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Inizio Anno Associativo x i Giovanissimi di AC

Si terrà domenica 13 ottobre 2013 alle ore 15:30 presso il Centro Parrocchiale “Don Egidio Guerriero” di Senise, la FESTA DI INIZIO ANNO GIOVANISSIMI dal titolo “La festa siamo noi!”. E’ un’occasione per i nostri giovanissimi, quotidianamente impegnati nelle nostre comunità e a servizio dei più piccoli dell’associazione, di vivere un momento di ascolto della Parola, testimonianza e di festa insieme. E’ occasione per vivere la dimensione diocesana, di amicizia e cura delle relazioni all’inizio dell’anno e trarre così forza ed entusiasmo per iniziare al massimo, fino in cima, il nuovo anno associativo.
 
PROGRAMMA
Ore 15:30 Arrivi e accoglienza
Vespri e lectio sul brano del Vangelo dell’anno
Testimonianza
Giochi insieme; festa e momento di fraternità
Ore 19:00 Preghiera conclusiva con la celebrazione del passaggio per i 14enni
 

3° Appuntamento della CDAL per approfondire la fede

Domani, sabato 12 ottobre, alle ore 15.30, presso l’Ostello della Gioventù a Chiaromonte, il laicato cattolico di Tursi-Lagonegro si ritrova per il terzo seminario di approfondimento: “Rendere visibile il grande SI della fede“. 
Promosso dalla Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali di Tursi-Lagonegro, a Chiaromonte la relatrice sarà Giuliana MARTIRANI*, docente presso l’Università “Federico II” di Napoli, chiamata a presentare il tema: “Una comunità che si educa ed educa alla solidarietà”. 
Primo appuntamento è stato quello del 1° dicembre 2012, a un mese e mezzo dall’apertura dell’Anno della Fede, presso la sala Conferenze “Benedetto XVI” della Cattedrale di Tursi; il secondo presso la Parrocchia San Giuseppe a Lagonegro il 6 aprile 2013. Sono stati presenti a questi due incontri la prof.ssa Giuseppina De Simone e Serena Noceti.
 
PROGRAMMA
ore 15.00 Accoglienza
ore 15.45 Preghiera Comunitaria
Introduzione ai lavori
– mons. Salvatore De Pizzo, vicario per il laicato
– prof.ssa Anna Maria Bianchi, presidente CDAL
 
relazione della Prof.ssa Giuliana Martirani
“Una comunità che si educa ed educa alla solidarietà”
ore 17.15 Intervallo
ore 17.30 Dialogo con la Relatrice
ore 18.30 Conclusioni
S. E. Rev.ma Mons. Francesco Nolè, Vescovo
Preghiera
 
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* La professoressa Giuliana Martirani è nata e vive a Napoli. Docente di Geografia politica ed economica all’Università di Napoli “Federico II” e alla Lumsa di Palermo, ha insegnato alla Ottawa University (Canada), è stata delegata ufficiale alla Conferenza mondiale dell’ONU sulla donna (Pechino, 1995),  ha animato un gruppo su Impegno sociale e politico al III Convegno della Chiesa Italiana (Palermo 1995), è stata Presidente del MIR e membro del direttivo dell’IPRA con stato consultivo presso l’Unesco e le Nazioni Unite. Ha fatto parte del gruppo di iniziatori del Progetto Policoro.
Scrive su molte  riviste e collabora alla formazione per numerosi organismi, fra cui Unicef, Caritas italiana, AC, Focsiv.
Tra le pubblicazioni, dedicate in particolare a sviluppo, pace, ambiente, intercultura:  Assicurare la sostenibilità ambientale, Aspes, 2011; Spiritus, Messaggero, 2011; Viandante maestoso. La via della bellezza, Paoline, 2006; La danza della pace. Dalla competizione alla cooperazione, Paoline, 2004; Il drago e l’agnello. Dal mercato globale alla giustizia universale, Paoline, 2001; La civiltà della tenerezza. Nuovi stili di vita per il terzo millennio, Paoline, 1997; Facciamo politica, Qualevita, 1995.
è delegata presso l’Ufficio Giustizia Pace Salvaguardia del Creato della Conferenza Episcopale Campana e all’Ufficio Scuola e Università della CEI.
 
 
Una rete di prossimità
“Servire significa lavorare a fianco dei più bisognosi, stabilire con loro prima di tutto relazioni umane, di vicinanza, legami di solidarietà. Solidarietà, questa parola che fa paura per il mondo più sviluppato. Cercano di non dirla. E’ quasi una parolaccia per loro. Ma è la nostra parola! Servire significa riconoscere e accogliere le domande di giustizia, di speranza, e cercare insieme delle strade, dei percorsi coerenti di liberazione”. Sono alcune delle parole pronunciare da papa Francesco in visita ai rifugiati al centro Astalli. Parole forti, che declinano nel contesto attuale la Parola che sarà l’unico metro di giudizio per il destino eterno di ciascuno: avevo fame, avevo sete, ero nudo… L’amore a Dio e per il prossimo, la fede e la carità vanno di pari passo: metterli insieme non riguarda realtà astratte, ma la vita concreta delle persone.
Sono parole che possiamo assumere da guida per il nostro terzo seminario, teso appunto ad approfondire, alla luce dei documenti conciliari e della Dottrina sociale della chiesa, il tema di una comunità che si educa ed educa alla solidarietà.
Una comunità vuol dire non ognuno da solo, individualmente; vuol dire mirare ad un’azione che presuppone la presenza di una comunità ecclesiale strutturata sulle basi emerse dai seminari precedenti: ecclesiologia conciliare, comunione, chiesa popolo di Dio.
Educarsi richiama il lavoro preliminare da fare su se stessi, per uscire dalla carità delle briciole e assumere la solidarietà come compassione, nel senso etimologico di quel patire insieme che è più della stessa empatia, come emerge anche dai contributi di approfondimento di Associazioni e Movimenti dopo il secondo seminario.
Educare porta a considerare che anche il “destinatario” della nostra solidarietà deve diventare soggetto attivo del suo riscatto.
Allora serve assumere uno sguardo “oltre”, vedendo gli ultimi non come soggetto a cui guardare, ma da cui e con cui guardare al contesto sociale, per trasformarlo. Andare oltre “per” gli altri e arrivare a “con” gli altri, ricordando sempre che ultimo è superlativo di oltre.
Anche l’icona scelta, una rete in costruzione, vuole portarci in questa direzione. Servono più mani per costruirla, secondo un progetto comune. E una volta realizzata può essere usata per irretire (dare il pesce per asservire l’altro nel bisogno, mantenendolo dipendente da noi) o diventare strumento per rendere autonomi e liberi (insegnare a usarla per pescare). A noi la scelta, includendo una terza possibilità: contribuire a mettere fine a tante ingiustizie sociali insegnando a costruirsi la rete, a dotarsi degli strumenti per rompere una condizione di marginalità, facendoci così realmente prossimo.
Per farlo, però, è necessaria una chiesa davvero povera e dei poveri, è necessario un popolo di Dio con una spiritualità solida e priva di esibizionismi, sempre al servizio della realtà ecclesiale e civile di cui è e si sente parte.
Anna Maria Bianchi
 
 

Seminario “La scuola ben fatta” a Francavilla in Sinni

Si tiene a Francavilla in Sinni presso la Sala consiliare mercoledì 9 ottobre 2013 alle ore 16.30, il Seminario nazionale: “La scuola ben fatta. Indicatori di eticità per un curricolo di cittadinanza”
 
PROGRAMMA
16.30 Apertura lavori
Silvana Gazzaneo, Presidente sezione AIMC di Senise
mons. Rocco Natale, Assistente regionale AIMC Basilicata
 
16.45 Saluti 
mons. Franco Lacanna, Vicario generale diocesi di Tursi-Lagonegro
Francesco Cupparo, Sindaco del Comune di Francavilla in Sinni
 
17.00 Ricerca di senso: gli indicatori di eticità
Antonietta D’Episcopo, Centro nazionale AIMC, referente formazione
 
17.30 Presentazione dei primi esiti della ricerca
Maddalena Marcone sezione di Senise
Filomena Olivieri sezione Valsarmento
Angela Porcari sezione di Matera
 
18.15 Parole in rete per un curricolo di cittadinanza
Anna Maria Bianchi, Presidente regionale AIMC Basilicata
 
18.30 Dibattito
 
19.00 L’impegno della scuola per il futuro del Paese
Giuseppe Desideri, Presidente nazionale AIMC
 
coordina: Filomena Valicenti, Presidente provinciale AIMC di Potenza
 
Sotteso alla fatica giornaliera di far vivere ad ogni alunno opportunità significative di relazionalità e di apprendimento c’è un gradiente di eticità di cui non è facile avere contezza, ma che è fondamentale rendere visibile e, pertanto, documentabile e verificabile.
In tre sezioni Aimc della Basilicata si è avviato un percorso di ricerca in tale direzione per
– far emergere il valore, la straordinarietà del quotidiano scolastico, troppo spesso nascosto;
– definire una mappa “regolativa” di indicatori deontologicamente significativi e prioritari, funzionale alla rilevazione del tasso di eticità degli interventi realizzati;
– mettere a punto uno strumento che, facilitando la registrazione dei descrittori riferiti a ciascun indicatore di eticità, possa favorire una lettura metacognitiva dell’agire scolastico, ponendo l’accento sui livelli decisionali e operativi caratterizzanti la proposta formativa, anche ai fini di una rendicontazione interna ed esterna, professionale e sociale.
Il Seminario vuole essere un contesto per condividere i primi esiti e metterli a disposizione delle scuole per proseguire insieme la ricerca, nell’ottica della valutazione e autovalutazione d’istituto.
 
Per informazioni rivolgersi alla
Presidenza regionale Aimc di Basilicata
tel. 338 9759061 
 
 
 
 

Quando un prete è santo. Enzo Bianchi a Potenza

“Ciò che è richiesto al sacerdote è di essere un capolavoro del vivere umano”. Parola di Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, durante l’incontro regionale di martedì 8 ottobre 2013 davanti ai Vescovi e al clero lucano, presso l’Auditorium del Centro di formazione permanente “Giovanni Paolo II” a Potenza.
“La mia generazione – ha commentato Bianchi – è cresciuta con il monito «fatevi santi», che se da un lato manifesta la bellezza dell’intenzione, dall’altro mostra la debolezza di un certo volontarismo che trascura l’intervento di Dio. La santità, infatti, non è questione morale, non è determinata dall’agire dell’uomo ma è opera di Dio. È un modo di essere, attuato da Dio, a cui l’uomo può rispondere”. “Oggi, un sacerdote tende a ricercare la via della santità in movimenti, in spiritualità che lo coinvolgano. Ma è nel vivere in pienezza il proprio ministero che un sacerdote trova la possibilità di rispondere alla chiamata di Dio alla santità. È nell’esercizio del ministero che dovete crescere nella fede. Se noi aderiamo a Lui con fede, in quella che è la nostra personale vocazione, Lui ci farà partecipi della sua energia, ci farà crescere e ci farà santi”.
E, tra le varie esigenze da non trascurare per aprirsi alla chiamata di Dio per la santità, Enzo Bianchi non ha tralasciato il celibato: è la condizione che dica i sacerdoti mancanti, overi dinanzi agli occhi di Dio. Ma questo ci potrà dare la grande opportunità di decentrarci, mostrarci mancanti perché continuamente alla ricerca di Dio e poter dire agli uomini: “non guardare me, guarda il Signore”.
 
Gino Ciminelli

Formazione alla socialità e alla cittadinanza

Il terzo appuntamento del Progetto di formazione alla socialità e alla cittadinanza “Guido Vicino”  avrà luogo sabato 28 settembre 2013, presso il Centro Giovanile Padre Minozzi di Policoro alle ore 16.30. Tema dell’incontro sarà quello della bioetica nella post-modernità, che chiama in causa libertà, coscienza, fede e diritto naturale  della persona umana. E’ il momento conclusivo delle attività di formazione programmate nel 2013 dal RnS di Basilicata e realizzate con l’obiettivo di promuovere una Cultura della Pentecoste in vista della formazione di una nuova generazione di laici impegnati.
Destinatari dell’iniziativa sono gli educatori, gli operatori sanitari, gli insegnanti, gli aderenti ai Movimenti, alle Associazioni e alle realtà del mondo ecclesiale, del lavoro e del sindacato, i singoli cittadini impegnati a vario titolo nel campo socio‐politico e del volontariato.
 
Clicca qui per il programma
 
Per informazioni:
Segreteria Regionale RnS
Tel: 0835 981154 – 340 9310481
Fax: 0835 1820196

Convegno Ecclesiale Diocesano

A conclusione del triennio che la Diocesi di Tursi-Lagonegro ha dedicato alla “emergenza educativa” rendendola una sfida aperta per la famiglia, la scuola e la parrocchia, il Convegno Ecclesiale Diocesano sarà anzitutto occasione di verifica con i presbiteri della Diocesi, i delegati delle parrocchie e dei religiosi, quindi di rilancio per la pastorale ordinaria.
La fede, luce per la vita della Diocesi”  (cfr. Lumen Fidei, n. 54) è il tema generale che diventa traccia delle relazioni e dei lavori dei gruppi di studio che vedranno impegnati clero, religiosi e fedeli laici, divisi per zona pastorale di appartenenza.
Quattro le relazioni che verranno offerte dai vicari episcopali. Esse faranno seguito all’introduzione-sintesi del percorso vissuto nel triennio che si chiude che il Vicario generale terrà proprio all’aprirsi del Convegno.
I lavori del Convegno saranno articolati in due tempi: 26-27 settembre con due Relatori e gruppi di studio, con la partecipazione di sacerdoti e fedeli laici designati dai parroci; 26 ottobre l’assemblea generale aperta a tutti gli operatori pastorali dalle ore 16.00 alle ore 19.00.
La mattina del 27 settembre è dedicata ai sacerdoti, come da programma che segue:
 
Giovedì 26 settembre (per tutti)
ore 15.00 Accoglienza  e Preghiera (Vespri)
ore 16.30 Introduzione del vicario generale mons. Francesco Lacanna
ore 16.45 Relazione di mons. Salvatore De Pizzo
“Attualità della Parrocchia e organismi di partecipazione”
ore 17.15 Break
ore 17.30 – 19.00 Gruppi di Studio
 
Venerdì 27 settembre (per tutti)
ore 15.30 Accoglienza e Preghiera (Vespri)
ore 16.00 Relazione di mons. Vincenzo Iacovino
“Nuova Evangelizzazione: sfide, vie e proposte”
ore 16.45 Break
ore 17.00 – 19.00 Gruppi di Studio 
Al termine avvisi e saluto finale del Vescovo
 
Venerdì 27, al mattino, alle 9.30 (per i soli sacerdoti) la preghiera dell’Ora Media, poi la relazione di mons. Francesco Sirufo: “Utilità e necessità della Formazione Permanente per il Clero”, a cui seguirà il dibattito, e quella di mons. Rocco Natale: “Amministrazione e Uffici di Curia: luoghi e strumenti di partecipazione e comunione”, a cui seguirà il dibattito e poi il pranzo alle 13.30.
 
Sabato 26 ottobre alle ore 16.00 presso la Sala Ricevimenti “Piccolo Paradiso” ad Agromonte di Latronico è prevista l’Assemblea diocesana aperta a tutti gli operatori pastorali diocesani e parrocchiali, per presentare il programma pastorale diocesano del prossimo triennio.
 
 
 

La Fiaccolata per la pace e di amore per la Vita

L’evolversi della situazione internazionale e i venti di guerra che spirano in queste ore in Medio Oriente, che rischiano di trascinare il nostro mondo civile nell’ennesima tremenda spirale di violenza e odio, rendono ancora più preziosa la preghiera per la pace e per l’amore alla vita.
La Conferenza Episcopale di Basilicata, avendo accolto le ragioni del Programma Umanitario “VVV: Vivere una Vita che Vale con una Preghiera Corale dedicata a Papa Francesco”, promosso dalla Regione Basilicata e coordinato da Tomangelo Cappelli, dell’Ufficio Turismo Regionale, aveva già programmato per sabato 7 settembre 2013, in occasione delle celebrazioni della Natività della B.V. Maria, un concerto e una Fiaccolata di Amore per la Vita, con un suo momento centrale presso il Santuario di “Maria SS. Regina di Anglona”, a Tursi (MT), con la presenza della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco in Assisi, diretta da padre Giuseppe Magrino, francescano conventuale, a testimonianza del legame della Lucania con San Francesco.
La “chiamata” del Papa a una giornata di preghiera e digiuno per la Siria, prevista proprio sabato 7 settembre, rende ancora più significativo il gesto del Popolo lucano che in queste ore prega e spera che prevalgano le ragioni del buonsenso e della pacifica risoluzione politica del conflitto che si intravede all’orizzonte.
L’invito a prendere parte a quella che già si era definita la “Fiaccolata più grande del mondo” si estende a quanti, rimanendo nelle proprie case, abbiano possibilità di accendere un lume e di raccogliersi in preghiera e recitare il Santo Rosario, chiedendo alla Madonna, Regina della Pace, di illuminare le coscienze e permettere alle menti dei responsabili delle nazioni di programmare scelte giuste e sagge, per il bene di tutti.
 
L’appello di Papa Francesco sta raccogliendo adesioni in tutto il mondo. Numerosissime le organizzazioni, religiose e non, che hanno aderito all’appuntamento per dire, con il Papa, “Mai più guerra! Mai più guerra!”.
 
«Anche il Popolo lucano, in comunione con Papa Francesco, accoglie la richiesta di preghiera e di digiuno – afferma monsignor Francesco Nolè, vescovo di Tursi-Lagonegro – per implorare dal Signore il dono della pace e, al contempo scuotere le coscienze di chi è chiamato a prendere decisioni importanti. Papa Francesco, domenica scorsa, ha invitato a far “scoppiare la pace”. I Cristiani e tutti gli uomini di buona volontà sono chiamati a promuovere continuamente la pace, tra le nazioni e nel cuore. Ma dove si prepara la pace, dove si innescano le sue armoniose mine, dove si allestiscono le sue dolci trincee? Sono tanti, e a volte nascosti, i luoghi dei preparativi di pace. Qualsiasi luogo in realtà può essere un’officina, una palestra, una bottega per la pace. Di solito sotto i riflettori finiscono i palazzi dove spesso si preparano le guerre, e sono proprio quei palazzi, i medesimi, dove invece si dovrebbe costruire la pace. E poi ci sono luoghi, ci sono posti quasi segreti dove si coltiva, si ritesse la pace, a partire dalle famiglie».
 
«Con angoscia crescente – ha detto il Papa domenica 1° settembre all’Angelus – il grido della pace sale da ogni parte della Terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità. Vivo con particolare sofferenza e preoccupazione le tante situazioni di conflitti che ci sono in questa nostra Terra, ma in questi giorni il mio cuore è profondamente ferito da quello che sta accadendo in Siria, e angosciato per i drammatici sviluppi che si prospettano. Quanta devastazione, quanto dolore ha portato e porta l’uso delle armi in quel martoriato Paese… Pensiamo quanti bambini – ha esclamato ancora il Santo Padre – non potranno vedere la luce».
 
Numerose le Comunità parrocchiali della Regione che, in prossimità con la celebrazione delle feste religiose locali in occasione dell’otto settembre hanno programmato momenti di preghiera, di fiaccolata e di riflessione sulla necessità della pace per una mondo degno dell’uomo. Anche le Aggregazioni laicali hanno accolto l’invito a promuovere momenti di riflessione e di supplica al Signore.
 
La Conferenza Episcopale di Basilicata, attraverso Monsignor Nolè, vescovo delegato per il Programma Umanitario, ribadisce le parole di Papa Francesco, araldo di Pace come il Santo Poverello di Assisi, perché la comunità internazionale compia ogni sforzo, promuova senza indugio iniziative chiare per la pace, basate sul dialogo e sul negoziato per il bene dell’intera popolazione siriana: «Non sia risparmiato alcuno sforzo per garantire assistenza umanitaria a chi è colpito da questo terribile conflitto… Non è la cultura dello scontro, la cultura del conflitto quella che costruisce la convivenza nei popoli e tra i popoli, ma quella – la cultura dell’incontro, la cultura del dialogo, questa è l’unica strada per la pace. Il grido della pace si levi alto, perché giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare da un anelito di pace».
 
don Giovanni Lo Pinto
 

“La famiglia educa alla custodia del creato”

E’ dedicato in particolar modo alla famiglia, il Messaggio dei vescovi italiani in occasione dell’ottava Giornata per la custodia del creato che si celebra in tutta Italia il 1° settembre. “La prima scuola di custodia e di sapienza è la famiglia” scrivono i presuli. “Da Maria e Giuseppe, Gesù imparò a guardare con stupore ai gigli del campo e agli uccelli del cielo, ad ammirare quel sole che il Padre fa sorgere sui buoni e sui cattivi o la pioggia che scende sui giusti e sugli ingiusti (cfr Mt 5,45)”. L’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro ha messo a disposizione delle parrocchie il materiale per prepare la Giornata nelle comunità, in famiglia o individualmente.
 
 

Anche don Antonio Donadio sabato 24 è diventato sacerdote

Don Antonio Donadio diventa sacerdote sabato 24 agosto 2013 nella Basilica “Sant’Egidio abate” in Latronico (PZ), durante la solenne celebrazione presieduta da Monsignor Francesco Nolè, vescovo di Tursi-Lagonegro, che avrà inizio alle ore 18.00.
Eccoci all’ultima delle sei Ordinazioni presbiterali che hanno costellato l’estate di grazia dell’Anno della Fede per Tursi-Lagonegro. Davvero un’iniezione di forze e talenti giovani, nella Diocesi lucana che, a oggi, senza contare l’ordinando, ha l’età media del clero diocesano (73 sacerdoti) al di sotto dei 53 anni e il 54,8 % dei presbiteri diocesani è al di sotto dei 25 anni di sacerdozio.
 
Un “festival del Sì a Dio di giovani generosi”, come lo abbiamo definito partecipando la Comunità ecclesiale e civile della precedente ordinazione. Commuove la generosità di giovani che accolgono il sacerdozio come via della propria santificazione, nonché mezzo per santificare, canali di grazia, sacramento di Cristo nel nostro mondo secolarizzato… Semplicemente preti. Cristo Buon Pastore continua ad affascinare e a chiamare. E, da noi, i giovani rispondono con entusiasmo. Segno che la gente crede nella bontà della missione del sacerdote, che nei paesi della Basilicata continua ad essere non solo un riferimento per i cristiani ma anche per chi fatica a professarsi cristiano o più semplicemente non crede.
Si apre un tempo che invita alla riflessione e consolida la certezza che pregare “il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe” rimane un’esigenza importante. Lo ha ricordato il Vescovo monsignor Francesco Nolè a ogni celebrazione di Ordinazione. Voglia continuare ad essere leitmotiv che impegni non solo quanti operano nella promozione della “cultura della vita come vocazione” ma tutta la Comunità ecclesiale.
 
Don Antonio Donadio, nato a Chiaromonte il 1° agosto 1987, è originario della parrocchia “Sant’Egidio Abate” in Latronico. Ha frequentato le scuole elementari e medie a Latronico, dove ha conseguito anche la licenza presso il Liceo Scientifico. Al termine del tradizionale percorso di studi ha iniziato il cammino vocazionale il 16 ottobre 2006 a Potenza, frequentando l’anno propedeutico e, dopo questo intenso periodo di discernimento, è entrato in Seminario il 16 settembre 2007.
Ammesso agli ordini sacri il 31 marzo 2010 nella Cattedrale di Tursi, il 27 novembre 2010 è stato istituito lettore e il 14 maggio 2011 accolito. Lo scorso 14 settembre, nella Cattedrale di Tursi è stato ordinato Diacono da Monsignor Nolè.
 
“Credo che mai comprenderò pienamente questo dono che il Signore ha voluto farmi, essere un Suo Sacerdote, strumento della Sua infinita misericordia per l’intera umanità –afferma il giovane ordinando-. L’unica cosa importante è la gioia che ho nel cuore, gioia che desidero testimoniare lì dove il Signore mi chiamerà ad essere suo discepolo e testimone, gioia di un incontro che mi ha cambiato la vita e che attraverso il mio ministero spero possa raggiungere il cuore di molte persone”.
 
Papa Francesco, concludendo la GMG a Rio de Janeiro, domenica 28 luglio, nell’omelia, diceva ai giovani: “Andate, senza paura, per servire. Seguendo queste tre parole sperimenterete che chi evangelizza è evangelizzato, chi trasmette la gioia della fede, riceve più gioia… non abbiate paura di essere generosi con Cristo, di testimoniare il suo Vangelo… portare il Vangelo è portare la forza di Dio… per edificare un mondo nuovo”. E aggiungeva: “Cari giovani, Gesù Cristo conta su di voi! La Chiesa conta su di voi! Il Papa conta su di voi! Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, vi accompagni sempre con la sua tenerezza: «Andate e fate discepoli tutti i popoli»”.
Parole che vogliamo fare nostre e riproporle ai giovani lucani, con l’invito che raccolsero anche nella GMG lucana di Maratea, 27-28 luglio, dai Vescovi presenti: “Impariamo ad uscire dal nostro individualismo per costruire la città terrena ad immagine della Città celeste, nella fraternità vera, fatta di solidarietà attiva, di servizio sincero, di gratuità operosa”.
 
Domenica 25 agosto alle ore 18.30 don Antonio presiederà la prima Santa Messa.
don Giovanni Lo Pinto
 
Tursi, 21 agosto 2013
 
 

La Fiaccolata di Amore alla Vita

Sabato 7 settembre 2013, in occasione delle celebrazioni della Natività della B.V. Maria verrà realizzata la Fiaccolata di Amore per la Vita. Nel contesto del Programma Umanitario “VVV: Vivere una Vita che Vale” con una Preghiera Corale dedicata a Papa Francesco, si svolgerà in contemporanea in tutte le città che aderiranno all’iniziativa promossa dal Sacro Convento d’Assisi e dalla Regione Basilicata.
Il Vescovo di Tursi-Lagonegro Monsignor Francesco Nolè ha sottolineato che «la Fiaccolata del 7 settembre potrà puntare, grazie alla adesione diretta del Sacro Convento d’Assisi, ad una visibilità mondiale e avrà un suo momento centrale presso il Santuario di “Maria SS. Regina di Anglona”, a Tursi, con la presenza della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco in Assisi, diretta da padre Giuseppe Magrino, a testimonianza del legame sempre più forte con della Lucania con San Francesco. Alla sua protezione è stato affidato anche il programma umanitario “Vivere una Vita che Vale”, perché sia mezzo di sensibilizzazione culturale nel territorio per creare nuove opportunità di crescita etica e sociale con stili di vita più equilibrati e finalizzati al bene comune».
La manifestazione fa seguito all’evento/concerto “Inno d’Amore alla Vita” che si è svolto il 21 giugno scorso, sulle note dell’Ave Maria. L’evento, che ha ricevuto la Benedizione di Papa Francesco e l’adesione dei Vescovi lucani, ha fatto della Basilicata la prima regione al mondo ad unirsi, con la presenza simbolica di Assisi, per una Preghiera Corale a Papa Francesco, con la partecipazione della Cappella Musicale del Sacro Convento di Assisi, di Katia Ricciarelli e di Corali Lucane, suscitando commozione e partecipazione.
Il Programma Umanitario “VVV: Vivere una Vita che Vale” – promosso dalla Regione Basilicata, ideato e coordinato da Tomangelo Cappelli, dell’Ufficio Turismo Regionale, nell’ambito del Progetto Interregionale “Itinerari Turistici di Federico II di Svevia”, è improntato sul principio universale dell’amore, sulla centralità, dell’Essere e sul rispetto della Vita ed attraverso la valorizzazione del Patrimonio Culturale, promuove Stili di Vita Eticosostenibili con i progetti turistici “Itinerari dello Stupore” e “Viaggio al Cuore della Vita”.
La Fiaccolata d’amore per la Vita – evidenzia Cappelli – alla luce dell’Enciclica Lumen Fidei di Papa Francesco acquista un ulteriore valore esortativo per richiamare le coscienze al bene comune attraverso la “luce della fede”, mentre l’Anno della Fede si avvia a concludersi. La recente enciclica esplicita, infatti, la dinamica della quale i cristiani sono chiamati a riappropriarsi: «La luce di Gesù brilla, come in uno specchio, sul volto dei cristiani e così si diffonde, così arriva fino a noi, perché anche noi possiamo partecipare a questa visione e riflettere ad altri la sua luce, come nella liturgia di Pasqua la luce del cero accende tante altre candele. La fede si trasmette, per così dire, nella forma del contatto, da persona a persona, come una fiamma si accende da un’altra fiamma» (n. 37).
 
Per ulteriori informazioni: