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Il Concilio Vaticano II e la Nuova Evangelizzazione

Il Concilio Vaticano II e la Nuova Evangelizzazione
Questo il tema della brillante relazione tenuta da don Roberto Repole, presidente della Associazione Teologica Italiana, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2012-2013 dell’Istituto Teologico di Basilicata (ITB) a Potenza, il 12 novembre scorso. Alla presenza del Moderatore dell’Istituto teologico, Mons. Agostino Superbo, Arcivescovo metropolita di Potenza – Muro Lucano – Marsiconuovo, del Direttore dell’ITB, don Francesco Sirufo, che ha anche introdotto i lavori presentando il relatore, hanno preso parte all’iniziativa, oltre agli studenti e ai docenti, anche una nutrita rappresentanza di presbiteri della regione e di laici. La solenne inaugurazione dell’Anno accademico si è tenuta nell’Auditorium dell’Immacolata dei Seminari di Basilicata, in Viale Marconi. Don Roberto Repole, giovane teologo della sezione torinese della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, ha saputo rapire subito l’attenzione dei presenti, conducendoli ad una approfondita e nutrita riflessione sul Concilio Vaticano II, in questo Anno della Fede indetto dal Santo Padre Benedetto XVI a 50 anni dall’apertura dell’Assise ecumenica che ha cambiato il volto della Chiesa. Con il suo intervento, ricco e profondo, l’illustre teologo ha tracciato alcune linee di riflessione emergenti dal dettato conciliare e capaci di provocare istanze per una Nuova Evangelizzazione, anche all’indomani della chiusura del Sinodo dei Vescovi, tenuto nel mese di ottobre scorso in Vaticano. La relazione di don Roberto è stata articolata attorno a quattro snodi tematici, che continuano ad interrogare la teologia e la prassi pastorale della Chiesa. Prima di tutto si è sottolineata la novità del tenore dei testi del Concilio Vativano II rispetto a quelli precedenti. Nei concili della storia, infatti, la Chiesa si esprimeva con un linguaggio di condanna, in cui risuonavano gli attacchi agli errori della società. Di fronte alla complessità della società del XX secolo, invece, il Concilio Vaticano II ha proposto uno stile di documenti che sono stati definiti “costituzionali” (Hünermann), forieri dell’immagine di una Chiesa che conforta, illumina, orienta, chiarifica e dialoga con la società stessa. Per la Nuova Evangelizzazione essi ci insegnano che il vero cammino è quello di attingere all’autentica Tradizione della Chiesa, senza cedere nella tentazione del tradizionalismo, che “canonizza” schemi ecclesiologici degli ultimi decenni dell’800 e dei primi del ‘900, senza cogliere le provocazioni della contemporaneità. Nel secondo snodo tematico, definito come “modernità riconciliata”, don Repole ha sottolineato come per la Nuova Evangelizzazione sia necessario tener presente che il “regime di cristianità”, nel quale la Chiesa coincideva  pienamente con l’umanità intera, sia ormai superato e quindi la possibilità di non credere sia oggi molto più forte. Oggi, dunque, si deve pensare davvero ad un nuovo modo di evangelizzare, non secondo il vecchio schema pastorale di conservazione della cristianità. “Irruzione dell’alterità in varie dimensioni”, questo il titolo del terzo snodo tematico. Tenendo presente che la Chiesa si è lasciata interrogare dalla presenza delle altre religioni, il teologo ha citato il famoso testo della costituzione pastorale Gaudium et Spes, nel quale si legge: «Cristo, infatti, è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire associati, nel modo che Dio conosce, al mistero pasquale» (n. 22).
Da questa affermazione di portata epocale viene fuori come per la Nuova Evangelizzazione sia necessario recuperare un cristocentrismo radicale, che confermando la verità radicale della fede in Cristo, non teme il dialogo e il confronto con gli altri, a qualunque credo appartengano. Come snodo tematico finale, quindi, don Roberto ha proposto l’aspetto pastorale del Concilio, atteggiamento permanente di aggiornamento da parte della Chiesa. In questo modo la Nuova Evangelizzazione sarebbe quell’atto coraggioso mediante il quale interpretare la Parola di Dio eterna e immutabile, alla luce delle esigenze mutevoli degli uomini di ogni tempo.
 
don Luciano Labanca
 
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Il Direttore dell’Istituto Teologico del Seminario Maggiore di Basilicata, affiliato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, prof. don Francesco Sifufo, è lieto di invitare alla inaugurazione dell’Anno Accademico 2013/2013 che si terrà a Potenza, presso l’Auditorium dell’Immacolata (in Viale Marconi, 104) lunedì 12 novembre 2012 alle ore 10.30.
Terrà la prolusione con una lectio magistralis il prof. don Roberto Repole, Presidente dell’Associazione Teologica Italiana e docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (Torino).
Tema che sarà trattato: “Il Concilio Vaticano II e la Nuova Evangelizzazione”.
Presiede S. E. Rev.ma Mons. Agostino Superbo, Moderatore dell’Istituto Teologico, Arcivescovo di Potenza – Muro Lucano – Marsiconuovo e Metropolita di Basilicata.

Confida nel Signore e fa’ il bene: abiterai la terra

«Confida nel Signore e fa’ il bene: abiterai la terra» (Sal 37,3): è il tema della Giornata del Ringraziamento 2012, che sarà celebrata il prossimo 11 novembre, ad un mese esatto dall’inizio dell’Anno della Fede. E proprio da “uno stile di vita radicato nella fede” la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, inizia il proprio Messaggio per la Giornata, ricordando come “a quanti sono immersi nella bellezza e nell’operosità del lavoro rurale” appare in modo speciale che “nella fede riconosciamo la mano creatrice e provvidenziale di Dio che nutre i suoi figli”.
“La valenza educativa propria della Giornata del Ringraziamento – si legge poi nel Messaggio – ha una ricaduta importante nell’attuale società, in cui l’appiattimento sul presente rischia di cancellare la memoria per i doni ricevuti”. E a questo punto i vescovi rivolgono un particolare ringraziamento “alle Cooperative agricole che ridanno vita a terreni abbandonati, in non pochi casi togliendoli alla malavita organizzata, con una forte ricaduta educativa per tutto il territorio dove si trovano a operare” ed indicano nel Progetto Policoro una “chiave esemplare per tutte le comunità.”
Non mancano, infine, un nuovo appello per la giustizia e la legalità, specialmente di fronte “ai braccianti agricoli, in gran parte immigrati”, che si vedono “lavorare in condizioni davvero inique”, ed un invito a “guardare al nostro futuro nel rispetto e nella valorizzazione delle tipicità dei diversi territori che la bella storia d’Italia ha posto nelle nostre mani e che costituiscono l’unico Paese”. “Investire nell’agricoltura – termina il Messaggio – è una scelta non solo economica, ma anche culturale, ecologica, sociale, politica di forte valenza educativa”.

1° Incontro di Formazione per i Catechisti

Tutti i Catechisti delle Parrocchie della Diocesi sono attesi sabato 24 novembre 2012 alle ore 16.00, invitati dall’Ufficio Catechisto diocesano.
Caloroso il desiderio del Vescovo che “desidera la presenza di tutti i Catechisti e non solo dei Rappresentanti”.
Sarà presente come Relatore don Salvatore Soreca, Direttore dell‘Ufficio Catechistico della Diocesi di Benevento, che tratterà come tema:
Il Catechismo della Chiesa Cattolica
strumento a sostegno della fede, soprattutto per quanti hanno a cuore la formazione dei cristiani, così determinante nel nostro contesto ecclesiale

Consegnata la lampada, segno comune dell’impegno di vita cristiana

Nella straordinaria cornice della Cattedrale strapiena che ha accolto i catechisti della Diocesi perché ricevessero il mandato da parte del Vescovo, è stato solennemente aperto, a livello diocesano, sabato 13 ottobre l’Anno della Fede.
«Un anno di grazia per riscoprire i contenuti della fede “professata, celebrata, vissuta e pregata” e per accogliere con rinnovato entusiasmo Cristo Risorto luce del mondo, lampada per i nostri passi». È lo slogan attorno a cui la Commissione diocesana, incaricata di curare l’animazione dell’Anno, ha voluto racchiudere, in maniera sintetica, il pensiero del Santo Padre Benedetto XVI e di Mons. Nolè, perché possa essere un anno di impegno proficuo.
Tre lampade sono state realizzate da padre Tarcisio Manta ofm per la Diocesi. Una di questa arderà nella Cattedrale di Tursi, una seconda rimarrà accesa per tutto l’anno nella Concattedrale, l’altra rimarrà nell’Episcopio. Due lampade ancora percorreranno, con sosta settimanale, tutte le parrocchie della Diocesi.
Nelle prime settimane l’animazione è stata già proposta nella Parroccchia Cattedrale di Tursi e nella “Buon Pastore” di Policoro, sul versante jonico; nella Parrocchia Concattedrale e a “San Giuseppe” di Lagonegro, nella zona Mercure-Tirrenica.
Pronto il calendario già per tutte le Parrocchie della Chiesa locale, per ogni Comunità “accogliere la lampada” permetterà di meditare la Via lucis e la “centralità della domenica nella vita cristiana”; sarà anche l’occasione di concentrare incontri di catechesi per le coppie che si preparano al matrimonio e per quanti lo hanno celebrato da poco; per le famiglie che chiedono la celebrazione del Battesimo per i figli e per quanti si preparano alla Cresima; per i ragazzi del catechismo e le loro famiglie; per gli operatori pastorali, le associazioni e i movimenti presenti in parrocchia; per una giornata di adorazione; per un momento penitenziale e di confessioni… tutto il resto è lasciato alla creatività di ciascuna Comunità.
Grande incoraggiamento, quello del Vescovo Nolè, ai sacerdoti, ai religiosi e ai catechisti, chiamati ad essere i primi testimoni della bellezza della Fede, dono di Dio e frutto dell’impegno da cui nessun cristiano può esimersi: “Siamo chiamati oggi ad alimentare la fede e renderla viva e feconda con la virtù della carità che la rende operosa”, ha affermato nella sua Omelia.
“Il Credo – ha ribadito ancora S. E. Mons. Francesco Nolè – è la preghiera da riscoprire e da valorizzare attraverso incontri da programmare, da parte dei parroci e delle realtà ecclesiali, sul Catechismo della Chiesa cattolica e sui documenti del Concilio Vaticano II“.
La gioia di Tursi-Lagonegro è accresciuta dal dono delle vocazioni per cui benedire il Signore: sette le ordinazioni sacerdotali che saranno celebrate nei prossimi mesi (la prossima è quella del diacono Paolo Torino, il 22 dicembre alle ore 17.00 a Maratea), segno di benevolenza di Dio e della genuinità con cui la nostra gente è ancora disposta ad accogliere e vivere la grande virtù teologale che rende figli di Dio e membri della Chiesa.
La Celebrazione si è conclusa con la consegna, a ciascun catechista, del libro dei Vangeli e a tutte le parrocchie un Calendario “per vivere l’Anno della Fede con san Francesco”.
 

Solidarietà della Diocesi ai Terremotati

A seguito della forte scossa di terremoto, di magnitudo 5.0, che ha colpito nella notte del 26 ottobre 2012 all’1.05 l’area del Pollino, tra la Basilicata e la Calabria, avvertito in molti dei paesi che insistono anche nel territorio della Diocesi, S.E. Mons. Francesco Nolè sarà presente a Rotonda, nel Santuario di Santa Maria della Consolazione, per presiedere la Celebrazione della Santa Messa domenicale domani, domenica 28 alle ore 17.00. Insieme a lui parteciperà il diacono Gaetano Peretta, direttore della Caritas diocesana.
Rotonda e Viggianello sono i due Comuni lucani maggiormente interessati dal sisma.
Mentre è comune sentimento quello del ringraziamento alla Madonna perché non vi siano state vittime, sono ancora in corso le verifiche da parte dei tecnici per accertare l’agibilità delle abitazioni e anche dei luoghi di culto.
A Rotonda la prima chiesa in cui sono stati effettuati i sopralluoghi e di cui è stata attestata la possibilità di utilizzo – fa sapere il parroco don Stefano Nicolao – è proprio il Santuario in cui il Vescovo domani verrà a testimoniare la vicinanza della Chiesa locale che segue con particolare attenzione l’evolversi della situazione, sin dalle prime ore.
La stessa gratitudine nei confronti del presule è attestata da parte di don Francesco Sirufo e di don Mario Radesca, parroci di Viggianello, che – ricordano – questa scossa, a cui ne sono seguite altre nell’arco delle ore successive, è l’apice di uno sciame sismico che si protrae da oltre due anni e che ha registrato oltre 2.000 episodi di movimenti tellurici.
Alla paura per la terra che, seppur con minore entità, continua a muoversi, si aggiunge il maltempo delle ultime ore e dei prossimi giorni a creare disagi.
La gratitudine della Diocesi alle forze locali e ai volontari, impegnati a sostenere e incoraggiare, oltre che a fare le verifiche tecniche, e agli uomini della Protezione Civile, che hanno già predisposto delle tende per le eventuali evenienze.
 
don Giovanni Lo Pinto

Alla riscoperta dei contenuti di fede

In occasione dell’apertura dell’Anno della Fede, giovedì 11 ottobre arriva www.educat.it, un sito cheoffre a tutti i navigatori una nuova forma di accesso digitale ai Catechismi, anche in linea con le nuove richieste dalla didattica di bambini e ragazzi. Il sito presenta tutti i testi dei Catechismi, sia in versione navigabile, sia in versione sfogliabile, le note e – cosa più importante – l’intero apparato sinottico con il Catechismo della Chiesa Cattolica. Oltre ai collegamenti incrociati tra i diversi testi, il sito offre la possibilità di accedere direttamente a tutte le citazioni della Bibbia, sia nella versione CEI del 2008 sia in quella del 1974. I testi sono accessibili mediante navigazione e indice tematico, grazie a un motore di ricerca completo ed esteso a tutti i testi di corredo. Una speciale barra di navigazione consente all’utente di mantenere memoria delle proprie visite, attivare un segnalibro, fare stampe personalizzate. Il sito, integralmente accessibile, può essere consultato attraverso i tablet e sarà presto disponibile anche in forma di APP.
Ideato e realizzato dalla Segreteria Generale della CEI – che l’ha voluto per iniziare idealmente l’Anno della Fede –, ha visto lavorare insieme Ufficio Catechistico Nazionale e lo staff del Servizio Informatico/Seed.
Nel presentare il sito, Mons. Mariano Crociata cita le parole di Benedetto XVI, contenute nella lettera apostolica Porta Fidei: «Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza. Sarà un’occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia…Riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata, e riflettere sullo stesso atto con cui si crede, è un impegno che ogni credente deve fare proprio, soprattutto in questo Anno».
 

Una vita nuova in Dio è possibile

Sono passati 50 anni, ma come allora sono evidenti il “vuoto” e il “deserto” di un mondo senza Dio. Erano noti allora, durante la guerra fredda e il mondo diviso in blocchi, e sono noti oggi, in piena globalizzazione. Per questo il Papa, – aprendo questa mattina solennemente l’Anno della fede con 400 tra cardinali, vescovi e padri conciliari, – presenti anche il primate anglicano Rowan Williams e il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I – invita a recuperare “anelito”, “tensione” e “lettera” del Concilio ecumenico Vaticano II. Il Concilio che, ricorda non senza emozione, “alcuni di noi qui presenti, che saluto con particolare affetto, hanno avuto la grazia di vivere in prima persona”. E proprio all’altare, accanto a Joseph Ratzinger c’è Roger Etchegaray, tra i celebranti ci sono Luigi Bettazzi e Georges Cottier, sono presenti inoltre altri 13 padri conciliari sui circa 70 ancora viventi. Giovani allora, oggi anzianissimi, testimoni e memoria di un pezzo di storia.

Testimoniamo all’uomo contemporaneo, esorta Benedetto XVI, che una vita nuova in Dio è possibile, facciamoci pellegrini “nei deserti dell’uomo contemporaneo”, “giacché il viaggio è metafora della vita e il sapiente viaggiatore è colui che ha appreso l’arte di vivere e la può condividere con i fratelli”. La Messa, – con letture anche in greco e preghiere nelle lingue del mondo, compresi arabo e cinese, – si snoda tra solennità e
simboli, non senza momenti di festosa confusione.

Il Papa è arrivato in papamobile e ha fatto un giro tra la folla che lo ha salutato gioiosa. L’Evangeliario è lo stesso che stava accanto a Roncalli e Montini durante le assise ecumeniche, dal ’62 al ’65. Una processione di casule multicolori, con il verde come tinta dominante che spiccava sotto il porpora delle berrette cardinalizie, o con il viola delle mantelline episcopali, si muove nell’emiciclo berniniano.

Il Papa ha abbracciato il patriarca Bartolomeo e il primate della Chiesa d’Inghilterra, i capi degli ortodossi e degli anglicani, cioè delle chiese in cammino con quella cattolica verso l’unità auspicata, che le speranze conciliari credevano più facile del previsto. Bartolomeo ha letto un messaggio, ha parlato del Concilio come “pietra miliare” per tutti i cristiani. Il primate anglicano ha ricordato il contributo dato dalle assise cattoliche del Novecento alla diffusione del Vangelo.

All’omelia Benedetto XVI ha affidato un ulteriore tassello della sua riflessione sul Concilio: ricchezza per la Chiesa, se visto senza “nostalgie anacronistiche” e senza “corse in avanti”, se rivissuto nello slancio verso l’uomo contemporaneo, per condurlo a Dio, alla pienezza di una vita di senso. Con un invito a non cedere alla “mentalità dominante” come accadde a volte nel dopoconcilio, con il rischio di perdere il “deposito della fede”. Del Concilio invece, ha sottolineato Benedetto XVI, alla Chiesa anche oggi serve “l’anelito” e la passione ad annunciare la fede, come era chiaro a Papa Roncalli e Papa Montini, e come vissero i padri conciliari.

Al termine della Messa il Papa ha consegnato personalmente ad alcuni rappresentanti delle diverse categorie a cui erano indirizzati i Messaggi del Concilio Vaticano II all’umanità, e il catechismo della Chiesa cattolica. Il messaggio ai governanti va tra gli altri all’ambasciatore di Cipro presso la Santa Sede, quello agli artisti viene ricevuto dal regista Ermanno Olmi, quello agli operatori delle comunicazioni sociali da Valentina Alazraki leggendaria vaticanista e corrispondente della Tv messicana Televisa, il segretario della Cisl Luigi Bonanni
prende il messaggio ai lavoratori. Strette di mano e scambi di battute tra il Papa e donne e uomini che ricevono il messaggio ai poveri, alle donne, agli scienziati, ai giovani. La Messa è finita con un giro in papamobile. Prossimo appuntamento questa sera alle 21, quando Benedetto XVI si affaccerà alla finestra per
benedire la fiaccolata organizzata dalla Azione cattolica in ricordo di quella di 50 anni fa, quando Giovanni XXIII benedendo la folla improvvisò il “discorso alla luna”.

 
 

Pronti a vivere l’Anno della Fede

Pronti a vivere
un anno di grazia
per riscoprire
i contenuti della fede
“professata, celebrata,
vissuta e pregata”
e per accogliere
con rinnovato entusiasmo
Cristo Risorto luce del mondo
lampada per i nostri passi.
 
S. E. Mons. Francesco Nolè,
vescovo di Tursi-Lagonegro,
sabato 13 ottobre 2012 alle ore 18.00
nella Cattedrale di Tursi
presiederà la solenne Concelebrazione eucaristica
con la quale sarà anche annunciato l’Anno educativo in Parrocchia
e sarà affidato il Mandato catechistico.

Trasferimenti e nomine settembre 2012

In questi giorni stanno avvenendo gli insediamenti dei presbiteri trasferiti o assegnatari di nuovi incarichi, nelle rispettive nuove destinazioni.
A loro l’augurio di proficuo ministero nelle realtà in cui sono chiamati a servire la Chiesa.
 
(di seguito l’elenco, secondo l’ordine alfabetico dei cognomi)
– don Antonio Allegretti, amministratore parrocchiale di San Severino Lucano
– don Antonio Appella, vicario parrocchiale di San Nicola di Bari in Sant’Arcangelo e di San Giuseppe operaio in San Brancato
– don Tiziano Cantisani, amministratore parrocchiale di Assunzione B.V. Maria in Cersosimo
– don Cristian Costanza, amministratore parrocchiale di Santa Margherita V. e M. in Castelluccio Superiore
– don Enio Mario De Mare, amministratore parrocchiale di Santa Maria del Carmine in Moliterno e di Santa Maria in Cielo Assunta in Sarconi
– don Maurizio Giannella, amministratore parrocchiale di Sant’Antonio di Padova in Agromonte Magnano e di Santa Maria del perpetuo soccorso in Agromonte Mileo
– don Cesare Lauria, amministratore parrocchiale di San Giuseppe operaio in San Brancato e parroco di Sant’Arcangelo, coordinatore pastorale di Sant’Arcangelo e Roccanova
– don Domenico Martino, amministratore parrocchiale di San Nicola di Bari in Roccanova e di Santa Maria della Neve in Castronuovo
– don Domenico Mastrangelo, rimane solo parroco di Santa Maria Assunta in Moliterno;
– don Antonio Mauri, parroco di Santa Maria del Ponte in Policoro
– don Vito Micucci, accolte le dimissioni da parroco, rimane vicario parrocchiale di Santa Maria in Cielo Assunta in Sarconi
– don Nicola Modarelli, amministratore parrocchiale di San Francesco d’Assisi in Policoro
– don Domenico Petrocelli, docente stabile di Storia della Chiesa presso l’Istituto Teologico del Seminario Maggiore di Basilicata e Vicario parrocchiale di S. Maria Assunta in Moliterno;
– don Luis Rodriguez Pascuas, vicario parrocchiale di Santa Maria della Neve in Castruonuovo
– don Cesare Silvestre, amministratore parrocchiale di Santa Maria Assunta in Spinoso e parroco di San Martino d’Agri
 
Assegnazioni annuale dei Diaconi Transeunti:
– don Michelangelo CroccoChiaromonte;
– don Giovanni MessutiRoccanova;
– don Luciano LabancaPolicoro, Chiesa Madre e Ospedale;
– don Antonio ZaccaraTursi;
– don Antonio DonadioViggianello;
– don Paolo Torino, collaboratore a San Nicola di Bari in Lauria Superiore
– don Giuseppe ViggianiMaratea

Porte di verità e di fede

Sarà uno dei fenomeni più si­gnificativi nell’orizzonte dei media digitali, quello delle reti sociali, a occupare il cuore del­la riflessione della prossima Gior­nata mondiale delle comunica­zioni sociali, che si terrà il 12 mag­gio 2013 (domenica che precede la Pentecoste) nel segno del tema «Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizza­zione». Tema, che, come di con­sueto, è stato reso noto dal Ponti­ficio Consiglio delle comunica­zioni sociali nel giorno della festa liturgica degli arcangeli Mi­chele, Gabriele e Raffaele. In que­sto modo di fatto il cammino di preparazione all’evento s’intrec­cia con il cammino pastorale di tutto l’anno e avrà il suo culmine con la pubblicazione del messag­gio del Papa, diffuso nel giorno di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, il 24 gennaio.
In una nota del Pontificio Consi­glio, inoltre, si sottolinea che il te­ma della Giornata (l’unica istitui­ta dal Concilio Vaticano II) è sta­to scelto dal Papa «nel contesto dell’Anno della Fede». Un’indica­zione, scrive il Dicastero vaticano, che ricorda come «una tra le sfide più significative dell’evangelizza­zione oggi sia quella che emerge dall’ambiente digitale». Non solo: la scelta di focalizzare il legame tra annuncio e reti sociali si pone in continuità con il messaggio per la Giornata del 2012, che, riflet­tendo su «Silenzio e Parola: cam­mino di evangelizzazione», dedi­ca alcuni passaggi proprio alle re­ti sociali. «I motori di ricerca e le reti sociali – si legge nel testo del Papa – sono il punto di partenza della comunicazione per molte persone che cercano consigli, sug­gerimenti, informazioni, risposte. Ai nostri giorni, la Rete sta diven­tando sempre di più il luogo del­le domande e delle risposte». E poi ancora: «Sono da considerare con interesse le varie forme di siti, ap­plicazioni e reti sociali che posso­no aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di au­tentica domanda, ma anche a tro­vare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condi­visione della Parola di Dio. Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un ver­setto biblico, si possono esprime­re pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la pro­pria interiorità». E nella nota diffusa ieri dal dica­stero vaticano sottolinea che «in un tempo in cui la tecnologia ten­de a diventare il tessuto connetti­vo di molte esperienze umane quali le relazioni e la conoscenza, è necessario chiedersi: può essa aiutare gli uomini a incontrare Cristo nella fede? Non basta più il superficiale adeguamento di un linguaggio, ma è necessario poter presentare il Vangelo come rispo­sta a una perenne domanda u­mana di senso e di fede, che an­che dalla rete emerge e nella rete si fa strada». Un’attenzione parti­colare, quindi, non tanto al «mon­do di internet» quando al mondo di oggi sempre più influenzato dai media digitali: «Non si tratta più di utilizzare internet come un ‘mez­zo’ di evangelizzazione ma di e­vangelizzare considerando che la vita dell’uomo di oggi si esprime anche nell’ambiente digitale». Lo sviluppo e la popolarità dei social network, infatti, «hanno consen­tito l’accentuazione di uno stile dialogico ed interattivo nella co­municazione e nella relazione».