Author: admindiocesi

Esercizi Spirituali dei Fedeli Laici 2025

a Scalea (CS) dal 2 al 6 aprile 2025

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si rinnova la proposta degli “esercizi spirituali” per fedeli laici adulti, un tempo per rispondere sempre meglio alla domanda di spiritualità che abita nel nostro cuore.
Si tratta di un tempo di ascolto, di meditazione silenziosa e di preghiera, offerto a tutti coloro i quali desiderano fare una forte esperienza di ascesi personale, “sintonizzandosi con Dio”, mettendosi in ascolto di Dio, dialogando con Dio, lodando Dio, parlando a Dio, stando con Dio.
Le meditazioni saranno guidate dalle parole di Gesù, rivolte a Nicodemo: “Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio” (Gv 3,3). Per rinascere occorre ritornare alle sorgenti della vita di fede. Solo una “nuova origine” da Dio può dare inizio a una nuova vita. Occorre essere “nati da Dio” per “vivere da figli di Dio”.
Gli esercizi si svolgeranno dalla cena di mercoledì 2 al pranzo di domenica 6 aprile, presso la struttura alberghiera “SANTACATERINAVILLAGE”, in corso Mediterraneo 172, SCALEA (CS).

Occorre iscriversi in Parrocchia entro il 16 febbraio 2025 (fino a esaurimento posti) versando l’intero importo.

Costo complessivo: € 220,00 (compreso viaggio in pullman) – supplemento camera singola: € 64,00


Giubileo dei Malati e del Mondo della Salute

Martedì 11 Febbraio al Santuario di Anglona in Tursi

Martedì 11 Febbraio, al pomeriggio,
presso il Santuario di Anglona in Tursi
la Celebrazione Diocesana
del GIUBILEO DEI MALATI E DEL MONDO DELLA SALUTE
in occasione della Giornata del Malato 2025.
17.00: Rosario animato dall’UNITALSI diocesana.
17.30: Solenne Eucarestia presieduta da S.E.R. Mons. Vincenzo OROFINO, durante la quale sarà amministrato il sacramento dell’Unzione degli Infermi.

Ordinazione Sacerdotale di don Francesco Reale

a Maratea sabato 25 Gennaio 2025, ore 10.30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grata al Signore per il dono della vita e del sacerdozio ministeriale
la Diocesi di Tursi-Lagonegro, insieme alle comunità parrocchiali di Maratea e di Tursi,
a chi ne ha curato la formazione e alla famiglia dell’ordinando
annuncia con grande gioia
l’ORDINAZIONE PRESBITERALE
del Diacono Francesco Reale
per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione
di Mons. Vincenzo Carmine Orofino, Vescovo di Tursi-Lagonegro

Basilica Pontificia di San Biagio in Maratea
Sabato 25 Gennaio 2025, ore 10:30
Festa della Conversione di San Paolo, apostolo

*    *    *

Don Francesco presiederà per la prima volta la Santa Messa in Maratea
Domenica 26 Gennaio 2025, ore 11:30, Chiesa dell’Annunziata
e a Tursi nella Cattedrale Domenica 2 Febbraio 2025, ore 18:30

Ordinazione Sacerdotale di don Nicola Umberto Durante

a San Chirico Raparo, sabato 4 gennaio 2025, alle ore 10.30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grati al Signore per il dono della Vocazione,

la diocesi di Tursi-Lagonegro, le comunità parrocchiali di San Chirico Raparo e di Senise,

il Seminario Interdiocesano di Basilicata e la famiglia dell’Ordinando

 

con gioia annunciano

 

l’ORDINAZIONE SACERDOTALE

del diacono don Nicola Umberto Durante

 

per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione di

S. E. Rev.ma Mons. Vincenzo Orofino, Vescovo di Tursi-Lagonegro

 

Sabato 4 gennaio 2025 – ore 10.30

Duomo parrocchiale – Santuario diocesano della Famiglia in San Chirico Raparo (PZ)

 

*    *     *

 

Don Nicola Umberto

presiederà per la prima volta la Celebrazione Eucaristica

Domenica 5 gennaio 2025, alle ore 11.00 nel Duomo parrocchiale di San Chirico Raparo

Ordinazione Sacerdotale di don Giuseppe Cirone

a Fardella, venerdì 27 dicembre 2024 alle ore 10.30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grata al Signore per il suo amore provvidente e per il dono del sacerdozio ministeriale,
la Diocesi di Tursi-Lagonegro,
insieme alle comunità di Fardella e di Nova Siri Marina,
a chi ne ha curato la formazione e alla famiglia dell’ordinando,

annuncia con gioia grande

L’ORDINAZIONE PRESBITERALE
del diacono GIUSEPPE CIRONE
della parrocchia S. Antonio di Padova in FARDELLA

per l’IMPOSIZIONE delle MANI e la PREGHIERA di ORDINAZIONE
di S.E. Rev.ma Mons. VINCENZO CARMINE OROFINO, Vescovo di Tursi-Lagonegro

CHIESA SANT’ANTONIO DI PADOVA in FARDELLA
venerdì 27 Dicembre 2024 – ore 10.30
Festa di San Giovanni apostolo ed evangelista

*     *     *

Celebrazioni Eucaristiche:
– FARDELLA, 28 dicembre – ore 11.00
– NOVA SIRI MARINA, 29 dicembre – ore 11,00

Decreto di Costituzione delle Chiese giubilari per il Giubileo ordinario dell’anno 2025 – Diocesi di Tursi-Lagonegro

 

Prot. n. 160/2024 U

 

Decreto di Costituzione delle Chiese giubilari per il Giubileo ordinario dell’anno 2025 – Diocesi di Tursi-Lagonegro

 

Il 9 maggio 2024, con la Bolla Spes non confundit, il Santo Padre Francesco ha indetto il Giubileo Ordinario per l’anno 2025, che inizierà in Roma il 24 dicembre 2024 con l’apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro.

Domenica 29 dicembre 2024, secondo le indicazioni del Romano Pontefice, in comunione con tutte le Chiese particolari, anche nella nostra Chiesa Cattedrale in Tursi verrà celebrata l’Eucarestia, come solenne apertura dell’Anno giubilare.

Considerata la Bolla d’indizione mediante la quale, oltre ad indicare le Porte Sante e le Chiese Giubilari in Roma e in altri luoghi del mondo, il Santo Padre ha espresso l’importanza di valorizzare anche a livello locale altri luoghi che possano «accogliere con piena partecipazione sia l’annuncio di speranza della grazia di Dio sia i segni che ne attestano l’efficacia» (Spes non confundit, n. 6);

Viste, pertanto, le Norme sulla concessione dell’indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025 della Penitenzieria Apostolica del 13 maggio 2024, in cui si concede ai Vescovi diocesani di individuare alcuni luoghi sacri mediante i quali i fedeli, in pellegrinaggio o in visita pia, possano conseguire i benefici spirituali connessi all’Indulgenza giubilare;

Con il presente Decreto

 

STABILIAMO

 

che per tutta la durata dell’Anno Santo

a partire dal 29 dicembre 2024 (apertura dell’anno giubilare a livello diocesano) e

fino al 28 dicembre 2025 (chiusura dell’anno giubilare a livello diocesano)

nella nostra Diocesi siano da considerarsi luoghi giubilari in occasione di pie visite i seguenti luoghi:

  • Cattedrale Maria SS.ma Annunziata in TURSI (MT);
  • Concattedrale San Nicola di Bari in LAGONEGRO (PZ);
  • Basilica minore Sant’Egidio Abate in LATRONICO (PZ)
  • Basilica minore – Santuario diocesano Maria SS.ma Regina di Anglona in TURSI (MT);
  • Basilica minore – Santuario diocesano San Biagio in MARATEA (PZ);
  • Santuario diocesano Maria della Neve al Monte Sirino in LAGONEGRO (PZ), nel periodo di apertura (15 giugno – 21 settembre);
  • Santuario diocesano Madonna del Pollino in SAN SEVERINO LUCANO (PZ), nel periodo di apertura (1 giugno – 14 settembre);
  • Santuario diocesano Beato Domenico Lentini in LAURIA (PZ);
  • Santuario diocesano della famiglia Santa Sinforosa, San Getulio e Figli martiri in SAN CHIRICO RAPARO (PZ);
  • Santuario mariano Maria SS. degli Angeli in SAN GIORGIO LUCANO (MT);
  • Santuario mariano Maria dell’Orsoleo in SANT’ARCANGELO (PZ), nel periodo di apertura (7 giugno – 8 settembre);
  • Oasi di Spiritualità Maria degli Angeli in LAGONEGRO (PZ).

 

Pertanto, i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza giubilare in occasione di pie visite alle seguenti condizioni:

(cfr. Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025, II).

  • Visitando, individualmente o in gruppo, per un congruo periodo di tempo, i suddetti luoghi;
  • Intrattenendosi in essi nell’adorazione eucaristica e nella meditazione;
  • Concludendo la propria visita e la propria preghiera con il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima e l’invocazione a Maria, Madre di Dio.
  • Ottemperando alle consuete condizioni spirituali (esclusione di qualsiasi affetto al peccato), sacramentali (Confessarsi e Comunicarsi) e di preghiera (orazione secondo le intenzioni del Santo Padre).

 

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Nella nostra Diocesi siano, inoltre, da considerarsi luoghi giubilari in occasione di pii pellegrinaggi, oltre ai suddetti luoghi, anche le Chiese parrocchiali o altri luoghi di sotto specificati, nei giorni di seguito indicati:

 

ZONA PASTORALE JONICA

  • Domenica 15 giugno, Parrocchia Nicola di Bari in COLOBRARO (MT), in riferimento alla chiesa del Convento Sant’Antonio di Padova;
  • Domenica 15 giugno, Parrocchia Sant’Antonio di Padova in NOVA SIRI MARINA (MT);
  • Domenica 11 maggio, Parrocchia Maria Assunta in NOVA SIRI (MT), in riferimento al Santuario Mariano Madonna della Sulla;
  • Domenica 18 maggio, Parrocchie di POLICORO (MT), in riferimento alla Chiesa Madre;
  • Venerdì 13 giugno, Parrocchie di ROTONDELLA (MT), in riferimento alla Chiesa di Antonio di Padova;
  • Venerdì 22 agosto, Parrocchia Maria SS. Regina del Mondo in TURSI (MT);
  • Lunedì 21 luglio, Parrocchia Maria Assunta in VALSINNI (MT).

 

ZONA PASTORALE MERCURE-TIRRENICA

  • Domenica 1 giugno, Parrocchia San Nicola di Mira in CASTELLUCCIO INFERIORE (PZ);
  • Domenica 20 luglio, Parrocchia Margherita V. e M. in CASTELLUCCIO SUPERIORE (PZ);
  • Venerdì 25 luglio, Parrocchia Giacomo Apostolo Maggiore in LAURIA (PZ);
  • Domenica 3 agosto, Parrocchia Madonna del Carmine in LAURIA (PZ);
  • Giovedì 8 maggio, Parrocchie di MARATEA (PZ), in riferimento alla Chiesa dell’Annunziata;
  • Mercoledì 2 luglio, Parrocchia Maria delle Grazie in NEMOLI (PZ);
  • Venerdì 13 giugno, Parrocchie di RIVELLO (PZ), in riferimento alla Chiesa parrocchiale Nicola di Bari;
  • Domenica 12 gennaio, Parrocchia Natività di Beata Vergine Maria in ROTONDA (PZ);
  • I giorni 7-8 settembre; Parrocchia Michele Arcangelo in TRECCHINA (PZ);
  • Domenica 31 agosto, Parrocchie Caterina Vergine e Martire e S. Francesco di Paola in VIGGIANELLO (PZ), in riferimento alla chiesa parrocchiale S. Caterina Vergine e Martire;
  • Domenica 17 agosto, Parrocchia Beata Vergine del Carmelo in VIGGIANELLO (PZ).

 

ZONA PASTORALE SINNICA

  • Mercoledì 16 luglio, Parrocchie di CALVERA (PZ), in riferimento alla Chiesa parrocchiale Madonna del Carmine;
  • Martedì 12 agosto, Parrocchia Luca abate in CARBONE (PZ);
  • Lunedì 11 agosto, Parrocchia Assunzione Beata Vergine Maria in CERSOSIMO (PZ);
  • Martedì 24 giugno, Parrocchie di CHIAROMONTE (PZ), in riferimento alla chiesa parrocchiale Giovanni Battista;
  • Martedì 5 agosto, Parrocchia Nicola di Bari in EPISCOPIA (PZ);
  • I giorni 4-5 ottobre, Parrocchia Antonio da Padova in FARDELLA (PZ);
  • Domenica 3 agosto, Parrocchie di FRANCAVILLA IN SINNI (PZ), in riferimento alla Chiesa parrocchiale Presentazione Beata Vergine Maria;
  • Domenica 29 giugno, Parrocchia Antonio di Padova in LATRONICO (PZ);
  • Domenica 10 agosto, Parrocchia Maria del Perpetuo Soccorso in LATRONICO (PZ);
  • Mercoledì 6 agosto, Parrocchia Visitazione Beata Vergine Maria in NOEPOLI (PZ);
  • Lunedì 18 agosto, Parrocchia Francesco di Assisi in SAN GIORGIO LUCANO (MT);
  • I giorni 1-2 agosto, Parrocchia Maria SS. degli Angeli in SAN SEVERINO LUCANO (PZ);
  • Domenica 1 giugno, Parrocchia Beata Vergine dell’Abbondanza in SAN SEVERINO LUCANO (PZ);
  • I giorni 15-16 agosto, Parrocchie di SENISE (PZ), in riferimento ad entrambe le chiese parrocchiali;
  • Domenica 18 maggio, Parrocchia Maria SS. del Carmine in TEANA (PZ);
  • Mercoledì 2 aprile, Parrocchia Francesco di Paola in TERRANOVA DI POLLINO (PZ).

 

ZONA PASTORALE VAL D’AGRI

  • Domenica 15 giugno, Parrocchia Spirito in CASTELSARACENO (PZ);
  • Lunedì 10 novembre, Parrocchia Maria della Neve in CASTRONUOVO SANT’ANDREA (PZ)
  • Lunedì 4 agosto, Parrocchie di MOLITERNO (PZ), in riferimento alla Chiesa Madre;
  • Sabato 16 agosto, Parrocchie di ROCCANOVA (PZ), in riferimento alla Chiesa Madre;
  • Mercoledì 20 agosto, Parrocchie di SAN MARTINO D’AGRI, in riferimento alla chiesa Maria della Rupe;
  • Giovedì 1 maggio, Parrocchia Giuseppe Operaio in SANT’ARCANGELO (PZ);
  • Giovedì 8 maggio, Parrocchie Nicola di Bari e S. Rocco in SANT’ARCANGELO (PZ), in riferimento alla chiesa parrocchiale S. Nicola di Bari;
  • Domenica 8 giugno, Parrocchia Maria in Cielo Assunta in SARCONI (PZ), in riferimento al Santuario mariano Maria SS. di Montauro;
  • Lunedì 18 agosto, Parrocchia Maria Assunta in SPINOSO (PZ), in riferimento alla Cappella S. Rocco dei Nobili.

 

Pertanto, i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza giubilare in occasione di pii pellegrinaggi alle seguenti condizioni:

(cfr. Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025, I)

  • Recandosi come pellegrini nei suddetti luoghi o partecipando, con spirito di pellegrinaggio, alla processione in occasione della festività oppure prendendo parte alla S. Messa, alla Liturgia delle Ore (Ufficio, Lodi, Vespri), al Rosario mariano, alla celebrazione della Parola di Dio, ad una celebrazione penitenziale, che termini con le confessioni individuali dei penitenti;
  • ottemperando alle consuete condizioni spirituali (esclusione di qualsiasi affetto al peccato), sacramentali (Confessarsi e Comunicarsi) e di preghiera (orazione secondo le intenzioni del Santo Padre);

 

I fedeli veramente pentiti che non potranno partecipare alle solenni celebrazioni, ai pellegrinaggi e alle pie visite per gravi motivi (come i detenuti, gli infermi, gli anziani o anche coloro che, in ospedale o in altri luoghi di cura, prestano servizio continuativo ai malati) potranno conseguire l’Indulgenza giubilare, alle medesime condizioni se, uniti in spirito ai fedeli in presenza, reciteranno, nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima e altre preghiere conformi alle finalità

dell’Anno Santo, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita (Cfr. Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025, II).

L’indulgenza giubilare si potrà, inoltre, conseguire, ottemperando alle consuete condizioni spirituali (esclusione di qualsiasi affetto al peccato), sacramentali (Confessarsi e Comunicarsi) e

di preghiera (orazione secondo le intenzioni del Santo Padre), con la partecipazione a:

(Cfr. Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025, III).

  • Missioni popolari;
  • Esercizi spirituali;
  • Incontri di formazione sui testi del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica, da tenersi in chiesa o in altro luogo adatto.

 

L’indulgenza, in questo Anno Santo, viene anche annessa a:

(Cfr. Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025, III).

  • Opere di misericordia e di penitenza;
  • Visita, per un congruo tempo, a coloro che si trovano in necessità o difficoltà (infermi, carcerati, anziani in solitudine, persone con disabilità, ecc.), ottemperando alle consuete condizioni sacramentali (esclusione di qualsiasi affetto al peccato), sacramentali (Confessarsi e Comunicarsi) e di preghiera (orazione secondo le intenzioni del Santo Padre);
  • Iniziative che attuino in modo concreto e generoso lo spirito penitenziale (in particolare il venerdì);
  • Sostegno ad opere di carattere religioso o sociale, in specie a favore della difesa e protezione della vita in ogni sua fase e della qualità stessa della vita, dell’infanzia abbandonata, della gioventù in difficoltà, degli anziani bisognosi o soli, dei migranti di vari Paesi;
  • Attività di volontariato.

Per facilitare l’accesso al sacramento della Penitenza, invitiamo tutte le Parrocchie, i Santuari e le Chiese a stabilire con ampiezza tempi e modalità di accesso alla confessione sacramentale.

Il presente Decreto vescovile sia affisso in tutte le Parrocchie, i Santuari e le Chiese della Diocesi, cosicché tutti i fedeli possano venire a conoscenza di quanto stabilito, al fine di favorire la più ampia possibilità di usufruire dei mezzi della salvezza e, così, di conseguire l’Indulgenza giubilare.

 

Dato a Tursi, dalla Sede vescovile, il giorno 6, del mese di dicembre, dell’anno del Signore 2024.

 

IL VESCOVO DIOCESANO

               + Vincenzo Carmine Orofino

IL CANCELLIERE VESCOVILE

                      Sac. Antonio Zaccara

Solenne Conclusione della Visita Pastorale di Mons. Orofino

L'Omelia del Vescovo pronunciata a Lagonegro, sabato 7 Dicembre 2024

 

 

 

 

 

O M E L I A

tenuta in occasione della solenne Concelebrazione Eucaristica

per la Conclusione della Visita Pastorale

Lagonegro, Concattedrale, sabato 7 Dicembre 2024

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Amiche e amici carissimi, illustri e stimate autorità,

mentre la liturgia ci chiede di guardare a Maria di Nazareth per imparare da lei ad attendere nella carne della nostra esistenza la nascita del Bambino Gesù, noi celebriamo la conclusione della Visita Pastorale. Un gesto ecclesiale di particolare importanza che ha coinvolto tutti noi per ben tre anni e ha permesso a me di condividere con voi alcuni momenti abituali delle vostre giornate. Un evento significativo che deve continuare nelle motivazioni profonde, nello stile ecclesiale e nel metodo pastorale per orientare, guidare e determinare la nostra futura azione pastorale.

Durante la Visita Pastorale ho avuto il piacere di incontrare tutti voi, in forma personale o comunitaria. Ho incontrato le comunità parrocchiali, gli Amministratori e i rappresentanti di altre Istituzioni e Associazioni, le famiglie, i ragazzi, i giovani, gli ammalati. Ho dedicato lungo tempo per gli incontri personali e le confessioni.

Quanti dialoghi e intense conversazioni! Quante proposte e fiduciose richieste! Quanti racconti e filiali confidenze! Tanti incontri. Tutti unici e irripetibili. Tutti significativi e importanti per la mia vita e il mio ministero episcopale. Tutti compresi dentro quell’incontro decisivo e sconvolgente che ognuno di noi ha fatto, nella Chiesa, con la persona di Gesù Cristo.

Ho incontrato persone buone di animo, laboriose e ricche di umanità. Anche tra noi, però, ho notato le conseguenze del pervasivo processo di secolarizzazione che investe tutte le dimensioni della vita delle persone e tutti gli ambiti sociali e culturali. Anche nei nostri paesi sono presenti pericolosi fenomeni di turbamento sociale e di disgregazione culturale, sebbene spesso velati da una coltre di colpevole silenzio.

Durante la Visita Pastorale mi sono immerso nel ritmo quotidiano dei 39 paesi della Diocesi, rendendomi personalmente conto delle risorse, delle potenzialità e delle qualità che caratterizzano la loro vita, ma anche dei loro punti critici, delle loro esigenze e dei loro problemi. Ho trovato comunità orgogliosamente fiere della loro storia civile e religiosa, profondamente segnate dai grandi valori della tradizione cristiana, ma anche condizionate da un certo isolamento e dalla mancanza di lavoro o dal lavoro precario e instabile. Comunità, comunque, non disposte a cedere alla tentazione della rassegnazione e a delegare ad altri le sorti del proprio avvenire, credendo nelle proprie possibilità di ripresa e reclamando quelle condizioni indispensabili per progettare e realizzare il proprio sviluppo in modo stabile e duraturo. Comunità che chiedono alla Chiesa e alle altre Istituzioni attenzione, vicinanza, impegno concreto ed efficace per scongiurare il rischio del ridimensionamento o della chiusura di alcune fondamentali strutture di servizio a favore delle popolazioni del nostro Sud della Basilicata.

Stando nei vostri paesi ho continuato a dialogare con gli Amministratori e i rappresentanti delle varie Istituzioni locali. Un dialogo schietto, rispettoso e reale che ho iniziato con loro fin dai primi giorni del mio episcopato, finalizzato unicamente a creare le condizioni culturali e sociali per custodire la dignità e i diritti inalienabili delle persone e delle comunità. Un dialogo che vuole favorire l’unità ideale e la collaborazione fattiva, poiché solo insieme è possibile crescere e favorire il bene di tutti e di ciascuno.

Venendo tra voi ho trovato comunità parrocchiali pastoralmente abbastanza vivaci, ecclesialmente piuttosto formate, spiritualmente alquanto serene, socialmente ben radicate nel territorio. Ci sono realtà esemplari per intensità di vita spirituale e per impegno missionario, così come sono ancora presenti situazioni alquanto stagnanti e problematiche, bisognose di urgente e radicale ripresa. Non tutte le parrocchie sono ancora figura di Chiesa di popolo, vicina alla vita della gente, semplice e umile; figura di Chiesa eucaristica, in cammino e missionaria; figura di Chiesa che cerca, che accoglie, che ama tutti. In molte parrocchie della Diocesi c’è un grave deficit di azione pastorale, di prassi amministrativa e di partecipazione corresponsabile dei fedeli laici alla vita della comunità, con la pesante e preoccupante assenza degli organismi di partecipazione richiesti dalle vigenti disposizioni ecclesiali.

Le nostre parrocchie, pur impegnate in tante iniziative, hanno bisogno di “ripensarsi” pastoralmente e di “rinnovarsi” spiritualmente, per rispondere sempre meglio alla loro alta e delicata missione evangelizzatrice. Occorre una vera “rinascita”, personale e comunitaria.

Rinascere!  Ci vuole qualcosa di nuovo. O meglio, ci vuole il contenuto del primo incontro, che riaccade oggi, in un contesto nuovo, in una nuova situazione ecclesiale, sociale e culturale, perché ogni nuovo passo nella vita della Chiesa è un ritorno alla sorgente. Anche tra noi, come ci chiede con insistenza Papa Francesco e come ho avuto modo di ribadire nella lettera pastorale del 2017, occorre un cambiamento radicale, un cambiamento che “non può lasciare le cose come stanno”, sia a livello personale che comunitario. Non basta un cambiamento organizzativo e programmatico, occorre quello spirituale. Un cambiamento interiore, che deve accadere in noi, nel nostro cuore, in tutte le fibre del nostro essere.

Un siffatto cambiamento accade solo se ogni giorno reincontriamo Gesù e stiamo con lui, amandolo e seguendolo fino in fondo, cioè fino all’amore supremo, quello mostrato sulla croce. Ai primi discepoli Gesù ha chiesto innanzitutto di stare con lui (“venite dietro a me”), poi gli ha promesso il buon esito della missione (“vi farò diventare pescatori di uomini” Mc 1,17). Anche per noi deve essere prioritario stare con Gesù, nella preghiera, nell’ascolto e nella meditazione della sua parola, rigustando ogni giorno lo stupore e la gioia del primo incontro (FRANCESCO, EG, 3). Anche a noi Gesù ripete “Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio” (Gv 3,3). Per rinnovarsi occorre rinascere dall’alto, occorre ritornare alle sorgenti della vita di fede. Solo una “nuova origine” da Dio può dare inizio a un cambiamento radicale nella nostra vita. Occorre essere “nati da Dio” per “vivere da figli di Dio” e “vincere il mondo”: “Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo, e questa è la vittoria che vince il mondo: la nostra fede” (1Gv 5,4).

Solo persone cambiate dall’incontro con Cristo possono essere i protagonisti di una nuova stagione ecclesiale e sociale. Solo persone toccate dalla grazia possono “rendere credibile Dio in questo mondo” ed essere gli artefici di un reale rinnovamento ecclesiale, perché nella Chiesa il rinnovamento è sempre opera dello Spirito, è sempre un dono che viene dall’alto (At 2,38; 10,47-48; 19,6) e mai il frutto della programmazione umana.

Ebbene! Papa Francesco ci ha ripetuto più volte che il cammino che Dio vuole dalla Chiesa del terzo millennio è quello della sinodalità, cioè quello di una Chiesa che cammina insieme (Fedeli laici, Pastori, Vescovo di Roma). Ecco il cammino che Dio indica anche a noi: camminare insieme! Nelle famiglie cristiane, nelle parrocchie, nelle aggregazioni ecclesiali, nelle zone pastorali, nella Comunità diocesana. Dobbiamo camminare insieme perché dove due o tre sono riuniti nel suo nome lì c’è lui (cfr: Mt 18,20). Camminare insieme! Tra noi e con le donne e gli uomini del nostro tempo e di questo territorio. Lo vuole Dio ed è anche il desiderio più profondo del cuore di ognuno di noi. Stando con voi, nella condivisione fraterna e nei momenti di dialogo, ho potuto constatare che è forte la domanda di unità, superando ogni forma di isolamento e di autoreferenzialità. Tutti noi desideriamo essere figli grati e fratelli impegnati a far crescere una Chiesa che – quale Madre amabile e premurosa – accoglie, ascolta, accompagna, accarezza, custodisce, protegge, educa.

Dalla mia visita alla Comunità diocesana deve scaturire il nostro convinto impegno a compiere tutti i passi necessari per acquisire definitivamente lo stile sinodale, secondo le  indicazioni del Documento Finale della Seconda Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (2 – 27 ottobre 2024): “La sinodalità (…) comporta il riunirsi in assemblea ai diversi livelli della vita ecclesiale, l’ascolto reciproco, il dialogo, il discernimento comunitario, il formarsi del consenso come espressione del rendersi presente di Cristo vivo nello  Spirito e l’assunzione di una decisione in una corresponsabilità differenziata. (…) Si può dire che la sinodalità è un cammino di rinnovamento spirituale e di riforma strutturale per rendere la Chiesa più partecipativa e missionaria, per renderla cioè più capace di camminare con ogni uomo e ogni donna irradiando la luce di Cristo” (n.28).

La Visita Pastorale e il cammino sinodale hanno evidenziato alcune problematiche che chiedono di essere affrontate con particolare cura e che possiamo sintetizzare in tre sfide: spirituale, educativa, culturale. Tre sfide che la nostra Chiesa locale, nel contesto del Magistero Pontificio e degli Orientamenti della CEI, deve assumere e vincere nei prossimi anni.

Innanzitutto, siamo chiamati a rispondere alla domanda di spiritualità che sgorga forte dal cuore dei credenti in modo sempre più pressante ed evidente. Il nostro popolo reclama e ha bisogno di proposte spirituali chiare, essenziali e robuste, nel contesto di una logica esistenziale che preferisce la semplicità alla complicazione, la profondità all’estensione, la qualità alla quantità, la relazione all’organizzazione. Se vogliamo veramente rinnovare l’azione pastorale e la vita delle nostre comunità parrocchiali dobbiamo avere il coraggio e la libertà di proporre il primato di Dio e del suo amore, della preghiera e dell’ascesi personale. “La Chiesa della Pentecoste – leggiamo nell’introduzione all’agenda pastorale 2024 – 2025 – è una Comunità che si mette in ascolto dello Spirito nella preghiera, nella meditazione della Parola di Dio, nella carità fraterna, che trova nella Celebrazione Eucaristica il modello, il compimento e l’alimento della vita sinodale missionaria” (n. 2.1). In quanto “culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia” (SC,10), dobbiamo prestare maggiore e più puntuale attenzione alla liturgia nella sua ricchezza spirituale e in tutta la sua multiforme varietà espressiva (i sacramenti, la pietà popolare, la devozione mariana, i santi patroni, i pii esercizi, etc.). Occorre sintonizzare la nostra azione pastorale con l’anno liturgico e con lo spirito e le celebrazioni del Giubileo ordinario del 2025. In questo contesto spiccatamente cristologico siamo chiamati a dare assoluta centralità dell’Eucaristia domenicale, “sintesi della vita cristiana e condizione per viverla bene” (GIOVANNI PAOLO II, Lettera apostolica sulla santificazione della domenica Dies Domini, 81). Dobbiamo riscoprire tutta la ricchezza spirituale, ecclesiale, pastorale, sociale e culturale della domenica, poiché “La vita della parrocchia ha il suo centro nel giorno del Signore e l’Eucaristia è il cuore della domenica. Dobbiamo custodire la domenica, e la domenica custodirà noi e le nostre parrocchie, orientandone il cammino, nutrendone la vita” (CEI, Nota pastorale Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, 8). La domenica, vissuta per quella che è, custodirà anche le nostre famiglie e i nostri paesi. Sarà il vero antidoto alla disgregazione e alla fluidità dell’attuale contesto sociale. Non possiamo vivere senza la domenica. Vale la pena ripeterlo, con la speranza che, prima o poi, ce ne convinciamo tutti.

L’esigenza di una maggiore profondità spirituale ci pone di fronte alla sfida educativa quale assoluta priorità dell’agire ecclesiale, tanto che la nostra diocesi in questi ultimi anni, nei modi più diversi, ha insistito su questo compito così importante e così inscindibile dalla missione della Chiesa. Da sempre. È bene riprendere quanto abbiamo detto e scritto dal 2016 in poi (Lettera pastorale del 2017, agende pastorali, assemblee diocesane, formazione permanente unitaria, esercizi spirituali per fedeli laici, sussidio per educatori e insegnanti, etc.). Tutto nella Chiesa deve tendere a sostenere il cammino spirituale delle persone per introdurle e accompagnarle all’incontro con Cristo, conducendole a una matura esperienza di vita cristiana, alimentata da una fede robusta e profonda. La nostra azione formativa deve essere globale e integrale, deve, cioè, riguardare tutti gli ambiti della vita ecclesiale e tutte le dimensioni della vita.

Alcuni gesti, però, sono indispensabili, se mancano non c’è formazione e la Chiesa tradisce il mandato ricevuto: “l’annuncio della Parola, l’accoglienza del Vangelo che provoca una conversione, la professione di fede, il Battesimo, l’effusione dello Spirito Santo, l’accesso alla Comunione eucaristica” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1229). Questo cammino è necessario anche per “rimanere” cristiani e “crescere” da cristiani, per cui la nostra azione educativa deve tendere a far conoscere la Parola di Dio e in particolare la persona e il messaggio di Gesù Cristo nella sua identità umana e divina, a favorire l’appartenenza consapevole e lieta alla Chiesa locale e universale, a partecipare  attivamente alla vita sacramentale e in particolare all’Eucaristia, a testimoniare Cristo e il suo amore  attraverso comportamenti esemplari e attenti alle necessità dei fratelli.

La Visita Pastorale in alcuni paesi ha evidenziato la necessità di passare dalla parrocchia autoreferenziale e chiusa che elargisce servizi e gestisce un “potere” alla parrocchia aperta al territorio e partecipe delle istanze diocesane, dalla parrocchia determinata dall’abituale routine pastorale (… più di questo non è possibile fare) alla parrocchia che si mette in gioco per avviare un reale processo di cambiamento e di vera conversione.

Tutto questo non accade casualmente, né bisogna darlo per scontato. Occorre desiderarlo, deciderlo e farlo. Insieme, dall’inizio alla fine, dalla progettazione alla realizzazione, attraverso la partecipazione corresponsabile di tutti. Occorre soprattutto una precisa e puntuale opera di evangelizzazione, attraverso un insegnamento organico e sistematico (non occasionale e sporadico) che non lasci fuori nessun contenuto e nessun aspetto dell’insegnamento cristiano, per evitare di somigliare a quell’agricoltore innamorato della propria terra, che zappa, concima, innaffia, ma, non svendo seminato, non ha niente da raccogliere.  Non possiamo pretendere di raccogliere frutti pastorali abbondanti, se gestiamo solo l’esistente.

Per questo penso che sia necessaria riascoltare con rinnovata freschezza la perenne novità cristiana e stupirci sempre nuovamente dell’incontro sconvolgente con il Signore, fissando lo sguardo su Gesù e imparando da lui a guardare il mondo dal suo punto di vista, con i suoi occhi (cfr. Gv 6,29). Nel prossimo mese di gennaio con gli Organismi di partecipazione ecclesiale rifletteremo su tutto questo e indicheremo la natura e le modalità di svolgimento delle iniziative formative che intendiamo mettere in atto per tutto il popolo di Dio che è in Tursi – Lagonegro (Missione al Popolo, centri di ascolto, scuola biblica, etc.).

Quello che ho visto e udito durante la visita pastorale lancia a tutti noi una chiara sfida culturale, con l’intento di superare alcuni limiti riguardanti la conoscenza e l’intelligenza della fede.  In molte parrocchie domina un certo “devozionismo” che appaga le coscienze ma non cambia il criterio di giudizio sui fatti e sulla realtà, così come è largamente diffuso un marcato “analfabetismo religioso” per cui molti fedeli non sanno distinguere ciò che è conforme alla retta dottrina cristiana da ciò che non lo è. Non meno pericoloso per la crescita spirituale dei cristiani è una perniciosa “deriva intimistica” che porta molti a fare da sé oppure a seguire guide sbagliate (veggenti, “santoni”, etc.). Ben altra cosa, invece, è la pietà popolare: in quanto “spiritualità incarnata nella cultura dei semplici” (PAOLO VI, EN,48) è una grande risorsa culturale e una felice opportunità pastorale per ribadire i punti fermi ed essenziali della “retta devozione” e della “sana dottrina”, ancorandola nel tessuto ecclesiale e collegandola alla testimonianza della carità.

Ecco perché dobbiamo riprendere con maggiore convinzione e più incidente attuazione quello che San Giovanni Paolo II ha scritto al Pontificio Consiglio della cultura il 20 maggio 1982: «una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta». È proprio così: se la fede non diventa «modo specifico dell’esistere e dell’essere dell’uomo» resta ai margini della vita delle persone e non incide sulle loro scelte. Dobbiamo metterci al lavoro e ridirci le ragioni della fede, le motivazioni più profonde dei nostri giudizi e dei comportamenti morali, sia personali che sociali.

Nel processo di inculturazione della fede svolge un ruolo fondamentale la dottrina sociale della Chiesa, in quanto sintesi di quei principi di giustizia, di equità e di carità che il Magistero della Chiesa formula alla luce del Vangelo e della morale naturale per guidare gli uomini nella loro vita sociale. L’insegnamento sociale, perciò, fa parte dell’attività pastorale ordinaria della Chiesa, perché “insegnare e diffondere la Dottrina sociale appartiene alla sua missione evangelizzatrice e fa parte essenziale del messaggio cristiano, perché tale dottrina ne propone le dirette conseguenze nella vita della società e inquadra il lavoro quotidiano e le lotte per la giustizia nella testimonianza a Cristo Signore (GIOVANNI PAOLO II, Lettera Enciclica Centesimus Annus, 5).

Noi ci occupiamo dei problemi sociali solo in questa luce, poiché abbiamo il dovere di custodire l’intera vita dell’uomo, anche quella terrena, e di stare vicini alle persone in tutte le situazioni e circostanze della vita per condividere “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi” (cfr. GS, 1). Siamo chiamati a servire sempre di più e sempre meglio le persone e la loro vita, nelle concrete situazioni che vivono nei nostri paesi, riaffermando i valori perenni dell’umanesimo evangelico che custodiscono e promuovono i diritti inalienabili e la dignità profonda di ogni persona. È a questo livello che si colloca il nostro dialogo con le Istituzioni e con gli altri soggetti sociali presenti nel territorio diocesano, con l’intento di promuovere il bene di tutti, senza confusione e prevaricazione, con responsabilità e pieno rispetto. Non vogliamo e non dobbiamo essere né assenti né invadenti, ma costruttivamente presenti, per testimoniare i valori della tradizione cristiana e i suoi contenuti. È necessario, quindi, riproporre nei nostri paesi la ricchezza antropologica della cultura cattolica e la forza dirompente della dottrina sociale della Chiesa attraverso tutte quelle iniziative che la creatività delle singole comunità riesce a mettere in atto.

La Vergine Immacolata, Madre della Chiesa e Aiuto  dei cristiani, ci assista e ci accompagni in questo compito così entusiasmante e impegnativo.

Il Signore benedica i nostri propositi di bene.

Amen.

Il vostro Vescovo

+ Vincenzo


Solenne Concelebrazione a conclusione della Visita Pastorale di S.E. Mons. Vincenzo Orofino

nella Chiesa Concattedrale di Lagonegro sabato 7 dicembre 2024 alle ore 17.30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 7 Dicembre 2024, alle ore 17.30, con una Solenne Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Concattedrale di Lagonegro (PZ) si concluderà la Visita Pastorale di S.E. Mons. Vincenzo Orofino, Vescovo di Tursi-Lagonegro.

Durata tre anni esatti, la Visita Pastorale (che è iniziata all’Immacolata 2021) ha permesso al Vescovo di incontrare tutta la Chiesa Diocesana, i sacerdoti e i diaconi, i religiosi e i fedeli laici, le istituzioni presenti nel territorio e il mondo delle associazioni, visitando la realtà nelle sue diverse articolazioni.

I tre tempi della Visita hanno previsto un incontro dei Convisitatori con i consigli pastorali, in ogni parrocchia, e poi con i consigli per gli affari economici. A questi due momenti è seguita la visita paterna del Vescovo che ha vissuto, per alcuni giorni, la vita delle tante comunità come un buon padre, vivendo da pastore e guida, nel segno della cordialità delle relazioni e della condivisione della vita reale.

La Celebrazione di Conclusione della Visita Pastorale, ormai alle porte dell’Anno Santo 2025, permetterà al Presule di tracciare una sintesi del percorso portato avanti e di rilanciare l’impegno pastorale di tutta la Diocesi, in vista dei decreti che saranno presentati dal Vescovo stesso a tutte le parrocchie nella prossima primavera.

Il Vescovo Vincenzo Orofino esorta la Comunità diocesana a essere presente alla Celebrazione del 7 dicembre: “Durante la Visita Pastorale mi sono immerso nel ritmo quotidiano dei 39 paesi della Diocesi, rendendomi personalmente conto delle risorse, delle potenzialità e delle qualità che caratterizzano la loro vita, ma anche dei loro punti critici, delle loro esigenze e dei loro problemi. Ho trovato comunità fiere della loro storia civile e religiosa, profondamente segnate dai grandi valori della tradizione cristiana, ma anche condizionate da un certo isolamento e dalla mancanza di lavoro o dal lavoro precario e instabile. Comunità, comunque, non disposte a cedere alla tentazione della rassegnazione e a delegare ad altri le sorti del proprio avvenire, credendo nelle proprie possibilità di ripresa e reclamando quelle condizioni indispensabili per progettare e realizzare il proprio sviluppo in modo stabile e duraturo. Comunità che chiedono alle Istituzioni attenzione, vicinanza, impegno concreto ed efficace per scongiurare il rischio del ridimensionamento o della chiusura di alcune fondamentali strutture di servizio a favore delle popolazioni del nostro Sud della Basilicata”.

Per il Vescovo Orofino “le parrocchie della diocesi di Tursi-Lagonegro, pur impegnate in tante attività pastorali, hanno bisogno di ripensarsi ecclesialmente e di rinnovarsi spiritualmente per rispondere sempre meglio alla loro alta e difficile missione evangelizzatrice. Occorre una vera rinascita, personale e comunitaria. Anche tra noi, come ci chiede con insistenza Papa Francesco, occorre un cambiamento radicale, un cambiamento che non può lasciare le cose come stanno. Un cambiamento che non potrà mai essere il frutto di una nostra capacità organizzativa e programmatica, perché il rinnovamento ecclesiale è sempre opera dello Spirito, è sempre un dono che viene dall’alto (At 2,38; 10,47-48; 19,6).

Dalla visita pastorale emergono tre grandi sfide per la nostra Chiesa locale: educativa, spirituale, culturale”.

COMUNICATO – Il Vescovo Orofino conclude la Visita Pastorale

Sabato 7 Dicembre 2024, alle ore 17.30, con una Solenne Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Concattedrale di Lagonegro (PZ) si concluderà la Visita Pastorale di S.E. Mons. Vincenzo Orofino, Vescovo di Tursi-Lagonegro.

Durata tre anni esatti, la Visita Pastorale (che è iniziata all’Immacolata 2021) ha permesso al Vescovo di incontrare tutta la Chiesa Diocesana, i sacerdoti e i diaconi, i religiosi e i fedeli laici, le istituzioni presenti nel territorio e il mondo delle associazioni, visitando la realtà nelle sue diverse articolazioni.

I tre tempi della Visita hanno previsto un incontro dei Convisitatori con i consigli pastorali, in ogni parrocchia, e poi con i consigli per gli affari economici. A questi due momenti è seguita la visita paterna del Vescovo che ha vissuto, per alcuni giorni, la vita delle tante comunità come un buon padre, vivendo da pastore e guida, nel segno della cordialità delle relazioni e della condivisione della vita reale.

La Celebrazione di Conclusione della Visita Pastorale, ormai alle porte dell’Anno Santo 2025, permetterà al Presule di tracciare una sintesi del percorso portato avanti e di rilanciare l’impegno pastorale di tutta la Diocesi, in vista dei decreti che saranno presentati dal Vescovo stesso a tutte le parrocchie nella prossima primavera.

Il Vescovo Vincenzo Orofino esorta la Comunità diocesana a essere presente alla Celebrazione del 7 dicembre: “Durante la Visita Pastorale mi sono immerso nel ritmo quotidiano dei 39 paesi della Diocesi, rendendomi personalmente conto delle risorse, delle potenzialità e delle qualità che caratterizzano la loro vita, ma anche dei loro punti critici, delle loro esigenze e dei loro problemi. Ho trovato comunità fiere della loro storia civile e religiosa, profondamente segnate dai grandi valori della tradizione cristiana, ma anche condizionate da un certo isolamento e dalla mancanza di lavoro o dal lavoro precario e instabile. Comunità, comunque, non disposte a cedere alla tentazione della rassegnazione e a delegare ad altri le sorti del proprio avvenire, credendo nelle proprie possibilità di ripresa e reclamando quelle condizioni indispensabili per progettare e realizzare il proprio sviluppo in modo stabile e duraturo. Comunità che chiedono alle Istituzioni attenzione, vicinanza, impegno concreto ed efficace per scongiurare il rischio del ridimensionamento o della chiusura di alcune fondamentali strutture di servizio a favore delle popolazioni del nostro Sud della Basilicata”.

Per il Vescovo Orofino “le parrocchie della diocesi di Tursi-Lagonegro, pur impegnate in tante attività pastorali, hanno bisogno di ripensarsi ecclesialmente e di rinnovarsi spiritualmente per rispondere sempre meglio alla loro alta e difficile missione evangelizzatrice. Occorre una vera rinascita, personale e comunitaria. Anche tra noi, come ci chiede con insistenza Papa Francesco, occorre un cambiamento radicale, un cambiamento che non può lasciare le cose come stanno. Un cambiamento che non potrà mai essere il frutto di una nostra capacità organizzativa e programmatica, perché il rinnovamento ecclesiale è sempre opera dello Spirito, è sempre un dono che viene dall’alto (At 2,38; 10,47-48; 19,6).

Dalla visita pastorale emergono tre grandi sfide per la nostra Chiesa locale: educativa, spirituale, culturale”.


Appello dei Vescovi di Basilicata per ridare speranza alla nostra gente

 

 

 

 

 

 

 

Di fronte alla grave crisi che sta investendo diversi ambiti economici della Basilicata, tra i quali il settore automotive, con il rischio concreto di migliaia di posti di lavoro persi, noi Vescovi eleviamo ancora una volta un accorato appello a tutte le istituzioni e a tutti i cittadini.

  1. Siamo convinti che, in nome del Vangelo, occorre ridare speranza alla nostra gente. E’ urgente, infatti, una radicale presa di coscienza ed una straordinaria mobilitazione dei ‘mondi vitali’ della nostra Regione per vincere le sfide della transizione che ci attendono, riportando al centro la dimensione comunitaria della persona che vive e lavora nelle nostre fabbriche, nelle città e nelle aree interne. L’impatto socio-economico delle ultime  crisi mondiali, aggravato dalla pandemia e dalle instabili condizioni geo-politiche ha provocato anche nella nostra Regione, come in altre parti del Mezzogiorno, una marginalizzazione insostenibile ed un impoverimento demografico e sociale, la riduzione della base produttiva e occupazionale, la diseguaglianza tra cittadini e territori. La grande sfida  – nazionale ed europea – consiste nel proteggere i ceti sociali più fragili, il mondo del lavoro che cambia e spostare l’asse verso uno sviluppo più giusto, equo e solidale. La transizione ecologica è chiaramente necessaria ma non può avvenire a discapito della dignità delle persone in ogni dimensione del loro essere. Essa ci sfida rappresentando l’opportunità di fare nostro un nuovo modello di sviluppo che, riconoscendo la centralità del lavoro umano e della dignità della persona umana, risulti efficacemente capace di coniugare sostenibilità e giustizia economica, sociale ed ambientale.

 

  1. Il nostro territorio, pur segnato da evidenti criticità e contraddizioni, presenta notevoli potenzialità, purtroppo ancora inespresse e divise. Pensiamo ad esempio ai numerosi “beni comuni” che lo caratterizzano: ambiente, acqua, riserve delle aree forestali, ecc…. Tali risorse naturali, se adeguatamente valorizzate, possono senza alcun dubbio contribuire a rafforzare l’ossatura della nostra economia. La sfida che ci sta davanti è di sconfiggere un pessimismo latente ed una incapacità di una visione comune di rinascita socio-economica, avviando una ripresa oggettiva che non può prescindere dal porre la nostra Basilicata in rete con il resto del Mezzogiorno. È necessario anche favorire un protagonismo sinergico delle diverse aree del territorio, che superi squilibri e contrapposizioni. Noi Vescovi, con le nostre comunità ecclesiali, ancora una volta, auspichiamo un cambio di paradigma, capace di generare scelte nuove e coraggiose.

 

  1. Con la forza del Vangelo e con le ragioni delle donne e degli uomini di buona volontà che vogliono operare per il bene comune chiediamo:

A. Significativi investimenti infrastrutturali: anche alla luce della possibilità di autonomie differenziate, risulta non più derogabile fornire la nostra Regione di adeguate dotazioni infrastrutturali per superare l’isolamento e portare i nostri cittadini alla contemporaneità.

B. Nuove politiche industriali: occorre, infatti, un piano nazionale e regionale che sostenga la riconversione industriale, promuovendo investimenti in settori innovativi e a basso impatto ambientale, creando nuove opportunità occupazionali.

C. Investimenti nella formazione: è fondamentale garantire percorsi di formazione continua e di riqualificazione professionale, che superando l’atavico disallineamento tra domanda ed offerta, riescano finalmente a garantire  ai lavoratori le competenze necessarie per affrontare le nuove sfide del mercato del lavoro. E’ prioritario garantire ai giovani la continuità dei percorsi formativi e lavorativi ed assicurare al territorio quelle professionalità tecniche, scientifiche ed umanistiche indispensabili per la ripresa e l’innovazione, concorrendo ad aumentare il numero dei giovani in possesso di una qualifica o di un diploma professionale, di un titolo di formazione terziaria e di laureati.

D. Politiche attive del lavoro: servono misure concrete per favorire il reinserimento lavorativo delle persone che perderanno il posto di lavoro, come incentivi all’autoimprenditorialità, tirocini e borse di studio. Non possiamo dimenticare, inoltre, le gravi ripercussioni che questa crisi sta avendo sui nostri giovani, già duramente provati dalla difficoltà di trovare un primo impiego stabile, e sulle donne, spesso costrette a conciliare lavoro e famiglia. È necessario introdurre azioni mirate per sostenere l’inserimento lavorativo dei giovani, attraverso Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) e tirocini professionalizzanti e, nel contempo, promuovere più efficacemente politiche di armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro per consentire alle donne di partecipare pienamente al mercato del lavoro e alla vita sociale del Paese. Essenziale è anche la creazione di contesti che favoriscano una più marcata radicazione sul territorio delle Università e dei Centri di Ricerca per implementare e sostenere le attività di formazione di uomini liberi, capaci di pensiero critico divergente, e la produzione di conoscenza e le attività di ricerca per il progresso della società. A tal fine, fondamentale è la sinergia con il sistema produttivo per il trasferimento delle conoscenze e delle migliori tecnologie disponibili.

 

Di assoluto rilievo è l’emergenza del settore auto per gli impatti indiscutibili di crisi e di tenuta del tessuto sociale ed ambientale che esso ha nella nostra Regione. Tutto ciò rappresenta indiscutibilmente il più significativo asse manifatturiero regionale: un settore che è ormai connaturato alla economia regionale, come distretto produttivo avanzato e foriero di quella cultura industriale che ha costituito la novità più rilevante della Basilicata moderna dopo gli anni ‘80. A livello internazionale, la tendenza alla decarbonizzazione ha prodotto nuovi scenari nel campo dell’automotive con effetti spesso di deindustrializzazione, con impatti socio-economici allarmanti e pericolosi per la tenuta sociale dei Paesi. I dati e le informazioni recenti non sono confortanti. Come emerge da report accreditati si registra un sostanziale arretramento sul piano occupazionale, con conseguenti preoccupazioni anche in presenza di piani di industrializzazione che prevedono la produzione di nuovi modelli, come ad esempio il caso dell’Azienda Stellantis. Occorre necessariamente ristabilire la “strategicità” dello stabilimento di Melfi. Siamo consapevoli che la crisi del settore è complessa e va approcciata in maniera sistematica. Sono necessari accordi e visioni coraggiose ed innovative a partire da alcuni temi e scelte fondamentali.

È tempo di agire in modo coordinato, coinvolgendo le parti sociali, l’Europa, il Governo nazionale e le istituzioni locali.

Insieme siamo chiamati tutti a costruire una visione di futuro per la nostra Basilicata, in cui la crescita economica vada di pari passo con la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente.

 

Potenza, 1° dicembre 2024  –  I domenica di Avvento

I Vescovi di Basilicata