenza Fiscale) o ad un professionista abilitato, entro il 31 maggio
 
 
info e testimonianze su: www.chiediloaloro.it
 
per la mappa dei progetti e delle destimanzioni clicca su: www.8xmille.it/Mappa_8xmille