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una luce per la ripresa e l’occupazione

Una profonda commozione ha suscitato “Lux Mundi: la Fiaccolata più grande del Mondo” promossa dalla Regione Basilicata, dalla Conferenza Episcopale della Basilicata e dal Sacro Convento di Assisi che si è svolta domenica 21 settembre in Basilicata ad Assisi e nelle citta sedi dei lucani all’estero. 
‘Lux Mundi’ ha ricevuto la Benedizione di Papa Francesco con l’auspicio che “il significativo evento rinsaldi in tutti i partecipanti i valori cristiani dell’amore per Dio e per il prossimo e del rispetto della dignità della persona umana”.
L’evento ha assunto un carattere mondiale per le tante adesioni pervenute dalle città sedi dei lucani all’estero: da New York a Londra, dall’Argentina al Canada, dall’Uruguay al Brasile, dal Paraguay alla Svizzera e all’Australia sono giunte adesioni appassionate a testimonianza del forte valore simbolico che Lux Mundi ha assunto, e che nello spirito di umiltà prevedeva anche la semplice accensione di una candela o una lucerna, davanti la finestra o sull’uscio di casa, hanno potuto partecipare all’evento.
A Lagonegro, in onore della Madonna ad Nives del Sirino, si è svolta nella Chiesa di San Nicola una solenne cerimonia religiosa, ravvivata dalla Cappella Musicale della Patriarcale Basilica di san Francesco d’Assisi, diretta dal Maestro padre Giuseppe Magrino. Tra gli altri sono stati presenti Mons. Francesco Nolè, vescovo di Tursi- Lagonegro e delegato della Conferenza Episcopale di Basilicata, e fr. Mauro Gambetti, Custode Generale del Sacro Convento d’Assisi a cui è stata conferita l’onorificenza, a firma del presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, di Ambasciatore nel mondo del Programma Umanitario VVV: Vivi una Vita che Vale, ideato e coordinato da Tomangelo Cappelli, dell’Ufficio Regionale Sistemi Turistici e Culturali.
“Sono qui, in Basilicata, per la prima volta – ha dichiarato Fr. Mauro – e sono rimasto profondamente stupito dalla devozione autentica dei lucani e benevolmente ammirato dal governo Regionale che con Lux Mundi ha voluto promuovere un Modello di sviluppo eticosostenibile improntato sui principi universali del Programma Umanitario ‘Vivere una Vita che Vale’. Per questo motivo è nostra intenzione proseguire nel cammino delineato dal Protocollo d’Intesa, sottoscritto con la Conferenza Episcopale e la Basilicata, con un altro momento di approfondimento e di sensibilizzazione che abbiamo messo in programma per l’aprile del 2015 e che si svolgerà ad Assisi sul tema «i Giovani e il Patrimonio Spirituale e Culturale: volano della ripresa economica e sociale per rendere sempre più attuale la Bellezza universale del Cantico delle Creature»”.
“Lux Mundi – ha sottolineato Mons. Francesco Nolè Vescovo di Tursi-Lagonegro e delegato della Conferenza Episcopale di Basilicata – grazie all’adesione di tutti i Vescovi lucani, ha acceso una Luce di speranza per la ripresa e la occupazione, per i più deboli e per gli ultimi, per i giovani e gli anziani. Crediamo sinceramente che ‘Vivere una Vita che Vale’, anche per il sostegno dei Sindacati CGIL, CISL e UIL, può indirizzare verso un’azione unitaria che, facendo della fede la forza assoluta della Comunità, con la sua capacità di unire attraverso la condivisone, può contribuire allo sviluppo e alla creazione di nuovi posti di lavoro puntando sulle vocazioni e sulle eccellenze locali. Siamo certi che aver posto il programma umanitario ‘VVV’ sotto l’ala protettiva di San Francesco è la migliore garanzia di sostegno e portatore di buoni auspici”.
“La bella immagine della Basilicata trasmessa con Lux Mundi – ha affermato Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata – è dovuta, essenzialmente al suo forte valore simbolico, improntato sull’umiltà e sulla semplicità, che sono i tratti tipici di noi lucani. Questo evento, con il forte appoggio della Conferenza Episcopale e del Sacro Convento di Assisi, apre una pagina nuova per la Basilicata che diventa un laboratorio innovativo, con un suo Modello di sviluppo territoriale che, punta sul Programma ‘VVV’, per investire sulla Cultura e sulla Spiritualità, sull’Arte e sulla Creatività e farne il volano della ripresa economica, accendendo una speranza concreta per l’occupazione e per la creazione di nuovi posti di lavoro. Pensiamo che investire nella scuola, nella formazione e nell’occupazione per promuovere comportamenti virtuosi rappresenta una garanzia per la ripresa economica e per una più alta e diffusa qualità della vita. In questa direzione andremo per assicurare ai lucani, non solo, un futuro migliore, ma un presente più ricco di motivazioni, entusiasmo, e occasioni per sentirsi protagonisti di un processo di reale cambiamento”.
 
 
 
 
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I Vescovi Lucani invitano ad accendere una LUCE per la ripresa e la occupazione, con Lux Mundi: la Fiaccolata più grande del mondo con Papa Francesco per Vivere una Vita che Vale
 
Sono ormai sotto gli occhi di tutti le pesanti ripercussioni di una crisi economica che colpisce, in particolar modo, le fasce più deboli e i giovani. La situazione richiede uno sforzo da parte di tutti per risollevare le sorti di una società che, nonostante le difficoltà, manifesta sempre più una richiesta di valori veri, sui quali investire per creare occasioni di sviluppo e crescita. Domenica 21 settembre i Lucani hanno una grande occasione per stringersi insieme e accendere una LUCE di speranza per dare una risposta simbolica e illuminare la via per la ripresa e la occupazione con “LUX MUNDI: la Fiaccolata più grande del mondo dedicata a Papa Francesco” che si svolgerà in contemporanea in tutti i Comuni della Basilicata, ad Assisi, e nelle città sedi dei Lucani all’estero.
 
L’iniziativa, tra le tante adesioni, ha avuto anche quella di Cgil, Cisl e Uil, in quanto l’evento LUX MUNDI promuove un nuovo modello socio-economico per lo sviluppo regionale, in sintonia con il Piano del Lavoro proposto dai sindacati, che -improntato sui principi eticosostenibili del Programma VVV: Vivi una Vita che Vale- prevede azioni potenzialmente finanziabili, a forte inclusione sociale, che puntano sulla centralità della Vita per farne il volano della ripresa economica. Inoltre, il nuovo Modello di crescita indirizza un’attenzione particolare a tutti i giovani Lucani, una cui delegazione è stata accolta benevolmente con la ‘Missione d’Amore per un Mondo Migliore’, il 21 maggio scorso in piazza San Pietro, da Papa Francesco che ha rivolto l’invito a proseguire con coraggio mettendo la centralità di Dio nella vita.
 
LUX MUNDI è una delle iniziative promosse nell’ambito del Programma Umanitario della Regione Basilicata VVV: Vivere una Vita che Vale, ideato da Tomangelo Cappelli, che, ispirato agli Orientamenti Pastorali della Conferenza Episcopale Italiana per il decennio 2010-2020 “Educare alla vita buona del Vangelo”, si fonda sul principio universale dell’Amore, del rispetto della Vita e della dignità della Persona e che, attraverso, il patrimonio spirituale e culturale diffonde stili di vita più sani e armoniosi, in grado di riattivare un mercato del lavoro e dare una risposta concreta alle aspettative dei giovani e della società intera.
 
Una Fiaccolata dell’Umiltà e della Fratellanza che vuole rendere tutti protagonisti, anche accendendo una semplice candela sull’uscio di casa o davanti la propria finestra e che vedrà anche la partecipazione diretta del Sacro Convento d’Assisi con la presenza in Basilicata del Custode Generale fr. Mauro Gambetti e della Cappella Musicale della Patriarcale Basilica di San Francesco in Assisi, diretta da Padre Giuseppe Magrino. Tutto questo a testimonianza del legame sempre più forte con San Francesco sotto la cui ala protettiva, garanzia di sostegno e portatore di buoni auspici, è stato posto il programma umanitario VVV, con l’intenzione di promuoverlo diffusamente attraverso azioni di sensibilizzazione culturale nel territorio per creare nuove opportunità di crescita etica e sociale con stili di vita più equilibrati e finalizzati al Bene Comune. Ecco perché invitiamo tutti i Lucani, il prossimo 21 settembre a stringersi insieme ed accendere una LUCE per la ripresa e la occupazione con Lux Mundi.
 
Mons. Francesco Nolè
Vescovo di Tursi-Lagonegro
Delegato Conferenza Episcopale Basilicata
 
 

Nel giorno dell’Assunta la preghiera per i perseguitati

Oggi 15 agosto celebriamo l’Assunta associando al corpo glorificato e al volto splendido di Maria riprodotti dall’iconografia classica il volto ed il corpo sfigurati dalla fame, straziati dalla violenza gratuita, umiliati e negati in fondo ai nostri mari, crocifissi e derisi nel corpo e nella storia di donne e uomini che hanno l’unica colpa di essere cristiani, come sta capitando in Iraq, in Nigeria e in Siria, dove è in atto una vera e propria Shoa cristiana. Stessa cieca immotivata violenza, stesso blasfemo rimando a Dio (ricordiamo il beffardo Got mit uns), stessa arroganza omicida. Speriamo non stesso assordante e complice silenzio da parte di alcuni!”
Nella Giornata di preghiera indetta dalla Cei per le centinaia di migliaia di cristiani perseguitati, Mons. Galantino firma l’editoriale di Avvenire: chiede “una festa dell’Assunta un po’ diversa”, che impedisca di voltarsi dall’altra parte, negando a chi soffre ogni forma di vicinanza”.
Tra queste, scrive il Segretario Generale, “la prima passa già dalla disponibilità a informarsi: le fonti non mancano e tra queste spicca certamente Avvenire, che sulla situazione di chi è privato della libertà religiosa non smette di offrire notizie ed approfondimenti di qualità”. Accanto alla formazione, la solidarietà, “nella direzione di sostenere l’impegno della Caritas, presente con la sua rete di relazioni e di progetti nelle diverse emergenze del pianeta”. Infine, c’è “la vicinanza della preghiera”, che “soggiace alla giornata odierna e che ci pone in stretta comunione con Papa Francesco, partecipe a Seul della VI Giornata della Gioventù asiatica”.
 
 
L’EDITORIALE DI MONS. NUNZIO GALANTINO SU AVVENIRE (15 agosto 2014)
Nel cuore dell’estate, la Chiesa torna a proporci il mistero dell’assunzione di Maria in cielo, mistero che corona tutta la sua vita. Il cantico del Magnificat ce la presenta come icona e profezia di una storia nuova. “Nuova” perché retta da criteri sorprendenti: gli umili vengono innalzati, i potenti rovesciati giù dai loro troni presuntuosi, i ricchi ridotti alla miseria e i poveri restituiti alla loro dignità.
Oggi celebriamo l’Assunta associando al corpo glorificato e al volto splendido di Maria riprodotti dall’iconografia classica il volto ed il corpo sfigurati dalla fame, straziati dalla violenza gratuita, umiliati e negati in fondo ai nostri mari, crocifissi e derisi nel corpo e nella storia di donne e uomini che hanno l’unica colpa di essere cristiani, come sta capitando in Iraq, in Nigeria e in Siria, dove è in atto una vera e propria Shoa cristiana. Stessa cieca immotivata violenza, stesso blasfemo rimando a Dio (ricordiamo il beffardo Got mit uns), stessa arroganza omicida. Speriamo non stesso assordante e complice silenzio da parte di alcuni!
Quante processioni si snoderanno oggi per le strade delle nostre città! Mi piacerebbe vederle come momenti di preghiera e di testimonianza cristiana, ma anche come un modo per riempire di significato l’assenza ed il silenzio assordante del mondo Occidentale, sempre pronto a mobilitazioni “politicamente corrette”, per le quali non è previsto nessun prezzo da pagare, né in termini di ritorsione economica né in termini di violenza di ritorno. Quanta ipocrisia!
La nostra Europa, attenta a distribuire con solerzia “raccomandazioni” dal valore talvolta inutile se non proprio discutibile (come la misura e la forma delle banane o di altri prodotti da immettere sul mercato), rimane infatti “distratta ed indifferente, cieca e muta”, rispetto a una tragedia umanitaria nella quale i cristiani pagano il pregiudizio che li confonde in modo indiscriminato con il modello di sviluppo occidentale: lo stesso che ha depredato il Sud del mondo e che oggi pretenderebbe di chiudersi a fortezza.
Il paradosso, in questo massacro senza fine, è doppio: i cristiani non soltanto sono privati del diritto di cittadinanza in terre che da millenni conoscono la loro presenza, ma vengono esclusi da società alle quali storicamente hanno assicurato un contributo unico e originale di cultura, di competenze e di civiltà.
Per questo come Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana abbiamo invitato tutte le comunità ecclesiali a vivere l’Assunta di quest’anno come una giornata di particolare vicinanza al dramma insostenibile, sofferto da centinaia di migliaia di cristiani nel mondo intero.
Ci vuole una festa dell’Assunta un po’ diversa! Spinti da Maria che “si reca in fretta” da sua cugina Elisabetta, siamo provocati a non voltarci dall’altra parte, negando a chi soffre ogni forma di vicinanza. La prima di esse passa già dalla disponibilità a informarsi: le fonti non mancano e tra queste spicca certamente Avvenire, che sulla situazione di chi è privato della libertà religiosa non smette di offrire notizie ed approfondimenti di qualità. Una seconda forma di coinvolgimento va nella direzione di sostenere l’impegno della Caritas, presente con la sua rete di relazioni e di progetti nelle diverse emergenze del pianeta. Infine, c’è la vicinanza della preghiera. Come dimenticare l’episodio narrato negli Atti degli Apostoli, quando, “mentre Pietro era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui” (At 12, 5)? È proprio questa l’esperienza che soggiace alla giornata odierna e che ci pone in stretta comunione con Papa Francesco, partecipe a Seul della VI Giornata della Gioventù asiatica.
Maria, donna che ha conosciuto e accolto l’infinita umiltà di Dio, ci sia di sprone nella testimonianza della freschezza della nostra fede; ci porti a superare ogni incertezza, timore e sciocca sudditanza allo spirito del mondo… “politicamente (s)corretto”. Lei, anticipo del nostro futuro, ci aiuti a contemplare la storia come luogo della bontà e della misericordia del Padre per tutta l’umanità, a partire dai poveri, dagli umili, dai perseguitati. E, tra questi, oggi non possiamo non porre anche la minoranza yazida in fuga dall’intolleranza omicida.
 
+ don Nunzio Galantino
Segretario generale della CEI
 
 
 

Apriamo strade impossibili

“Apriamo strade impossibili” è lo slogan che accompagnerà tutte le iniziative e che riassume in sé il senso/valore intrinseco dell’avventura già vissuta e della sfida che Exodus vuole affrontare nei prossimi anni.
Tra le iniziative proposte, “I Caminetti di don Mazzi”, luogo di incontro e confronto che vede esponenti del mondo della cultura, del sociale e dell’associazionismo discutere sulla tematica del “Diversamente”: come essere “diversamente cittadini”, come essere “diversamente educatori”, come essere “diversamente credenti”.
Lo scorso 25 marzo, inoltre, ha preso il via la Carovana del Trentesimo, un viaggio lungo sei mesi che toccherà tutte le case di Exodus, in Italia e all’estero e che coinvolgerà tutti i ragazzi e gli educatori. La carovana per Exodus è la sua prima e vera casa, è un viaggio di liberazione proposto ai ragazzi e alle istituzioni e alla società. E quest’anno, in particolare, acquista il significato di una ripartenza verso strade di maggiore giustizia che al momento ci appaiono impossibili.
Non solo. Durante la Carovana del Trentesimo ci sarà un vero e proprio passaggio del testimone: una Fiaccola, accesa in Palestina, simbolo di unità, e che attraverserà tutta Italia passando di mano in mano di “tedofori speciali”, individuati tappa dopo tappa.
La Fiaccola del Trentesimo arriverà a Tursi il 19 luglio e sarà un’occasione di festa in occasione di una manifestazione musicale, “Apriamo Strade impossibili”, che si svolgerà alle ore 21.00 in Piazza SS. Maria d’Anglona, alla presenza di: Franco Taverna, Coordinatore Nazionale di Exodus, Mons. Francesco Nolè, Vescovo di Tursi-Lagonegro, Mons. Vincenzo Orofino, Vescovo di Tricarico, Mons. Rocco Talucci, Arcivescovo Emerito di Brindisi-Ostuni, dott. Giuseppe Labriola, Sindaco di Tursi.
 
 
Le manifestazioni in programma:
 
19 LUGLIO 2014
ore 11.00 (Sede Exodus): Tavola rotonda: “Un’altra scuola possibile per affrontare seriamente la dispersione scolastica in Italia”. Saranno presenti Dirigenti scolastici, il Coordinatore Nazionale della Fondazione Exodus ed Amministratori locali 
Arrivo della Carovana e passaggio della Fiaccola dall’Associazione Juppiter alla sede Exodus di Tursi (MT)
 
ore 21.00: “ APRIAMO STRADE IMPOSSIBILI: 30° DI EXODUS” (Piazza S.S. Maria di Anglona – Tursi)
Manifestazione a cura dell’Associazione Juppiter di Viterbo alla presenza di:
– Franco Taverna, Coordinatore nazionale Fondazione Exodus
– Mons. Francesco Nolè, Vescovo di Tursi- Lagonegro
– Mons. Vincenzo Orofino, Vescovo di Tricarico
– Mons. Rocco Talucci, Arcivescovo Emerito di Brindisi-Ostuni
– Giuseppe Labriola, Sindaco di Tursi
– Altre Autorità
Interviene la Giornalista Imma Vitelli
 
 

Clicca qui per il video servizio Pubblicato da Nicola Crispino.
 
 
20 LUGLIO 2014
ore 11.00: S. Messa nella chiesa di San Rocco sede Exodus di Tursi
celebrata da Don Antonio Mazzi
 
ore 21.00 (Villa comunale di Policoro): “Apriamo strade impossibili” 30 anni al servizio delle gravi marginalità sociali.
Intervengono:
– Don Antonio Mazzi, Presidente della Fondazione Exodus Onlus
– Dr.ssa Lucia Serino, Direttrice de “ Il Quotidiano della Basilicata”
– Dott. Rocco Leone, Sindaco di Policoro
 
 
21 LUGLIO 2014
OPEN DAY – SEDE EXODUS
– ore 9.30- 12.30 : Laboratorio educativo per ragazzi
– ore 15.00: Laboratorio educativo per genitori
– ore 19.00: finale Campionato inter-parrocchiale di calcio a 5
– ore 21.00: premiazione vincitori Campionato
Spettacolo teatrale “ DOROTHY E I SUOI AMICI” a cura dei ragazzi speciali del “ CENTRO SMILE” di Policoro.
 
22 LUGLIO 2014
ore 16.00: partenza della Carovana per Trebisacce (CS)
Lungo il percorso si unirà alla carovana il gruppo dei ciclo-amatori dell’Associazione Sportiva GSC TREBISACCE.

Il 2 agosto Luigi Tuzio diventa Presbitero

Ancora un giovane della Diocesi di Tursi-Lagonegro si appresta a dire il suo “eccomi” a Dio e alla Chiesa, accogliendo il dono del Sacerdozio ministeriale. E una volta ancora il giovane viene da Senise (PZ) che l’anno scorso ha avuto due ordinazioni presbiterali, don Giovanni Messuti e don Michelangelo Crocco, due dei sei ordinati del 2013.
Don Luigi Tuzio è diventato diacono a Lagonegro, nella Chiesa concattedrale sabato 23 novembre 2013, ordinato da Monsignor Francesco Nolè, nella Celebrazione a conclusione dell’Anno della Fede. Classe 1988, dopo il Liceo Scientifico-Linguistico a Sant’Arcangelo, ha vissuto l’anno propedeutico a Potenza e poi è entrato al Seminario Maggiore di Basilicata nel 2008/2009, dove ha concluso nel mese di giugno scorso il suo itinerario formativo. A Potenza ha completato gli Studi presso l’Istituto Teologico di Basilicata. Ha vissuto l’Anno di formazione pastorale, da diacono, nelle Parrocchie di Sant’Arcangelo.
Sarà ordinato da Monsignor Francesco Nolè domani, sabato 2 agosto, a Senise presso la Chiesa “San Francesco di Assisi”, alle ore 18.00. Domenica 3 agosto alle ore 10.30 il Novello presbitero presiederà per la prima volta l’Eucaristia nella Chiesa Madre di Senise.
Nei giorni di preparazione all’ordinazione si sono alternati i sacerdoti originari di Senise per l’animazione vocazionale e la guida delle diverse celebrazioni. Particolarmente emozionante la rappresentazione teatrale “Sul passo degli Ultimi. Don Tonino Bello”, tratta dalla Commedia musicale di Angelo Gualano, messa in scena dai Ragazzi e Giovani della Parrocchia di Senise.
 
 
 

Estatevangelizzando

“Metti in piazza la beatitudine” è il titolo dell’esperienza estiva di evangelizzazione dei giovani RnS per una Chiesa in uscita, proposta a Policoro (MT) dal 25 al 30 agosto 2014.
Continua la tradizione estiva legata ai giovani del Rinnovamento nello Spirito Santo. Allo Stadio Olimpico (1° giugno 2014), parlando ai giovani, il Papa diceva: “La gioventù è per rischiarla…è per darla, perché altri conoscano il Signore”. Quest’anno, a Policoro, i giovani dai 16 ai 30 anni vivranno un’originalissima esperienza di “evangelizzazione”. Saranno così protagonisti di quella Chiesa “in uscita” missionaria invocata da Papa Francesco. “Coinvolgete i vostri figli e gli amici dei Vostri figli! Mettiamo in Movimento i nostri giovani e fidiamoci di più di loro: il RnS sia il loro presente se vogliamo che i giovani siano il nostro futuro!” (Salvatore Martinez, presidente nazionale del RnS). 
 
Clicca qui per scaricare il volantino completo 
Clicca qui per la scheda di iscrizione
 
 
 
 
Per informazioni contattare la Segreteria Regionale RnS scrivendo a giovani@rns-basilicata.it

Assemblea Diocesana “La gioia di servire”

La gioia di servire nella Chiesa di Cristo che è in Tursi-Lagonegro” è il tema dell’Assemblea diocesana di Programmazione dell’Anno Pastorale 2014/2015 che si celebrerà venerdì 12 settembre 2014 ad Agromonte di Latronico, presso la sala Ricevimenti “Piccolo Paradiso” (lungo la strada statate Sinnica – Km 17+500). 
Relatore sarà il prof. Giuseppe Savagnone, docente di Dottrina sociale delle Chiesa alla LUMSA di Palermo. 
La giornata si articolerà in due momenti:
– il primo incontro al mattino (ore 10.00) per il Clero diocesano, i Diaconi e i Seminaristi;
– il secondo al pomeriggio (ore 16.00) per i Fedeli laici membri dei Consigli Pastorali, Affari economici e Caritas Diocesani e Parrocchiali; Presbiteri, Diaconi, Seminaristi, Consigli USMI, CISM e CDAL.
 
Data l’importanza dell’Assemblea S.E. il Vescovo raccomanda di trasferire o eliminare eventuali altri impegni pastorali parrocchiali o celebrazioni liturgiche per permettere la più ampia partecipazione. 

Deceduto don Lorenzo Melfi

Si è conclusa oggi, 13 giugno 2014, l’esistenza terrena di don Lorenzo Melfi, vice parroco a Francavilla in Sinni (PZ) e originario di Colobraro (MT), dove era nato il 1° febbraio 1931. Fu ordinato sacerdote il 30 marzo 1963.
Sabato 14 giugno alle ore 10.00 saranno celebrate le esequie nella Chiesa Madre di Francavilla in Sinni. A presiedere sarà il Vescovo di Tursi-Lagonegro, Monsignor Francesco Nolè. Successivamente il feretro sarà tumulato nel Cimitero di Colobraro, dopo un momento di preghiera con i familiari e nella Chiesa dell’Annunziata.
“La preghiera e l’amore vissuto nella fede profonda, fin dall’infanzia, sono stati il cibo della mia vita, ed io vivrò per questo nella serenità e nella gioia”, sono parole di don Lorenzo, scritte nel testamento spirituale.

Il Papa ai giovani lucani: “custodite la centralità di Dio nella vostra vita”

Al termine dell’Udienza generale tenuta in Piazza San Pietro mercoledì 21 maggio scorso, a cui hanno preso parte anche Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata, e monsignor Francesco Nolè, vescovo di Tursi-Lagonegro e guida spirituale del progetto regionale “Vivere una Vita che Vale”, Papa Francesco ha indirizzato parole di affetto ai partecipanti, tra cui i vincitori del concorso realizzato nelle scuole lucane nei mesi scorsi.
“Un particolare pensiero rivolgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Ieri abbiamo celebrato la memoria liturgica di San Bernardino da Siena. Il suo amore per l’Eucarestia indichi a voi, cari giovani, specialmente i giovani lucani impegnati nella missione d’amore per un mondo migliore, la centralità di Dio nella vostra vita”, sono state le parole del Santo Padre.
Al termine dell’udienza, al momento del baciamano, una ragazza ha consegnato a Papa Francesco, a nome dei giovani lucani, un tau che il Santo Padre ha indossato per qualche minuto.

Convegno pubblico sul bene comune a Lauria

Promosso dalla Presidenza Diocesana dell’Azione Cattolica, si svolgerà Venerdì 30 maggio 2014 un Convegno pubblico presso l’Auditorium dell’ISIS “Nicola Miraglia” di Lauria (PZ) con inizio alle ore 17.30.

 
Il convegno, dal titolo “Dentro la nostra storia. Nel cuore della vita degli uomini e delle donne delle nostre città”, focalizzerà l’attenzione sulla necessità di un rinnovato impegno dei laici cristiani nella costruzione del bene comune, abitando responsabilmente le città e gli ambienti di vita quotidiana. In un tempo caratterizzato da sfiducia nei partiti politici e nelle istituzioni democratiche, dalla crisi economica che mina fortemente la coesione sociale, dal crescere di populismi e facili demagogie, siamo chiamati a formare una generazione di laici impegnati, anche a livello politico, capaci nelle scelte quotidiane di essere speranza e segno di cambiamento e novità.
Sono stati invitati ad offrire contributi per la riflessione: il prof. Paolo Nepi, ordinario di Filosofia morale presso l’Università di Roma Tre, Angelo Chiorazzo, fondatore della Cooperativa Sociale Auxilium, Michele Tridente, presidente diocesano di Azione Cattolica. Concluderà Mons. Francesco Nolè, vescovo di Tursi-Lagonegro.
Un momento significativo – afferma il dott. Michele Tridente – perché ci si interroghi da cittadini sui valori della realtà sociale che sta a cuore a ciascuno e al contempo si delineino linee comuni di attenzione e prossimità alle persone più svantaggiate. Il bene comune si realizza anche attraverso l’unione delle risorse umane, chiamate a scrutare i segni dei tempi e a individuare prospettive di azione sinergica sul fronte dell’evangelizzazione e della carità, sintesi dell’impegno cristiano.
 

Farsi Prossimo. Il secondo appuntamento dell’itinerario formativo della CDAL

Dopo il primo appuntamento del 5 aprile scorso con Giuliana Martirani, di cui è possibile scaricare i materiali: 
 Clicca qui per la Presentazione del Seminario
 Clicca qui per la Relazione della prof.ssa Martirani
eccoci al secondo appuntamento, programmato per giovedì 5 giugno 2014, presso l’Ostello della Gioventù a Chiaromonte (PZ).
A partire dalle 16.30 è programmata la preghiera e l’introduzione ai lavori di mons. Salvatore De Pizzo, vicario per il laicato e della prof.ssa Anna Maria Bianchi, presidente CDAL.

A tenere la relazione sarà il prof. Giuseppe Savagnone, docente presso la LUMSA di Palermo e la Scuola di formazione politica “Pedro Arrupe”.
Titolo: “Vocazione battesimale: fonfamento dell’impegno socio-politico”.
Seguirà il dialogo con il Relatore e le Conclusioni di S. E. Rev.ma Mons. Francesco Nolè, Vescovo.
 
 
 
Lo vide e n’ebbe compassione (Lc 10, 33)

La presentazione della prof.ssa Anna Maria Bianchi
 
Cosa può significare oggi, nel nostro contesto di diocesi periferica di una regione periferica del sud, farsi prossimo, avere viscere di misericordia?
“L’ideale culturale del mondo occidentale è l’individuo autonomo, autosufficiente, che si è fatto da sé, che se ne sta per conto suo e senza obblighi verso niente e nessuno” (A. Nolan, Cristiani si diventa). Non sono tanto diverse le conclusioni del Rapporto Censis 2012 sui valori degli italiani, che parlano di una profonda crisi antropologica dovuta all’eccesso di individualismo, di una sorta di intrappolamento nel presente, “che ha radici profonde nella crisi della relazione con l’altro (e l’Altro)”. Proprio, però, da questi segni di sofferenza, che nascondono una profonda nostalgia di cambiamento, può venire l’impulso a riemergere, a cogliere l’opportunità che questo tempo di crisi offre per un’inversione di rotta.
Cosa vuole dire qui, oggi, lavorare a un programma per il bene comune, per una gestione equa delle risorse idriche e petrolifere, per uno sviluppo che rispetti l’uomo e la natura e realizzi il comando di essere custodi del creato? Cosa vuol dire nel concreto lavorare a un progetto per il riscatto degli ultimi, guardare il mondo con i loro occhi, far sì che possano dotarsi degli strumenti per uscire da una condizione di sudditanza? E la rete di prossimità di cui avevamo cominciato ad intrecciare i primi fili nel seminario del 12 ottobre 2013 può essere ripresa e ultimata con le mani di tutti? Lo esploreremo nel primo seminario.
Certo, la situazione pesante, difficile, è quotidianamente sotto gli occhi. Troppo spesso, semplificando, ne facciamo una questione di “rappresentanti”: politici lontani dalla realtà del quotidiano, amministratori incapaci… Il problema vero, invece, siamo noi, i “rappresentati”: prima del voto, cosa chiediamo a chi si candida? Dopo il voto, richiamiamo gli eletti al rispetto degli impegni sottoscritti o ce ne laviamo le mani perché riteniamo finito il nostro dovere di cittadini delegando loro? Li sosteniamo con proposte, critiche, idee? Perché solo le idee consentono di confrontarsi sui fini e non solamente sui mezzi, di non fermarsi alle polemiche, ma di affrontare la visione di fondo della nostra convivenza civile e del nostro sistema economico. Lo metterà a fuoco il secondo seminario.
Ora, è proprio sui fini, sulla visione di fondo, che come cattolici disponiamo di un patrimonio di convinzioni da far valere per proporre strade nuove. Non formando un altro partito politico, ma aprendo un dibattito che coinvolga largamente l’opinione pubblica. Nella dottrina sociale della Chiesa troviamo di che contribuire, in modo decisivo, a un rinnovamento di orizzonti? Sarà l’oggetto del terzo seminario.
Un ciclo di incontriAd by saveron, dunque, che intende sensibilizzare donne e uomini di buona volontà a lavorare per una Basilicata, per un sud in piedi e con lo sguardo rivolto in avanti, capace di pensarsi non destinatario passivo di interventi altrui, ma soggetto attivo in grado di generare futuro.
Fare questo è esercitare cittadinanza attiva, impegnarsi da cittadini e da discepoli di Cristo nel socio-politico, nella costruzione di una polis che inizi qui e ora l’edificazione del regno che si completerà solo escatologicamente. Non possiamo sottrarci.