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Preparandoci alla Madonna di Anglona

DIOCESI DI TURSI – LAGONEGRO
Santuario – Basilica Minore “Maria SS. Regina di Anglona”
TURSI (MT)
 
 
Solenni festeggiamenti in onore di
Maria SS. Regina di Anglona
Patrona di Tursi e della Diocesi di Tursi-Lagonegro
 
dal 20 Agosto all’8 Settembre 2013
 
Maria, Madre della Fede, prega per noi che siamo tuoi figli
 
 
dal 20 al 29 Agosto 
Settimana di preparazione 
 
dal 30 Agosto al 7 Settembre
Novena della Madonna 
 
ORARIO GENERALE
(dal 20 Agosto al 6 Settembre)
ore 8.00 Lodi Mattutine
ore 12.00 Canto dell’Angelus
ore 16.00 Vespri e Confessioni
ore 17.30 Santo Rosario
ore 18.00 Santa Messa
ore 19.00 Momento di convivialità
ore 20.00 Compieta – Adorazione Eucaristica – Confessioni. Al termine: Saluto Mariano
 
Domenica 25 Agosto ore 18.00: Santa Messa per gli Infermi
 
Domenica 1° Settembre ore 18.00: Sante Cresime
 
COMUNITÀ PARROCCHIALI
martedì 20 agosto: Comunità di ANGLONA
mercoledì 21 agosto: MONTALBANO JONICO
venerdì 23 agosto: TINCHI e MARCONIA
 
lunedì 26 agosto: NOEPOLI
martedì 27 agosto: POLICORO – CHIESA MADRE
mercoledì 28 agosto: CALVERA
giovedì 29 agosto: VALSINNI
venerdì 30 agosto: SCANZANO JONICO
sabato 31 agosto: POLICORO – SAN FRANCESCO
 
lunedì 2 settembre: NOVA SIRI
martedì 3 settembre: POLICORO – BUON PASTORE
mercoledì 4 settembre: COLOBRARO
giovedì 5 settembre: ROTONDELLA
venerdì 6 settembre: TURSI
 
Sabato 7 Settembre: Vigilia – Giornata di preghiera e riconciliazione
La Luce è vicina, lasciatevi illuminare
ore 8.00 Lodi Mattutine e Confessioni
ore 10.30 Santa Messa “Santa Maria in Sabato”
ore 12.00 Canto dell’Angelus
ore 16.00 Vespri e Confessioni
ore 17.30 Santo Rosario
ore 18.00 Santa Messa e Conclusione della Novena
ore 20.00 Veglia di Preghiera animata dal Coro della Basilica di San Francesco d’Assisi
diretto dal maestro Padre Giuseppe Magrino ofm conv.
A seguire: Fiaccolata e Atto di affidamento della Diocesi a Maria SS.ma di Anglona
ore 24.00 In preghiera “dalla mezzanotte all’aurora”
…aspettando il “Giorno senza tramonto”
 
Domenica 8 Settembre: Natività della Beata Vergine Maria
Festa della Madonna di Anglona
Orari Sante Messe: 5.00 – 6.00 – 7.30 – 9.00 – 10.30 – 12.00 – 16.00
ore 18.00 Solenne Concelebrazione Eucaristica
presieduta dal nostro vescovo Mons. Francesco Nolè
ore 19.00 Processione della Madonna di Anglona
ore 20.00 Saluto Mariano
 
Domenica 15 Settembre: Ottava della Festa della Madonna
ore 18.00 Santa Messa di Ringraziamento
 
 
Per contattare il Santuario
telefono: 0835 810002
 
INDULGENZA PLENARIA
Durante tutto l’Anno della Fede (11 ottobre 2012 – 24 novembre 2013) e in modo particolare durante questi giorni di festa, tutti i fedeli che si recheranno presso questo Santuario Diocesano potranno lucrare, secondo le norme stabilite dalla Chiesa, l’indulgenza plenaria, cioè la remissione della pena temporale per i propri peccati, impartita per la misericordia di Dio, applicabile in suffragio delle anime dei fedeli defunti.
Possono lucrarla i singoli fedeli veramente pentiti, debitamente confessati, comunicati sacramentalmente, recitando la professione di fede (Credo) e pregando secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
 

Il Cardinal Piacenza ai Sacerdoti: Il Curato d’Ars sia vostro modello

La Chiesa, che dal 1925 lo venera come patrono dei parroci, ha ricordato domenica scorsa la memoria di San Giovanni Maria Vianney, universalmente conosciuto come il Santo Curato d’Ars. Vissuto tra il 1786 e 1859, la sua opera pastorale condotta per 40 anni in un piccolo villaggio della Francia è diventata un modello di santità sacerdotale. Alla sua figura e protezione Benedetto XVI affidò nel 2009 l’Anno sacerdotale, dedicandogli un ammirato ritratto.
 
Il servizio di Alessandro De Carolis, RadioVaticana 04.08.2013:
Il più Santo dei parroci della storia della Chiesa dalla maggior parte dei suoi formatori era considerato una sorta di disastro. Quando diventa prete, a 29 anni compiuti, Giovanni Maria Vianney è praticamente considerato “vecchio”. Colpa di un grave gap di partenza – a 17 anni è molto più esperto di pecore e mucche, che pascola fin da bambino, che di libri – e soprattutto dello scoglio contro cui si infrangerà la sua tenacia bruciandogli tempo prezioso: il latino. È un vero romanzo la vita del futuro Curato d’Ars. Da ragazzo è allegro e sensibile alla fede, ma quando pensa al seminario non ha i soldi per la retta e quando un generoso sacerdote, che lo sosterrà per anni, si offre di fargli cominciare gli studi, sono gli studi stentati e le frequenti bocciature a renderlo oggetto di derisione: un sempliciotto, buono per i campi, e non per l’austero prestigio di una tonaca. Sacerdote però riesce a diventarlo, grato a Dio come pochi per il dono ricevuto, e si tuffa con ardore nella sua missione. Fiamma che non si attenua quando scopre dove dovrà trasferirsi: una parrocchia in un posto a fatica rintracciabile sulle mappe della Francia, Ars, casette d’argilla, 200 anime e una spaventosa ignoranza collettiva. Qui, dal cuore da tanti giudicato insipiente di quel giovane prete vecchio, scaturisce un prodigio che trasforma in poco tempo il villaggio dimenticato da Dio in un villaggio dove Dio si è scelto una casa. Cosa sia accaduto lo spiegava quattro anni fa Benedetto XVI:
“Nel servizio pastorale, tanto semplice quanto straordinariamente fecondo, questo anonimo parroco di uno sperduto villaggio del sud della Francia riuscì talmente ad immedesimarsi col proprio ministero, da divenire, anche in maniera visibilmente ed universalmente riconoscibile,
alter Christus, immagine del Buon Pastore, che, a differenza del mercenario, dà la vita per le proprie pecore. Sull’esempio del Buon Pastore, egli ha dato la vita nei decenni del suo servizio sacerdotale”.
 
Il curato di campagna è un uomo povero tra poveri, che prega molto, che va a cercare i parrocchiani fin sui campi, che raduna i loro figli analfabeti per insegnare catechismo e che catechizza gli adulti alla domenica, con omelie semplici quanto incisive che ben presto nella piccola chiesetta di Ars i posti sono solo in piedi. Ingaggia una lotta senza quartiere contro le conseguenze dell’ignoranza, per esempio l’abuso di alcol, cui tanti contadini sono avvezzi. Dal pulpito si scaglia contro gli osti che, dice, “rubano il pane di una povera donna e dei suoi ragazzi dando da bere a quegli ubriachi che spendono la domenica tutto ciò che hanno guadagnato durante la settimana”, scendendo “al di sotto della bestia più bestia”. Di contro, è maestro del perdono sacramentale, che amministra ininterrottamente per ore, dimenticandosi persino di mangiare:
“La sua esistenza fu una catechesi vivente, che acquistava un’efficacia particolarissima quando la gente lo vedeva celebrare la Messa, sostare in adorazione davanti al tabernacolo o trascorrere molte ore nel confessionale”.
 
Guardando al modello di sacerdozio illuminato dal Curato d’Ars, il Papa ora emerito affermò: “Dipende dalla santità la credibilità della testimonianza e, in definitiva, l’efficacia stessa della missione di ogni sacerdote”:
“Fu ‘innamorato’ di Cristo, e il vero segreto del suo successo pastorale è stato l’amore che nutriva per il Mistero eucaristico annunciato, celebrato e vissuto, che è divenuto amore per il gregge di Cristo, i cristiani e per tutte le persone che cercano Dio”.
 
 

Nel festival del “Sì a Dio di giovani generosi”, Luciano Labanca: sabato 10 agosto è diventato presbitero

Un vero festival del “Sì a Dio di giovani generosi”, quello che la Diocesi di Tursi-Lagonegro continua a vivere in quest’estate dell’Anno della Fede. Don Luciano è il quinto giovane che, accogliendo il dono del Sacerdozio, da domani servirà la Chiesa di Dio come presbitero diocesano. Cresciuto all’ombra della Chiesa di San Nicola di Bari in Lauria Superiore, che custodisce le spoglie mortali del Beato Domenico Lentini, anch’egli sacerdote, don Luciano si prepara a dire il suo “Sì, con l’aiuto di Dio voglio essere sempre più strettamente unito a Cristo Sommo Sacerdote che, come vittima pura, si è offerto al Padre per noi, consacrandomi a Dio insieme a lui per la salvezza degli uomini” (cfr. Rito di Ordinazione).
 
Domani sabato 10 agosto, memoria liturgica di san Lorenzo diacono e martire, alle ore 18.00, nella chiesa parrocchiale di “San Nicola di Bari” in Lauria Superiore, diventerà presbitero don Luciano Labanca per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione di monsignor Francesco Nolè. A questo memento la Comunità giunge preparata dal Cammino di animazione vocazionale che la parrocchia ha offerto anche grazie alla presenza degli Educatori del Seminario Maggiore Lucano.
 
Papa Francesco ai prossimi seminaristi di Brescia che ha salutato a San Pietro martedì 6 agosto, parlando del sacerdozio ha detto: «Vedrete è una gioia, una gioia ma non un gioco. È una cosa seria. È come sposarsi. Dunque è una scelta seria di vita. Quando si prende una cosa sul serio, allora diventa bella. Anche se è dura». Questo lo affermava nel 35mo anniversario della morte del grande Paolo VI.
 
Luciano Labanca è nato a Maratea il 5 luglio 1987. Originario della parrocchia “San Nicola di Bari” in Lauria (Pz), sin da bambino ha partecipato alla vita parrocchiale, come ministrante e membro dei vari gruppi giovanili parrocchiali. In questo clima ha scoperto la vocazione sacerdotale. Dopo la maturità classica a Lauria, ha iniziato il cammino di discernimento vocazionale con l’anno propedeutico, a cui ha fatto seguito la formazione presso il Seminario Maggiore di Basilicata dal settembre 2007. Gli anni della formazione lo hanno visto impegnato in varie esperienze pastorali, sia nella città di Potenza, presso la parrocchia San Giovanni Bosco e presso l’ospedale San Carlo, sia nelle parrocchie di Palazzo San Gervasio. Dal 2011 ha vissuto il tirocinio pastorale a Lagonegro (PZ), nella parrocchia “San Nicola” e nell’ospedale “San Giovanni”. Con gli altri cinque compagni di corso della Diocesi ha ricevuto l’ordinazione diaconale nella Cattedrale di Tursi il 14 settembre 2012. Don Luciano, poi, ha vissuto il ministero diaconale nella parrocchia “Santa Maria del Ponte” in Policoro, dove ha avuto modo di affiancarsi nelle attività pastorali a don Antonio Mauri. Proficua è stata anche la sua esperienza presso l’ospedale cittadino “Giovanni Paolo II” dove, collaborando con i cappellani, ha avuto modo di visitare e sostenere gli ammalati, i loro familiari e anche il personale medico e paramedico, nei momenti liturgici e nelle tante visite ai reparti. A giugno ha concluso la formazione teologica presso l’Istituto teologico di Basilicata, conseguendo il baccellierato in Sacra Teologia.
 
Qualche giorno fa, sulla sua bacheca di Facebook, don Luciano scriveva: “L’ordinazione sacerdotale non è solo una festa per pochi eletti, ma una festa di tutta la Chiesa, dell’intero popolo di Dio. Perché noi tutti viviamo gli uni degli altri non solo fisicamente, ma anche mentalmente e spiritualmente” (J. Ratzinger, Omelia per l’ordinazione di 5 sacerdoti gesuiti, 1977). E ancora: “La grandezza del sacerdote e la sua costante necessità consistono proprio nel fatto che, in un mondo che è sfilacciato in specializzazioni e ne risente le conseguenze negative, soffre e si sgretola, egli continua ad essere l’uomo per tutto, colui che dall’interno, conserva l’unità dell’essere uomini” (J. Ratzinger, Omelia per ordinazione sacerdotale, 1978).
 
Domenica 11 agosto alle ore 11.00 don Luciano presiederà la prima Santa Messa.
 
 
 

Giuseppe Viggiani è stato ordinato

Continua l’estate di grazia e benedizioni per la Diocesi di Tursi-Lagonegro. Nei giorni scorsi ha accolto a Maratea la Giornata Mondiale della Gioventù, vissuta a livello regionale, con straordinario entusiasmo dei giovani ed esilarante attenzione mediatica. Anche lì, come in Brasile, i Vescovi presenti hanno ripetuto le parole di Gesù a tutti i giovani presenti: «Andate e fate discepoli tutti gli uomini». Tra loro anche i seminaristi e i diaconi prossimi al sacerdozio.
 
Eccoci di nuovo ad annunciare un’ordinazione sacerdotale.
Venerdì 2 agosto, festa di Santa Maria degli Angeli e del Perdono di Assisi, alle ore 18.30, in Piazza San Michele, nel Centro Storico di Sant’Arcangelo, diventa sacerdote don Giuseppe Viggiani, ordinato da monsignor Francesco Nolè.
 
Papa Francesco a Rio de Janeiro, in occasione della GMG, invitava i Vescovi, i Sacerdoti e i Seminaristi (27.07.2013) a gustare la bellezza della chiamata: da discepoli a missionari. Ribadite le parole di Gesù: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Gv 15,16), Francesco sottolineava la necessità di ritornare continuamente alla sorgente della chiamata: “Un vescovo, un sacerdote, un consacrato, una consacrata, un seminarista non può essere smemorato: perderebbe il riferimento essenziale al momento iniziale del suo cammino. Occorre chiedere la grazia alla Vergine di essere persone che conservano la memoria di questa prima chiamata. Chiamati da Dio per rimanere con Gesù, uniti a Lui. Questo vivere, questo permanere in Cristo segna tutto ciò che siamo e facciamo. Questa vita in Cristo garantisce l’efficacia apostolica, la fecondità del servizio”. Anche a quanti si preparano al ministero sacerdotale il Papa ha chiesto di avere “il coraggio di andare controcorrente a questa cultura efficientista, a questa cultura dello scarto. L’incontro e l’accoglienza di tutti, la solidarietà e la fraternità sono elementi che rendono la nostra civiltà veramente umana”. E aggiungeva che desidera giovani innamorati di Cristo, quasi ossessionati “servitori della comunione e della cultura dell’incontro!”, ricordando inoltre che non si tratti di imporre “le nostre verità”, ma di lasciarsi guidare dall’umile e felice certezza di chi è stato trovato, raggiunto e trasformato dalla Verità che è Cristo e non può non annunciarla.
 
Don Giuseppe Viggiani è nato il 18 giugno 1985. Dopo la maturità scientifico-linguistica a Sant’Arcangelo, avendo vissuto varie esperienze parrocchiali, ha cominciato un periodo di discernimento vocazionale in Diocesi. Trascorsi alcuni anni nella fraternità dei Frati Minori della Provincia salernitano-lucana, ha completato il cammino formativo al Sacerdozio presso il Seminario Maggiore di Basilicata. Ordinato diacono il 14 settembre scorso nella Cattedrale di Tursi, ha vissuto l’anno diaconale collaborando attivamente nelle attività delle parrocchie di Maratea.
 
“In questi giorni prima dell’ordinazione – afferma l’ordinando Giuseppe Viggiani – la GMG di Rio ha acceso in me ancora di più il desiderio di servire Cristo, la sua Chiesa, l’umanità intera come sacerdote… ascoltando il discorso di Papa Francesco ai volontari, ho ricordato una delle prime volte in cui la voce del Signore, che mi chiamava a seguirlo, si è fatta sentire forte: mi trovavo a Tor Vergata, alla GmG del 2000! Allora avevo 15 anni e quell’esperienza concludeva un intenso anno di cammino: il primo anno delle superiori, ri-avvicinamento alla Parrocchia dopo un lungo periodo di latitanza, la scoperta dell’oratorio e della gioia che viene dal mettersi al servizio della comunità.
All’inizio non sapevo bene cosa mi stesse accadendo, poi ho compreso che Dio mi stava corteggiando ed io gli corrispondevo in tutto quanto mi era possibile. L’entusiasmo cresceva istante dopo istante ed era diventato incontenibile, avrei voluto comunicarlo a tutti, fino a quando, durante il quarto anno del liceo mi sono aperto con un sacerdote (oggi è il mio parroco!) e mi sono fatto accompagnare in un primo discernimento. Ricordo con grande emozione il momento in cui ho potuto comunicare ai miei genitori la mia intenzione di cominciare il cammino per entrare in seminario a Potenza! Il timore iniziale si è mutato presto in gioia, una gioia condivisa da tutta la famiglia.
Oggi, preparandomi all’ordinazione colgo la grandezza di un dono così grande: troppo grande è il sacerdozio ministeriale di fronte alla mia piccolezza…
La figura e l’esempio del beato Vincenzo Grossi, sacerdote e fondatore delle Suore Figlie dell’Oratorio, mi guida nella risposta alla mia vocazione. Vedere la sua vita presentata in un musical dai ragazzi dell’oratorio in occasione della preparazione all’ordinazione mi ha dato la giusta carica per correre ai piedi dell’altare e ricevere l’imposizione delle mani del Vescovo ed essere ordinato presbitero. Sempre nella gioia. Sempre fuoco, per incendiare il cuore degli uomini con la Carità che viene da Dio!”
 
Domenica 4 agosto alle ore 11.00, nella Chiesa Madre di Sant’Arcangelo, don Giuseppe presiederà la Prima Santa Messa.
 
 
 
 
 
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Il Programma della Preparazione all’Ordinazione Sacerdotale
Le Parrocchie di Sant’Arcangelo si prepareranno all’ordinazione presbiterale di don Giuseppe Viggiani
con la preghiera e la riflessione. Hanno programmato una cinque giorni in cui sono previsti diversi momenti:
– Domenica 28 luglio alle ore 18.30 in Chiesa Madre la Santa Messa concelebrata dai sacerdoti già ordinati in Diocesi: don Antonio Zaccara, don Michelangelo Crocco e don Giovanni Messuti
– Lunedì 29 luglio alle ore 18.30 in Chiesa Madre la Santa Messa celebrata da don Luigi Branco
   alle ore 21.30 nella Chiesa di San Giuseppe a San Brancato la Veglia vocazionale
– Martedì 30 luglio alle ore 18.30 nella Chiesa del Convento Santa Messa celebrata da don Michele Izzo
   alle ore 21.30 in Piazza San Michele “Il Sogno di un Prete”, musical sul Beato Vincenzo Grossi, fondatore delle Suore Figlie dell’Oratorio
– Mercoledì 31 luglio ore 18.30 in Chiesa Madre la Santa Messa celebrata da don Antonio Appella
   ore 21.30 nella Chiesa del Convento don Antonio Appella intratterrà i presenti sulla Simbologia Cristiana (a partire dalle raffigurazioni della Casula dell’Ordinazione)
– Giovedì 1° agosto alle ore 18.30 la Santa Messa celebrata da Mons. salvatore Ardesini, già segretario del Cardinale Michele Giordano
   alle ore 22.00 Adorazione Eucaristica
Venerdì 2 agosto, festa di Santa Maria degli Angeli e Perdono di Assisi, 
   alle ore 18.00 in Piazza San Michele lORDINAZIONE SACERDOTALE DI DON GIUSEPPE VIGGIANI
   per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S. E. Mons. Francesco Nolè, nostro vescovo
– Domenica 4 agosto alle ore 11.00 in Chiesa Madre don Giuseppe Viggiani presiederà la prima Messa Solenne

Andate, portate a tutti la gioia di quest’incontro

Oltre duemilacinquecento i presenti alla Celebrazione dell’Eucaristia che si sono lasciati abbracciare dal Cristo Redentore di Maratea a conclusione della GMG lucana.
Monsignor Superbo ha presieduto la Santa Messa nella quale ha ricordato l’esigenza della preghiera, rapporto vitale con Dio e anima della vita fraterna: il Padre nostro è stato presentato sintesi, compendio della vita cristiana e di ogni richiesta che l’uomo indirizza a Dio per la sua felicità.
“Alla scuola di Gesù, – ha detto Monsignor Superbo – impariamo a vivere da battezzati e chiediamo a Dio la grazia, necessarie per la nostra missione di battezzati nel mondo: “Donaci il pane e l’amore  di cui abbiamo bisogno, e vieni incontro alla nostra debolezza, affinché abbiamo sempre la gioia e la forza per  obbedire al Tuo comando: «Andate e fate discepoli tutti i popoli!» (cfr Mt 28,19).
Tutta la nostra vita, la vita della Chiesa e la vita del mondo è concentrata in questa preghiera. Le domande sono rivolte a Dio, a Lui chiediamo che sia sempre Lui a dirigere, anche nella tempesta, la barca della vita, della Chiesa e del mondo.
Tutte la domande sono al plurale: impariamo ad uscire dal nostro individualismo per costruire la città terrena ad immagine della città celeste, nella fraternità vera, fatta di solidarietà attiva, si servizio sincero, di gratuità operosa”.
Il mandato ai giovani lucani con le parole di Benedetto XVI che, nel messaggio indirizzato ai giovani di tutto il mondo in vista della GMG, diceva:  
“Cari amici, volgete gli occhi e guardate intorno a voi: tanti giovani hanno perduto il senso della loro esistenza. Andate! Cristo ha bisogno anche di voi. Lasciatevi coinvolgere dal suo amore, siate strumenti di questo amore immenso, perché giunga a tutti, specialmente ai «lontani». Alcuni sono lontani geograficamente, altri invece sono lontani perché la loro cultura non lascia spazio a Dio; alcuni non hanno ancora accolto il Vangelo personalmente, altri invece, pur avendolo ricevuto, vivono come se Dio non esistesse. A tutti apriamo la porta del nostro cuore; cerchiamo di entrare in dialogo, nella semplicità e nel rispetto: questo dialogo, se vissuto in una vera amicizia, porterà frutto. I «popoli» ai quali siamo inviati non sono soltanto gli altri Paesi del mondo, ma anche i diversi ambiti di vita: le famiglie, i quartieri, gli ambienti di studio o di lavoro, i gruppi di amici e i luoghi del tempo libero. L’annuncio gioioso del Vangelo è destinato a tutti gli ambiti della nostra vita, senza alcun limite“.
Maria Santissima – ha concluso la sua omelia Mosnignor Superbo – ci appompagni ad essere testimoni gioiosi e coraggiosi dell’amore di Dio.
L’entusiasmo di Maratea e di Rio non possono circoscriversi ad un incontro, ad una settimana, è gioia da portare con sé, per fare bene ogni giorno.
 
Monsignor Nolè ha affermato, a conclusione della Celebrazione, che la gioia di questo incontro apre ad una grande speranza: i giovani opportunamente sollecitati da esempi positivi sono capaci cose grandi, tornando a casa di certo non saranno gli stessi di prima: oltre a raccontare probabilmente diranno con la loro vita che è successo qualcosa di importante in queste ventiquattro ore… ora a loro il compito di raccontare la gioia di questo incontro, il che non è poca cosa… L’incontro di Maratea è stato un momento speciale che di sicuro ha aperto i loro cuori a speranze nuove, certezze ferme che aprono a prospettive che vincano gli individualismi e gli isolamenti nei quali tante volte i nostri ragazzi, proprio nell’era della comunicazione per tutti, tante volte si rinchiudono. Una missione per tutti quelli che hanno partecipato alla GMG a livello regionale. 
 
Un grazie a quanti hanno collaborato a realizzare un evento così bello, così importante per la storia della nostra Regione!
 
La Veglia e le testimonianze nella Notte tra il 27 e il 28: https://www.youtube.com/watch?v=M5Mq3C0AC4I
 
La Mattinata e la Celebrazione della Santa Messa di domenica 28 (da 14h e 40′): https://www.youtube.com/watch?v=vP8Cch7OVp4
 

Maratea 2013: la festa della fede giovane lucana

I Vescovi Nolè e Superbo con i giovani che a ritmo di musica, nonostante il caldo, allietano Maratea e le sue bellezze… in alto troneggia il Cristo redentore che è pronto ad abbracciare i giovani che vi si recheranno con la Marcia che avrà inizio tra poco… Grande è il desiderio di fare festa insieme, di accogliere la parola dei Vescovi e quella del santo Padre Francesco che ascolteremo in videocollegamento dopo la Mezzanotte… grande è anche la voglia di dire la Basilicata “aperta alla speranza” di un presente e di un futuro a misura di giovani che, accolta la fede come dono, sono disposti a lasciarla portare frutto nella propria vita. 
Per chi rimane a casa: 
su Facebook, oltre al profilo della Diocesi, cerca: Pastorale Giovanile Basilicata e Trmtv.it

Ultimi preparativi e poi… tutti a Maratea

Ieri sera, 26 luglio 2013, i giovani di Senise e di Chiaromonte, Spinoso e Policoro, apprestandosi a partecipare alla GMG regionale di Maratea del 27-28 Luglio, hanno partecipato all’incontro di preparazione tenutosi a Senise in Via Alcide De Gasperi.
L’incontro è stato articolato in due diversi momenti: il primo con testimonianze di vita di altri giovani come loro, video riguardanti le GMG e il mandato missionario: “Andate e fate discepoli tutti gli uomini”, consolidato dalla consegna di alcune magliette stampate per l’occasione che i giovani vestiranno a Maratea; quindi i giovani, dopo aver appreso esperienze di vita altrui, si sono messi in gioco in prima persona durante l’adorazione eucaristica. I giovani protagonisti del primo momentio si sono cimentati ad invitare i loro coetanei, intenti a fare il solito andirivieni sul così detto “piano di sole”, ad accostarsi a Gesù lasciando un simbolo, una piccola candela, che stava a significare il riconoscere la Sua presenza nell’Eucaristia e ad avvicinarsi alla confessione.
E ora che siamo partiti verso l’incontro regionale portiamo l’entusiasmo che abbiamo sperimentato nella tenda dell’Adorazione a Senise.
Speriamo di riuscire a fare di più e sempre meglio, per il momento siamo pronti a prendere parte a questo grande evento che è la GMG regionale, confidando in Dio: Maratea come Rio sarà occasione di grazia da accogliere e valorizzare, di certo da non dimenticare, esattamente come ieri.
Buona GMG!
Giovanni Malaspina
 
 
foto: www.nuovadelsud.it

La nostra GMG: Maratea 27-28 luglio 2013

Tutto e tutti pronti a Maratea per accogliere i Giovani e permettere loro di vivere la GMG, in comunione con il Santo Padre Francesco. I Vescovi lucani, il Servizio di Pastorale Giovanile e i responsabili che hanno curato l’evento (27-28 luglio 2013) di concerto con il Comune di Maratea, la Protezione Civile – Gruppo Lucano aspettano con entusiasmo i giovani e quanti parteciperanno all’evento, rivedendo le stime dei partecipanti a rialzo.
Monsignor Francesco Nolè, vescovo di Tursi-Lagonegro, pensando alla GMG di Rio de Janeiro parla anche della GMG di Maratea: «La Chiesa è idealmente a Rio, in Brasile, perché dove c’è il Papa lì è l’unità della Famiglia dei credenti che crede, che spera e che ama. In Basilicata il cuore pulsante della fede giovane, per due giorni, è a Maratea: dove ci sono i giovani lì è anche il cuore dei loro pastori: vescovi e sacerdoti che accompagneranno e accoglieranno quanti giungeranno fisicamente nella cittadina tirrenica e quanti saranno, attraverso i media, in comunione con loro. La GMG lucana di Maratea, ai piedi di un altro grande Cristo Redentore, come quello del Corcovado, è l’occasione desiderata e attesa per vivere e mostrare il volto giovane della Chiesa che sta sperimentando ore di grazia attraverso l’esperienza travolgente del Brasile. Come il Papa sulla luna di sabbia di Copacabana, anche noi vescovi di Basilicata vogliamo indicare con forza in Gesù Cristo l’unico salvatore che l’uomo cerca, l’unica luce che apre ad una “vita buona” i nostri giovani, l’unica speranza che abilita alla certezza di una vita avvalorata dalla fede, dinamismo essenziale anche nel Duemila. Il mondo contempla Cristo che rinnova la Chiesa attraverso le parole di gioia e i gesti ricchi di significato di Papa Francesco: proprio lui, con la forza disarmante della sua semplicità capace di parlare a tutti i cuori, ci invita in maniera profetica fare sì che la Chiesa non sia autoreferenziale ma abbandoni le proprie certezze per farsi ultima fra gli ultimi, a uscire da se stessi per farsi carico di tutti i problemi dell’uomo. Il mondo va riportato a Cristo e insieme va cambiato, sporcandosi le mani, come fece San Francesco, così caro anche ai nostri giovani e alla nostra terra lucana».
 
Di seguito il Programma
sabato 27 luglio
ore 16.00 Accoglienza in Piazza Europa
(per giungere occorre seguire le indicazioni per Maratea Centro)
Festa con animazione a cura di Radio Potenza Centrale
ore 19.00 Saluto e preghiera iniziale presieduta da S. E. Mons. Francesco Nolè
Marcia verso la statua del Cristo Redentore a Monte San Biagio
ore 20.30 Cena
ore 22.00 NovA in Concerto
 
 
domenica 28 luglio
ore 00.00 Testimonianza (a cura di padre Pietro Pierobon – ex direttore Missio)
ore 00.30 Veglia di preghiera in collegamento con Rio de Janeiro
ore 01.00 Adorazione perpetua e confessioni
ore 09.00 Colazione
ore 09.45 Preghiera mattutina
ore 10.00 Catechesi (a cura di don Gianni Castorani – Sentinelle del Mattino di Pasqua)
ore 11.00 S. Messa presieduta da S. E. Mons. Agostino Superbo, concelebrata dai vescovi lucani
ore 13.00 Conclusione e Mandato missionario
 
 

Celebrazione per don Tommaso Latronico

I Parroci di Nova Siri, don Mario e don Serafino, invitano alla solenne Concelebrazione eucaristica, presieduta da S. E. Monsignor Francesco Nolè, Vescovo diocesano, domenica 21 luglio alle ore 19,30 nell’Anfiteatro Comunale di Nova Siri Marinain suffragio di don Tommaso Latronico, nel 20° anniversario della sua morte.
Nell’occasione verrà distribuita anche la pubblicazione “Dare la propria vita per l’opera di un Altro”, una raccolta di scritti, lettere e testimonianze curata da don Mario La Colla, in collaborazione con l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Tursi-Lagonegro.