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Quinto Laboratorio della CDAL

Prima chi?
Con l’appuntamento del 30 giugno si chiude il ciclo di cinque laboratori del percorso Costruttori di bene comune, iniziato con il Convegno del 20 ottobre 2018.
La tematica affrontata, immigrazione e sicurezza, è fra le più “calde” del momento, ulteriormente riscaldata in questi giorni dall’approvazione in Consiglio dei Ministri del cosiddetto Decreto sicurezza bis e dalla firma da parte del ministro Salvini del divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane alla nave SeaWath3, con a bordo 52 naufraghi.
Si cercherà, come per gli altri laboratori, di tenere insieme due aspetti della tematica solitamente visti in contrapposizione, nel caso specifico solidarietà e sicurezza. Quella che viene percepita come “invasione” dei migranti minaccia il legittimo bisogno di sicurezza degli italiani? Il “prima noi” minaccia i legittimi diritti umanitari dei migranti? E come metterla con la solidarietà, uno dei principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa?
Aiuterà i gruppi all’approfondimento della tematica l’ing. Dario De Luca, che condividerà con i partecipanti la personale esperienza realizzata come sindaco di Potenza.

Segni di potere, potere dei segni

La Consulta delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Tursi-Lagonegro, espressione del laicato associato che intende ispirare la propria azione ai principi della Costituzione e del Vangelo, ha visto con forte preoccupazione un ministro usare un simbolo della fede cristiana come il rosario per concludere un comizio.
Da cattolici ci indigniamo contro ogni forma di strumentalizzazione della fede e dei suoi simboli, da chiunque provenga.
Che in un comizio elettorale si invochi la benedizione della Vergine su una qualsivoglia parte politica e il suo sostegno per la vittoria è indice di una preoccupante mescolanza fra politica e segni della fede, che storicamente ci riporta indietro di secoli ed ecclesialmente ignora del tutto gli approdi del Vaticano II.
Un segno che ha il potere di veicolare amore a Dio e agli uomini è fatto diventare segno di potere politico e mediatico. È degradante per la politica, che dimentica la sua laicità e il dovere di operare per il bene comune. È offensivo per la fede cristiana, che ha la sua essenza nel comandamento dell’amore e mira ad includere, non ad erigere barriere.
Si qualifica come cristiano chi nella propria vita personale, lavorativa e sociale assume atteggiamenti e compie azioni che sono trasparenza del comando di Cristo: amatevi l’un l’altro, come io vi ho amati. Questo fa riconoscere i suoi discepoli, non lo sventolare simboli e per di più snaturarne l’essenza usandoli come amuleti propiziatori e sfiorando l’idolatria. È un principio di coerenza che vale per tutti e per tutte le parti politiche.
La fede è liberante della dignità delle persone o non è fede. Ogni strumentalizzazione religiosa per aumentare i consensi elettorali non è liberante, è una violenza fatta alla libertà di coscienza, quindi non ha nulla a che vedere con la fede.
Vorremmo che questo fosse ben chiaro e tenuto presente sia dai politici e dai loro seguaci sia da tutti i cittadini ai quali la Costituzione riconosce il titolo di Popolo sovrano.
Tursi, 19 maggio 2019
Foto (www.avvenire.it): Archivio Siciliani / Christian Gennari

Quarto laboratorio della CDAL

L’itinerario di sensibilizzazione all’impegno socio-politico “Costruttori di bene comune” è composto da una serie di cinque appuntamenti per approfondire da protagonisti tematiche risultate di particolare urgenza e rilevanza. E’ iniziato venerdì 23 novembre 2018 con il primo appuntamento. Il 13 gennaio 2019 si è tenuto il secondo incontro laboratoriale e il 17 febbraio il terzo.
Domenica 12 maggio ci sarà il quarto appuntamento, con la presenza di Marina Buoncristiano, della Caritas Diocesana di Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo, responsabile della Promozione Caritas, che terrà la relazione dal titolo: “Povertà e impoverimento. Un urgente cambio di passo”. 

La Via Crucis animata dalle Aggregazioni Laicali

Si terrà venerdì 12 aprile 2019, a San Giorgio Lucano, con appuntamento ai piedi della salita del Santuario di Santa Maria degli Angeli, la Via Crucis animata dalla Aggregazioni Laicali della Diocesi di Tursi-Lagonegro e organizzata dalla Consulta diocesana.
Il programma prevede:
ore 16.30 Raduno e possibilità di confessarsi
ore 17.00 Inizio della Via Crucis
ore 18.30 Celebrazione Eucaristica
per informazioni contattare:

Secondo e terzo laboratorio della CDAL

Il percorso laboratoriale, una serie di cinque appuntamenti per approfondire da protagonisti tematiche risultate di particolare urgenza e rilevanza, è iniziato con l’incontro a cui ha preso parte padre Francesco Occhetta, gesuita, editorialista e notista politico della rivista La Civiltà Cattolica, venerdì 23 novembre scorso.
Di domenica, il 13 gennaio e il 17 febbraio il secondo e il terzo appuntamento laboratoriale.
I laboratori sono riservati agli iscritti che si sono impegnati alla frequenza dell’intero percorso. Nuove richieste di iscrizione potranno essere accolte esclusivamente se fatte pervenire alla mail della CDAL entro martedì 8 gennaio 2019.
Clicca qui per il modello di iscrizione da inviare, compilato, all’indirizzo cdaltursi@gmail.com 

Laboratori della CDAL di sensibilizzazione all’impegno socio-politico

Non è tempo di stare a guardare
Dopo il convegno di apertura del 20 ottobre scorso, inizia il percorso laboratoriale, una serie di cinque appuntamenti per approfondire da protagonisti tematiche risultate di particolare urgenza e rilevanza. Si inizia puntando i fari sul rapporto fra impegno sociale e impegno politico, alla ricerca di motivazioni/occasioni per riaffezionarsi alla politica.
Lo rende necessario una domanda posta in apertura del Convegno e ritornata come un leitmotiv nelle relazioni, testimonianze e interventi: come è stato possibile arrivare al punto di degrado in cui ci troviamo? Tradotta in altre parole: dove eravamo noi cattolici, noi laici “impegnati” mentre si preparava quello che il sentire comune riassume nell’espressione “Che disastro questa Italia” e più da vicino, “Che disastro questa Basilicata”? Si tratti di famiglia, lavoro o sacrestia, prendiamo onestamente atto che il “disastro” è dipeso anche da noi, dalla nostra assenza e, come ci è stato detto al Convegno, gli assenti hanno sempre torto.
Adesso non è più tempo di stare a guardare.
Se davvero crediamo che la scelta politica debba essere servizio all’uomo, missione, vocazione, vissuta nello stile di sobrietà e onestà, allora dobbiamo aiutarci reciprocamente a maturare scelte consapevoli e ad esercitare la dovuta vigilanza. Tutti possiamo contribuire a far crescere una classe politica che si occupi (non semplicemente si preoccupi) dei veri e reali problemi del territorio e della gente. Quindi tutti possiamo e dobbiamo accettare la fatica di riflettere, di confrontarci, di esercitare senso critico alla luce dei principi fondamentali dell’insegnamento sociale della Chiesa e della nostra Carta Costituzionale, non solo per leggere e giudicare i programmi e le proposte di chi vuole governarci, ma anche per formulare proposte alternative.
Non si può fare a titolo individuale, ciascuno per proprio conto. I laboratori vogliono offrire l’occasione e il contesto per farlo insieme, iniziando con l’analizzare situazioni-problema per ipotizzare soluzioni credibili e fattibili. Analizzare noi, ipotizzare noi, “fare” noi. Certo, con l’aiuto di una guida esperta e di materiali messi a disposizione.
Troppo complesso? Più lungo a dirsi che a farsi, soprattutto per i giovani che frequenteranno il percorso, portati quasi per natura a concretizzare al più presto le idee.
Troppo ambizioso? Ambizioso, certo, ma se non miri in alto non spiccherai mai il volo.
Siamo consapevoli che è fine non semplicissimo da conseguire e, soprattutto, non atteso a breve termine. Anche per questo a chi si iscrive al percorso laboratoriale si chiede fedeltà nell’impegno ad esserci, volontà di mettere ciascuno il proprio talento a disposizione di tutti gli altri, disponibilità all’ascolto e ad un confronto onesto, serrato, ma sempre rispettoso dell’altro come persona.
Ci aiuterà nei primi passi padre Francesco Occhetta, gesuita, editorialista e notista politico della rivista La Civiltà Cattolica.
Anna Maria Bianchi, Presidente CDAL

Convegno di apertura dell’Itinerario di sensibilizzazione all’impegno socio-politico della CDAL

Costruttori di bene comune
Con il Convegno del 20 ottobre prossimo prende il via un percorso di sensibilizzazione all’impegno socio-politico organizzato dalla CDAL diocesana, articolato in una serie di appuntamenti laboratoriali collocati fra novembre 2018 e maggio 2019.
Vuole essere un percorso inteso a formare la coscienza che essere cittadini attivi, impegnati nella costruzione della polis, è realizzare la propria vocazione battesimale, ciascuno nel settore/campo in cui è chiamato a vivere. Un percorso non mirato alla formazione di persone che si inseriscano nell’immediato nella politica attiva candidandosi a consigliere regionale o altro, ma mirante alla formazione nel medio periodo di una classe politica che veda nel perseguimento del bene comune il proprio compito di servizio.
Due le prospettive prevalenti: uscire dal rincorrere le emergenze e gli eventi, offrendo contesti di discussione e confronto per maturare discernimento comunitario e decisioni personali; costruire una “griglia” condivisa, alla luce dei principi fondamentali dell’insegnamento sociale della Chiesa, per esaminare la situazione del nostro territorio e delle sue comunità, gli eventi, le proposte politiche e amministrative e non arrivare impreparati e afoni alle prossime elezioni regionali ed europee.
Saranno incontri su temi ampi, concreti e il più possibile legati alla realtà regionale, da affrontare sotto diverse angolature (politica, giuridica, economica, della sicurezza, etica,…) e con modalità laboratoriale, facendo emergere in ciascuno un problema, un “caso” da esaminare in simulazione per trovare ipotesi di soluzione trasferibili in situazioni concrete.
Nel Convegno di apertura aiuteranno a mettere a fuoco il senso di tutto il percorso il prof. Sergio Tanzarella, che svolgerà una relazione per un inquadramento più teorico, e il dott. Luca Marconi, al quale abbiamo chiesto un intervento più “tagliato” sulla testimonianza. Entrambi hanno maturato anche un’esperienza di politica attiva nazionale in schieramenti diversi.
Le conclusioni sono affidate al nostro Vescovo mons. Vincenzo Orofino.
Il Convegno è aperto a tutti coloro che sono interessati alla problematica, così che sulla base dell’impatto preliminare chi lo desidera possa decidere consapevolmente di seguire l’intero percorso e si impegni a farlo con fedeltà.
Proprio per il tipo di impianto progettato, infatti, gli appuntamenti laboratoriali non sono pensati aperti a tutti, come una lezione o un seminario in cui si ascolta, ma indirizzati a chi intende coinvolgersi fattivamente per la costruzione del bene comune, prendere a cuore territorio e istituzioni, “esserci” per la propria terra e il popolo cui appartiene, far sentire la voce dei laici cattolici per aspetti cruciali della vita della comunità.
I giovani sono tra i destinatari privilegiati.
Anna Maria Bianchi, Presidente CDAL

Adesso basta! Il Comunicato della Consulta dei Laici

DIOCESI DI TURSI-LAGONEGRO
Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali
COMUNICATO STAMPA
Adesso basta!
Abbiamo seguito con ansiosa trepidazione l’odissea della nave Aquarium. Sentiamo ogni giorno, con perplessità e quasi incredulità, prese di posizione sui porti chiusi, gli attracchi impediti, lo sbarco con le manette. Vediamo con preoccupazione la spaccatura nel Governo sul problema dei migranti, che indebolisce l’immagine dell’Italia nella percezione dei partner europei ed extraeuropei.
Trepidazione, perplessità, preoccupazione, ma non sorpresa. Niente che non fosse ampiamente prevedibile dati gli esiti consegnati dal voto del 4 marzo, in assenza della disponibilità delle singole parti a considerare la propria visione non come assoluto, ma come base di partenza per cercare soluzioni condivise per il bene comune.
Abbiamo cercato con fatica di capirlo – non certo di giustificarlo – alla luce della necessità per ciascuna parte di posizionare in modo determinato la propria identità, di insistere e far vedere ai propri elettori e simpatizzanti che ci si sta impegnando, anche se spesso solo a colpi di dichiarazioni in forma “gridata” mediatica, sui temi che avevano portato al consenso.
Ma che un Ministro della Repubblica arrivi a plaudire, a dire bravo ed a gratificare con “Numero uno!” un ragazzino che in piazza Montecitorio gli dice “Non vogliamo extracomunitari in Italia” è decisamente troppo e va al di là di ogni possibile comprensione.
La Consulta delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Tursi Lagonegro esprime indignazione per questo comportamento. Il ministro con il suo plauso si è assunto una gravissima responsabilità. Coinvolgere l’infanzia nel circo mediatico di una campagna elettorale senza fine è gesto che può essere definito con una sola parola: infame.
Quel ragazzino di dieci anni all’incirca, si convincerà ancora di più di aver parlato bene, pensato bene, di star facendo l’interesse (il bene?) della sua famiglia, del suo quartiere, del suo paese.
Un ministro – e vale la pena di ricordare che ministro vuol dire servo, servo fedele del suo Paese e della Costituzione su cui ha giurato – avrebbe dovuto intervenire a correggere o quanto meno reagire con cautela, anche solo in nome del buon senso.
Ministro Salvini, si è interrogato su quale futuro di pacificazione e di collaborazione si prospetta se già i piccoli portano dentro di loro semi tali di intolleranza e xenofobia? D’altra parte, con gli esempi cui sono quotidianamente esposti, cosa ci si potrebbe aspettare di diverso?
                                                                                                    La presidente
                                                                                                Anna Maria Bianchi
Tursi, 13 luglio 2018
Per contattare la Consulta dei Laici: cdaltursi@gmail.com

La Via Crucis animata dalle Aggregazioni Laicali

A CAUSA DELLE AVVERSE CONDIZIONI METEO LA VIA CRUCIS E’ STATA RINVIATA A LUNEDI’ 26 MARZO, CON LO STESSO PROGRAMMA
Si terrà venerdì 23 marzo 2018, a San Giorgio Lucano, con appuntamento ai piedi della salita del Santuario di Santa Maria degli Angeli, la Via Crucis animata dalla Aggregazioni Laicali della Diocesi di Tursi-Lagonegro e organizzata dalla Consulta diocesana.
Il programma prevede:
ore 16.00 Raduno e possibilità di confessarsi
ore 16.45 Inizio della Via Crucis
ore 18.00 Celebrazione Eucaristica
per informazioni contattare:

Mettiamoci in gioco

METTIAMOCI IN GIOCO è l’Appello rivolto agli elettori e ai candidati in vista delle votazioni politiche del 4 marzo dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Tursi-Lagonegro, espressione del laicato associato che intende ispirare la propria azione ai principi della Costituzione e del Vangelo.
La Consulta guarda con preoccupazione al clima in cui arriviamo alle votazioni politiche per l’elezione dei parlamentari.
Un clima dominato fra i cittadini, soprattutto fra i giovani, da disaffezione crescente alla cosa pubblica e da dilagante tentazione di astenersi. Sarebbe molto pericoloso per la democrazia, perché verrebbe messa in discussione la sovranità del popolo, sancita dalla Costituzione, da parte dello stesso popolo. Quale futuro si prospetterebbe?
Un clima dominato nella campagna elettorale da toni sempre più alti e aggressivi per veicolare promesse di discutibile fattibilità, soprattutto sul piano della necessaria copertura finanziaria.
Senza programmi chiari e realistici fra i quali poter scegliere, quale speranza che dalle urne esca un responso che garantisca stabilità e governabilità? Quale futuro si prospetterebbe?
La Consulta dei Laici, pertanto, avverte il dovere di rivolgersi
– ai cittadini elettori, per richiamare il diritto-dovere di partecipare al voto, che tanto è costato e che non deve in modo alcuno essere svilito o calpestato, e il diritto-dovere di vigilare poi sull’operato degli eletti, richiamandoli a coerenza con programmi e promesse;
– ai candidati per richiamare il diritto-dovere di creare le condizioni affinché i cittadini tutti possano appassionarsi nuovamente alla politica e il diritto-dovere di formulare programmi chiari, credibili e fattibili, sui quali sia possibile agli elettori esercitare discernimento.
Lo fa attraverso un manifesto-appello in quattro punti che tracciano un itinerario ragionato:
perché andare a votare, come maturare un voto consapevole, quale profilo ha la politica che vogliamo rivolta al bene comune, perché il dopo voto conta ancora più del voto.
A chiunque abbia a cuore il futuro di regione e dell’intero Paese lancia la proposta di costituire insieme un contesto permanente per aiutarci reciprocamente a maturare scelte responsabili e ad esercitare opportuna vigilanza.
Per ulteriori informazioni si può contattare:
Anna Maria Bianchi, presidente CDAL, tel. 348 2100683, cdaltursi@gmail.com
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