Archivi della categoria: Curia e Uffici Pastorali

Formazione on line proposta dalla Pastorale della Salute

Incontri formativi sull’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale e per l'accompagnamento delle famiglie con lutti

L’Ufficio Nazionale di Pastorale della Salute, propone due momenti di formazione per i ministri e gli operatori pastorali. L’intento è quello di essere presenza significativa e responsabile in questo tempo di pandemia. Di seguito riportiamo i dettagli dei due appuntamenti, con la descrizione e i rispettivi programmi.
Per qualunque informazione o chiarimento si può contattare l’Ufficio Diocesano.

 

Lunedì 25 maggio alle ore 15.00 si terrà un corso di formazione online organizzato in collaborazione con l’Ufficio Liturgico Nazionale della CEI e la FNOPI, Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, per la Comunione eucaristica individuale in Struttura o a domicilio.
La partecipazione è gratuita ma è necessario iscriversi
Iscriviti online


Questo tempo di emergenza sanitaria ha mostrato immagini drammatiche del distacco dalle persone care decedute a causa del coronavirus. Pur sapendo che la realtà della morte è condizione imprescindibile per l’uomo, a questa non siamo mai del tutto pronti e spesso carenti di energie e strumenti per stare accanto a chi vive un lutto.
Il breve corso in tre tappe, che viene proposto, vuole offrirci la possibilità di pensare alla morte e al conseguente lutto per individuare strumenti psicologici e spirituali di accompagnamento nell’elaborazione del proprio vissuto umano e di fede.

15 maggio 2020 ore 15.00
Definizione del tema e contributo della psicologia
Massimo Petrini (teologo, geriatra)
Francesca Alfonsi (psicologa)

22 maggio 2020 ore 15.00
Le parole che avrei potuto dire e quelle che ho sbagliato a dire
Don Mario Cagna (teologo, cappellano)
Giorgia Gollo (psicologa)
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29 maggio 2020 ore 15.00
La morte nella Bibbia e l’approccio pastorale
Don Claudio Doglio (teologo, biblista)
Don Paolo Bonini (teologo, assistente spirituale)
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Sarà possibile seguire gli incontri attraverso Youtube con la possibilità di porre domande scritte attraverso la chat.

La partecipazione è gratuita ma è necessario iscriversi

La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

Si celebra domenica 3 maggio 2020, nella Domenica del Buon Pastore

 

 

 

 

 

 

 

In occasione della Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni, l’ufficio di pastorale vocazionale in collaborazione con l’ufficio per le comunicazioni sociali, la pastorale familiare, della salute e delle cerimonie liturgiche, ha preparato un momento di preghiera per le Vocazioni attraverso un video. È stato approntato anche un file (in allegato) per seguire il video dalla pagina di Facebook o dal Sito della Diocesi.
L’invito rivolto, supportati da questo strumento, è quello di ritagliarsi un po’ di tempo come famiglie, come giovani in discernimento, come comunità a pregare perché si diffonda, secondo la dinamica dello Spirito, una mentalità vocazionale sempre più matura.

Clicca qui per il File Mp3 della Veglia Vocazionale

 

Inoltre domenica 3 maggio alle ore 21.00, tramite la pagina di Facebook della Diocesi, possiamo pregare il rosario vocazionale.

Scarica qui l’immagine della GMPV2020 con il suo commentoil poster con la preghiera e la veglia proposta al Convegno Nazionale e una proposta per la celebrazione eucaristica della IV domenica di Pasqua.


ANNULLATO – Il terzo Convegno sulla Sfida Educativa

a Chiaromonte, lunedì 16 marzo 2020

Si terrà all’Ostello diocesano di Chiaromonte lunedì 16 marzo 2020, dalle ore 17.00 alle 19.00, il terzo convegno sulla sfida educativa, rivolto innanzitutto agli insegnanti e agli educatori.
Lo propone la Commissione diocesana per la pastorale giovanile, l’educazione, la scuola e l’università, diretta da don Pino Marino che introdurrà i lavori.
Sarà presentato e diventerà occasione utile per la condivisione il metodo educativo di don Giussani che sarà presentato nella relazione di S.E. Mons. Andrea Bellandi, Arcivescovo Metropolita di Salerno.
Modererà la prof.ssa Giovanna Tarantino, dirigente scolastico dell’IIS “E. Fermi” di Policoro e concluderà S.E. Mons. Vincenzo Orofino, vescovo diocesano.

TuttixTutti: dal 1° febbraio torna il concorso per le parrocchie

Prende il via dal 1° febbraio il concorso nazionale per le parrocchie promosso dalla CEI, tagliando il traguardo della 10^ edizione.

Ogni parrocchia potrà parteciparvi iscrivendosi online su www.tuttixtutti.it, creando un gruppo di lavoro, ideando un progetto di solidarietà e organizzando un incontro formativo per promuovere il sostegno economico alla Chiesa cattolica.

Le iscrizioni, aperte dal 1° febbraio, si concluderanno il 31 maggio 2020 mentre la proclamazione dei vincitori avverrà il 30 giugno tramite la pubblicazione sul sito www.tuttixtutti.it.

Dieci i premi, compresi tra €1.000 e €15.000, attribuiti dalla Giuria composta dai membri del Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa cattolica, che selezionerà i 10 progetti di solidarietà considerati più meritevoli secondo i criteri di valutazione pubblicati sul sito e giudicherà la qualità degli incontri formativi realizzati.

“TuttixTutti taglia il traguardo delle 10 edizioni e si conferma un progetto di grande successo. E’ un concorso atteso ed apprezzato dalle parrocchie che premia quelle idee che nascono da un’intera comunità parrocchiale, desiderosa di aiutare chi ha più bisogno. È una gara di solidarietà che ha sostenuto, in nove anni di storia, – afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione della CEI  la realizzazione di moltissime proposte che offrono risposte concrete ai bisogni delle famiglie, dei giovani e degli anzianiSi può trattare di un orto sociale, di un doposcuola di qualità, di una mensa per senza fissa dimora o di un piano di formazione-lavoro in un’azienda agricola. Tutte iniziative che intendono offrire risposte tangibili alle esigenze della collettività”.

TuttixTutti rappresenta un’opportunità importante per le parrocchie che, grazie ai contributi economici in palio, hanno la possibilità di realizzare iniziative solidali per le comunità con importanti ricadute in termini di accoglienza, assistenza, formazione e opportunità di inserimento professionale.

Nel corso degli anni abbiamo registrato una crescente partecipazione – prosegue Matteo Calabresi –  con migliaia di persone coinvolte e centinaia di candidature presentate. Siamo rimasti colpiti dalla capacità e dall’attenzione delle parrocchie che hanno aderito al bando presentando progetti a sostegno delle più svariate situazioni di disagio e fatica emergenti dal territorio. I vincitori hanno potuto avviare iniziative utili a tutta la comunità come nel caso del progetto presentato dalla Parrocchia SS. Annunziata di Caccamo (Pa), vincitrice del 1° premio dell’edizione 2019, che ha realizzato un “Bio Pollaio Solidale” per assistere famiglie e persone in difficoltà economiche o, tra le altre, contribuendo all’avviamento di una cooperativa per la coltivazione della carota viola, proposta dalla parrocchia Sant’Ippazio di Tiggiano (Le), che si è aggiudicata il 2° premio, e alla ristrutturazione, grazie al 3° premio vinto dalla parrocchia Santa Elisabetta Seton di Livorno, della Casa d’Accoglienza destinata ai familiari dei pazienti del vicino Ospedale civile con difficoltà di tipo socio-assistenziale”.

Anche quest’anno le parrocchie che si impegneranno a formare i propri fedeli organizzando un incontro formativo, secondo i criteri indicati nel regolamento disponibile su  www.sovvenire.it/incontriformativi, potrebbero ricevere un contributo variabile tra €500 e €1.500 a seconda della qualità dell’incontro organizzato.

“Gli incontri formativi hanno la finalità di spiegare alle comunità come funziona il sistema di sostegno economico alla Chiesatema sul quale c’è ancora poca conoscenza, – conclude Matteo Calabresi – per promuoverne i valori fondamentali come la trasparenza, la corresponsabilità, la comunione, la solidarietà. Gli incontri rappresentano un’ulteriore opportunità per le parrocchie che si sono impegnate a formare i propri fedeli, secondo le linee guida fornite dal nostro ufficio, di ricevere un utile contributo per le attività svolte.”

Per partecipare a TuttixTutti con la propria parrocchia basta ideare un progetto di solidarietà, organizzare un incontro formativo iscriversi online sul sito www.tuttixtutti.it, in accordo con il parroco, a partire dal 1° febbraio 2020.

A Tursi la Celebrazione diocesana della Giornata del Malato

“Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi e io vi darò ristoro”.
Sollecitati dal tema della 28esima Giornata mondiale del Malato, il vescovo Monsignor Vincenzo Orofino, numerosi malati, operatori sanitari e i fedeli laici, convocati dall’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute, si sono ritrovati nella cattedrale di Tursi (MT) per la Celebrazione diocesana. Dopo una breve fiaccolata animata dall’UNITALSI, il vescovo ha celebrato l’Eucarestia con i sacerdoti; nell’omelia ha ricordato che la condizione della sofferenza è parte della vita dell’uomo e che essa ci richiama alla vera carità fraterna, che mette insieme premura, cura e accompagnamento spirituale. Durante la celebrazione il Vescovo, insieme ai sacerdoti, ha amministrato il sacramento dell’Unzione degli Infermi e ha rinnovato il mandato ai ministri della comunione, richiamando il loro servizio “di consolazione”, che rende tangibile l’azione della Chiesa verso i sofferenti. Si è sempre più consapevoli che il ruolo dei ministri della comunione è legato alla cura della persona sofferente. Quanto vissuto rende visibile l’azione della Chiesa che si adopera per essere “la locanda del buon Samaritano che si prende cura di ogni uomo”, come ha sottolineato il Papa nel suo Messaggio per la Giornata del Malato.
   

Il secondo Convegno sulla Sfida Educativa

a Chiaromonte, si è svolto il 20 gennaio 2020

Il secondo dei tre Convegni programmati sulla “Sfida educativa” si è tenuto lunedì 20 gennaio 2020 a Chiaromonte, presso l’Ostello della Gioventù, ed è stato proposto dalla Commissione diocesana di Pastorale Giovanile e per l’Educazione, la Scuola e l’Università.
È iniziato con un momento di preghiera e i saluti introduttivi di don Mimmo Buglione, Vicario generale della nostra diocesi, anche a nome del Vescovo S.E. Mons. Vincenzo Orofino.
Don Pino Marino, in qualità di direttore della Commissione, ha introdotto il tema: “Educare, questione di cuore, questione di sguardo. Il metodo preventivo di don Bosco e la pedagogia del creato nello scoutismo”.
Don Gianpaolo Roma della Società Salesiana di San Giovanni Bosco e delegato per la Pastorale Giovanile Ispettoria Salesiana Meridionale ha guidato i presenti in un percorso di scoperta del “metodo educativo Don Bosco”. Ha più volte sottolineato una delle più conosciute espressioni di Don Bosco: “l’educazione è cosa di cuore e Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi”.
Educare con il cuore: ecco il primo grande insegnamento. Per educare c’è bisogno di passione ed è necessario saper amare e saper armonizzare autorità e dolcezza, amore di Dio e amore per i giovani. Molte volte si spreca tanto tempo a organizzare un luogo, uno spazio affinché sia più attrezzato possibile, mentre si trascura la relazione. Lo spazio è secondario; fondamentale è, invece, il tempo dedicato all’incontro, il tempo dedicato all’altro. In questo tempo, non è detto che l’educatore non soffra: entrare in questo di tipo di relazione significa anche rischiare. Tu, educatore, prendi a cuore ogni ragazzo …e se un giovane sbaglia? tu ne soffri, proprio perché sei un educatore appassionato, proprio perché sei coinvolto nella relazione. “L’altro è qualcuno che ti appartiene, che fa parte della tua identità e per quanto sia difficile accettare una sconfitta, è proprio questa una delle grandi sfide”, ha continuato don Gianpaolo.
Alla base di qualsiasi metodo educativo, è necessario che si stabilisca un rapporto di confidenza e fiducia tra educatori e ragazzi. In che modo è possibile crearlo? Secondo Don Bosco, attraverso un “adattarsi” ai gusti e agli interessi dei ragazzi che si incontrano, rispondere ai loro bisogni e alle loro attese. Non è possibile pensare ad una parcellizzazione della persona: la scuola si occupa di competenze, la Chiesa della fede. Ogni giovane è una pluralità di interessi e tutti vanno intercettati al fine di guardare secondo una visione olistica.
Il sistema educativo di Don Bosco è un sistema preventivo: le regole ci sono ma la presenza dell’educatore aiuta l’educando a prevenire l’errore.
Le tre colonne di questo modello educativo che ci consegnano il percorso su cui investire per provare ad accogliere la sfida educativa sono: ragione, religione e amorevolezza. Ragione in quanto è importante fare buon uso della Ragione; è importante educarci ad avere delle priorità e capire che ciò che ho davanti è fatto di valori, solo così posso accendere nei ragazzi quella “luce” tra bene e male. Religione: un aspetto che non si può trascurare in quanto è necessario “comprendere la dimensione di apertura al trascendente”. Noi educatori siamo consapevoli che educare è una cosa di cuore ma che a un certo punto il nostro cuore non può che aprirsi all’invocazione.
Infine, Amorevolezza: non basta il voler bene, ma è necessario che i ragazzi si accorgano di essere amati. Il bene non deve essere soltanto riversato sui ragazzi ma deve essere visibile.
La seconda parte del Convegno è stata dedicata alla “pedagogia del creato nello scoutismo”. Padre Roberto Del Riccio sj, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Agesci ha presentato questo metodo di pedagogia attiva, precisando che si tratta di un metodo educativo extra-scolastico e che ha come obiettivo il “formare tutte le dimensioni” della persona. Ha poi spiegato cosa si intende per “creato”: è una maniera religiosa di intendere e interpretare l’ambiente e dal punto di vista educativo bisogna spiegare che esso non è solo “Natura” ma è la “casa comune” in cui l’uomo vive e pertanto l’educatore ha il compito di aiutare i propri piccoli a diventare adulti e abitare al meglio insieme la “casa comune”.
La metodologia scout, inoltre, attraverso il gioco e l’esperienza, ovvero attraverso “l’imparare facendo”, risponde alle tante e autentiche domande dei giovani sulla vita.
Lo scoutismo considera una differenza importante tra ambiente reale e ambiente virtuale (o educativo): per imparare a vivere l’ambiente reale, si crea un ambiente virtuale (in scala) in cui il bambino/ragazzo fa esperienza. Punti fondamentali del metodo sono: Autoeducazione, dal bambino di 7 anni fino all’adulto; Sviluppo della dimensione sociale e spirituale; Esperienza comunitaria, fatta attraverso la vita di gruppo; Servizio del prossimo.
Dunque, un movimento educativo che si propone come obiettivo la formazione integrale della persona, ponendo attenzione ai valori fondamentali dell’uomo, come patrimonio inalienabile della persona.
Moderatore del Convegno è stato il prof. Vito Carlomagno, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” in Lauria (PZ).
Maria Francesca Santagata