“Un convinto ritorno alla maternità della Chiesa”. La Giornata della Vita 2013
• S.E. Mons. Salvatore Ligorio. Arcivescovo di Matera – Irsina;
• S.E. Mons. Francesco Nolè, vescovo di Tursi – Lagonegro, delegato della CEB per la famiglia;
• Prof. Francesco Belletti, del Cisf;
• Dott. Attilio Martorano, Assessore Regionale alle politiche sociali e alla salute;
• Salvatore Adduce, Sindaco di Matera;
• Simonetta Guarini, Assessore alle Politiche sociali del comune di Matera;
• Dott. Caterina Rotondaro, Psicologa dei Servizi sociali del Comune di Matera;
• Umberto e Luciana Parigi, delegati regionali per la pastorale della famiglia.
L’iniziativa – che ha come destinatari le famiglie, gli operatori deiservizi sociali dei comuni, gli operatori pastorali – si colloca nel cammino di preparazione alla 47° settimana sociale dei cattolici italiani, nel percorso del Laboratorio diocesano del Bene Comune.
L’obiettivo è capire come le coppie italiane vivono le loro relazioni intime e gli scambi con il mondo esterno, quando siano soddisfatte del loro rapporto e quando invece non lo siano, anche alla luce del modo di intendere la famiglia e la presenza dei figli. Nell’evidenziare i motivi che rendono felice, o viceversa problematica, la vita quotidiana della coppia, emergono i fattori che provocano conflitti al suo interno, si comprende perché aumenti l’incapacità di stabilire legami significativi e duraturi, e che cosa possa aiutare i giovani e i meno giovani a vivere una relazione che sia una risorsa per la crescita personale e la creazione di beni comuni.
Il Rapporto famiglia del CISF affronta questi problemi in una prospettiva di
analisi e di valutazione imparziale delle cose, attraverso una visione
umanizzatrice delle relazioni familiari, per non ridurle ai soli aspetti
puramente utilitaristici o emotivi.
Auspichiamo il coinvolgimento di amici e parenti ad assistere ai lavori di
questo seminario al fine di un arricchimento personale su un tematica di
grande rilevanza sociale, economica ed educativa per la nostra società.
L’occasione del tradizionale concerto di inizio anno «Aspettando l’Epifania» della Corale Polifonica della Cattedrale di Tursi “Regina Anglonensis”, diretta dal M° Francesco Muscolino, si inserisce nel programma dell’inaugurazione della Sala Conferenze “Benedetto XVI” e locali annessi alla Cattedrale (ex Seminario) che avverrà venerdì 4 gennaio 2013 alle ore 18.30.
Dedicato al Vescovo Monsignor Francesco Nolè, quest’anno all’inizio del suo 13mo anno di permanenza in Diocesi, anche l’orchestra da Camera “L’altro ‘900” renderà più festoso il Concerto in questo periodo natalizio.
Il restauro del complesso dei locali annessi alla Cattedrale è stato finanziato dalla Regione Basilicata e diretto dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio. La Diocesi di Tursi-Lagonegro ha completato i lavori della Sala Conferenze con i fondi derivanti dall’8×1000 alla Chiesa Cattolica e la cooperativa sociale “Auxilium” ha contribuito all’allestimento della stessa.
Nell’Anno della Fede la Sala conferenze viene intitolata a papa Benedetto XVI, faro luminoso e guida sicura di tutta la Chiesa, che con umiltà e tenacia è maestro coraggioso e pastore esemplare. Più volte Egli ha sottolineato l’importanza fondamentale che rivesta oggi “pensare la fede”, permetterle che sia in dialogo con la cultura del tempo e di ogni dove, valorizzare la gioia che proviene dalle espressioni artistiche, linguaggio accessibile e fruibile da ciascuno. «Intelletto e fede, dinanzi alla divina Rivelazione non sono estranei o antagonisti – ha affermato Benedetto XVI all’Udienza generale del 21 novembre scorso -, ma sono ambedue condizioni per comprenderne il senso, per recepirne il messaggio autentico, accostandosi alla soglia del mistero. È decisivo per l’uomo aprirsi alla fede e conoscere Dio e il suo progetto di salvezza in Gesù Cristo. Nel Vangelo viene inaugurato un nuovo umanesimo, un’autentica «grammatica» dell’uomo e di tutta la realtà».
«Nei primi decenni del XX secolo – attesta don Battista Di Santo, parroco della Cattedrale di Tursi – con la nascita dei seminari interregionali e regionali questo complesso ha dapprima accolto le Suore, per la Scuola Materna, poi la Scuola Media privata e infine la Scuola Media superiore. È stato centro di formazione dell’infanzia, dei ragazzi e dei giovani come “oratorio”, con attività di teatro, di ricamo per le ragazze e di accoglienza di tutte le età. Dopo un lungo periodo di inattività a causa del deperimento dello stabile, in questi giorni finalmente si presenta a tutti, vero gioiello per la Comunità di Tursi e dell’intera Diocesi».
Al momento dei Saluti e degli interventi istituzionali prenderanno la parola anche Antonio Lagala, Presidente provinciale ACLI di Matera e l’avv. Giuseppe Labriola, Sindaco di Tursi, che hanno patrocinato la manifestazione; l’arch. Francesco Canestrini, Soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio della Basilicata; il dott. Vito De Filippo, Presidente della Regione Basilicata; concluderà il Vescovo di Tursi-Lagonegro, monsignor Francesco Nolè.
Consapevoli che la Sala della Comunità sia una grande opportunità per il territorio, nonché di dialogo, di reciprocità e di arricchimento culturale, la Comunità sacerdotale e il Consiglio pastorale di Tursi valorizzeranno questa realtà con un Circolo cinematografico, attività di teatro e conferenze. Ora esprimono riconoscenza a quanti hanno contribuito a renderla bella e fruibile.
La propositio n. 48 richiama l’importanza della “famiglia cristiana come Chiesa domestica”, dicendola “luogo e primo agente nel dono della vita e dell’amore”; al contempo afferma che la trasmissione della fede e la formazione della persona umana non può prescindere dai valori del Vangelo. Natale è la prima grande buona notizia che l’umanità attendeva e continua ad attendere.
Il Cristianesimo non si fonda su postulati o su norme lontane dalla vita bensì parte dall’incontro con il Dio personale che, nella sua libera iniziativa, desidera trattare con l’uomo come con un amico.
Nella crescita e nella formazione accademica non si può prescindere da questo dato esperienziale, richiamato all’inizio della prima enciclica di Papa Benedetto XVI “Deus caritas est”.
Ecco perché il desiderio di spronare gli universitari a lasciarsi “chiamare in causa” nella sfida educativa della Chiesa che è servizio al mondo.
Vivere il Vangelo è camminare nella gioia che viene dalla fede. Questa virtù teologale, dialogando con la ragione, si fa cultura nella vita. Questo il senso della citazione di Papa Giovanni Paolo II che, in Fides et ratio al n. 103, così si esprimeva: «La filosofia è come lo specchio della cultura dei popoli. Una filosofia che… si sviluppa in consonanza con la Chiesa fa parte dell’evangelizzazione della cultura che Paolo VI ha proposto come uno degli scopi fondamentale della evangelizzazione…
I filosofi sappiano approfondire le dimensioni del vero, del buono e del bello, a cui la Parola di Dio da accesso».
Sarà presente all’incontro Marco Iasevoli, 32 anni, di Pomigliano d’Arco (Napoli).
Già Vice-presidente nazionale dei giovani di Azione cattolica. Giornalista di Avvenire, collabora con Il Mattino di Napoli. Dirige il mensile della diocesi di Nola “In dialogo”.
E’ laureato in Scienze della comunicazione presso La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in “Giornalismo e comunicazione pubblica” presso l’università Tor Vergata di Roma.