“Un convinto ritorno alla maternità della Chiesa”. La Giornata della Vita 2013

Significativa la testimonianza che hanno offerto don Battista Pansa e la coppia di Sposi, presenti in Diocesi in occasione della Giornata della Vita.
Articolata in due momenti, la Celebrazione della Giornata ha visto alcuni catechisti e operatori pastorali presenti a Chiaromonte sabato 2 febbraio e il raduno presso il Cinema di Francavilla domenica 3 febbraio.
“Come Ufficio della Pastorale della Famiglia, – ha affermato don Guido Barbella, direttore dell’Ufficio – in accordo con il nostro Vescovo, si è pensato di avviare già da questo anno nelle nostre parrocchie l’esperienza della preparazione e dell’accompagnamento dei genitori per il Battesimo dei loro figli. L’Anno della Fede ci dà l’opportunità di avviare questa coraggiosa esperienza che trova nelle coppie i soggetti preposti ad accompagnare altre famiglie a generare nella fede i loro figli”.
Questa proposta ha trovato già in alcune coppie intervenute sabato a Chiaromonte nell’Ostello, i primi soggetti che porteranno nelle loro parrochie e in quelle vicine questa nuova proposta.
Nelle parole di don Battista Pansa l’esperienza fatta nella  Parrocchia di “Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo” in Roma.
“Sono trascorsi sedici anni da quando in questa parrocchia romana abbiamo iniziato la catechesi battesimale nelle famiglie e l’accompagnamento dei genitori  nei primi anni di vita  dei figli,  perché esperimentassero insieme a loro il mistero dell’Amore di Dio che ci è stato donato in Gesù Cristo nella grazia del Battesimo.
E’ stato un percorso che ha coinvolto catechisti laici, le famiglie e l’intera comunità parrocchiale che è andata sempre più maturando nella consapevolezza di essere il popolo dei battezzati, il popolo santo del Signore.
E’ stato un percorso faticoso, ma carico di entusiasmanti scoperte che hanno fatto crescere in tutti noi lo stupore per il mistero del Regno di Dio, nascosto ai sapienti e ai prudenti, ma rivelato ai piccoli. (Mt 11,25)
Dalle parole di Gesù riportate dai singoli evangelisti sinottici non viene mai posto l’accento sul l’innocenza dei bambini, né in senso assoluto né in senso relativo; si accenna invece alla modestia e all’ingenuità dei bambini, qualità che mancano invece agli adulti i quali non vogliono farsi donare nulla. 
Gesù rivela l’autentica e realistica concezione dell’infanzia, lontana sia dall’idealismo greco sia dal pessimismo ebraico: il bambino è nella condizione di peccato, ma tale condizione non è dovuta a una responsabilità o a una colpa personale essendo piuttosto egli solidale con la comune eredità di tutti gli uomini, figli di Adamo. Da tale condizione di peccato l’uomo è liberato solo per grazia, puro dono di Dio. Il regno di Dio, cioè la partecipazione alla vita stessa di Dio attraverso Gesù, è un dono talmente gratuito ed inatteso che solo chi è piccolo come i bambini può accogliere.
Ne sono testimonianza il materiale di educazione religiosa nella prima infanzia da noi elaborato in un costante rapporto con i genitori, ma soprattutto la gioia con la quale tanti genitori hanno scoperto la vocazione educativa legata  alla maternità e alla paternità .
Alcuni di questi bambini ora sono nell’età della catechesi per la celebrazione del sacramento della Penitenza o Riconciliazione e per la Messa di Prima Comunione. Essi sono la testimonianza vivente di come il tempo che intercorre tra il Battesimo e la catechesi sacramentale sia stato e sia decisivo per la formazione  della loro coscienza cristiana  proprio a partire dal potenziale religioso presente in modo naturale in ogni bambino.
E’ stata una sperimentazione pastorale vissuta in costante comunione con la Conferenza Episcopale Italiana  che ha indicato nella Comunicazione della fede in un mondo che cambia la scelta  priorità per la Chiesa all’inizio del terzo millennio dell’era cristiana. Una Chiesa che è chiamata  a ritrovare pienamente se stessa nell’ icona evocante la sua  maternità educativa. La scelta fatta dai vescovi italiani di ripartire dall’iniziazione cristiana nasce infatti dalla consapevolezza che  la stessa immagine di Chiesa dipende dal processo di iniziazione alla fede, dalle modalità di accoglienza dei nuovi membri e dalle figure di accompagnamento”. 
 
Clicca qui leggere l’intera relazione offerta a Francavilla in Sinni domenica 3 febbraio.
 
La fotogallery della Giornata
 
 
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«Non è né giusto né sufficiente richiedere ulteriori sacrifici alle famiglie che, al contrario, necessitano di politiche di sostegno, anche nella direzione di un deciso alleggerimento fiscale». Lo afferma il Consiglio Episcopale Permanente nel Messaggio per la 35ª Giornata Nazionale per la vita (3 febbraio 2013). I vescovi italiani, riaffermando che «il primato della persona non è stato avvilito dalla crisi» ricordano a tutti che «donare e generare la vita significa scegliere la via di un futuro sostenibile per un’Italia che si rinnova».
«Non si esce da questa fase critica generando meno figli o peggio ancora soffocando la vita con l’aborto – si legge ancora nel Messaggio -, bensì facendo forza sulla verità della persona umana, sulla logica della gratuità e sul dono grande e unico del trasmettere la vita, proprio in un una situazione di crisi».
 
Per la diocesi di Tursi-Lagonegro la celebrazione della Giornata, preparata dala Commissione per la Pastorale Familiare, ha due momenti:
– a Chiaromonte, sabato 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore, della Candelora, alle ore 16.00 è previsto un incontro per le coppie di Sposi e Catechisti indicati dai Parroci per la catechesi pre e post battesimale
– a Francavilla in Sinni, domenica 3 febbraio alle ore 15.30, con la relazione di mons. Battista Angelo Pansa, parroco di “Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo” in Roma e della Coppia di Sposi che verrà insieme a lui, sul tema:  Un convinto ritorno alla “Maternità” della Chiesa: rendere le nostre Comunità ancora capaci di essere un grembo materno che dà vita. Seguirà una Tavola rotonda e i presenti accoglieranno le Conclusioni del Vescovo Monsignor Francesco Nolè.