Archivi della categoria: Giovani

ANNULLATO – Il terzo Convegno sulla Sfida Educativa

a Chiaromonte, lunedì 16 marzo 2020

Si terrà all’Ostello diocesano di Chiaromonte lunedì 16 marzo 2020, dalle ore 17.00 alle 19.00, il terzo convegno sulla sfida educativa, rivolto innanzitutto agli insegnanti e agli educatori.
Lo propone la Commissione diocesana per la pastorale giovanile, l’educazione, la scuola e l’università, diretta da don Pino Marino che introdurrà i lavori.
Sarà presentato e diventerà occasione utile per la condivisione il metodo educativo di don Giussani che sarà presentato nella relazione di S.E. Mons. Andrea Bellandi, Arcivescovo Metropolita di Salerno.
Modererà la prof.ssa Giovanna Tarantino, dirigente scolastico dell’IIS “E. Fermi” di Policoro e concluderà S.E. Mons. Vincenzo Orofino, vescovo diocesano.

Il secondo Convegno sulla Sfida Educativa

a Chiaromonte, si è svolto il 20 gennaio 2020

Il secondo dei tre Convegni programmati sulla “Sfida educativa” si è tenuto lunedì 20 gennaio 2020 a Chiaromonte, presso l’Ostello della Gioventù, ed è stato proposto dalla Commissione diocesana di Pastorale Giovanile e per l’Educazione, la Scuola e l’Università.
È iniziato con un momento di preghiera e i saluti introduttivi di don Mimmo Buglione, Vicario generale della nostra diocesi, anche a nome del Vescovo S.E. Mons. Vincenzo Orofino.
Don Pino Marino, in qualità di direttore della Commissione, ha introdotto il tema: “Educare, questione di cuore, questione di sguardo. Il metodo preventivo di don Bosco e la pedagogia del creato nello scoutismo”.
Don Gianpaolo Roma della Società Salesiana di San Giovanni Bosco e delegato per la Pastorale Giovanile Ispettoria Salesiana Meridionale ha guidato i presenti in un percorso di scoperta del “metodo educativo Don Bosco”. Ha più volte sottolineato una delle più conosciute espressioni di Don Bosco: “l’educazione è cosa di cuore e Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi”.
Educare con il cuore: ecco il primo grande insegnamento. Per educare c’è bisogno di passione ed è necessario saper amare e saper armonizzare autorità e dolcezza, amore di Dio e amore per i giovani. Molte volte si spreca tanto tempo a organizzare un luogo, uno spazio affinché sia più attrezzato possibile, mentre si trascura la relazione. Lo spazio è secondario; fondamentale è, invece, il tempo dedicato all’incontro, il tempo dedicato all’altro. In questo tempo, non è detto che l’educatore non soffra: entrare in questo di tipo di relazione significa anche rischiare. Tu, educatore, prendi a cuore ogni ragazzo …e se un giovane sbaglia? tu ne soffri, proprio perché sei un educatore appassionato, proprio perché sei coinvolto nella relazione. “L’altro è qualcuno che ti appartiene, che fa parte della tua identità e per quanto sia difficile accettare una sconfitta, è proprio questa una delle grandi sfide”, ha continuato don Gianpaolo.
Alla base di qualsiasi metodo educativo, è necessario che si stabilisca un rapporto di confidenza e fiducia tra educatori e ragazzi. In che modo è possibile crearlo? Secondo Don Bosco, attraverso un “adattarsi” ai gusti e agli interessi dei ragazzi che si incontrano, rispondere ai loro bisogni e alle loro attese. Non è possibile pensare ad una parcellizzazione della persona: la scuola si occupa di competenze, la Chiesa della fede. Ogni giovane è una pluralità di interessi e tutti vanno intercettati al fine di guardare secondo una visione olistica.
Il sistema educativo di Don Bosco è un sistema preventivo: le regole ci sono ma la presenza dell’educatore aiuta l’educando a prevenire l’errore.
Le tre colonne di questo modello educativo che ci consegnano il percorso su cui investire per provare ad accogliere la sfida educativa sono: ragione, religione e amorevolezza. Ragione in quanto è importante fare buon uso della Ragione; è importante educarci ad avere delle priorità e capire che ciò che ho davanti è fatto di valori, solo così posso accendere nei ragazzi quella “luce” tra bene e male. Religione: un aspetto che non si può trascurare in quanto è necessario “comprendere la dimensione di apertura al trascendente”. Noi educatori siamo consapevoli che educare è una cosa di cuore ma che a un certo punto il nostro cuore non può che aprirsi all’invocazione.
Infine, Amorevolezza: non basta il voler bene, ma è necessario che i ragazzi si accorgano di essere amati. Il bene non deve essere soltanto riversato sui ragazzi ma deve essere visibile.
La seconda parte del Convegno è stata dedicata alla “pedagogia del creato nello scoutismo”. Padre Roberto Del Riccio sj, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Agesci ha presentato questo metodo di pedagogia attiva, precisando che si tratta di un metodo educativo extra-scolastico e che ha come obiettivo il “formare tutte le dimensioni” della persona. Ha poi spiegato cosa si intende per “creato”: è una maniera religiosa di intendere e interpretare l’ambiente e dal punto di vista educativo bisogna spiegare che esso non è solo “Natura” ma è la “casa comune” in cui l’uomo vive e pertanto l’educatore ha il compito di aiutare i propri piccoli a diventare adulti e abitare al meglio insieme la “casa comune”.
La metodologia scout, inoltre, attraverso il gioco e l’esperienza, ovvero attraverso “l’imparare facendo”, risponde alle tante e autentiche domande dei giovani sulla vita.
Lo scoutismo considera una differenza importante tra ambiente reale e ambiente virtuale (o educativo): per imparare a vivere l’ambiente reale, si crea un ambiente virtuale (in scala) in cui il bambino/ragazzo fa esperienza. Punti fondamentali del metodo sono: Autoeducazione, dal bambino di 7 anni fino all’adulto; Sviluppo della dimensione sociale e spirituale; Esperienza comunitaria, fatta attraverso la vita di gruppo; Servizio del prossimo.
Dunque, un movimento educativo che si propone come obiettivo la formazione integrale della persona, ponendo attenzione ai valori fondamentali dell’uomo, come patrimonio inalienabile della persona.
Moderatore del Convegno è stato il prof. Vito Carlomagno, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” in Lauria (PZ).
Maria Francesca Santagata

RITIRO DI AVVENTO PER I GIOVANI DELLA DIOCESI

Ogni festa ha bisogno dei suoi preparativi!
Ecco perché vi proponiamo anche quest’anno un Ritiro d’Avvento formato giovani! Con una novità: ogni zona pastorale (Tirrenica, Sinnica, Val d’Agri e Jonica) ne organizzerà uno differente, per essere più vicini ad ognuno. Visionate i manifesti e i programmi e iscrivetevi in parrocchia o tramite i quattro responsabili di zona (il numero lo trovate in alto a destra su ogni manifesto).
Vi invitiamo tutti… a Natale puoi!

Oratori in festa all’inizio dell’anno pastorale

Una carovana di 600 ragazzi provenienti dalle parrocchie di Tursi-Lagonegro si è radunata a Senise per vivere una vera e propria giornata di festa all’inizio dell’anno oratoriano e catechistico. Al terzo anno l’appuntamento della Festa diocesana del Ciao (proposta innanzitutto rivolta ai ragazzi dell’ACR) è diventata il momento di avvio del cammino degli oratori che in tante comunità della Diocesi diventano sempre più proposta ordinaria ed efficace a livello di pastorale dei ragazzi e dei giovani, capace di dialogare con le famiglie e di offrire proposte concrete a livello educativo.
Felici gli organizzatori: Anna Maria Lofrano, responsabile diocesana dell’ACR, Carmela Luglio, presidente diocesana di Azione Cattolica e don Luigi Tuzio, assistente di ACR e responsabile della Commissione degli oratori. “I tanti ragazzi presenti – afferma don Tuzio – hanno accolto l’invito del Vescovo, Mons. Vincenzo Orofino, a ricercare la compagnia cristiana come occasione per sfuggire all’isolamento. La manifestazione che si è svolta è stata la prima concretizzazione di un progetto ampio che pone al centro della pastorale l’esperienza oratoriana e di conseguenza i giovani. È di recente pubblicazione il sussidio «Maestro, Tu dacci il la» che indica il cammino da seguire per mettere in campo una pastorale armonica. L’anno della «Sfida Educativa» diventa così stimolo per realizzare tutto ciò a favore di una pastorale armonica. Vogliamo metterci in rete per favorire la nascita di un processo che trovi nel coordinamento un aiuto e nel respiro diocesano la vita”.
Il Vescovo, nel documento sulla proposta dell’oratorio, pubblicato e distribuito nei giorni scorsi, si rivolge ai giovani e ai ragazzi dicendo: “Dio vi cerca, vi ama, vuole stare con voi. Lasciatevi cercare da Dio, lasciatevi amare e abbracciare da Lui: sarete tutti più liberi e felici. Non abbiate paura di abbandonarvi a Gesù Cristo: solo lui ha parole che spiegano interamente la vita, solo lui può donarvi la pienezza della gioia e offrirvi ciò che supera ogni attesa e ogni merito. Desiderate per voi una vita felice, bella e colma di significato, prendete sul serio Gesù che vi promette già qui, sulla terra, il centuplo di tutto. Lasciatevi guidare dalla proposta che il Signore vi fa attraverso me e i sacerdoti. Non abbiate paura di fidarvi e di affidarvi. Non temete! Vi vogliamo bene. Anche con la proposta dell’oratorio vogliamo essere segno di speranza anche per le nostre piccole comunità. E voi ragazzi e giovani siete già adesso e sarete sempre più protagonisti della crescita dei nostri paesi”.
Prossimo appuntamento domenica 20 ottobre per la Giornata di inizio anno scolastico, rivolta ai giovani di scuola superiore e di terza media: il Vescovo li ha convocati presso il santuario di San Francesco di Paola (CS) per accogliere anche la testimonianza su Filippo Gagliardi che in oratorio “si è giocato” tutta la sua vita.
Giovanni Lo Pinto
Clicca qui per il libretto della “Proposta dell’oratorio per una pastorale armonica”

Festa di inizio anno scolastico per i giovani di Tursi-Lagonegro

“Cari giovani, la Chiesa vi vuole bene. E soprattutto attraverso gli oratori vuole prendersi cura di voi, custodirvi come una madre che accompagna e che non si da pace fino a quando non sa che i suoi figli sono felici. L’oratorio è il luogo in cui ritrovarsi per il gioco, la preghiera, lo studio, le attività, per guidare e lasciarsi accompagnare”. Lo ha detto il vescovo Vincenzo Orofino come consegna ai tanti giovani, adolescenti in particolare, presenti alla festa di inizio anno scolastico della diocesi di Tursi-Lagonegro che si è svolta domenica 20 ottobre presso il santuario di San Francesco di Paola (CS). Un santo dell’essenziale, felice del suo rapporto con Dio e proprio per questo capace di amare, facendosi piccolo e servo nei confronti del prossimo.
Qual è il progetto di Dio su di noi? È l’interrogativo proposto ai giovani che hanno trascorso la mattinata a Praia a Mare, a Diamante o ad Amantea in un clima di condivisione di speranze e di programmazione di attività nelle parrocchie e nelle zone pastorali. Poi c’è stata la festa coi balli e i giochi sul sagrato del Santuario cosentino.
Quindi la testimonianza su Filippo Gagliardi, giovane marito e animatore all’oratorio Circolo San Vittore di Intra, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, morto a soli trent’anni, nel 2013, per un male incurabile: una proposta di qualità per tutti. La sua vita è stata un racconto a piccoli e grandi di come l’esperienza dell’amore di Dio sia la cosa più bella che possa capitare. Un educatore che in parrocchia è stato sempre aperto al volere di Dio, che ha compiuto i suoi gesti ordinari con grande passione. Cresciuto all’oratorio, diventando un riferimento importante per i ragazzi a cui garantiva ascolto e attenzione personale, poi ha messo su famiglia. Tutta la sua esistenza, anche la celebrazione del suo funerale, è stata una bella manifestazione di fede. Don Fabrizio Corno, prete della diocesi di Novara, ha tracciato, insieme agli altri amici presenti, il profilo di una persona normale, non quella di un supereroe. Scoperto il carcinoma Filippo, rivolgendosi al Signore, all’inizio voleva “dirgliene quattro”, poi ha capito che Dio carica la croce sulle spalle di chi può portarla. E questa consapevolezza lo ha portato a rendersi conto dell’amore di Dio anche a pochi giorni dalla sua morte, mentre lasciava la moglie Anna in attesa del loro primogenito. Un giovane che ha cercato luce, che ha accompagnato giovani e ragazzi, che ha prospettato speranza in ogni incontro, perché nell’ottica di Dio tutto serve, tutto giova. Ai ragazzi presenti è stato detto che “amore, amicizia e fede possono essere una buona sintesi della sua vita”. Quindi: il rapporto con Dio fa la differenza. Filippo è un uomo dei nostri giorni, morto appena sei anni fa. Le parole e il sorriso di sua moglie, che ha inviato un videomessaggio, sono stati un ulteriore tassello che ha aiutato i presenti a cogliere come la grazia di Dio non sia venuta meno in quella famiglia, anzi ha colmato i vuoti e operato tante meraviglie.
Contento anche don Pino Marino, direttore della commissione diocesana di pastorale giovanile e per l’educazione, la scuola e l’università: “Una giornata bella in cui il senso dell’amicizia condivisa e il messaggio offerto voleva aiutare tutti a cogliere il senso della presenza di Dio e della Chiesa nella vita dei ragazzi anche attraverso l’amore e le premure degli educatori con i quali sono in contatto nelle parrocchie, negli oratori e nelle scuole”. E di certo la giornata è stata una bella manifestazione di affetto proprio nei confronti di tutti.
Giovanni Lo Pinto

La GMG diocesana del 2019

La diocesi di Tursi-Lagonegro anche quest’anno vive la Giornata Mondiale della Gioventù alla vigilia delle Palme.
Monsignor Vincenzo Orofino, invitando alla Giornata che si celebra a Sant’Arcangelo nel pomeriggio di sabato 13 aprile 2019, ripensa al cammino fatto durante l’anno affermando: “La Chiesa è sempre attenta ai giovani. Anche quest’anno, alle porte della Settimana santa, vogliamo esprimere ai giovani e alle giovani delle nostre parrocchie che ci stanno a cuore e che vogliamo camminare insieme a loro. Nell’arco dell’anno abbiamo vissuto tre focus, tre appuntamenti importanti che ci hanno aiutato a guardare alla fede, al mondo digitale e alla scuola insieme ai giovani che sono soggetti privilegiati e non solo destinatari dei percorsi che si strutturano e portano avanti nelle parrocchie. Papa Francesco a Panama li diceva «il presente di Dio» e noi sempre più vogliamo aiutarli a sentirsi dentro una relazione vitale nella quale Cristo è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita”.
La giornata sarà strutturata secondo il format consueto: accoglienza dei giovani in Rione Petrarella a Sant’Arcangelo; il cammino che aiuterà i presenti ad appropriarsi dell’«eccomi» della Madonna come disponibilità generosa a essere partecipe del disegno di amore di Dio per l’umanità e poi la festa con la musica dal vivo.
“Nulla è frutto di un caos senza senso – afferma don Giovanni Messuti, responsabile della Pastorale dei Giovani della diocesi – ma al contrario tutto può essere inserito in un cammino di risposta al Signore, che ha un progetto stupendo per noi. L’impegno della Consulta di Pastorale giovanile, incoraggiata dal Vescovo, vuole accompagnare i giovani nel loro cammino abituale e queste giornate, al pari delle tante iniziative promosse durante l’anno, vogliono essere delle occasioni per manifestare la gioia e la vita che ognuno porta con sé perché, ci ha ricordato recentemente Papa Francesco, essere giovani, più che un’età, è uno stato del cuore”.

Giovani e malattia

La Consulta regionale di Pastorale della Salute della Conferenza episcopale di Basilicata, in collaborazione con la Consulta regionale di Pastorale Giovanile, di Pastorale per la Famiglia e l’Azienda Ospedaliera regionale San Carlo, invita al Convegno “Giovani e malattia” che si terrà Giovedì 11 aprile 2019 con inizio alle ore 15.30 presso l’Auditorium A.O.R. San Carlo.
Programma:
ore 15.30 Accoglienza
ore 16.00 Saluti
– don Mario Galasso, direttore regionale Pastorale della Salute e Cappellano A.O.R. San Carlo
– ing. Dario De Luca, Sindaco di Potenza
– dr. Massimo Barresi, Direttore Generale A.O.R. San Carlo
Relazioni:
– “Gli adolescenti e i giovani con tumori sono pazienti con bisogni e caratteristiche particolari: un ambiente sanitario con più sollievo” del dr. Domenico Bilancia, direttore U.O. Oncologia Medica e direttore Dipartimento Onco-Ematologia A.O.R. San Carlo
– “Giovani e malattia oncologica: rappresentazione di sé e costruzione di una nuova identità” del dr. Michele Passarella, psicologo e psiconcologo
Testimonianza di Giuseppe Gargano
Conclusioni:
S.E. Mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo Metropolita e Presidente della Conferenza episcopale di Basilicata
Modera:
dr.ssa Michela Consolo, presidente Sottosezione Unitalsi di Potenza

Giovani e Scuola

Si terrà domenica 31 marzo 2019, con inizio alle ore 16.30, a Francavilla in Sinni, presso il Cineteatro “Columbia” il terzo focus sui giovani.
“Giovani e Scuola” è la grande tematica che permetterà di dialogare, ascoltando le voci dei giovani chiamati a preparare l’evento con il concorso “Ma la Scuola è Vita?”.
Un appuntamento importante, occasione per riflettere e rilanciare alleanze educative tra parrocchie, famiglie e scuole.