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“Un convinto ritorno alla maternità della Chiesa”. La Giornata della Vita 2013

Significativa la testimonianza che hanno offerto don Battista Pansa e la coppia di Sposi, presenti in Diocesi in occasione della Giornata della Vita.
Articolata in due momenti, la Celebrazione della Giornata ha visto alcuni catechisti e operatori pastorali presenti a Chiaromonte sabato 2 febbraio e il raduno presso il Cinema di Francavilla domenica 3 febbraio.
“Come Ufficio della Pastorale della Famiglia, – ha affermato don Guido Barbella, direttore dell’Ufficio – in accordo con il nostro Vescovo, si è pensato di avviare già da questo anno nelle nostre parrocchie l’esperienza della preparazione e dell’accompagnamento dei genitori per il Battesimo dei loro figli. L’Anno della Fede ci dà l’opportunità di avviare questa coraggiosa esperienza che trova nelle coppie i soggetti preposti ad accompagnare altre famiglie a generare nella fede i loro figli”.
Questa proposta ha trovato già in alcune coppie intervenute sabato a Chiaromonte nell’Ostello, i primi soggetti che porteranno nelle loro parrochie e in quelle vicine questa nuova proposta.
Nelle parole di don Battista Pansa l’esperienza fatta nella  Parrocchia di “Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo” in Roma.
“Sono trascorsi sedici anni da quando in questa parrocchia romana abbiamo iniziato la catechesi battesimale nelle famiglie e l’accompagnamento dei genitori  nei primi anni di vita  dei figli,  perché esperimentassero insieme a loro il mistero dell’Amore di Dio che ci è stato donato in Gesù Cristo nella grazia del Battesimo.
E’ stato un percorso che ha coinvolto catechisti laici, le famiglie e l’intera comunità parrocchiale che è andata sempre più maturando nella consapevolezza di essere il popolo dei battezzati, il popolo santo del Signore.
E’ stato un percorso faticoso, ma carico di entusiasmanti scoperte che hanno fatto crescere in tutti noi lo stupore per il mistero del Regno di Dio, nascosto ai sapienti e ai prudenti, ma rivelato ai piccoli. (Mt 11,25)
Dalle parole di Gesù riportate dai singoli evangelisti sinottici non viene mai posto l’accento sul l’innocenza dei bambini, né in senso assoluto né in senso relativo; si accenna invece alla modestia e all’ingenuità dei bambini, qualità che mancano invece agli adulti i quali non vogliono farsi donare nulla. 
Gesù rivela l’autentica e realistica concezione dell’infanzia, lontana sia dall’idealismo greco sia dal pessimismo ebraico: il bambino è nella condizione di peccato, ma tale condizione non è dovuta a una responsabilità o a una colpa personale essendo piuttosto egli solidale con la comune eredità di tutti gli uomini, figli di Adamo. Da tale condizione di peccato l’uomo è liberato solo per grazia, puro dono di Dio. Il regno di Dio, cioè la partecipazione alla vita stessa di Dio attraverso Gesù, è un dono talmente gratuito ed inatteso che solo chi è piccolo come i bambini può accogliere.
Ne sono testimonianza il materiale di educazione religiosa nella prima infanzia da noi elaborato in un costante rapporto con i genitori, ma soprattutto la gioia con la quale tanti genitori hanno scoperto la vocazione educativa legata  alla maternità e alla paternità .
Alcuni di questi bambini ora sono nell’età della catechesi per la celebrazione del sacramento della Penitenza o Riconciliazione e per la Messa di Prima Comunione. Essi sono la testimonianza vivente di come il tempo che intercorre tra il Battesimo e la catechesi sacramentale sia stato e sia decisivo per la formazione  della loro coscienza cristiana  proprio a partire dal potenziale religioso presente in modo naturale in ogni bambino.
E’ stata una sperimentazione pastorale vissuta in costante comunione con la Conferenza Episcopale Italiana  che ha indicato nella Comunicazione della fede in un mondo che cambia la scelta  priorità per la Chiesa all’inizio del terzo millennio dell’era cristiana. Una Chiesa che è chiamata  a ritrovare pienamente se stessa nell’ icona evocante la sua  maternità educativa. La scelta fatta dai vescovi italiani di ripartire dall’iniziazione cristiana nasce infatti dalla consapevolezza che  la stessa immagine di Chiesa dipende dal processo di iniziazione alla fede, dalle modalità di accoglienza dei nuovi membri e dalle figure di accompagnamento”. 
 
Clicca qui leggere l’intera relazione offerta a Francavilla in Sinni domenica 3 febbraio.
 
La fotogallery della Giornata
 
 
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«Non è né giusto né sufficiente richiedere ulteriori sacrifici alle famiglie che, al contrario, necessitano di politiche di sostegno, anche nella direzione di un deciso alleggerimento fiscale». Lo afferma il Consiglio Episcopale Permanente nel Messaggio per la 35ª Giornata Nazionale per la vita (3 febbraio 2013). I vescovi italiani, riaffermando che «il primato della persona non è stato avvilito dalla crisi» ricordano a tutti che «donare e generare la vita significa scegliere la via di un futuro sostenibile per un’Italia che si rinnova».
«Non si esce da questa fase critica generando meno figli o peggio ancora soffocando la vita con l’aborto – si legge ancora nel Messaggio -, bensì facendo forza sulla verità della persona umana, sulla logica della gratuità e sul dono grande e unico del trasmettere la vita, proprio in un una situazione di crisi».
 
Per la diocesi di Tursi-Lagonegro la celebrazione della Giornata, preparata dala Commissione per la Pastorale Familiare, ha due momenti:
– a Chiaromonte, sabato 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore, della Candelora, alle ore 16.00 è previsto un incontro per le coppie di Sposi e Catechisti indicati dai Parroci per la catechesi pre e post battesimale
– a Francavilla in Sinni, domenica 3 febbraio alle ore 15.30, con la relazione di mons. Battista Angelo Pansa, parroco di “Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo” in Roma e della Coppia di Sposi che verrà insieme a lui, sul tema:  Un convinto ritorno alla “Maternità” della Chiesa: rendere le nostre Comunità ancora capaci di essere un grembo materno che dà vita. Seguirà una Tavola rotonda e i presenti accoglieranno le Conclusioni del Vescovo Monsignor Francesco Nolè.
 
 

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Domenica 13 Gennaio 2013  la Chiesa celebra la 99ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, occasione favorevole per considerare un fenomeno che tocca tutto il nostro Paese ma in modo particolare la nostra Regione, le nostre Città e interpella la coscienza di tutti.

In occasione di questa Giornata Mondiale, il Papa Benedetto XVI chiede di guardare ai migranti come esseri umani con un volto, una storia, competenze professionali, risorse… a partire dal Vangelo :”…Ero forestiero e mi avete ospitato…” (Matteo 25), per costruire una nuova civiltà basata sulla condivisione e sull’amore. «Ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione»
“Ogni Stato ha il diritto di regolare i flussi migratori e di attuare politiche dettate dalle esigenze generali del bene comune, ma sempre assicurando il rispetto della dignità di ogni persona umana. Il diritto della persona ad emigrare – come ricorda la Costituzione conciliare Gaudium et Spes al n. 65 – è iscritto tra i diritti umani fondamentali, con facoltà per ciascuno di stabilirsi dove crede più opportuno per una migliore realizzazione delle sue capacità e aspirazioni e dei suoi progetti.

Nel contesto socio-politico attuale, però, prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra, ripetendo con il Beato Giovanni Paolo II che “diritto primario dell’uomo è di vivere nella propria patria: diritto che però diventa effettivo solo se si tengono costantemente sotto controllo i fattori che spingono all’emigrazione”.

“Oggi, infatti, vediamo che molte migrazioni sono conseguenza di precarietà economica, di mancanza dei beni essenziali, di calamità naturali, di guerre e disordini sociali. Invece di un pellegrinaggio animato dalla fiducia, dalla fede e dalla speranza, migrare diventa allora un «calvario» per la sopravvivenza, dove uomini e donne appaiono più vittime che autori e responsabili della loro vicenda migratoria”.
 

Seminario di presentazione del rapporto nazionale 2011 sulla famiglia

La CEB (Conferenza Episcopale della Basilicata) e il Cisf (Centro italiano Studi Famiglia) della San Paolo hanno organizzato il Seminario dipresentazione del rapporto nazionale 2011 sulla famiglia dal tema “Fragilitàe tenuta delle relazioni di coppia oggi: famiglia e società alla prova” che si terrà Giovedì 10 gennaio 2013 alle ore 16,00 – presso la casa di Spiritualità S. Anna in Via Lanera di Matera. Il Rapporto Cisf 2011, sulla famiglia in Italia, è il documento con cui il Cisf si impegna da oltre vent’anni a fornire una lettura dei problemi della famiglia italiana nell’ottica di un aspetto specifico. In particolare, questo rapporto
presenta e discute il tema del “fare coppia oggi in Italia”, che viene analizzato da un punto di vista demografico, sociologico, psico-sociale, psico-dinamico e giuridico. Vengono, in particolare, presentati i risultati di una ricerca originale del Cisf su un campione nazionale rappresentativo delle coppie italiane. Interverranno:

• S.E. Mons. Salvatore Ligorio. Arcivescovo di Matera – Irsina;
• S.E. Mons. Francesco Nolè, vescovo di Tursi – Lagonegro, delegato della CEB per la famiglia; 
• Prof. Francesco Belletti, del Cisf;
• Dott. Attilio Martorano, Assessore Regionale alle politiche sociali e alla salute;
• Salvatore Adduce, Sindaco di Matera;
• Simonetta Guarini, Assessore alle Politiche sociali del comune di Matera;
• Dott. Caterina Rotondaro, Psicologa dei Servizi sociali del Comune di Matera;
• Umberto e Luciana Parigi, delegati regionali per la pastorale della famiglia.

L’iniziativa – che ha come destinatari le famiglie, gli operatori deiservizi sociali dei comuni, gli operatori pastorali – si colloca nel cammino di preparazione alla 47° settimana sociale dei cattolici italiani, nel percorso del Laboratorio diocesano del Bene Comune. 

L’obiettivo è capire come le coppie italiane vivono le loro relazioni intime e gli scambi con il mondo esterno, quando siano soddisfatte del loro rapporto e quando invece non lo siano, anche alla luce del modo di intendere la famiglia e la presenza dei figli. Nell’evidenziare i motivi che rendono felice, o viceversa problematica, la vita quotidiana della coppia, emergono i fattori che provocano conflitti al suo interno, si comprende perché aumenti l’incapacità di stabilire legami significativi e duraturi, e che cosa possa aiutare i giovani e i meno giovani a vivere una relazione che sia una risorsa per la crescita personale e la creazione di beni comuni. 

Il Rapporto famiglia del CISF affronta questi problemi in una prospettiva di
analisi e di valutazione imparziale delle cose, attraverso una visione
umanizzatrice delle relazioni familiari, per non ridurle ai soli aspetti
puramente utilitaristici o emotivi.

Auspichiamo il coinvolgimento di amici e parenti ad assistere ai lavori di
questo seminario al fine di un arricchimento personale su un tematica di
grande rilevanza sociale, economica ed educativa per la nostra società.

Inaugurazione Sala Conferenze “Benedetto XVI” della Cattedrale di Tursi

L’occasione del tradizionale concerto di inizio anno «Aspettando l’Epifania» della Corale Polifonica della Cattedrale di Tursi “Regina Anglonensis”, diretta dal M° Francesco Muscolino, si inserisce nel programma dell’inaugurazione della Sala Conferenze “Benedetto XVI” e locali annessi alla Cattedrale (ex Seminario) che avverrà venerdì 4 gennaio 2013 alle ore 18.30.

Dedicato al Vescovo Monsignor Francesco Nolè, quest’anno all’inizio del suo 13mo anno di permanenza in Diocesi, anche l’orchestra da Camera “L’altro ‘900” renderà più festoso il Concerto in questo periodo natalizio.

 

Il restauro del complesso dei locali annessi alla Cattedrale è stato finanziato dalla Regione Basilicata e diretto dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio. La Diocesi di Tursi-Lagonegro ha completato i lavori della Sala Conferenze con i fondi derivanti dall’8×1000 alla Chiesa Cattolica e la cooperativa sociale “Auxilium” ha contribuito all’allestimento della stessa.

 

Nell’Anno della Fede la Sala conferenze viene intitolata a papa Benedetto XVI, faro luminoso e guida sicura di tutta la Chiesa, che con umiltà e tenacia è maestro coraggioso e pastore esemplare. Più volte Egli ha sottolineato l’importanza fondamentale che rivesta oggi “pensare la fede”, permetterle che sia in dialogo con la cultura del tempo e di ogni dove, valorizzare la gioia che proviene dalle espressioni artistiche, linguaggio accessibile e fruibile da ciascuno. «Intelletto e fede, dinanzi alla divina Rivelazione non sono estranei o antagonisti – ha affermato Benedetto XVI all’Udienza generale del 21 novembre scorso -, ma sono ambedue condizioni per comprenderne il senso, per recepirne il messaggio autentico, accostandosi alla soglia del mistero. È decisivo per l’uomo aprirsi alla fede e conoscere Dio e il suo progetto di salvezza in Gesù Cristo. Nel Vangelo viene inaugurato un nuovo umanesimo, un’autentica «grammatica» dell’uomo e di tutta la realtà».

 

«Nei primi decenni del XX secolo – attesta don Battista Di Santo, parroco della Cattedrale di Tursi – con la nascita dei seminari interregionali e regionali questo complesso ha dapprima accolto le Suore, per la Scuola Materna, poi la Scuola Media privata e infine la Scuola Media superiore. È stato centro di formazione dell’infanzia, dei ragazzi e dei giovani come “oratorio”, con attività di teatro, di ricamo per le ragazze e di accoglienza di tutte le età. Dopo un lungo periodo di inattività a causa del deperimento dello stabile, in questi giorni finalmente si presenta a tutti, vero gioiello per la Comunità di Tursi e dell’intera Diocesi».

 

Al momento dei Saluti e degli interventi istituzionali prenderanno la parola anche Antonio Lagala, Presidente provinciale ACLI di Matera  e l’avv. Giuseppe Labriola, Sindaco di Tursi, che hanno patrocinato la manifestazione; l’arch. Francesco Canestrini, Soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio della Basilicata; il dott. Vito De Filippo, Presidente della Regione Basilicata; concluderà il Vescovo di Tursi-Lagonegro, monsignor Francesco Nolè.

 

Consapevoli che la Sala della Comunità sia una grande opportunità per il territorio, nonché di dialogo, di reciprocità e di arricchimento culturale, la Comunità sacerdotale e il Consiglio pastorale di Tursi valorizzeranno questa realtà con un Circolo cinematografico, attività di teatro e conferenze. Ora esprimono riconoscenza a quanti hanno contribuito a renderla bella e fruibile.

 


Il Vescovo si rivolge ai Cristiani di Rotonda e Viggianello

Vicinanza e preghiera, incoraggiamento e sostegno affettuoso. Il messaggio per i fedeli che S. E. Mons. Francesco Nolè, vescovo di Tursi-Lagonegro, indirizza a don Stefano Nicolao, a don Francesco Sirufo e a don Mario Radesca, rispettivamente parroci di Rotonda e di Viggianello, è un segno di attenzione e di paternità nei confronti di figli provati per i movimenti tellurici che inquietano e tormentano ancora l’area del Mercure.

 
Esplicitamente il presule, al contempo, loda la grande dignità e la compostezza con cui viene accettata quella che è una «grande prova», che perdura da più di due anni e che ha avuto il suo acme il 26 ottobre dello scorso anno.
«Mentre – continua il Vescovo – non è in nostro potere cambiare gli eventi della natura», occorre «fare opera di prevenzione e di sicurezza per abituarci a convivere con essi, considerandoli elementi naturali anche se straordinari e minacciosi».
Alla preghiera personale, il Vescovo Nolè aggiunge quella di «tutta la Diocesi che segue con trepidazione e attenzione l’evolversi degli eventi».
Padre e pastore, al Popolo di Dio che è in questi due centri del sud-ovest lucano, il Vescovo dice ancora: «non siete soli e non dovete sentirvi tali!»
Un grazie – infine – è rivolto «a tutti coloro che si sono impegnati per alleviare la sofferenza e il disagio provocati dal sisma: alle Istituzioni Civili e Militari e al vasto e benemerito mondo del Volontariato».
E non manca l’augurio, perché possa essere – quello che oggi incomincia – un anno sereno e ricco di Benedizioni celesti!
Monsignor Nolè conclude il suo pensiero – che verrà letto nelle due Comunità nelle celebrazioni di oggi, primo giorno del 2013, con l’invocazione del Signore Gesù che ha preso la natura umana per condividerla e ridarle dignità e speranza: Egli «è vicino a voi in maniera particolare, perché siete nella sofferenza e nel disagio».
Maria Santissima, sia conforto e ancora di salvezza.
 

Giornata Mondiale della Pace 2013

Si celebra anche quest’anno la Giornata mondiale della Pace, occasione in cui, nel giorno in cui la Chiesa benedice il Signore della Pace contemplando Maria SS. Madre di Dio, possa continuare la riflessione e la preghiera per il dono di Dio più grande che il Natale ci dona. 
«Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita». Nel suo Messaggio per la Giornata mondiale della pace, Benedetto XVI pronuncia parole forti a proposito della «liberalizzazione dell’aborto» e contro la volontà di «codificare arbitrii» diretti a stabilire «un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia».
«Operatori di pace sono coloro che amano, difendono e promuovono la vita nella sua integralità», scrive il Papa, secondo cui «via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale». Per il Pontefice, «la vita in pienezza è il vertice della pace»: e quindi, «chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita».
«Coloro che non apprezzano a sufficienza il valore della vita umana e, per conseguenza, sostengono per esempio la liberalizzazione dell’aborto, forse non si rendono conto che in tal modo propongono l’inseguimento di una pace illusoria», argomenta ancora Benedetto XVI. «La fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace», prosegue. «Come si può, infatti, pensare di realizzare la pace, lo sviluppo integrale dei popoli o la stessa salvaguardia dell’ambiente, senza che sia tutelato il diritto alla vita dei più deboli, a cominciare dai nascituri? – chiede il Papa – Ogni lesione alla vita, specie nella sua origine, provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all’ambiente».
E secondo Benedetto XVI, «nemmeno è giusto codificare in maniera subdola falsi diritti o arbitrii, che, basati su una visione riduttiva e relativistica dell’essere umano e sull’abile utilizzo di espressioni ambigue, volte a favorire un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia, minacciano il diritto fondamentale alla vita.
Il Pontefice nel suo Messaggio, si sofferma poi sul rapporto uomo-donna. I «tentativi», scrive, di rendere il matrimonio «fra un uomo e una donna» «giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione» sono «un’offesa contro la verità della persona umana» e «una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace».
«La struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale», afferma Benedetto XVI.
«Questi principi – spiega il Pontefice – non sono verità di fede, nè sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono scritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità».
Secondo Benedetto XVI, «l’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa». «Tale azione – aggiunge – è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perchè ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace».
«Tra i diritti e i doveri sociali oggi maggiormente minacciati vi è il diritto al lavoro», sottolinea il Papa, secondo cui «ciò è dovuto al fatto che sempre più il lavoro e il giusto riconoscimento dello statuto giuridico dei lavoratori non vengono adeguatamente valorizzati, perchè lo sviluppo economico dipenderebbe soprattutto dalla piena libertà dei mercati». Per il Pontefice, «il lavoro viene considerato così una variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari».
A tale proposito, citando anche la sua enciclica «Caritas in veritate», Benedetto XVI ribadisce che «la dignità dell’uomo, nonchè le ragioni economiche, sociali e politiche, esigono che si continui “a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti”».
«In vista della realizzazione di questo ambizioso obiettivo – aggiunge – è precondizione una rinnovata considerazione del lavoro, basata su principi etici e valori spirituali, che ne irrobustisca la concezione come bene fondamentale per la persona, la famiglia, la società». «A un tale bene – osserva ancora il Papa – corrispondono un dovere e un diritto che esigono coraggiose e nuove politiche del lavoro per tutti».
«Sono necessarie – dice il Papa – persone, gruppi, istituzioni che promuovano la vita favorendo la creatività umana per trarre, perfino dalla crisi, un’occasione di discernimento e di un nuovo modello economico». Il Pontefice indica quale punto di riferimento il «principio di gratuità», come «espressione di fraternità e della logica del dono».
 
 
1° gennaio 2013
 

Dialogo dicembre 2012

In consegna già da venerdì scorso il nuovo numero di Dialogo.
Con l’augurio affettuoso del Vescovo,
di don Giovanni e don Tiziano, e di tutta la Redazione.

 
“Torna a nascere
il Figlio di Dio
perché, aperti alla speranza,
crediamo nella potenza del suo Amore”.
 
Che sia un Santo Natale, un Natale che infiammi i nostri cuori della luce di Dio, spingendoci alla Santità!!!
Rischiari il divin Bambinello le tenebre del dubbio e ci doni speranza vera, quella che poggia sulla solidità della fede.
Solo chi crede è un uomo appagato. E il Signore vien proprio ad appagarci.
Santo Natale!
 
 
 

Ordinazione sacerdotale di don Paolo Torino

Ordinazione Presbiterale di don Paolo Torino, per la Diocesi di Tursi-Lagonegro, sabato 22 dicembre 2012 alle ore 17.00, nella Chiesa della Madonna del Rosario in Maratea (PZ).
Sarà Monsignor Francesco Nolè, vescovo diocesano, a presiedere la solenne concelebrazione dell’Eucaristia e a imporgli le mani e recitare la preghiera consacratoria. 
Il novello presbitero presiederà per la prima volta l’Eucaristia nella Chiesa Madre di Maratea domenica 23 dicembre alle ore 11.00.
 
Di seguito l’intervista che sarà pubblicata su “Dialogo” – Dicembre 2012
Carissimi lettori, abbiamo chiesto a don Paolo Torino, nato il 16 luglio 1978, diacono a Lauria Superiore, originario di Maratea, che sarà ordinato sacerdote da S. E. Monsignor Francesco Nolè sabato 22 dicembre 2012 nella Chiesa della Madonna del Rosario, nella stupenda cittadina che si affaccia sul Tirreno:
 
– Don Paolo, il tuo percorso umano e vocazionale è stato impegnativo e ha conosciuto luoghi diversi. Parlacene un po’.
Si, in effetti ho girato molto. Tutto è iniziato nel giugno 2002 quando ho “sentito” la chiamata di Dio al sacerdozio. Andai in un monastero della Sabina, in provincia di Rieti, dove risiede la Comunità delle Beatitudini. Lì restai tre anni, vivendo essenzialmente di lavoro e preghiera. Nel 2005 la Comunità mi fece cominciare gli studi per il Seminario e partii per la Svizzera, a Lugano, per iniziare gli studi Filosofico-Teologici. Dopo due anni di formazione mi chiesero di partire per la Francia, per imparare il francese (la Comunità delle Beatitudini è di origine francese) e formarmi nella casa “generalizia” a Tolosa. Restai due anni con una parentesi di un mese e mezzo in Israele per approfondire la Parola di Dio e il Giudaismo. Nel 2009 decisi di fare un’esperienza diversa da quella monastica e divenni seminarista diocesano a Tolone, prestato però alla Fraternità Missionaria Giovanni Paolo II di cui condividevo il progetto di fondazione. Il 7 ottobre 2011 sono stato ordinato Diacono. In seguito volendo vivere pienamente l’esperienza diocesana ho chiesto di poter ritornare nella mia Diocesi di origine, cosa che, grazie a Dio e all’accoglienza di Mons. Nolé, mi è stata concessa. Ed eccomi qui.
 
– La vocazione è dono di Dio e risposta dell’uomo. Sull’invito per la tua ordinazione riporti un volto di Maria che accoglie l’Unigenito del Padre, rendendosi prototipo di come vivere l’accoglienza, fidandosi del Mistero.
Ho scelto questa immagine rappresentante Maria che porta sul suo seno il Figlio di Dio per significare un aspetto, mi sembra, importantissimo della vita sacerdotale: il prete è un figlio della Vergine e deve restare sempre tra le sue braccia per essere protetto e amato da Lei: “Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia”, dice il Salmo 130. Maria ha avuto ed ha un posto fondamentale nel mio cammino verso il sacerdozio. Penso che, come sacerdote, lei è in modo speciale “la benedetta fra tutte le donne”. Gesù ha portato sempre con sé sua Madre, fino al Calvario, dove l’ha offerta a tutti noi. Quale dono prezioso abbiamo ricevuto! In tutti i miei viaggi, molti dei sacerdoti che ho incontrato mi confessavano che dovevano il “si” dell’accoglienza della vocazione a Maria. Questo non deve sorprendere, Lei è stata la prima nella Nuova Alleanza a dire il “fiat” che avrebbe stravolto l’economia della Salvezza: totale, gratuito, sincero. Se rileggo il cammino che mi ha portato al sacerdozio, il Signore mi ha fatto comprendere gradualmente queste tre dimensioni del dono di se stessi.
 
– E ora sei pronto a ricevere la Sacra Ordinazione e a vivere il tuo Sacerdozio a servizio della Chiesa, in particolare della nostra Chiesa locale. Con quale animo si va incontro all’ordinazione e con quale spirito ti prepari a essere sacerdote nella nostra terra lucana?
Direi un misto di entusiasmo e, credo, di santo timore… Sono più di 10 anni che aspetto questo giorno e sento nel mio cuore una grande serenità, ho avuto modo di imparare (anche se non è mai abbastanza…) che il Signore concede doni immensi a delle povere creature che, proprio perchè tali, non possono contare solo sulle proprie capacità. Parlavo di entusiasmo, questa parola greca significa etimologicamente pieno di Dio, l’entusiasta è colui che ha un Dio dentro. Louis Pasteur analizzando questa parola dice: “La grandezza degli atti degli uomini sono misurati con l’ispirazione da cui derivano. Felice è colui che porta dentro Dio”. 
È con questa gioia che desiderio servire la Chiesa ed essere utile alla santificazione dei miei fratelli e sorelle. Il 22 dicembre sarò ordinato per loro, non per me stesso. Il Beato Antonio Chevrier diceva che il prete è un uomo spogliato, un uomo crocifisso, un uomo mangiato… per questo mi avvicino anche con molto timore, riconoscendo la mia indegnità, a questo mistero così grande dell’Amore.
 
– In ultimo, un pensiero vogliamo rivolgerlo ai giovani, ai tuoi amici di adolescenza, a quelli incontrati in questi mesi a Lauria, a quelli a cui Monsignor Nolè ti presentò a Castelsaraceno nello scorso mese di agosto. Cosa chiedi e cosa diresti a ciascuno di loro?
I giovani hanno, e hanno avuto sempre, un posto speciale nel mio cuore, cerco sempre di esortarli, per utilizzare una frase del Beato Giovanni Paolo II, a “resistere alla tentazione della mediocrità e del conformismo”. Gesù ha un progetto grande per ciascuno di noi, un progetto di gioia e di felicità in un mondo che invece vuole ad ogni costo distruggere la nostra speranza. I giovani hanno tanto da dare e ne sentono anche il desiderio… ma poi la logica dell’egoismo, che permea la nostra società, li scoraggia e rinunciano a combattere per i valori che li abitano. In questo ahimé gli adulti hanno tanta responsabilità. Perciò io voglio ripetere loro: siate forti e coraggiosi! 

Il Vescovo incontra gli universitari

Si tiene venerdì 28 dicembre 2012, nel Centro parrocchiale “don Egidio Guerriero” a Senise (PZ) il tradizionale incontro natalizio del Vescovo Nolè con gli Universitari della Diocesi di Tursi-Lagonegro. Con inizio alle ore 17.00, il tema proposto sarà: “La gioia di credere, forza della nuova evangelizzazione. Vangelo e cultura in dialogo per la formazione integrale dell’uomo”. Momento proposto dal responsabile diocesano per il Progetto Culturale, don Gianluca Bellusci, e dall’Azione Cattolica Diocesana, è occasione di un interscambio e un incoraggiamento reciproco.
Tra le propositiones consegnate a Papa Benedetto XVI, in occasione del Sinodo per la Nuova Evangelizzazione dello scorso ottobre, a proposito di fede e teologia, si dice: “…nell’università (non può mancare) un dialogo tra la fede, le altre discipline e il mondo secolare” (n. 30).

La propositio n. 48 richiama l’importanza della “famiglia cristiana come Chiesa domestica”, dicendola “luogo e primo agente nel dono della vita e dell’amore”; al contempo afferma che la trasmissione della fede e la formazione della persona umana non può prescindere dai valori del Vangelo. Natale è la prima grande buona notizia che l’umanità attendeva e continua ad attendere.
Il Cristianesimo non si fonda su postulati o su norme lontane dalla vita bensì parte dall’incontro con il Dio personale che, nella sua libera iniziativa, desidera trattare con l’uomo come con un amico.
Nella crescita e nella formazione accademica non si può prescindere da questo dato esperienziale, richiamato all’inizio della prima enciclica di Papa Benedetto XVI “Deus caritas est”.
Ecco perché il desiderio di spronare gli universitari a lasciarsi “chiamare in causa” nella sfida educativa della Chiesa che è servizio al mondo.
Vivere il Vangelo è camminare nella gioia che viene dalla fede. Questa virtù teologale, dialogando con la ragione, si fa cultura nella vita. Questo il senso della citazione di Papa Giovanni Paolo II che, in Fides et ratio al n. 103, così si esprimeva: «La filosofia è come lo specchio della cultura dei popoli. Una filosofia che… si sviluppa in consonanza con la Chiesa fa parte dell’evangelizzazione della cultura che Paolo VI ha proposto come uno degli scopi fondamentale della evangelizzazione…
I filosofi sappiano approfondire le dimensioni del vero, del buono e del bello, a cui la Parola di Dio da accesso».

Sarà presente all’incontro Marco Iasevoli, 32 anni, di Pomigliano d’Arco (Napoli).
Già Vice-presidente nazionale dei giovani di Azione cattolica. Giornalista di Avvenire, collabora con Il Mattino di Napoli. Dirige il mensile della diocesi di Nola “In dialogo”.
E’ laureato in Scienze della comunicazione presso La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in “Giornalismo e comunicazione pubblica” presso l’università Tor Vergata di Roma.

Vacanza sulla Neve

Pastorale Giovanile e Azione Cattolica
propongono la
VACANZA SULLA NEVE
 
PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO
SAN GABRIELE DELL’ADDOLORATA
(ABRUZZO)
 
PER I GIOVANI DAI 14 AI 18 ANNI
2-4  gennaio 2013
 
PROGRAMMA
mercoledì 2 Gennaio
Partenza alle 7:00 da Policoro, Senise e Lagonegro
Nel pomeriggio arrivo e sistemazioni
 
giovedì 3 Gennaio 
Escursione sulla neve e Visita al Santuario
 
venerdì 4 Gennaio
Escursione sulla neve e rientro nella tarda serata
 
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: € 110,00
TERMINE ULTIMO PER LE ISCRIZIONI 16 DICEMBRE 2012
Per le iscrizioni i parroci si potranno rivolgere a seguenti recapiti:
Don Adelmo Iacovino: 3495816191
Don Donato Partepilo: 3470148809
Rosetta Polito: 3200240314
 
AL MOMENTO DELL’ISCRIZIONE E’ NECESSARIO COMUNICARE OLTRE AL NOME, LUOGO E DATA DI NASCITA