



«Noi sappiamo che “il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio” è la sinodalità, così come ci ha insegnato Papa Francesco nel discorso per la commemorazione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi, il 17 ottobre 2015. La Chiesa che vuole il Signore non può essere frutto della nostra opera e della nostra programmazione, ma unicamente dell’azione costante e sconvolgente dello Spirito Santo. Questo è l’insegnamento che proviene dall’icona biblica della Pentecoste, scelta come guida per la fase profetica del cammino sinodale (Atti 1,8.12-14; 2,1-13).
L’icona dello scorso anno – quella dei “Discepoli di Emmaus” – ci ha ricondotti a Gerusalemme, da dove i due discepoli erano partiti tristi e senza speranza e dove – dopo aver riconosciuto Gesù “nello spezzare del pane” – hanno fatto ritorno e hanno trovato “riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano «davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!»” (Cfr. Lc 24,31-35). Ripartiamo, dunque, da Gerusalemme!
Gerusalemme è la città della Pasqua, il punto di arrivo della missione terrena di Gesù, dove tutto l’umano viene vissuto, portato a compimento e salvato (la solitudine e la tentazione dell’autodeterminazione, la tristezza per l’abbandono degli amici e il dolore per la sofferenza fisica, la derisione qualunquista ma anche l’affetto materno di Maria e quello delle amiche e di Giovanni, l’amore totalizzante accolto e offerto).
Gerusalemme è la città della vita nuova che sgorga dalla risurrezione di Cristo Gesù, che arriva a noi attraverso il Battesimo e di cui facciamo esperienza nella Chiesa.
Gerusalemme è anche il punto di partenza della missione storica della Chiesa, è la città dove abitano coloro che hanno visto e incontrato il “risorto”, dove vive la comunità dei “risorti”, quella degli amici di Cristo Gesù, capaci di porre nel mondo germi di “vita risorta”: bella, redenta e attraente.
Anche la nuova icona biblica ci fa ripartire da Gerusalemme, ma non con la baldanza dei vincitori e l’esuberanza di persone “risorte” (come ci si aspetterebbe a causa della risurrezione di Gesù), bensì con la mortificazione di coloro che vivono nella fragilità (personale e comunitaria) e nello sconforto per la speranza tradita. Nella stanza posta al “piano superiore” del Cenacolo, quel giorno, c’è un gruppo di persone spaventate, ferite dal tradimento di uno di loro (Giuda), dal rinnegamento di colui che doveva confermare i suoi fratelli (Pietro, cfr. Lc 22,32), dall’abbandono degli altri (ai piedi della croce c’era solo la Madre, poche donne e Giovanni). Siamo, quindi, di fronte a una comunità ferita, che vive in modo totalmente inadeguato rispetto alla bellezza della vita che scaturisce della risurrezione di Gesù e al dono della grazia sacramentale. Una comunità ancora intrappolata nel recinto della logica umana, che non ha la dovuta fiducia nella grazia di Dio.
Una comunità minoritaria e smarrita che, comunque, si incontra e mostra interesse verso coloro che dicono che Gesù è vivo e lo hanno incontrato.
In questo contesto irrompe lo Spirito Santo e tutto cambia: ogni dubbio è vinto, ogni fragilità è superata, ogni smarrimento è mutato in coraggio. Non solo! Questa comunità, così minoritaria e ferita, testimonierà Gesù Cristo “fino ai confini della terra” (At 1,8), non per i propri meriti ma per la forza dello Spirito che è sceso su di loro.
La Chiesa di Pentecoste è fedele alla sua identità e coraggiosa nella sua missione perché è totalmente determinata dallo Spirito Santo: “ciò che è l’anima per il corpo umano, lo Spirito Santo lo è per il Corpo di Cristo che è la Chiesa” (S. AGOSTINO, Discorsi, 269).
Nella vita della Chiesa tutto avviene “nell’unità dello Spirito Santo”, cioè nell’unità che è lo Spirito Santo.»
(dall’Introduzione di S.E. Mons. Vincenzo Orofino all’Agenda Diocesana)
Si terrà Domenica 22 Settembre 2024, dalle ore 17.00 alle ore 19.00, a Francavilla in Sinni (Cineteatro Columbia) la presentazione dell’Agenda pastorale 2024-2025 che il Vescovo Mons. Vincenzo Orofino consegnerà alla Chiesa diocesana in occasione dell’annuale assemblea di inizio anno.
“DA GERUSALEMME… AL MONDO, con Gesù di Nazareth, nostra grande Speranza” è il tema dell’Anno che vedrà impegnata la Chiesa Locale nella conclusione della Visita Pastorale e nella preparazione al Giubileo del 2025 che rappresenta il perno dell’impegno annuale.
Tutta la comunità diocesana è invitata a partecipare.
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“Come i discepoli di Emmaus: IN CAMMINO, da Gerusalemme… a Gerusalemme”. Si intitola così l’Introduzione dell’Agenda Diocesana che S.E. Mons. Vincenzo Orofino, vescovo di Tursi-Lagonegro, presenta domani, sabato 16 settembre 2023 alla Comunità diocesana. Si svolgerà al Cinema di Francavilla in Sinni (PZ), a partire dalle ore 17.00, l’Assemblea durante la quale il presule indicherà il percorso pastorale, i processi avviati e le sfide che attendono il Popolo di Dio della diocesi lucana dei due mari per l’anno 2023/2024. Nel terzo anno del Cammino sinodale, vissuta la fase narrativa, si apre la fase sapienziale che ha il compito di preparare il terreno alla fase profetica, ovvero quella delle scelte operative, passo decisivo verso la conversione strutturale e permanente di tutta la Chiesa alla sinodalità, perché compia meglio la sua missione evangelizzatrice: «non si tratta di cogliere – scrive Orofino – cosa deve cambiare il mondo per avvicinarsi alla Chiesa”, ma “cosa la Chiesa deve cambiare per favo¬rire l’incontro del Vangelo con il mondo”. Occorre perciò riflettere su come i discepoli di Gesù possano convertirsi per essere più “sinodali”, camminando con il Signore e con tutti i fratelli e le sorelle: appassionati all’amore reciproco (cf. Gv 13,35) e alla testimonianza di Cristo nel mondo (cf. At 1,8)».
La diocesi di Tursi-Lagonegro continua a focalizzare il discernimento comunitario – attraverso il metodo della conversazione nello spirito e dei cantieri laboratoriali – sul tema della “formazione alla fede e alla vita” perché «è decisivo curare la formazione alla vita cristiana in tutte le età della vita. Riconosciuto inefficace il modello che agisce solo nella prospettiva dei sacramenti, è necessario superare il modello “scolastico” e l’infantilizzazione della formazione cristiana. La fase narrativa consegna una richiesta pressante di ripensamento della formazione di coloro che esercitano un ministero e vivono una specifica vocazione, in particolare i presbiteri. Chi educa a nome della Chiesa deve essere aiutato a coltivare costantemente la propria umanità e la propria fede».
Pertanto ecco le grandi sfide dell’anno pastorale che si apre:
1. La formazione unitaria di tutti i cristiani “adulti”, di coloro che, a vario titolo e molteplici modalità, sono chiamati a rendere ragione della speranza che è in loro. Non laici da una parte e sacerdoti dall’altra ma insieme per portare avanti l’unica missione della Chiesa: annunciare il Vangelo del Regno in questo mondo che cambia. Si realizzerà in maniera comune il percorso ordinario di formazione permanente, per gli aspetti teologici e pastorali: sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, fedeli laici, mentre per la vita spirituale sarà rispettata la peculiarità di ogni stato di vita. Saranno presenti, durante l’anno pastorale, autorevoli teologi e vescovi per riflettere e dialogare con tutta la Comunità diocesana durante l’anno.
2. Si vuole puntare sulla formazione di persone qualificate che accompagnino a vivere la corresponsabilità nella vita parrocchiale (formatori, facilitatori, animatori della comunità…) che possano sostenere e accompagnare nell’annuncio, nell’evangelizzazione e nella testimonianza della carità perché la presenza ecclesiale sul territorio possa essere fedele e incisiva, partendo proprio dal sostegno ai catechisti e agli operatori pastorali.
3. Si intende attuare un cammino con i giovani che li aiuti a vedere in loro stessi e nelle figure degli educatori i veri protagonisti e promotori della pastorale e perché in famiglia, in parrocchia, nella strada, nei luoghi di svago e soprattutto nella scuola, possano essere amorevolmente custoditi in un contesto favorevole perché stimolante e propositivo.
4. La Visita pastorale del Vescovo che continua (e che si concluderà a dicembre 2024) diventa il segno della presenza del Padre che cerca, che segue e accompagna i figli, curandosi di loro e infondendo speranza. Gli incontri preparatori (con i consigli pastorali e con i consigli per gli affari economici da parte dei convisitatori) sono stati e continuano a manifestarsi segno di una Chiesa-Comunità che sa guardare nella stessa prospettiva della corresponsabilità e del desiderio della fecondità della sua vita e della testimonianza.
L’icona biblica che ispira l’impegno formativo è quella dei Discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35), individuata dal Comitato nazionale del Cammino sinodale per favorire il “discernimento operativo” che la fase sapienziale porterà a realizzare.
L’impegno e la sfida che si rinnovano dicono la bellezza di una Chiesa viva e vitale che vuole continuare a donarsi, quale madre e maestra, a servizio di tutto l’uomo, in questo tempo, nel territorio in cui incarna il suo impegno e l’azione pastorale.
Nel pomeriggio di Domenica 21 novembre, in contemporanea (ore 19,00 – 20,30), in tutte le parrocchie, sotto la guida del parroco e con la collaborazione dei membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale, attraverso i tavoli di ascolto (ogni tavolo sarà composto da 10/12 componenti), si terrà un tempo di ascolto aperto a tutte le persone di buona volontà che desiderano dialogare e confrontarsi sulle tematiche proposte.
Il Vescovo, Monsignor Vincenzo Orofino, sostenuto dagli Organismi diocesani di partecipazione alla vita ecclesiale, è convinto che “la nostra Chiesa locale vuole mettersi in ascolto di tutti e di tutto il territorio, anche delle realtà sociali e culturali. Vogliamo ascoltare, tessere relazioni buone e costruttive con tutti per contribuire a far nascere spazi di vita buona, solidale, accogliente. Vogliamo metterci in ascolto della storia di questa regione e dei nostri paesi, quella passata e quella contemporanea, quella delle comunità e quella dei singoli, quella religiosa e quella sociale. Vogliamo ascoltare il nostro tempo, il nostro territorio, la cultura in cui siamo immersi.
Lo vogliamo fare perché ne avvertiamo tutta la fecondità e l’urgenza. Lo faremo anche nei prossimi mesi (dicembre, gennaio 2022, febbraio, marzo e maggio) perché Papa Francesco ci chiede con forza di “camminare insieme” per edificare una Chiesa tutta “sinodale”. Una Chiesa, cioè, che nella storia si manifesta come casa e scuola di comunione (una comunione vera, essenziale e creativa). Quella comunione che è armonia sinfonica, che rende liberi, che accoglie tutti, che non pretende niente e non giudica nessuno, che esalta i carismi, le attitudini e la storia di ognuno. Una Comunità sinodale che compie la sua missione evangelizzatrice nella diversità e nella complementarietà delle vocazioni, dei ministeri, dei carismi, delle responsabilità e delle condizioni di vita, poiché il Signore Gesù «ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri» (Ef 4,7.11).
Vogliamo una Chiesa in cui tutti siano protagonisti e attori principali.
Una Chiesa sinodale è una Chiesa che «incarna lo stile di Dio, che cammina nella storia e condivide le vicende dell’umanità. (…) Che incontra, ascolta e discerne», ha detto Papa Francesco, durante l’omelia di apertura del Cammino Sinodale (Basilica di San Pietro, 10 ottobre 2021). Una Chiesa sinodale è una Chiesa che – libera da ogni ‘intimismo’ devozionale – promuove e favorisce il «passaggio dalla cultura dell’individualismo a una cultura di comunione e di solidarietà», indispensabile per la crescita globale della Comunità cristiana”.
L’ascolto comporta sempre la condivisione di vita, è sempre un coinvolgimento esistenziale, è sempre un incontro. Ascoltarsi significa riconoscersi, esprimersi, accogliersi.
La pandemia che stiamo vivendo e i vistosi cambiamenti climatici che stiamo subendo ci insegnano che è urgente e necessario un ascolto serio e attento di tutto il creato per non soccombere di fronte alla “minaccia attuale e potenziale all’habitat ecologico”.
La Chiesa sinodale di cui siamo chiamati a essere i protagonisti deve essere una Chiesa che cammina, non statica né bloccata. Una Chiesa in movimento, che cammina con le donne e con gli uomini del nostro tempo, che si pone al servizio del bene integrale delle persone e delle comunità di questo territorio con gesti concreti in ordine alla vita quotidiana di tutti, alla testimonianza della carità, al mondo del lavoro, al vasto e delicato compito educativo, all’amministrazione della ‘Cosa pubblica’ per promuovere il bene di tutti e di ciascuno.
Ascoltiamo la realtà e ascoltiamoci. Faremo qualche errore in meno! Rispettiamo le nostre tradizioni, ma non restiamo bloccati al ‘si è fatto sempre così’.
La pandemia che stiamo vivendo e i vistosi cambiamenti climatici che stiamo subendo ci insegnano che è urgente e necessario un ascolto serio e attento di tutto il creato per non soccombere di fronte alla «minaccia attuale e potenziale all’habitat ecologico» (come ha detto a Pisticci Papa Wojtyla nel 1991).
Curiosità e attesa si respirano già nel tessuto territoriale delle comunità parrocchiali che si preparano a vivere il gesto comune con piccoli adattamenti e con la creatività degli ambienti nei quali si terranno i “tavoli di ascolto” (locali parrocchiali, chiese o altri spazi resi disponibili per la circostanza). Un’occasione che indica una modalità vera di cammino comunitario, segnato dal desiderio di andare incontro a tutti e di permettere a ciascuno di dare il suo apporto per la vita della Chiesa, riconoscendola compagna di cammino a cui si appartiene, prima ancora che Madre e Maestra. Dalle sintesi che faranno i facilitatori, insieme ai Consigli pastorali parrocchiali, si giungerà alla compilazione dei questionari che prepareranno la Visita Pastorale del Vescovo Orofino che avrà inizio il prossimo 7 dicembre, nei primi vespri dell’Immacolata Concezione, con la Celebrazione che si terrà nella Cattedrale di Tursi e con la lettura del Decreto di Indizione della Santa Visita.



Considerando l’eccezionalità del periodo che stiamo vivendo è stata prodotta tanta letteratura di documenti e comunicazioni nelle scorse settimana anche in riferimento alle celebrazioni e alle modalità possibili.
In questa pagina pensiamo di offrire, per chiarezza e completezza, i Decreti, gli Orientamenti e le Comunicazioni a cui fare riferimento per la Diocesi di Tursi-Lagonegro.
Con l’augurio che possa essere tempo di grazia e di misericordia per tutti quello che ci apprestiamo a vivere, vi saluto nel Signore.
don Domenico Buglione,
Vicario Generale
Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2021
#chiciseparera
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AVVISO PER LA MESSA CRISMALE
In considerazione dell’attuale stato di salute
di alcuni Sacerdoti della Diocesi ancora positivi al Covid-19
e dell’ampia diffusione del virus in diverse comunità parrocchiali
la SANTA MESSA CRISMALE sarà celebrata
alle ore 10,00 sabato 1 maggio 2021
nella Chiesa “Buon Pastore” in Policoro (MT)
Tursi, 18 marzo 2021
A conclusione del Ritiro spirituale del Clero, in prossimità della Festa del Sacro Cuore di Gesù, S.E. mons. Vincenzo Orofino, vescovo di Tursi-Lagonegro, ha reso noti i trasferimenti e le nuove nomine dei Sacerdoti della Diocesi.
Sono 19 i presbiteri, uno l’accolito prossimo al diaconato e 16 i paesi in cui le comunità parrocchiali sono interessate da cambiamenti.
Le nomine avranno effetto da mercoledì 1 settembre 2021, con l’apertura dell’anno pastorale 2021-2022. L’inizio del ministero pastorale dei parroci nelle nuove sedi avverrà con la presa di possesso canonico, secondo il calendario concordato con il Vescovo, durante il mese di settembre. I trasferimenti avverranno nel mese di settembre 2021.
Le nuove nomine sono state pensate e realizzate nell’ambito di un lavoro di discernimento comunitario che il Vescovo Orofino ha svolto in varie forme (soprattutto con il coinvolgimento del Collegio dei Consultori) durante tutto l’anno pastorale che sta per concludersi. Esse rispondono all’esigenza pastorale di preparare le comunità parrocchiali e quella diocesana alla celebrazione del Giubileo del 2025, attraverso un reale cammino sinodale, nella forma della Visita pastorale che avrà inizio in occasione della festa dell’Immacolata concezione (8 dicembre 2021).
Monsignor Vincenzo Orofino ha ringraziato i due sacerdoti che, raggiunti limiti di età, secondo le vigenti disposizioni canoniche, hanno chiesto di essere esonerati dalla guida delle parrocchie (don Giovanni Costanza, parroco di Latronico, e don Francesco Alagia, parroco di Lauria Inferiore). Inoltre si è ritenuto opportuno avviare un processo di avvicendamento per i parroci che hanno guidato la medesima parrocchia da oltre 15 anni. Lo sguardo ecclesiale è andato anche oltre il territorio diocesano e nazionale, riconoscendo nella richiesta del Vescovo di Panama la chiamata del Signore ad annunciare il Vangelo fino agli estremi confini della terra. Dai prossimi mesi avrà inizio il lavoro di preparazione della Diocesi che si prepara ad avere una parrocchia retta da un proprio presbitero, don Giovanni Messuti, a cui ha riconosciuto la “vocazione missionaria”.
Gli organismi di partecipazione ecclesiale restano in carica nell’attuale composizione fino alla loro scadenza naturale (11 novembre 2021). Le elezioni per il nuovo Consiglio Presbiterale si terranno venerdì 12 novembre 2021, con il conseguente rinnovo del Collegio dei Consultori, mentre i sacerdoti di ogni zona pastorale eleggeranno il loro coordinatore agli inizi del mese di ottobre.
Rinnovato inoltre il Consiglio episcopale e alcuni incarichi per la Curia vescovile e per il servizio ecclesiale nell’Azione Cattolica diocesana.