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Preghiera Mondiale del 24 maggio 2020 al termine della Settimana Laudato si’

 

 

 

 

 

 

 

“Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?”. Inizia con questa domanda il video messaggio inviato da Papa Francesco alle comunità cattoliche di tutto il mondo per invitarle a partecipare alla “campagna globale” della Settimana Laudato si’ nel quinto anniversario della pubblicazione della lettera enciclica.
La Settimana si è aperta il 16 maggio e si chiuderà domenica 24 con una Preghiera Mondiale.
La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali ha deciso di unirsi alla preghiera che si terrà alle ore 12 locali. Il testo è messo a disposizione di tutti, perché tutti possiamo unirsi. Non c’è necessità di ritrovarsi in presenza o sul web: ciascuno può farlo nel luogo e nel contesto in cui si trova.
È un primo piccolo, ma significativo passo per rispondere all’appello del Papa, perché “il grido della terra e il grido dei poveri non possono più aspettare”.
La CDAL intende continuare organizzando delle azioni/attività da realizzare nel Tempo del Creato (1 settembre – 4 ottobre 2020), a cominciare dall’approfondimento dell’enciclica.


IV DOMENICA DI PASQUA – Santa Messa presieduta dal Vescovo Orofino in diretta dalla Cattedrale di Tursi

domenica 3 maggio 2020 - ore 11.00

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 Maggio 2020 – ore 11.00QUARTA DOMENICA DI PASQUA Celebrazione della Santa Messapresieduta da S.E. Mons. Vincenzo Orofinoin diretta dalla Cattedrale di Tursi

Pubblicato da Diocesi Tursi-Lagonegro su Domenica 3 maggio 2020

 

Gesù si presenta come il pastore secondo il cuore di Dio, quello annunciato dai profeti. Egli conosce intimamente il Padre e trasmette questa conoscenza ai suoi. Per questo egli è la «porta», il mediatore. Egli conosce intimamente la nostra condizione, perché come «agnello» ha portato i peccati di noi tutti. Egli guida i suoi con l’autorità di chi ama e ha dato la sua vita; ed essi, nella fede, ascoltano la sua voce e lo seguono.

 

#chiciseparera

La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

Si celebra domenica 3 maggio 2020, nella Domenica del Buon Pastore

 

 

 

 

 

 

 

In occasione della Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni, l’ufficio di pastorale vocazionale in collaborazione con l’ufficio per le comunicazioni sociali, la pastorale familiare, della salute e delle cerimonie liturgiche, ha preparato un momento di preghiera per le Vocazioni attraverso un video. È stato approntato anche un file (in allegato) per seguire il video dalla pagina di Facebook o dal Sito della Diocesi.
L’invito rivolto, supportati da questo strumento, è quello di ritagliarsi un po’ di tempo come famiglie, come giovani in discernimento, come comunità a pregare perché si diffonda, secondo la dinamica dello Spirito, una mentalità vocazionale sempre più matura.

Clicca qui per il File Mp3 della Veglia Vocazionale

 

Inoltre domenica 3 maggio alle ore 21.00, tramite la pagina di Facebook della Diocesi, possiamo pregare il rosario vocazionale.

Scarica qui l’immagine della GMPV2020 con il suo commentoil poster con la preghiera e la veglia proposta al Convegno Nazionale e una proposta per la celebrazione eucaristica della IV domenica di Pasqua.


III DOMENICA DI PASQUA – Santa Messa presieduta dal Vescovo Orofino in diretta dalla Cattedrale di Tursi

domenica 26 aprile 2020 - ore 11.00

 

 

 

 

 

 

 

 

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26 aprile 2020 – ore 11.00TERZA DOMENICA DI PASQUA Celebrazione della Santa Messapresieduta da S.E. Mons. Vincenzo Orofinoin diretta dalla Cattedrale di Tursi

Pubblicato da Diocesi Tursi-Lagonegro su Domenica 26 aprile 2020

 

L’Eucaristia, ci dice il Concilio, è «vertice e fonte di tutta la vita cristiana». La comunità cristiana non è un gruppo riunito attorno a un interesse umanitario, a un ideale filantropico, a un codice morale. È costituita attorno a una persona: Cristo risorto, forza unificatrice e propulsiva della comunità. Come i discepoli di Emmaus, scoraggiati e delusi, in preda allo scetticismo e alla sfiducia, il mondo d’oggi riconosce Cristo quando i cristiani veramente sanno «spezzare il pane». L’Eucaristia ha una portata profondamente sociale. Condividere il pane eucaristico è un richiamo preciso a condividere l’altro pane, in un impegno di giustizia, di solidarietà, di difesa di coloro a cui il pane viene rubato dalle ingiustizie degli uomini e dei sistemi sociali sbagliati. La divisione del pane eucaristico ci invita, per coerenza, a una più equa distribuzione dei beni, lottando contro ogni sperequazione economica, perché non manchi a nessuno il «pane quotidiano». E anche ai nostri giorni sentiamo forte il desiderio di farci carico di chi è nel disagio e nel bisogno, oltre che per problematiche solite, anche per le situazioni venutesi a creare a causa della pandemia.

 

 

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In cammino verso il Tempo del Creato

L'approfondimento della Laudato si' proposto dalla CDAL

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La CDAL avvia le iniziative di approfondimento della Laudato si’ in preparazione del Tempo del creato approfittando di un incontro on line organizzato e reso disponibile dal Movimento Cattolico Mondiale per il Clima (GCCM) in collaborazione con il Movimento dei Focolari.
L’incontro ha per tema “L’attualità scientifica della Laudato si’ al tempo del coronavirus”.
Due le relazioni:
Degrado ambientale e COVID-19 affidata a Stefania Papa dell’Università della Campania “Vanvitelli”
Il sogno (folle) di Francesco: superare la crisi ambientale svolta da Luca Fiorani dell’Istituto Universitario “Sophia”.
Appuntamento per lunedì 25 maggio alle ore 20.45.
L’incontro on line durerà un’ora.

 

Registrati qui per partecipare.

II DOMENICA DI PASQUA – Santa Messa presieduta dal Vescovo Orofino in diretta dalla Cattedrale di Tursi

domenica 19 aprile 2020 - ore 11.00

 

 

 

 

 

 

 

 

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SECONDA DOMENICA DI PASQUA (o della Divina Misericordia)Celebrazione della Santa Messapresieduta da S.E. Mons. Vincenzo Orofinoin diretta dalla Cattedrale di Tursiore 11.00 – domenica 19 aprile 2020

Pubblicato da Diocesi Tursi-Lagonegro su Domenica 19 aprile 2020

 

Da questa domenica — e per tutto il tempo pasquale — la litur­gia della Parola orienta la nostra riflessione verso un’unica realtà: la Chiesa, comunità dei credenti, nata dalla Pasqua di Cristo (cf SC 5). In modo molto concreto, le singole domeniche mettono in rilievo aspetti diversi della vita dei cristiani, come testimonianza del Signore risorto.
La primitiva comunità apostolica di Gerusalemme deve rispecchiarsi nelle nostre comunità, nelle nostre assemblee domenicali. Ciascuna di esse è continuamente ricreata e si costruisce grazie alla presenza del Risorto e in forza dei suoi doni pasquali (lo Spirito, i sacramenti, la pace, la gioia); ciascuna è chiamata ad essere nel mondo segno e annuncio permanente della Pasqua del Signore, del suo invito alla pace e alla riconciliazione.

 

Domenica 19 aprile 2020 (Ottava della Pasqua), alle ore 11.00, la Santa Messa presieduta dal Vescovo Orofino in diretta dalla Cattedrale di Tursi nella Seconda Domenica di Pasqua (detta della Divina Misericordia)

#chiciseparera

Cristo è veramente risorto, Alleluia!

Messaggio del Vescovo Orofino in occasione della Santa Pasqua 2020

 

 

 

 

 

 

 

SANTA PASQUA 2020

 

Cristo è veramente risorto, Alleluia!

 

Questo è l’annuncio che ha cambiato la direzione della storia umana. Che fa la differenza ancora oggi. Che può alimentare la speranza di ogni uomo. Anche la nostra. Qui e ora.

“Non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E’ risorto, come aveva detto (Mt 28,5-6). Con queste parole l’Angelo del Signore rassicura le donne andate a visitare la tomba in cui era stato deposto il corpo di Gesù. Queste parole rassicurano anche noi, oggi. Le uniche che, se accolte, illuminano il cammino incerto e oscuro di questo momento.

Gesù è risorto! Questo è l’annuncio centrale, decisivo e fondamentale che la Chiesa è chiamata a portare ai suoi fratelli (1Cor 15,14). Questa è l’unica notizia che vale la pena ascoltare per vivere pienamente, per sperare certamente, per amare intensamente. Questa è l’unica “Buona Notizia” che genera tante “belle notizie”. La risurrezione di Gesù è la causa della nostra serenità, della nostra speranza, della nostra voglia di vivere e di operare. La risurrezione di Gesù è la condizione essenziale per ogni nostro impegno e per qualsiasi autentico progresso, personale e comunitario. Immaginiamo solo per un istante cosa sarebbe dei nostri continenti se tutto quello che viene speso per gli armamenti venisse impiegato per la ricerca scientifica, per lo sviluppo economico e culturale: il covid-19 sarebbe stato già sconfitto, ci sarebbe cibo per tutti, etc.

E’ Pasqua! Accogliamo nella nostra vita il Signore risorto, causa della nostra gioia. Con la gioia pasquale nel cuore viviamo intensamente questo tempo. Sintonizziamo il nostro sguardo con gli eventi pasquali e saremo capaci di cogliere anche in questo tempo i segni dell’amore di Dio per noi. Dio ama sempre. Soprattutto oggi.

Questo è il “tempo buono” per imparare a “dire grazie” a Dio e ai fratelli, per il dono dell’amore, della vita, della fede, della Chiesa, della famiglia, dell’amicizia, … etc. Senza la gratuità è difficile ogni tipo di relazione, poiché viene meno la comprensione dell’amore e si cade nella pretesa egoistica.

Questo è il “tempo privilegiato” per imparare a vivere la vita come dono, nella consapevolezza che – avendo ricevuto tutto in dono – occorre mettersi al servizio della comunità e di chiunque è nel bisogno (farsi dono – cibo e bevanda – per gli altri). Questo è il fondamento dell’impegno caritativo del cristiano e di ogni persona di buona volontà. Guardare il mondo con gli occhi del dono permette di aiutare anche coloro che non conosco o non gradisco e consente di instaurare rapporti che aprono alla fiducia contro il sospetto, alla solidarietà contro l’individualismo.

Questo è il “tempo speciale” per imparare a offrire al Signore il nostro personale “culto spirituale” e a sperimentare l’ineludibilità e l’importanza delle relazioni umane: siamo fatti per stare insieme, dipendiamo ontologicamente gli uni dagli altri, quello che accade nel posto più remoto del mondo interessa tutti gli abitanti del mondo. Siamo chiamati, perciò, a sentirci fratelli e a vivere come tali, con relazioni belle e costruttive per edificare la civiltà dell’amore, definita dalla verità, dalla giustizia e dalla solidarietà. Questo è il tempo in cui occorre globalizzare la carità e imparare a vivere insieme da amici: l’uno dono per l’altro.

Questo è il “tempo per vivere” da persone salvate, nella consapevolezza che siamo stati liberati da ogni male dal sacrificio redentore di Cristo. Siamo già salvati, tutto il bene che desideriamo per noi e per i nostri cari è già presente, dobbiamo imparare a riconoscerlo e ad accoglierlo.

Lasciamoci immergere nel “dinamismo pasquale” dell’esistenza “risorta” e sperimenteremo che la vita è più forte della morte, che l’amore è più suadente dell’odio, che l’impegno costruttivo è più entusiasmante del pessimismo, che la verità è più attraente della menzogna, che le scelte libere e responsabili sono più efficaci del potere strumentale e dell’egoismo invadente. A noi la libertà di vivere le circostanze della vita con la “certezza di questa speranza” o di rimanere aggrovigliati nella matassa ingarbugliata dei nostri problemi personali e comunitari, compreso il coronavirus.

Di seguito, riporto brani di uno scritto che Marietta Di Sario, nostra amica di San Chirico Raparo, costretta sulla carrozzella, mi ha inviato ieri.

«(…) Spesso un dolore ti sconvolge la prospettiva, nel mio caso ha un nome e si chiama poliomielite. Vivere su una sedia a rotelle mi dà l’opportunità da anni di guardare la realtà con occhi diversi e dare ad ogni azione il suo senso più profondo. Anche bere un bicchiere di acqua acquista un valore grande proprio perché non mi è possibile farlo senza l’aiuto di mia sorella.
Oggi, in questa emergenza, il virus ci sta privando della libertà e sta causando lutti in tantissime famiglie. Ci troviamo all’improvviso ad essere tutti disabili, costretti ad affrontare una barriera architettonica invisibile. Questa condizione non risparmia nessuno, non c’è differenza di età, di conto corrente, di religione, di etnia, di geografia.
Il dolore negli ospedali, la sofferenza di morire in solitudine, la paura del contagio, il rischio di perdere il lavoro, l’incertezza per il futuro ci rendono tutti più vulnerabili, più fragili e umani.
Questo tempo diventa così un’occasione per fare pace con il nostro orgoglio, con la presunzione di poter stare in piedi da soli, animati da una sorta di onnipotenza, con la pretesa di essere sempre all’altezza.
Questo deserto può davvero compiere tante guarigioni del cuore, può diventare linfa vitale per una grande conversione, una via per arrivare all’essenziale, a ciò che conta davvero.
Tutto dipende da noi ma la storia è nelle mani di Dio. In questi giorni la preghiera mi sta aiutando molto a cambiare lo sguardo anche su questa tragedia. Pregare non cambia la vita ma ci cambia e ci aiuta a guardare a tutte queste morti, alle fatiche dei medici, degli infermieri come a un mezzo per salvare altre vite!
Se tutto quello che stiamo vivendo non ci donerà un cuore nuovo, come quello di un bimbo allora tutto sarà stato vano.
Dopo una quaresima lunga e faticosa stiamo per avvicinarci alla Pasqua! Sono certa che arriverà carica di luce, di speranza per tutto il mondo, anche per chi non ha ancora conosciuto l’amore di Dio. Non significa che non ci sarà più pianto e morte, la realtà non cambierà ma se vivremo bene questo tempo saremo cambiati noi, il nostro sguardo, il nostro atteggiamento, il nostro cuore.
Vorrei invitarvi quindi ancora una volta alla preghiera, ad una relazione più profonda con il Signore perché quando incontri Lui non hai risolto un problema, hai risolto la vita» (Marietta Di Sario).

Auguro a ciascuno di voi di gustare in pienezza l’abbondanza e la profondità di vita che sgorga dal Mistero Pasquale.
Il Signore ci conceda il dono della vita nuova. Oggi, in questa particolare situazione di sofferenza. Per le nostre persone, le nostre famiglie e la nostra Comunità diocesana.

Santa Pasqua!

 

Il vostro Vescovo

+ Vincenzo

 

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PASQUA DI RISURREZIONE – Santa Messa presieduta dal Vescovo Orofino in diretta dalla Cattedrale di Tursi

domenica 12 aprile 2020 - ore 10.00

 

 

 

 

 

 

 

 

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SANTA PASQUACelebrazione della Messapresieduta da S.E. Mons. Vincenzo Orofinoin diretta dalla Cattedrale di Tursiore 10.00 – domenica 12 aprile 2020

Pubblicato da Diocesi Tursi-Lagonegro su Domenica 12 aprile 2020

La liturgia non è coreografia, né vuoto ricordo, ma presenza viva, nei segni, dell’evento cardine della salvezza: la morte-risurrezione del Signore. Si può dire che per la Chiesa che celebra è sempre Pasqua, ma la ricorrenza annuale ha un’intensità ineguagliabile perché, in ragione della solennità, «ci rappresenta quasi visivamente il ricordo dell’evento» (Sant’Agostino). La successione dei simboli di cui è intessuta la Veglia esprime bene il senso della risurrezione di Cristo per la vita dell’uomo e del mondo.
Pasqua è annuncio del fatto della risurrezione, della vittoria sulla morte, della vita che non sarà distrutta. Fu questa la realtà testimoniata dagli apostoli; ma l’annuncio che Cristo è vivo deve risuonare continuamente. La Chiesa, nata dalla Pasqua di Cristo, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione: nei sacramenti lo rende attuale e contemporaneo ad ogni comunità riunita nel nome del Signore; con la propria vita di comunione e di servizio si sforza di testimoniano davanti al mondo.

 

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Sabato Santo – VEGLIA PASQUALE presieduta dal Vescovo Orofino in diretta dalla Cattedrale di Tursi

Sabato 11 aprile 2020 - ore 23.00

 

 

 

 

 

 

 

 

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VEGLIA PASQUALECelebrazione presieduta da S.E. Mons. Vincenzo Orofinoin diretta dalla Cattedrale di Tursiore 23.00 – 11 aprile 2020

Pubblicato da Diocesi Tursi-Lagonegro su Sabato 11 aprile 2020

 

La liturgia non è coreografia, né vuoto ricordo, ma presenza viva, nei segni, dell’evento cardine della salvezza: la morte-risurrezione del Signore. Si può dire che per la Chiesa che celebra è sempre Pasqua, ma la ricorrenza annuale ha un’intensità ineguagliabile perché, in ragione della solennità, «ci rappresenta quasi visivamente il ricordo dell’evento» (Sant’Agostino). La successione dei simboli di cui è intessuta la Veglia esprime bene il senso della risurrezione di Cristo per la vita dell’uomo e del mondo.
Pasqua è annuncio del fatto della risurrezione, della vittoria sulla morte, della vita che non sarà distrutta. Fu questa la realtà testimoniata dagli apostoli; ma l’annuncio che Cristo è vivo deve risuonare continuamente. La Chiesa, nata dalla Pasqua di Cristo, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione: nei sacramenti lo rende attuale e contemporaneo ad ogni comunità riunita nel nome del Signore; con la propria vita di comunione e di servizio si sforza di testimoniano davanti al mondo.

 

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Venerdì Santo – Celebrazione della PASSIONE DEL SIGNORE presieduta dal Vescovo Orofino in diretta dalla Cattedrale di Tursi

Venerdì 10 aprile 2020 alle ore 15.30

 

 

 

 

 

 

 

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VENERDÌ SANTOCelebrazione della PASSIONE DEL SIGNOREpresieduta da S.E. Mons. Vincenzo Orofinoin diretta dalla Cattedrale di Tursi10 aprile 2020

Pubblicato da Diocesi Tursi-Lagonegro su Venerdì 10 aprile 2020

 

Oggi la comunità cristiana non celebra l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il suo ricordo e motiva il suo digiuno: la morte del suo Signore e Sposo. L’azione liturgica è dominata dalla croce; manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia, la croce lascia spazio solo al silenzio e alla contemplazione.
Il gesto dell’adorazione della croce diventa significativa risposta al dono immeritato, e avveramento della parola profetica: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto!». Gesto di fede e di amore, riconoscimento della regalità salvifica di Cristo e della speranza nata dalla croce; gesto di penitenza ma anche di impegno a vivere nell’obbedienza a Dio e a promuovere con tutte le forze la verità e l’amore.

 

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