Author: admindiocesi

Il SECONDO GIORNO del Convegno Ecclesiale Diocesano di Tursi-Lagonegro

Scalea, sabato 25 aprile 2026

 

 

 

 

 

 

Dopo l’intensa apertura del Convegno Ecclesiale Diocesano di Tursi-Lagonegro, la seconda giornata ha rappresentato un tempo privilegiato di ascolto, confronto e discernimento comunitario.

I partecipanti, suddivisi in sei Gruppi di Studio, hanno approfondito alcune delle principali sfide che attraversano oggi la vita ecclesiale e il contesto sociale della Diocesi: la formazione e la missione dei battezzati, la corresponsabilità nella guida delle comunità, le povertà e le fragilità, la restanza, la tornanza e lo spopolamento.

L’amore per il Vangelo, da cui deriva quello per le persone, spinge il Popolo di Dio a guardare avanti con una visione aperta alla speranza, nella certezza che occorra vincere scetticismi e resistenze emotive per riscoprire il gusto della cooperazione e dell’unità. In quest’ottica, guardare al passato e alle esperienze virtuose diventa un incoraggiamento a mantenere uno sguardo luminoso sulla realtà dell’oggi, in vista del bene a cui si è chiamati in maniera profetica.

 

Il primo gruppo, partendo da identità e comunione, ha riflettuto sulla fede missionaria, alimentata e vissuta: la consapevolezza di essere cristiani che, a volte, si interseca con la fatica di manifestare corrispondenza con la vita ha poi aperto l’orizzonte alla necessità, l’importanza e modalità della formazione.

Il secondo gruppo ha considerato la fede celebrata e testimoniata: è emerso il bisogno di formazione liturgico-pastorale, di educazione a una presenza consapevole delle famiglie nella liturgia e nella vita stessa della Chiesa. Occorre valorizzare la ministerialità perché le celebrazioni siano decorose. È opportuno ottimizzare i vari percorsi formativi della diocesi e quelli promossi dalle associazioni presenti.

Il terzo gruppo è partito dalla riflessione sulla grazia battesimale: il fondamento di uno stile ecclesiale sinodale non nasce anzitutto da una strategia organizzativa o da una migliore distribuzione dei compiti pastorali, ma dalla grazia sacramentale che genera una umanità nuova. La sinodalità è una forma dell’esistenza cristiana: nasce dall’incontro con Cristo, dall’essere incorporati a Lui nel Battesimo e continuamente edificati dall’Eucaristia come suo Corpo vivo nella storia. Si cammina insieme, come Chiesa, perché si appartiene alla stessa Persona viva del Cristo morto e risorto. È Lui il principio reale della comunione; è Lui che trasforma un insieme di individui in un popolo. Da qui nasce una fraternità sacramentale, concreta, missionaria.

Il quarto gruppo ha colto luoghi e strumenti della partecipazione. La corresponsabilità nasce dall’incontro personale con Cristo e si esprime in relazioni vive e partecipate. Gli organismi sono riconosciuti come strumenti essenziali, chiamati a superare una logica organizzativa per diventare luoghi di ascolto, comunione e decisione nello Spirito. Decisivi per tutti la trasparenza, la formazione e il coinvolgimento reale dei laici, affinché le comunità crescano in uno stile evangelico di corresponsabilità, fiducia e chiarezza.

Il quinto gruppo ha legato le proprie argomentazioni sull’annuncio di Gesù di Nazaret: occorre passare “da una Chiesa ripiegata su se stessa e chiusa a una Chiesa “aperta” e “in uscita”, che riannunci con gioia e senza sosta la persona e il messaggio liberante di Gesù Cristo che continua a suscitare lo spirito missionario dei primi discepoli.

Il sesto gruppo ha considerato le priorità della Chiesa nel nostro territorio, cogliendo la profezia sociale, la restanza e lo spopolamento, partendo dalle testimonianze dei partecipanti sulle povertà che interpellano e che ostacolano la dignità della vita nelle piccole realtà delle aree interne. Si è riflettuto sull’importanza di essere presenti nel tessuto sociale dei territori e sul cambiamento culturale necessario per trasformare gli ostacoli in opportunità.

 

Questa giornata si conclude con la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Vincenzo Orofino,  chiamato a esprimere la paternità e la bellezza di guidare la Chiesa locale quale segno di unità attorno all’Eucaristia e al Vangelo, promuovendo la comunione tra presbiteri, diaconi e fedeli laici e testimoniando la fraternità in un mondo frammentato, ma chiamato alla vita nuova nel Cristo Risorto.

 

Il PRIMO GIORNO del Convegno Ecclesiale Diocesano di Tursi-Lagonegro

Scalea, venerdì 24 Aprile 2026

 

 

 

 

 

 

Nel pomeriggio di venerdì 24 aprile si sono aperti i lavori del Convegno Ecclesiale Diocesano di Tursi-Lagonegro a Scalea (CS), presso il Santa Caterina Village. Fino a domenica 26 aprile S.E. Mons. Vincenzo Orofino e i duecento delegati diocesani e parrocchiali sono impegnati per riflettere sull’identità della Diocesi di Tursi-Lagonegro perché la conoscenza degli organismi e delle strutture di partecipazione apra alla corresponsabilità più autentica e perché il Popolo di Dio si percepisca in uno stato permanente di “conversione pastorale e missionaria” (Evangelii gaudium 25).

Numerosi gli ospiti che, in quanto operatori sociali e in rappresentanza del territorio, hanno raggiunto i Convegnisti per condividere con loro la prima giornata: assessori e consiglieri regionali, sindaci e amministratori comunali, operatori sindacali…

Nella sua relazione il Vescovo Orofino ha ripercorso il cammino ecclesiale dei cinque decenni di storia della Diocesi lucana, alla luce dell’impegno dei vescovi che l’hanno guidata e degli organismi pastorali che si sono resi protagonisti della vita della Chiesa locale i questi cinquant’anni di storia.

“Tutta la ricchezza pastorale sperimentata in questi cinquant’anni di vita diocesana, i frutti ecclesiali della visita pastorale compiuta negli anni 2021 – 2024, la forza propositiva del cammino sinodale ci chiedono di osare e di avere il coraggio di un reale cambiamento ecclesiale. Ci è chiesto di stare  e operare nella Chiesa per quella che è: mistero di comunione missionaria, come ci ha insegnato il cammino sinodale. Dobbiamo imparare questo stile di vita, evitando di darlo per scontato.

Quanto vissuto in questi anni chiede di essere accolto, custodito e di farlo diventare metodo permanente di azione pastorale. Non si tratta di aggiungere nuove iniziative a quelle esistenti, né di moltiplicare strutture e adempimenti, ma di assumere sempre più chiaramente lo stile sinodale come forma ordinaria della vita delle nostre comunità parrocchiali, criterio di discernimento, modalità di esercizio dell’autorità, pratica di corresponsabilità e via concreta per annunciare il Vangelo nel tempo presente e in quello che verrà.

Siamo chiamati ad avviare, con pazienza e perseveranza, processi di vita cristiana tendenti a favorire relazioni ecclesiali più evangeliche e a formare testimoni credibili del Signore Gesù e del suo messaggio di vita”.

Molto significativa la presenza del dott. Gianpiero Perri, Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale di Basilicata, che, nelle vesti di economista e conoscitore della Regione e del territorio della Diocesi di Tursi-Lagonegro, ha letto, in maniera scientifica, il quadro demografico considerando, insieme ai presenti, i dati riguardanti i finanziamenti e le risorse che ciascun comune ha avuto a disposizione tra il 2022 e il 2025. Un invito, il suo, alla cooperazione rivolta agli amministratori locali e regionali, oltre che alla realtà ecclesiale, protagonisti della vita sociale e territoriale, per un patto di sviluppo che rilanci un disegno di rigenerazione culturale, sociale ed economica.

Nell’introduzione ai gruppi di studio don Domenico Buglione, vicario generale, ha proposto “il discernimento ecclesiale come principio di rinnovamento: memoria, realtà e ascolto dello Spirito”: In questi giorni siamo chiamati a rileggere la nostra storia come una storia abitata da Dio, come il cammino di un popolo che il Signore non ha mai smesso di accompagnare. Pertanto, il punto di partenza del nostro lavoro non è determinato dalle carenze o dai limiti, ma da ciò che già vive nelle nostre comunità. Non partiamo da zero. Portiamo con noi esperienze belle e spesso silenziose nelle quali la fede è stata custodita e la speranza ha continuato a germogliare nelle nostre parrocchie.

La giornata di domani vedrà impegnati i Convegnisti nei sei Gruppi di Studio che rifletteranno sulle priorità individuate dai Vescovi italiani, declinandole alla realtà della diocesi di Tursi-Lagonegro.

 

La Diocesi si racconta per rinnovarsi. Comunione, partecipazione, missione

Il Convegno Ecclesiale Diocesano di Tursi-Lagonegro a Scalea (CS) 24-26 Aprile 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Diocesi di Tursi-Lagonegro, guidata dal Vescovo S.E. Mons. Vincenzo Orofino, con duecento delegati diocesani e parrocchiali, si ritroverà a Scalea (CS), presso il Santa Caterina Village (Corso Mediterraneo n. 172), per vivere il Convegno Ecclesiale Diocesano, da venerdì 24 a domenica 26 aprile.

È un momento importante dal punto di vista spirituale, pastorale e sociale, vertice del percorso annuale della formazione permanente unitaria che ha tracciato il percorso storico (1976-2026) e identitario della Chiesa Locale nella sua configurazione di Diocesi di Tursi-Lagonegro. Nei tre momenti formativi è stato ripercorso, alla luce dei temi (parole chiavi del Sinodo), il cammino fatto nei cinque decenni perché la memoria possa aprirsi alla profezia, perché la conoscenza degli organismi e delle strutture di partecipazione apra alla corresponsabilità più autentica e perché il Popolo di Dio si percepisca in uno stato permanente di “conversione pastorale e missionaria” (Evangelii gaudium, 25).

Si desidera, infatti, continuare il lavoro per un approfondito discernimento evangelico circa la qualità della vita spirituale, ecclesiale e pastorale della Comunità diocesana e richiamare il fondamento della formazione integrale e armonica dei singoli e della comunità (comunione e identità) e individuare ambiti, metodi e piste pastorali per una partecipazione responsabile alla vita e alla missione della Chiesa, in questo territorio e in questo periodo storico (partecipazione e missione).

Soltanto il primo giorno ci saranno tre relazioni “frontali”. Interverranno: Mons. Vincenzo Orofino, il dott. Gianpiero Perri (Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale di Basilicata) e don Domenico Buglione, vicario generale, per l’introduzione ai gruppi di studio.

La seconda giornata, in quattro momenti, sarà interamente dedicata alle riflessioni che scaturiranno dalle tracce di lavoro dei gruppi di studio che giungeranno poi a sintesi nel quarto tempo di lavoro. Queste saranno presentate ai Convegnisti domenica mattina insieme alle prospettive pastorali che il Vescovo indicherà ai presenti.

Prenderanno parte al Convegno Ecclesiale Diocesano i Sacerdoti, i Diaconi, i rappresentanti dei Religiosi e delle Religiose, i membri del Consiglio Pastorale Diocesano, un delegato per ogni parrocchia, alcuni invitati.

Nel pomeriggio di venerdì 24 aprile sono invitati a partecipare anche gli operatori sociali attivi nel territorio diocesano (politici, amministratori, sindaci, consiglieri regionali, provinciali e comunali, dirigenti, operatori imprenditoriali, culturali e sindacali, etc.).

 

La CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE del Convegno Ecclesiale Diocesano si terrà a TURSI, nella Sala degli Stemmi della Sede Vescovile in Piazza Cattedrale n. 8, sabato 18 aprile 2026 alle ore 10.30

Via Crucis proposta dalla CDAL

al Santuario del Pantano in San Giorgio Lucano, venerdì 20 marzo 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il lembo del mantello

Sono tante le forme di povertà che schiacciano le nostre piccole comunità delle zone interne. La povertà, infatti, non è da circoscrivere alla sfera economica, ma da considerare a tutto tondo, quindi anche, ad esempio, povertà culturale ed educativa, deficit di manutenzione del territorio, povertà spirituale, carenza di servizi e infrastrutture.

Percorrendo nella Via Crucis 2026 le vie crucis della povertà vogliamo metterci in continuità con le riflessioni e le meditazioni  dello scorso anno, che esploravano il complesso tema della restanza.

Vogliamo leggere le forme vecchie e nuove di povertà come fattori che ostacolano o impediscono una vita dignitosa e piena soprattutto nei nostri territori interni, che rendono impossibile esercitare il diritto di decidere liberamente se partire o restare, che fanno dell’esodo l’unica prospettiva praticabile.  Vogliamo però farlo ricordando che la via dolorosa conduce alla luce della risurrezione e quindi chiedendoci anche che cosa favorisce e viene in aiuto, non ignorando le tante luci piccole o grandi che ci sono, anche se spesso soffocate dalle negatività.

Lungo la salita al Santuario ci accompagnerà l’icona della guarigione dell’emorroissa. Nella folla che si accalca intorno al Maestro ognuno è segnato da una propria povertà, ma solo un volto emerge dall’anonimato, il volto di una donna animata da una incrollabile fede: “Se riuscirò a toccare anche solo il lembo del suo mantello…”.

Imploriamo la stessa fede.


Frate sole, sora luna… 800 anni di meraviglia

il Bando di Concorso indetto dalla CDAL per gli alunni delle Scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado

 

 

 

 

 

 

“Frate sole, sora luna… 800 anni di meraviglia”.

Nella ricorrenza degli 800 anni della composizione del Cantico delle creature (2025) e della morte di San Francesco (2026), la Consulta delle Aggregazioni Laicali (CDAL) della Diocesi di Tursi-Lagonegro, bandisce un concorso aperto ad alunni e studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado presenti nel territorio diocesano.

La proposta di rileggere oggi il Cantico, sempre attuale nei temi che propone, vuole essere  l’ invito a uno sguardo nuovo sul mondo, sulla natura, sugli altri e su se stessi, l’invito a riscoprire la meraviglia delle creature, rappresentata da frate sole, sora luna, frate vento, sora acqua, frate focu, sorella madre terra, espressioni simboliche dell’armonia fra uomo e natura.

 

SCADENZE:

Comunicazione di partecipazione: entro sabato 28 marzo 2026

Consegna elaborati: entro sabato 9 maggio 2026 con invio alla mail della Consulta cdaltursi@gmail.com specificando all’oggetto “Concorso Cantico”.

Festa del creato e premiazione: giovedì 4 giugno 2026


Quaresima-Pasqua di Carità

in comunione con i fratelli della Terra santa, martoriata da dolore e sofferenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tempo santo della Quaresima ci viene consegnato quest’anno come un’opportunità provvidenziale di conversione del cuore e di rinnovata responsabilità ecclesiale.

Come ci ricorda il Santo Padre Leone XIV nell’Esortazione Apostolica Dilexi te, «Tutto il cammino della nostra redenzione è segnato dai poveri» e «Nessun gesto di affetto, neanche il più piccolo, sarà dimenticato, specialmente se rivolto a chi è nel dolore».

Parole che ci ricordano come la carità non sia un gesto accessorio, ma il luogo concreto in cui si rende visibile la nostra fede e si verifica l’autenticità della nostra conversione. La preghiera, il digiuno e l’elemosina – pilastri del cammino quaresimale – trovano nella carità vissuta la loro piena espressione. Non si tratta semplicemente di offrire qualcosa, ma di offrire noi stessi, come comunità che si riconosce parte di un unico Corpo.

In questo spirito, la Quaresima di Carità 2026 sarà interamente dedicata alla Terra Santa, segno concreto di comunione con la Chiesa che vive nei luoghi del Mistero dell’Incarnazione e della Pasqua del Signore, oggi segnata da sofferenze e prove.

Tutte le offerte raccolte nelle parrocchie durante il cammino quaresimale saranno destinate alla Terra Santa e verranno consegnate direttamente a Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, in occasione della solenne Concelebrazione Eucaristica dell’8 settembre 2026 presso il Santuario Diocesano “Maria SS.ma di Anglona”, nel cinquantesimo anniversario della nuova configurazione territoriale della nostra Diocesi.

Sarà un gesto semplice ma altamente significativo: un segno visibile della nostra comunione ecclesiale e della condivisione concreta delle necessità dei fratelli e delle sorelle che vivono nella terra di Gesù.

Vi chiediamo di:

– sensibilizzare le comunità parrocchiali durante tutto il tempo quaresimale;

– valorizzare momenti di preghiera per la pace e per la Chiesa di Terra Santa;

– promuovere iniziative di carità che aiutino a comprendere il legame tra conversione personale e responsabilità comunitaria;

– far pervenire le offerte alla Caritas Diocesana che potranno essere inviate con le modalità solite già in uso nelle nostre comunità.

La carità non è un’aggiunta alla vita cristiana: è la sua forma. Se la Quaresima sarà per noi un vero cammino di ritorno al Signore, allora diventerà anche un tempo di Grazia sovrabbondante per tutta la nostra Chiesa diocesana.

Affidiamo questo percorso all’intercessione della Vergine Maria, Madre della Chiesa, perché ci insegni a custodire nel cuore le ferite del mondo e a trasformarle in opere di misericordia.

La Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro

Missione e Profezia sociale – Il terzo incontro diocesano di formazione permanente unitaria

al Cinema di Francavilla in Sinni, Domenica 1° Febbraio 2026, ore 17.00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Missione e Profezia sociale” sarà il tema del terzo incontro diocesano di formazione permanente unitaria che si inserisce nel percorso annuale “La Diocesi si racconta per rinnovarsi”. Appuntamento a Francavilla in Sinni, presso il Cineteatro “Columbia” Domenica 1° febbraio 2026 dalle ore 17.00 alle ore 19.00.
Don Tiziano Cantisani, Vicario episcopale per l’evangelizzazione, porgerà ai presenti la relazione: “La Chiesa esiste per evangelizzare”; seguirà l’intervento di don Enio De Mare, direttore dell’Ufficio Missionario che farà all’indole missionaria della Chiesa, “ad intra” e “ad extra”, e poi le testimonianze proposte dalla Commissione di Pastorale familiare: “La Famiglia evangelizza educando”.
Il Vescovo S.E. Mons. Vincenzo Orofino presiederà e concluderà l’incontro.
Siamo tutti esortati a vivere con slancio la dimensione diocesana della vita ecclesiale, nell’appartenenza fedele alla Chiesa locale che proprio quest’anno celebra il 50mo anniversario della sua nuova configurazione, e nell’esperienza docile della condivisione di scelte pastorali.

Solenne Conclusione diocesana del Giubileo

Domenica 28 Dicembre 2025 alle ore 16.30 a San Chirico Raparo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si terrà Domenica 28 Dicembre 2025, nella Festa della Santa Famiglia, la Solenne conclusione diocesana del Giubileo del 2025 a San Chirico Raparo presso il Santuario Diocesano per la Famiglia “Santa Sinforosa, San Getulio e Figli martiri”.
Appuntamento alle ore 16.30 per il raduno dei fedeli in Piazza Roma. Seguirà il Pellegrinaggio giubilare verso il Duomo – Santuario Diocesano e la Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Vincenzo Orofino, vescovo. Nell’occasione della Celebrazione sarà dato il Mandato ai missionari per la “Missione al Popolo” e ci sarà la Rinnovazione delle promesse matrimoniali delle famiglie presenti. Tutto il Popolo di Dio che è in Tursi-Lagonegro è invitato.

Ordinazione Sacerdotale di don Lucio Martino

a Senise, sabato 27 Dicembre 2025 alle ore 17.00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grati al Signore per il dono della Vocazione,
la Diocesi di Tursi-Lagonegro, il Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata,
le Comunità parrocchiali di Latronico e di Senise,
insieme alla Famiglia dell’Ordinando

annunciano con gioia

l’ORDINAZIONE PRESBITERALE 
del Diacono
don Lucio Martino

per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione
di S.E. Rev.ma Mons. Vincenzo Carmine Orofino
Vescovo di Tursi-Lagonegro

Sabato 27 Dicembre 2025 – ore 17.00
Primi Vespri della Festa della Santa Famiglia
Chiesa di San Francesco d’Assisi in Senise

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Don Lucio presiederà la prima Santa Messa solenne
lunedì 29 dicembre 2025 – ore 11.00
Basilica Pontificia Minore Sant’Egidio abate in Latronico

Esperienza di Carità per Giovani a Roma

promossa da Caritas Diocesana e dalla Pastorale Giovanile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si terrà dal 2 al 5 gennaio 2026 l’esperienza di carità e di servizio: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare” (Mt 25,35), promossa da Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro e dalla Pastorale Giovanile, indirizzata ai Giovani che desiderano vivere un tempo di condivisione e di premura nei confronti dei bisognosi.
L’esperienza prevede servizio presso la mensa, i senzatetto e case di accoglienza.