



Si terrà a OPI, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dal 23 al 27 agosto 2026 la Vacanza per Universitari e Giovani lavoratori proposta dal Servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Tursi-Lagonegro ed è rivolta ai giovani dai 19 ai 35 anni d’età.
E’ possibile iscriversi rivolgendosi a don Francesco Graziano (tel. 339 5805522) o a don simone Arnesano (tel. 338 2169535).
Al fine di semplificare le procedure di richiesta di inserimento nell’Elenco diocesano di Merito 2026-2027 è possibile utilizzare i file allegati come pdf o documento di word.
Queste le indicazioni:
1. Per chi non ha mai presentato istanza di inserimento nell’Elenco diocesano di Merito, resta obbligatoria la compilazione del Modulo domanda per incarico, pubblicato di seguito.
Tale scheda deve essere compilata in ciascuna sua parte e inoltrata entro il 14 luglio 2026 all’indirizzo di posta elettronica tluds.istanze@gmail.com;
2. chi ha presentato per l’anno scolastico 2025-2026 la scheda per l’inserimento nell’Elenco diocesano di Merito, deve produrre una sua autodichiarazione (lo schema è allegato) nella quale dichiara che niente è variato rispetto al punteggio dello scorso anno o che nel corso dell’anno scolastico sono maturati, a seguito di servizio scolastico IdR, punteggi da sommare a quelli del 2024-2025; anche in questo caso la nota di richiesta di aggiornamento del punteggio va inoltrata entro il 14 luglio 2026 all’indirizzo di posta elettronica tluds.istanze@gmail.com;
3. Per gli incaricati annuali è necessaria anche la compilazione dell’autodichiarazione allegata;
4. anche da altre Diocesi è possibile inviare le richieste, compilando il Modulo Domanda per incarico e allegando la documentazione richiesta, trasmettendo quanto all’indirizzo mail indicato.
Tursi, 16 giugno 2026
Il Direttore
Prof.ssa Carmela ROMANO
PROGRAMMA
Ore 9:00 Accoglienza e allestimento mostra degli elaborati
nel chiostro del Complesso monumentale
Ore 10:00
nella Sala Conferenze: Premiazione del Concorso
INTERVENTI
Ragioni e finalità del Concorso
Anna Maria Bianchi, Presidente CDAL
Abbiamo vissuto, abbiamo provato…
Rappresentanti delle classi partecipanti
Il Cantico delle Creature e la bellezza dei particolari
padre Enzo Fortunato ofm conv.
Direttore magazine “Piazza San Pietro”
in collegamento da Assisi – San Damiano
PREMIAZIONE
CONCLUSIONI
S.E. mons. Vincenzo Carmine Orofino,
Vescovo diocesano
GIURIA
Carmela Luglio, educatrice, già Dirigente Scolastica
Giovanni Robertella, presidente “Presenza etica”, già Dirigente Ufficio Cultura Regione Basilicata
Ulderico Pesce, docente, narratore
Rocco Tuzio, docente clarinettista, compositore
La mostra resterà aperta al pubblico, nel Chiostro del Complesso monumentale, dalle 15 alle 18
Il Servizio di Pastorale Giovanile di Tursi-Lagonegro propone un Campo Scuola sulle Dolomiti per i Giovani (14-19 anni) della Diocesi.
COME ISCRIVERSI
Rivolgersi ai propri educatori per iscriversi presso la Curia.
Quota di partecipazione: € 300,00 (da versare interamente all’iscrizione).
Posti disponibili: Max 120 persone (fino a esaurimento posti).
PER INFORMAZIONI
Per dubbi o domande contattare:
Don Simone Arnesano, tel. 338 2169535
oppure i responsabili zonali della Pastorale Giovanile.
PROGRAMMA
24 giugno ore 21:00 – partenza in pullman;
25 giugno ASSISI – Visita ai luoghi di San Francesco e di San Carlo Acutis;
26 – 30 giugno DOLOMITI, FALCADE (BL), con escursioni a Cortina d’Ampezzo, lago Misurina, Marmolada, ecc ecc…
30 giugno Di rientro, visita a VENEZIA
Venerdì 5 giugno 2026, presso l’Auditorium del Parco del Seminario a Potenza, l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale di Basilicata (CEB) promuove un Convegno Regionale dal titolo “Custodire voci e volti umani nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, in occasione della LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. L’evento si propone come luogo di riflessione e confronto sulle sfide etiche, educative e pastorali poste dalla rapida diffusione dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana e nella comunicazione ecclesiale.
Il tema riprende direttamente il Messaggio di Papa Leone XIV per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, invitando la comunità cristiana a interrogarsi sul significato profondo della comunicazione umana nell’epoca digitale, e a farsi custode responsabile della dignità della persona.
La relazione magistrale sarà affidata al Rev. Prof. Paolo Benanti, TOR, una delle voci più autorevoli a livello internazionale sul tema dell’etica delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Teologo moralista di fama, il Prof. Benanti è Membro della Commissione per l’Intelligenza Artificiale per l’informazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Consulente della Pontificia Accademia per la Vita, Esperto di riferimento per le istituzioni ecclesiastiche e civili sui temi dell’etica digitale
Il programma della giornata
Ore 17:00 – Accoglienza dei partecipanti
– Preghiera iniziale “Custodire l’umano nella comunicazione digitale”, a cura del Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali regionale
– Introduzione: S. E. Rev.ma Mons. Davide Carbonaro, Arcivescovo Metropolita di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo, Presidente CEB
– Relazione magistrale del Rev. Prof. Paolo Benanti: “Intelligenza Artificiale e dignità umana: sfide educative e pastorali”
– Tavola rotonda “Educare all’Intelligenza Artificiale: buone pratiche e prospettive pastorali”, con la partecipazione dei Direttori degli Uffici diocesani, di un rappresentante del mondo educativo e di un operatore pastorale giovanile.
Ore 19:30 – Conclusioni: S. E. Rev.ma Mons. Ciro Fanelli, Vescovo di Melfi – Rapolla – Venosa, delegato per le Comunicazioni Sociali della CEB.
A chi è rivolto
Il convegno è aperto a sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, operatori pastorali e catechisti, insegnanti ed educatori, animatori della comunicazione e dei social media, giovani, famiglie e a tutti i fedeli interessati al tema.
Ai partecipanti verranno distribuiti il Messaggio di Papa Leone XIV per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, una bibliografia essenziale su IA ed etica e linee guida per l’educazione digitale in parrocchia.
“La tecnologia più avanzata non può sostituire il contatto umano, ma può renderlo più ricco se usata con sapienza” (Papa Leone XIV, Messaggio per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali)
Dopo l’intensa apertura del Convegno Ecclesiale Diocesano di Tursi-Lagonegro, la seconda giornata ha rappresentato un tempo privilegiato di ascolto, confronto e discernimento comunitario.
I partecipanti, suddivisi in sei Gruppi di Studio, hanno approfondito alcune delle principali sfide che attraversano oggi la vita ecclesiale e il contesto sociale della Diocesi: la formazione e la missione dei battezzati, la corresponsabilità nella guida delle comunità, le povertà e le fragilità, la restanza, la tornanza e lo spopolamento.
L’amore per il Vangelo, da cui deriva quello per le persone, spinge il Popolo di Dio a guardare avanti con una visione aperta alla speranza, nella certezza che occorra vincere scetticismi e resistenze emotive per riscoprire il gusto della cooperazione e dell’unità. In quest’ottica, guardare al passato e alle esperienze virtuose diventa un incoraggiamento a mantenere uno sguardo luminoso sulla realtà dell’oggi, in vista del bene a cui si è chiamati in maniera profetica.
Il primo gruppo, partendo da identità e comunione, ha riflettuto sulla fede missionaria, alimentata e vissuta: la consapevolezza di essere cristiani che, a volte, si interseca con la fatica di manifestare corrispondenza con la vita ha poi aperto l’orizzonte alla necessità, l’importanza e modalità della formazione.
Il secondo gruppo ha considerato la fede celebrata e testimoniata: è emerso il bisogno di formazione liturgico-pastorale, di educazione a una presenza consapevole delle famiglie nella liturgia e nella vita stessa della Chiesa. Occorre valorizzare la ministerialità perché le celebrazioni siano decorose. È opportuno ottimizzare i vari percorsi formativi della diocesi e quelli promossi dalle associazioni presenti.
Il terzo gruppo è partito dalla riflessione sulla grazia battesimale: il fondamento di uno stile ecclesiale sinodale non nasce anzitutto da una strategia organizzativa o da una migliore distribuzione dei compiti pastorali, ma dalla grazia sacramentale che genera una umanità nuova. La sinodalità è una forma dell’esistenza cristiana: nasce dall’incontro con Cristo, dall’essere incorporati a Lui nel Battesimo e continuamente edificati dall’Eucaristia come suo Corpo vivo nella storia. Si cammina insieme, come Chiesa, perché si appartiene alla stessa Persona viva del Cristo morto e risorto. È Lui il principio reale della comunione; è Lui che trasforma un insieme di individui in un popolo. Da qui nasce una fraternità sacramentale, concreta, missionaria.
Il quarto gruppo ha colto luoghi e strumenti della partecipazione. La corresponsabilità nasce dall’incontro personale con Cristo e si esprime in relazioni vive e partecipate. Gli organismi sono riconosciuti come strumenti essenziali, chiamati a superare una logica organizzativa per diventare luoghi di ascolto, comunione e decisione nello Spirito. Decisivi per tutti la trasparenza, la formazione e il coinvolgimento reale dei laici, affinché le comunità crescano in uno stile evangelico di corresponsabilità, fiducia e chiarezza.
Il quinto gruppo ha legato le proprie argomentazioni sull’annuncio di Gesù di Nazaret: occorre passare “da una Chiesa ripiegata su se stessa e chiusa a una Chiesa “aperta” e “in uscita”, che riannunci con gioia e senza sosta la persona e il messaggio liberante di Gesù Cristo che continua a suscitare lo spirito missionario dei primi discepoli.
Il sesto gruppo ha considerato le priorità della Chiesa nel nostro territorio, cogliendo la profezia sociale, la restanza e lo spopolamento, partendo dalle testimonianze dei partecipanti sulle povertà che interpellano e che ostacolano la dignità della vita nelle piccole realtà delle aree interne. Si è riflettuto sull’importanza di essere presenti nel tessuto sociale dei territori e sul cambiamento culturale necessario per trasformare gli ostacoli in opportunità.
Questa giornata si conclude con la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Vincenzo Orofino, chiamato a esprimere la paternità e la bellezza di guidare la Chiesa locale quale segno di unità attorno all’Eucaristia e al Vangelo, promuovendo la comunione tra presbiteri, diaconi e fedeli laici e testimoniando la fraternità in un mondo frammentato, ma chiamato alla vita nuova nel Cristo Risorto.

Nel pomeriggio di venerdì 24 aprile si sono aperti i lavori del Convegno Ecclesiale Diocesano di Tursi-Lagonegro a Scalea (CS), presso il Santa Caterina Village. Fino a domenica 26 aprile S.E. Mons. Vincenzo Orofino e i duecento delegati diocesani e parrocchiali sono impegnati per riflettere sull’identità della Diocesi di Tursi-Lagonegro perché la conoscenza degli organismi e delle strutture di partecipazione apra alla corresponsabilità più autentica e perché il Popolo di Dio si percepisca in uno stato permanente di “conversione pastorale e missionaria” (Evangelii gaudium 25).
Numerosi gli ospiti che, in quanto operatori sociali e in rappresentanza del territorio, hanno raggiunto i Convegnisti per condividere con loro la prima giornata: assessori e consiglieri regionali, sindaci e amministratori comunali, operatori sindacali…
Nella sua relazione il Vescovo Orofino ha ripercorso il cammino ecclesiale dei cinque decenni di storia della Diocesi lucana, alla luce dell’impegno dei vescovi che l’hanno guidata e degli organismi pastorali che si sono resi protagonisti della vita della Chiesa locale i questi cinquant’anni di storia.
“Tutta la ricchezza pastorale sperimentata in questi cinquant’anni di vita diocesana, i frutti ecclesiali della visita pastorale compiuta negli anni 2021 – 2024, la forza propositiva del cammino sinodale ci chiedono di osare e di avere il coraggio di un reale cambiamento ecclesiale. Ci è chiesto di stare e operare nella Chiesa per quella che è: mistero di comunione missionaria, come ci ha insegnato il cammino sinodale. Dobbiamo imparare questo stile di vita, evitando di darlo per scontato.
Quanto vissuto in questi anni chiede di essere accolto, custodito e di farlo diventare metodo permanente di azione pastorale. Non si tratta di aggiungere nuove iniziative a quelle esistenti, né di moltiplicare strutture e adempimenti, ma di assumere sempre più chiaramente lo stile sinodale come forma ordinaria della vita delle nostre comunità parrocchiali, criterio di discernimento, modalità di esercizio dell’autorità, pratica di corresponsabilità e via concreta per annunciare il Vangelo nel tempo presente e in quello che verrà.
Siamo chiamati ad avviare, con pazienza e perseveranza, processi di vita cristiana tendenti a favorire relazioni ecclesiali più evangeliche e a formare testimoni credibili del Signore Gesù e del suo messaggio di vita”.
Molto significativa la presenza del dott. Gianpiero Perri, Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale di Basilicata, che, nelle vesti di economista e conoscitore della Regione e del territorio della Diocesi di Tursi-Lagonegro, ha letto, in maniera scientifica, il quadro demografico considerando, insieme ai presenti, i dati riguardanti i finanziamenti e le risorse che ciascun comune ha avuto a disposizione tra il 2022 e il 2025. Un invito, il suo, alla cooperazione rivolta agli amministratori locali e regionali, oltre che alla realtà ecclesiale, protagonisti della vita sociale e territoriale, per un patto di sviluppo che rilanci un disegno di rigenerazione culturale, sociale ed economica.
Nell’introduzione ai gruppi di studio don Domenico Buglione, vicario generale, ha proposto “il discernimento ecclesiale come principio di rinnovamento: memoria, realtà e ascolto dello Spirito”: In questi giorni siamo chiamati a rileggere la nostra storia come una storia abitata da Dio, come il cammino di un popolo che il Signore non ha mai smesso di accompagnare. Pertanto, il punto di partenza del nostro lavoro non è determinato dalle carenze o dai limiti, ma da ciò che già vive nelle nostre comunità. Non partiamo da zero. Portiamo con noi esperienze belle e spesso silenziose nelle quali la fede è stata custodita e la speranza ha continuato a germogliare nelle nostre parrocchie.
La giornata di domani vedrà impegnati i Convegnisti nei sei Gruppi di Studio che rifletteranno sulle priorità individuate dai Vescovi italiani, declinandole alla realtà della diocesi di Tursi-Lagonegro.


La Diocesi di Tursi-Lagonegro, guidata dal Vescovo S.E. Mons. Vincenzo Orofino, con duecento delegati diocesani e parrocchiali, si ritroverà a Scalea (CS), presso il Santa Caterina Village (Corso Mediterraneo n. 172), per vivere il Convegno Ecclesiale Diocesano, da venerdì 24 a domenica 26 aprile.
È un momento importante dal punto di vista spirituale, pastorale e sociale, vertice del percorso annuale della formazione permanente unitaria che ha tracciato il percorso storico (1976-2026) e identitario della Chiesa Locale nella sua configurazione di Diocesi di Tursi-Lagonegro. Nei tre momenti formativi è stato ripercorso, alla luce dei temi (parole chiavi del Sinodo), il cammino fatto nei cinque decenni perché la memoria possa aprirsi alla profezia, perché la conoscenza degli organismi e delle strutture di partecipazione apra alla corresponsabilità più autentica e perché il Popolo di Dio si percepisca in uno stato permanente di “conversione pastorale e missionaria” (Evangelii gaudium, 25).
Si desidera, infatti, continuare il lavoro per un approfondito discernimento evangelico circa la qualità della vita spirituale, ecclesiale e pastorale della Comunità diocesana e richiamare il fondamento della formazione integrale e armonica dei singoli e della comunità (comunione e identità) e individuare ambiti, metodi e piste pastorali per una partecipazione responsabile alla vita e alla missione della Chiesa, in questo territorio e in questo periodo storico (partecipazione e missione).
Soltanto il primo giorno ci saranno tre relazioni “frontali”. Interverranno: Mons. Vincenzo Orofino, il dott. Gianpiero Perri (Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale di Basilicata) e don Domenico Buglione, vicario generale, per l’introduzione ai gruppi di studio.
La seconda giornata, in quattro momenti, sarà interamente dedicata alle riflessioni che scaturiranno dalle tracce di lavoro dei gruppi di studio che giungeranno poi a sintesi nel quarto tempo di lavoro. Queste saranno presentate ai Convegnisti domenica mattina insieme alle prospettive pastorali che il Vescovo indicherà ai presenti.
Prenderanno parte al Convegno Ecclesiale Diocesano i Sacerdoti, i Diaconi, i rappresentanti dei Religiosi e delle Religiose, i membri del Consiglio Pastorale Diocesano, un delegato per ogni parrocchia, alcuni invitati.
Nel pomeriggio di venerdì 24 aprile sono invitati a partecipare anche gli operatori sociali attivi nel territorio diocesano (politici, amministratori, sindaci, consiglieri regionali, provinciali e comunali, dirigenti, operatori imprenditoriali, culturali e sindacali, etc.).
La CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE del Convegno Ecclesiale Diocesano si terrà a TURSI, nella Sala degli Stemmi della Sede Vescovile in Piazza Cattedrale n. 8, sabato 18 aprile 2026 alle ore 10.30
Il lembo del mantello
Sono tante le forme di povertà che schiacciano le nostre piccole comunità delle zone interne. La povertà, infatti, non è da circoscrivere alla sfera economica, ma da considerare a tutto tondo, quindi anche, ad esempio, povertà culturale ed educativa, deficit di manutenzione del territorio, povertà spirituale, carenza di servizi e infrastrutture.
Percorrendo nella Via Crucis 2026 le vie crucis della povertà vogliamo metterci in continuità con le riflessioni e le meditazioni dello scorso anno, che esploravano il complesso tema della restanza.
Vogliamo leggere le forme vecchie e nuove di povertà come fattori che ostacolano o impediscono una vita dignitosa e piena soprattutto nei nostri territori interni, che rendono impossibile esercitare il diritto di decidere liberamente se partire o restare, che fanno dell’esodo l’unica prospettiva praticabile. Vogliamo però farlo ricordando che la via dolorosa conduce alla luce della risurrezione e quindi chiedendoci anche che cosa favorisce e viene in aiuto, non ignorando le tante luci piccole o grandi che ci sono, anche se spesso soffocate dalle negatività.
Lungo la salita al Santuario ci accompagnerà l’icona della guarigione dell’emorroissa. Nella folla che si accalca intorno al Maestro ognuno è segnato da una propria povertà, ma solo un volto emerge dall’anonimato, il volto di una donna animata da una incrollabile fede: “Se riuscirò a toccare anche solo il lembo del suo mantello…”.
Imploriamo la stessa fede.