Author: admindiocesi

Giornata per la Vita e per la Pace 2021

Domenica 7 febbraio 2021, alle ore 19.30, in collegamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

https://fb.watch/3vXicZumFs/

Si svolgerà in streaming l’edizione 2021 della Giornata per la Vita e per la Pace che per la Diocesi di Tursi-Lagonegro rappresenta uno dei momenti di maggiore coinvolgimento.
La Commissione di Pastorale Familiare rende noto che, come di consueto, avrà un taglio esperienziale, sarà un racconto di “risurrezione” e di “moltiplicazione”.
Sarà possibile partecipare seguendo in diretta streaming sulla pagina Facebook della Diocesi. Su questa pagina del sito internet sarà possibile, durante il collegamento, trovare il link di rimando alla diretta.

 

Clicca qui per il Messaggio che il Consiglio Episcopale Permanente della CEI ha preparato per la 43ma Giornata Nazionale per la Vita che si celebrerà il 7 febbraio 2021 sul tema “Libertà e vita”.

 

Questionario

Carissimi Sacerdoti,
sentito il nostro Vescovo, in allegato alla presente trasmetto il QUESTIONARIO che ho ricevuto dalla Delegazione Regionale per la Pastorale Sociale e del Lavoro.
Lo strumento ha lo scopo di raccogliere indicazioni e riflessioni circa il lavoro di approfondimento sulla Laudato Si’ nonché sulle ricadute in termini di cambiamento che il magistero di Papa Francesco promuove nella vita della Chiesa.
La restituzione dei questionari permetterà di raccogliere le indicazioni per redigere un’unica relazione regionale da presentare tra i documenti di preparazione alla 49ª Settimana Sociale di Taranto, programmata in ottobre 2021.

Viene chiesto “un coinvolgimento capillare delle diocesi e delle parrocchie”, un’ampia diffusione nei consigli pastorali e nelle associazioni.

I questionari dovranno essere restituiti entro e non oltre il 07 febbraio a mezzo e-mail al seguente indirizzo: mariodes67@gmail.com

Cari saluti.

 

Mario De Santis
Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, la giustizia e la pace


Appuntamento formativo in preparazione alla Giornata del Malato

in collegamento Martedì 9 febbraio 2021 alle ore 16.00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CLICCA QUI PER IL VIDEO: https://fb.watch/3ymDl9D7nS/

In preparazione alla 29ma Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio 2021), che quest’anno diviene ancora più rilevante, l’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute di Tursi-Lagonegro organizza un approfondimento teologico-etico e pastorale.

Martedì 9 febbraio dalle ore 16.00 alle 17.00, su piattaforma Zoom e sulla pagina Facebook della Diocesi, don Massimo Angelelli, direttore Nazionale dell’Ufficio di Pastorale della Salute presenterà il documento “Alla sera della vita. Riflessioni sulla fase terminare della vita terrena”.

A introdurre la relazione sarà don Nicola Caino, direttore dell’Ufficio di Pastorale della Salute di Tursi-Lagonegro; conclude S. E. Mons. Vincenzo Orofino, vescovo diocesano e Segretario della Commissione CEI per la Salute.

L’appuntamento è rivolto agli operatori pastorali, sanitari, ai ministri straordinari della Comunione e a tutti coloro che in maniera associativa e personalmente si occupano della cura dei malati e del mondo della sofferenza.

È l’occasione per compiere una seria riflessione sulla vita e su come siamo chiamati a prendercene cura. L’incontro ha lo scopo di ampliare lo sguardo sulla persona umana in un orizzonte più grande che non si esaurisce nella vita terrena ma che ha il suo compimento nella vita eterna.

Riflettere sul fine vita dell’uomo significa comprendere in che modo accompagnare l’uomo in ogni stagione della sua esistenza, anche quando quest’ultima è segnata dalla malattia che può essere anche terminale. Si tratta di offrire premure al malato terminale, sostenendolo e instaurando con lui una relazione che tenga insieme vari aspetti: medico, familiare, spirituale e psicologico.

Ordinazione sacerdotale di don Vincenzo Di Tomaso

a Rotonda (PZ) lunedì 22 febbraio 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Diocesi di Tursi-Lagonegro, unitamente alle comunità parrocchiali “Natività di Beata Vergine Maria” in Rotonda e “Sant’Ippolito” in Roma, con gioia annuncia che il diacono don Vincenzo Di Tomaso sarà ordinato presbitero per l’imposizione della mani e la preghiera di ordinazione di S.E. Rev.ma Mons. Vincenzo Carmine Orofino lunedì 22 febbraio 2021 alle ore 17.00 presso il Palazzetto dello Sport di Rotonda.

Sarà possibile seguire la Celebrazione sulla pagina Facebook “Parrocchia Natività di Beata Maria Vergine – Rotonda”, sul canale 876 (Mediasud) del digitale terrestre o sul sito dell’emittente www.italiacable.it

Il novello presbitero presiederà le Celebrazioni eucaristiche di Martedì 23 Febbraio alle ore 11.00 e 17.30 nella Chiesa Madre di Rotonda.

 

 

FOCUS diocesano SPIRITUALITÀ ECOLOGICA

Domenica 17 gennaio 2021, dalle ore 17.30 alle ore 19.30, si svolgerà a distanza il secondo dei quattro focus previsti nel percorso ecclesiale annuale “In ascolto del Creato”

Domenica 17 gennaio 2021, dalle ore 17.30 alle ore 19.30, si svolgerà a distanza il secondo dei quattro focus previsti nel percorso ecclesiale annuale “In ascolto del Creato”, finalizzato alla “conversione ecologica globale” personale e comunitaria, proposto dal Consiglio Pastorale Diocesano e dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali di Tursi-Lagonegro.

Traccia tematica del focus: “Spiritualità della Laudato si’ e modello di Chiesa”.

È possibile partecipare tramite la pagina Facebook “Diocesi Tursi-Lagonegro” o la piattaforma Zoom.

Interviene la prof.ssa Serena Noceti, docente di Ecclesiologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale in Firenze.

Il programma prevede la preghiera iniziale, guidata da don Gianluca Bellusci, Assistente della CDAL e la presentazione dei lavori da parte di Anna Maria Bianchi, Presidente CDAL.

Quindi la prof.ssa Serena Noceti terrà la Relazione: “Chiesa e/è casa comune. La missione della Chiesa nel mondo”. A seguire l’interazione a distanza e le indicazioni per continuare il lavoro nelle Parrocchie.

 


Secondo focus del percorso “In ascolto del Creato”

domenica 17 gennaio 2021 dalle ore 17.30 alle 19.30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

https://fb.watch/349B_Kv4Uh/

 

Domenica 17 gennaio 2021, dalle ore 17.30 alle ore 19.30, si svolgerà a distanza il secondo dei quattro focus previsti nel percorso ecclesiale annuale “In ascolto del creato”, finalizzato alla “conversione ecologica globale” personale e comunitaria, proposto dal Consiglio Pastorale Diocesano e dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali di Tursi-Lagonegro.

Traccia tematica del focus: “la spiritualità della Laudato si’ e modello di Chiesa”.

È possibile partecipare tramite la pagina Facebook “Diocesi Tursi-Lagonegro” o la piattaforma Zoom (832 0676 6189 – passcode 170121).

Interviene la prof.ssa Serena Noceti, docente Ecclesiologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale – Firenze.

Il programma prevede la preghiera iniziale, guidata da don Gianluca Bellusci, Assistente della CDAL e la presentazione dei lavori da parte di Anna Maria Bianchi, Presidente CDAL.

Quindi la prof.ssa Serena Noceti terrà la Relazione: “Chiesa e/è casa comune. La missione della Chiesa nel mondo”.

A seguire l’interazione a distanza e le indicazioni per continuare il lavoro nelle Parrocchie. Per porre alla Relatrice domande scritte attinenti alla tematica affrontata, durante il focus è disponibile il numero telefonico 375 5933457 (solo whatsapp).

 

Dalla parte delle radici

“Pochi teologi hanno riflettuto, in questi cinque anni dalla pubblicazione di Laudato si’, sulla immagine ed esperienza di Chiesa che emerge dalle pagine dell’enciclica”. L’affermazione apre la scheda preparatoria a questo secondo Focus donataci dalla teologa Serena Noceti. Il significato può valere anche per i nostri lavori.

Potrebbe suonare strano o improprio, in un percorso che vuole approfondire un documento sulla cura della casa comune, occuparsi del profilo, volto o immagine di Chiesa che dir si voglia, ma il capitolo dell’enciclica sulla spiritualità ecologica lo richiede direttamente. Se Papa Francesco richiama ad assumere una nuova prospettiva antropologica e un nuovo stile di vita non solo come singoli, ma anche come comunità cristiana, siamo tenuti ad interrogarci su quale comunità cristiana, quale Chiesa, con quali caratteristiche, può  favorirlo. In altre parole, di quale “modello” di Chiesa c’è bisogno per affrontare con speranza questa crisi ecologica e antropologica insieme. Possiamo tentare di abbozzare qualche tratto. L’intervento di Serena Noceti ci aiuterà a metterlo a fuoco più compiutamente.

Una Chiesa-comunità. L’icona del pellegrino ci accompagna anche in questa seconda tappa del sentiero che stiamo percorrendo, proponendo e chiedendo il passaggio da pellegrino a popolo pellegrinante, da io a noi. “È il momento del noi” ha ripetuto più volte papa Francesco nell’intervista resa a Fabio Marchese Ragona, declinando con parole diverse il “nessuno si salva da solo”. Il cristiano, dunque, non può essere uno che cura solo i fatti propri. “Si ama tanto più efficacemente il prossimo, quanto più ci si adopera per un bene comune rispondente anche ai suoi reali bisogni” (Caritas in veritate, 7). E non c’è dubbio che la cura della casa comune e dei suoi abitanti è, oggi, reale bisogno di tutti, oltre che autentica via per la pace.

Una Chiesa con le porte aperte. La Chiesa è nata ‘in uscita’, inviata a portare a tutti gli uomini l’annuncio del Vangelo, accompagnandolo con i segni  della tenerezza e della potenza di Dio. Porte spalancate, dunque, non solo perché tutti possano entrare, ma anche per far uscire dal tempio. Far entrare la vita, uscire per incontrare la vita. È rischioso, perché la vita porta con sé tutti i suoi problemi, compresa la crisi ecologica, ma inevitabile.

Una Chiesa tutta ministeriale, come fortemente sottolineato nei documenti e nei lavori del sinodo per l’Amazzonia. Con il recentissimo motu proprio “Spiritus Domini” papa Francesco ripropone in un gesto concreto il volto di una Chiesa tutta ministeriale, con una decisione che colloca “nell’orizzonte di rinnovamento tracciato dal Concilio Vaticano II”. Ministero, ministro, minister, minus stare, stare sotto. Avere un ministero vuol dire stare nella parte sotto, che non si vede, essere le pietre che reggono il peso dell’edificio e gli garantiscono solidità e stabilità. Senza le pietre interrate tutto cade giù. È così anche per l’albero, che le radici ancorano al suolo e sorreggono. Se vengono meno, se le recidi,  anche l’albero più vigoroso crolla.

La strada è chiara, ma non è facile percorrerla. Lo sa anche Papa Francesco. Nel ricordarci che, soprattutto nei deserti esteriori ed interiori, siamo chiamati ad essere persone-­anfore per dare da bere agli altri, aggiunge che  “a volte l’anfora si trasforma in una pesante croce” (EG 86).  Persone-anfore, un altro modo  per dire ministero, come le impalcature per le quali Helder Camara invita a pregare in una delle sue meditazioni poetiche: “Quando vedi smontare le impalcature ammiri – è chiaro – l’edificio che sorge. Ma prega per le impalcature, perché è duro servire di sostegno alla costruzione, essere necessario al lavoro e, nell’ora della festa, essere tolto come un ingombro”.

Siamo pronti ad essere quelli che non solo accettano, ma scelgono  di essere impalcature, anfore, pietre, radici, insomma di lavorare stando nascosti sotto, dalla parte delle radici? Perché non è solo questione di “fare”, bensì di un fare che diventa azione coerente con la fede professata, grazie alle motivazioni che provengono da una spiritualità non intimistica e disincarnata, ma fondata su quel Dio che si è fatto carne ed ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Anna Maria Bianchi, Presidente CDAL di Tursi-Lagonegro

A RITMO DELL’AMORE

Corso online per fidanzati

La Commissione per la Pastorale della Famiglia propone il cammino preparatorio al sacramento delle nozze.

Si terrà su piattaforma ZOOM e avrà la durata di 6 incontri. Volutamente non sarà trattato il Rito, perché provveda ciascun parroco a organizzare la celebrazione.
Ci si può iscrivere contattando la Commissione.
Su richiesta sarà rilasciato anche un certificato di frequenza.
La prossimità del Santo Natale offre l’occasione per augurare ogni bene e fecondità spirituale.
Un caro saluto fraterno,
Don Michelangelo
e la Commissione per la Pastorale della Famiglia.

Il CAV di Policoro celebra la Giornata per la Vita

sabato 6 febbraio 2021 al Centro Giovanile Padre Minozzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AGGIORNAMENTO – Il CAV DI POLICORO COMUNICA CHE PER LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DELLA GIORNATA DELLA VITA, IN SOSTITUZIONE DELLA DOTT.SSA COSTANZA, IMPOSSIBILITATA A PARTECIPARE, SARANNO PRESENTI IL DR. MARCELLO RICCIUTI E L’ING. GIANCARLO GRANO.  CONFERMATO IL PROGRAMMA.
Policoro, 06.02.2021

 

Si svolgerà sabato 6 febbraio 2021 alle ore 17.00 la Celebrazione della Giornata per la Vita promossa dal CAV (Centro di aiuto alla Vita) di Policoro.
Ai saluti di don Michele Celiberti e dell’avv. Franca Mauro (presidente del CAV) seguiranno gli interventi di don Antonio Donadio, vicario parrocchiale, e della dott.ssa Costanza Miriano, giornalista e scrittrice. Conclusioni affidate a S.E. Mons. Vincenzo Orofino, vescovo.
Domenica 7 febbraio, alle ore 19.00, nella Chiesa del Buon Pastore, la Celebrazione Eucaristica per la Vita.

 

Su Rai Uno il 3 gennaio il film: “Chiara Lubich. Tutto vince l’amore”

Dal film emerge il ritratto di una donna libera, appassionata e coraggiosa che vive per un grande sogno coltivato oggi da tanti: realizzare la fratellanza universale

“Una storia importante, la storia di una donna normale che riesce a fare qualcosa di straordinario in mezzo ad un contesto di dolore, una figura molto sfacettata il cui disegno era avvicinare le persone”. Il direttore di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, apre una conferenza stampa in modalità online molto affollata, oltre un centinaio i giornalisti collegati per la presentazione del primo film su Chiara Lubich intitolato semplicemente “Chiara Lubich”, ma con un sottotitolo significativo “Tutto vince l’amore”, con cui si apre la stagione televisiva 2021 della Rai stessa. Si tratta di una coproduzione Rai Fiction – Eliseo Multimedia, prodotta da Luca Barbareschi in collaborazione con Trentino Film Commission e con il sostegno della Fondazione Museo Storico del Trentino. Verrà trasmesso in prima serata su Rai uno, domenica 3 gennaio 2021.

“Che tutti siano uno” come programma di vita

Il luogo dove ha inizio l’avventura di Chiara è la città di Trento, in piena seconda guerra mondiale. In mezzo ai bombardamenti, immersa nei dolori dell’umanità, capisce che c’è qualcosa che non potrà essere distrutto, è Dio. Sceglie di consacrarsi a Lui, ma per lei questo signfica rimanere nel mondo per poter amare tutti i fratelli e le sorelle. La decisione di vivere concretamente il Vangelo, condivisa con alcune ragazze, scatena la reazione dei benpensanti e trova difficoltà ad essere accettata anche nell’ambiente cattolico della città. “Che tutti siano uno” sono le parole del Vangelo che più colpiscono Chiara fino a diventare il suo programma di vita. A lei si uniscono altre persone, uomini e donne, prende forma così il Movimento dei Focolari, a lungo studiato dalla Chiesa e quindi approvato. Ora il Movimento è diffuso in 180 Paesi del mondo con l’intento di contribuire a realizzare la fratellanza universale nella convinzione che l’amore costruisce ponti tra gli uomini di qualunque razza o fede religiosa.

Un’affollata conferenza stampa online

A fare gli onori di casa alla conferenza stampa, anche il direttore di Rai Uno, Stefano Coletta: il film condensa in maniera molto diretta e senza retorica quella che è stata la persona della fondatrice del Movimento dei Focolari, afferma. “Lei aveva incontrato Dio nell’azione, prosegue, e così l’ha veicolato durante tutta la sua vita”. Di lei Coletta fa notare il suo essere persona pratica, curiosa, attenta, di grande intelligenza, priva di pregiudizi nei confronti degli altri, molto tenace. Il suo pensiero e la sua testimonianza, aggiunge, ci può offrire una chiave di lettura valida anche per il momento e il mondo di oggi. “Il mondo si è ridotto ad essere una monade – esordice il produttore Luca Barbareschi – si è chiuso in se stesso e vi prevale l’io al posto del noi”. Rivendica per il suo gruppo di lavoro, dunque, la scelta di voler impegnarsi su strade diverse, anche se difficili, e realizzare un film su Chiara Lubich, dice, è stata forse la più difficile. “Metafora di speranza e di coraggio in un periodo in cui manca l’ispirazione per andare avanti, simbolo di semplicità, di passione, di volontà di unire, di promuovere il dialogo tra persone diverse, si è continuamente arricchita delle diversità”, dice di lei.

Protagoniste le prime compagne di Chiara

Nel film, tra le prime cinque ragazze che si stringono attorno alla giovane Lubich, c’è anche Ines interpretata da Aurora Ruffino. Il suo intervento in conferenza stampa è carico di emozione e riferisce di un rapporto costruito con le altre interpreti molto intenso di sorellanza. Mette in rilievo il valore dell’unicità di ogni persona, ci si può voler bene, afferma, anche se si prendono strade diverse, come farà il suo personaggio, che, pur desiderando seguire la stessa strada di consacrazione fatta da Chiara, capirà che la sua vocazione è un’altra, quella di farsi una famiglia, ma che nulla le potrà impedire di vivere l’amore verso Dio e verso gli altri con la stessa intensità.

Campiotti: l’estrema chiarezza del Vangelo

Giacomo Campiotti non è alla sua prima esperienza come regista di ritratti di santi e di personaggi che hanno ispirato la nostra storia, come il dottor Moscati, il maestro Manzi, il giudice Di Bella. Questa “è stata un’impresa esaltante – afferma – ma è stata anche la sceneggiatura più difficile della mia carriera, poteva fallire e invece ci siamo riusciti”. Ai nostri microfoni spiega qualcosa di più: “Diciamo che la storia di Chiara manca un po’ di quegli elementi super drammatici così cari alle fiction, perchè il suo percorso è soprattutto un viaggio interiore e quindi è più difficile da raccontare. Penso però che noi ci siamo riusciti cercando di ritrovare nel suo messaggio, nella sua vocazione, le cose più semplici, che sono quelle più profonde, e quelle che potevano arrivare a tutto il pubblico, e cioè questa idea che c’è nel Vangelo, così semplice, che è quella di amare gli altri e di vedere Dio nel prossimo. Ecco nel momento in cui tu riesci a rapportarti con le altre persone per praticare la solidarietà, l’ascolto e l’amicizia, tutto cambia dentro di te e anche intorno a te”. E’ quello che è successo a Chiara che non aveva nessuna intenzione di fondare un movimento, con milioni di persone addirittura di tutto il mondo, osserva Campiotti, “lei stava cercando solo di seguire la sua coscienza e guardate che cosa è successo”.

Gli inizi a Trento: la scelta di Dio e i poveri

Ciò che il film descrive è l’inizio della grande avventura di Chiara e l’inizio non è stato facile per lei che era una donna, una laica, una persona che non ha sempre la risposta pronta, che si fa tante domande. E questo ce la fa sentire più vicina. Il regista ci spiega che per raccontare tutta la vita di Chiara ci sarebbero voluti due o tre film, e allora “piuttosto che raccontare tutto in maniera un po’ veloce, saltando di qua e di là, abbiamo scelto di dedicarci alla parte più affascinante e cioè l’inizio, il momento in cui lei scopre la propria vocazione ed è una ragazza come tutti noi a cui a causa della guerra crolla tutto, ma lei ha fede e giorno dopo giorno decide di dedicare la sua vita a Dio e alle persone più indifese, quelli che non possono scappare nei rifugi, i poveri. Sceglie una direzione, nel suo caso il Vangelo e cerca di tenere il timone dritto per mantenere la rotta”.

La Provvidenza nella vita di Chiara

Dio era al centro della vita di Chiara e delle sue prime compagne, e nelle loro semplici giornate la Provvidenza non mancava e numerosi sono stati gli episodi che avevano del miracoloso. Il rischio per il film di cadere nella retorica facendo di questa figura ‘un santino’, era reale. Campiotti dice che non c’era l’intenzione di misconoscere la dimensione spirituale di Chiara, e che spera che lo spettatore capisca che la cosa veramente rivoluzionaria in Chiara è stato prendere in mano il Vangelo e volerlo vivere, ma che si è scelto di rappresentare uno solo di questi episodi: “un giorno nella casa dove lei abitava con le sue compagne, si presenta una donna che chiede qualcosa da mangiare, loro hanno solo due uova e sono in cinque, ma Chiara li dà a quella povera. Un momento dopo arriva un’amica portando una decina di uova che le erano state regalate. Non bisogna aver paura di parlare di miracoli – conclude Campiotti – esistono e sono molto più vicini a noi di quello che pensiamo”.

L’uscita del film in un tempo cruciale per l’umanità

Il tv movie su Rai uno, cade nel Centenario della nascita di Chiara, ma coincide anche con il periodo difficile che stiamo vivendo, anche se non è la guerra di allora. Campiotti sottolinea, a questo proposito, che l’uomo proprio nei momenti più duri è chiamato a tirare fuori il lato migliore di sè per tentare di trovare una soluzione e che, nel rispetto di quanti stanno soffrendo, per la pandemia, possiamo leggere il nostro tempo come un’opportunità per “cercare di recuperare tante cose che avevamo perso e che solo questo silenzio, questa solitudine a cui siamo obbligati, ci aiutano, se lo vogliamo, a capire quante cose abbiamo perso nel chiasso e nella fretta, nella corsa ad inseguire cose anche frivole. La natura ha schiacciato un tasto e ci ha messo in pausa – prosegue Campiotti -, possiamo decidere come viverla, se imprecare soltanto o valutare che cosa ci sta dicendo e tante persone, credo, stiano recuperando tanti valori che poi speriamo porteranno il mondo a essere un po’ diverso. Ecco, l’obiettivo di Chiara, era il “Che tutti siano uno” che Gesù dice nel Vangelo, e che tutti e tutto siano collegati è una cosa che la pandemia ci sta dicendo. Il nostro mondo è diventato piccolo e se non capiamo che, come sostiene Papa Francesco, oggi ci vogliono un nuovo modello economico e una nuova giustizia, allora sarà molto dura. Per questo – conclude Campiotti – credo che raccontare di Chiara sia attualissimo e attualissimo quello che lei dice e che possa parlare non solo ai credenti, ma a tutte le persone di buona volontà.

Capotondi: Chiara, una donna senza pregiudizi

Tra le domande dei giornalisti il rapporto complesso nei primi anni, tra le autorità ecclesiastiche e Chiara, a Trento e poi a Roma, le indagini e gli studi condotti dal Sant’Uffizio sul Movimento nascente così originale, e sulla persona stessa di Chiara, con momenti di sospensione, la richiesa di dimissioni dal ruolo di dirigente del Movimento di Chiara stessa, fino all’autorizzazione ad andare avanti e alla definitiva approvazione da parte di Papa Paolo VI nel 1964. E poi tante domande alla protagonista, l’attrice Cristiana Capotondi, sulla costruzione del suo personaggio, su ciò che di Chiara l’ha colpita di più. Una giovane donna alle prese con il dolore del mondo, risponde, questa mi è apparsa Chiara, in un momento di sfilacciamento delle relazioni, e mi pare che il film renda tutto questo molto bene. La determinazione, la dolcezza, la semplicità, gli aspetti che più l’anno colpita di una donna che, dice, è sempre rimasta giovane, perché non aveva sovrastrutture o paure, e andava sempre oltre ogni diversità. Questo film capita nel momento giusto, sostiene, Chiara insegna a tutti che cosa significa essere fratelli, essere vicini.

 

di Adriana Masotti
su www.vaticannews.va

 

 

Messaggio di Natale 2020 da parte dei Vescovi Lucani

 

 

 

 

 

I vescovi della Basilicata hanno voluto rivolgere un messaggio di speranza e di auguri volendo sottolineare che “affidiamo i nostri propositi di bene al Bambino Gesù, che giace nella mangiatoia e si offre per alimentare la nostra speranza, nutrire la nostra carità, illuminare il nostro lavoro, sostenere le nostre attese, custodire noi e le nostre famiglie nel Suo amore.
«Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita»!
Maria di Nazareth, Vergine Immacolata, ci accompagni con il suo materno amore perché il nostro cuore sia inondato dalla gioia del Natale e non prevalga la paura della pandemia.
Di vero cuore auguriamo a tutti un santo Natale del Signore e un felice Anno Nuovo”.
Auguri!