Author: admindiocesi

Santa Messa presieduta dal Vescovo in diretta streaming dalla Cattedrale di Tursi

Domenica 15 marzo alle ore 11.00

 

 

 

 

 

 

 

 

Terza Domenica di Quaresima 15 Marzo 2020 Celebrazione della Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Vincenzo Orofino, in diretta dalla Chiesa Cattedrale di Tursi (MT)

Pubblicato da Diocesi Tursi-Lagonegro su Domenica 15 marzo 2020

La Celebrazione inizia a 26’30”

Carissimi amici e amiche!

Attraverso i gesti quotidiani desideriamo continuare a manifestare prossimità alle persone che vivono nelle nostre Comunità parrocchiali e che restano nei nostri cuori e nelle preghiere dei pastori (Vescovo e Sacerdoti) anche ai tempi del virus che tanto ci rattrista.

Quale segno di paterna prossimità e di reale comunione ecclesiale, il nostro Vescovo Vincenzo, domenica 15 marzo, alle ore 11.00, in Cattedrale presiederà la Santa Messa.

La Celebrazione sarà trasmessa in diretta streaming su Facebook, alla pagina “Diocesi Tursi-Lagonegro“.
I rimandi a questa pagina sono presenti anche sull’home page del sito internet www.diocesitursi.it in basso a destra e tramite l’app DiocesiDiTursi (disponibile per iOs e Android), nella sezione notizie che rimanda al popolare social.
I contenuti trasmessi possono essere fruiti anche senza un account proprio. La condivisione è permessa da Fb solo a chi è registrato.

Dalla prossima settimana riusciremo a trasmettere tramite il canale YouTube.

Don Mimmo Buglione,
Vicario Generale

 

#chiciseparera

La lettera del Vescovo Orofino alla Diocesi di Tursi-Lagonegro

La Quaresima di quest'anno come tempo della “grande speranza”

Al Popolo di Dio
che è in Tursi – Lagonegro

Carissimi,
in questo momento così delicato per la nostra cara Italia a causa della triste vicenda del “coronavirus”, desidero offrirvi alcune riflessioni con l’intento di accompagnarvi spiritualmente con affetto paterno e premura pastorale.

1. Il Governo italiano, domenica 8 marzo, ha stabilito che fino al 3 aprile “sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”. Questa decisione, che ha causato sofferenza nei Pastori e nell’intero Popolo di Dio, è stata accettata – nonostante tutto – per contribuire alla tutela della salute pubblica. Una enorme responsabilità di prossimità al Paese! Una responsabilità che, in quanto cittadini collaborativi e solidali, dobbiamo esercitare tutti, sia a livello personale che comunitario.

2. Noi Vescovi delle diocesi di Basilicata abbiamo condiviso la decisione e il testo di alcune direttive pastorali conseguenti. Accoglietele come segno di partecipazione sociale e culturale all’edificazione della “casa comune” e non come privazione. Per nessun motivo e in nessun momento siamo disposti a rinunciare al “tesoro” dell’Eucaristia, vero “Corpo di Cristo”. La Santa Messa nelle parrocchie non è stata abolita! Noi sacerdoti la celebriamo ogni giorno. La celebriamo da soli, ma per il bene di tutto il popolo italiano, per voi e in comunione spirituale con voi. Domenica 15, alle ore 11,00, celebrerò la S. Messa in Cattedrale – eminente segno di unità della Chiesa particolare – per l’intera Comunità diocesana, senza partecipazione di popolo, ma con diffusione streaming. Porterò sull’altare i vostri desideri, le gioie e le sofferenze di ciascuno, le esigenze del nostro popolo. Unitevi a me con la preghiera e con l’ascolto della Parola di Dio e gusteremo la gioia di essere “un solo corpo in Cristo” (Rm 12,5). Tv2000 e altre emittenti cattoliche non fanno mancare momenti di preghiera e di Celebrazioni Eucaristiche. Anche a livello locale non manca la “creatività”! Ne stanno dando variegata prova i vostri parroci, sempre attenti alle vostre persone e pronti a offrire a tutti la loro prossimità spirituale.

3. Questo è il tempo della prova e della sofferenza, ma non dell’angoscia destabilizzante e della paura invadente. Il tempo liturgico della Quaresima ci sprona a vivere questo momento di difficoltà nel silenzio interiore per “rientrare in noi stessi” e riappropriarci dell’essenziale, di ciò che definisce la nostra esistenza nella sua oggettività, a prescindere dalle circostanze e dagli eventi. Questa deve essere l’occasione favorevole per “fare deserto” nella nostra vita, metterci in ascolto di Dio (Es 19) ed entrare in intimità con Lui (Os 9,10), nella meditazione della Parola di Dio e nel raccoglimento, superando la tentazione dell’autodeterminazione e dell’autosufficienza. I ritmi delle nostre giornate sono cambiati e i nostri “riti” vengono intralciati, ci resta la libertà di lodare il Signore nella familiarità delle nostre case e nell’intimità del nostro cuore, andando oltre ogni “abitudine” e riscoprendo tutta la ricchezza ascetica della preghiera personale, del “digiuno eucaristico” e della Comunione spirituale.

4. Questo deve essere il tempo di una “grande speranza”, poiché «se non possiamo sperare più di quanto è effettivamente raggiungibile di volta in volta e di quanto di sperabile le autorità politiche ed economiche ci offrono, la nostra vita si riduce ben presto ad essere priva di speranza. È importante sapere: io posso sempre ancora sperare, anche se per la mia vita o per il momento storico che sto vivendo apparentemente non ho più niente da sperare» (BENEDETTO XVI, Lettera Enciclica Spe Salvi, 35). Solo una “grande speranza” che ingloba e supera tutte le nostre piccole o grandi attese può custodire nell’Amore indistruttibile la vita personale e la storia dell’umanità, perché «nell’esperienza di un grande amore tutto ciò che accade diventa un avvenimento nel suo ambito» (R. GUARDINI, L’Essenza del Cristianesimo). Solo questa speranza può dare – sempre e a tutti – il coraggio di operare e di proseguire nell’impegno costruttivo. Si tratta di una speranza certa poiché Dio, fatto uomo, «toglie il peccato del mondo» (Gv 1,29) e vince tutto il male. Gesù di Nazareth, morto in croce per amore e risorto, è la speranza del mondo. Sia anche il motivo del nostro impegno e della nostra ripresa.

Affidiamo il popolo italiano e questa Comunità diocesana alla materna protezione della Beata Vergine Maria, Regina di Anglona e nostra Celeste Patrona, recitando ogni giorno il Santo Rosario e una bella preghiera della tradizione cristiana: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta».
Il Signore ci benedica.
Con affetto.

Il vostro Vescovo
+ Vincenzo

Tursi, 11 marzo 2020

#chiciseparera


CORONAVIRUS: Le nuove disposizioni del Vescovo Orofino

 

 

 

 

 

Alla Chiesa di Dio
che è in Tursi – Lagonegro

 

Carissimi,
in comunione con tutti i Vescovi della Regione Ecclesiastica della Basilicata, accogliendo l’ultimo decreto del Governo emanato domenica 8 marzo (articolo 2 – lettera v)

STABILISCO

  • che vengano sospese le celebrazioni liturgiche e ogni altra funzione o evento religioso – e quindi anche la celebrazione pubblica della Santa Messa sia feriale che festiva, compresa quella delle esequie – da oggi fino a nuove indicazioni (attualmente il decreto è in vigore fino al 3 aprile).
  • Per queste ultime, alla presenza unicamente dei familiari più stretti, sono consentiti i riti di benedizione della salma nelle cappelle a ciò adibite (al cimitero o presso l’obitorio) o nella casa del defunto, ASSOLUTAMENTE SEMPRE rispettando le condizioni richieste. La Santa Messa di suffragio sarà celebrata al termine delle disposizioni in vigore.
  • Non si celebri il rito nelle Chiese parrocchiali, in quanto non si potrebbe evitare il concorso di più persone.
  • Chiedo che le Chiese rimangano aperte per la preghiera personale.
  • Si garantiscano i sacramenti della Riconciliazione e dell’Unzione degli Infermi rispettando le dovute precauzioni.

 

Pertanto da domenica pomeriggio 8 marzo ogni celebrazione pubblica viene sospesa e al contempo ogni obbligo di assolvere al precetto festivo.
Raccomando la preghiera personale, avvalendovi dei mezzi di comunicazione sociali (Radio e Televisione) per le celebrazioni feriali e festive.
Vi propongo il testo di una preghiera che affido a ciascuno di voi. Potete recitarla accendendo la candela che avete ricevuto il giorno della Candelora o un cero simbolo della nostra fede.
Possa questa misteriosa prova a cui il nostro popolo è sottoposto, aiutarci a riscoprire maggiormente il valore della preghiera e il rapporto personale con il Signore, che rimane la fonte della nostra Speranza e che ci libera da ogni angoscia e smarrimento.

Invochiamo la Madonna e i nostri Santi perché ci custodiscano dal male e ci proteggano, sostenendo la nostra fede.
Infine, chiedo che si abbia particolare attenzione per i nostri anziani e ammalati, non lasciandoli mai soli!
Uniti nella preghiera comune.

Dato a Tursi, Domenica 8 marzo 2020

L’ORDINARIO DIOCESANO
+ Vincenzo Carmine Orofino

IL CANCELLIERE VESCOVILE
Sac. Antonio Zaccara

 

PREGHIERA NEL TEMPO DELLA PROVA
Signore, Padre Santo,
tu che nulla disprezzi di quanto hai creato
e desideri che ogni uomo abbia la pienezza della vita,
guarda alla nostra fragilità che ci inclina a cedere.
Fa’ che il nostro cuore regga in quest’ora di prova.
Perdona la nostra incapacità a far memoria di quanto hai operato per noi.
Allontana da noi ogni male.
Se tu sei con noi chi potrà essere contro di noi?
In ogni contrarietà noi siamo più che vincitori
in virtù di colui che ci ha amati.
Facci comprendere che la bellezza che salva il mondo
è l’amore che condivide il dolore.
Benedici gli sforzi di quanti si adoperano per la nostra incolumità:
illumina i ricercatori, da’ forza a quanti si prendono cura dei malati,
concedi a tutti la gioia e la responsabilità di sentirsi gli uni custodi degli altri.
Dona la tua pace a chi hai chiamato a te,
allevia la pena di chi piange per la morte dei propri cari.
Fa’ che anche noi, come il tuo Figlio Gesù, possiamo passare in mezzo ai fratelli
sanando le ferite e promuovendo il bene.
Intercedano per noi Maria nostra Madre
e tutti i Santi, i quali non hanno mai smarrito la certezza
che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.

ANNULLATO – Il terzo Convegno sulla Sfida Educativa

a Chiaromonte, lunedì 16 marzo 2020

Si terrà all’Ostello diocesano di Chiaromonte lunedì 16 marzo 2020, dalle ore 17.00 alle 19.00, il terzo convegno sulla sfida educativa, rivolto innanzitutto agli insegnanti e agli educatori.
Lo propone la Commissione diocesana per la pastorale giovanile, l’educazione, la scuola e l’università, diretta da don Pino Marino che introdurrà i lavori.
Sarà presentato e diventerà occasione utile per la condivisione il metodo educativo di don Giussani che sarà presentato nella relazione di S.E. Mons. Andrea Bellandi, Arcivescovo Metropolita di Salerno.
Modererà la prof.ssa Giovanna Tarantino, dirigente scolastico dell’IIS “E. Fermi” di Policoro e concluderà S.E. Mons. Vincenzo Orofino, vescovo diocesano.

Parola di Vita Marzo 2020

«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti» (Mt 7,12)

Marzo 2020

Quante volte, nelle scelte importanti della vita, abbiamo cercato una bussola sicura, che ci indicasse il cammino da prendere? E, come cristiani, ci siamo chiesti quale sia la sintesi del Vangelo, la chiave per entrare nel cuore di Dio e vivere da figli suoi, qui e adesso?

Ecco una parola di Gesù che fa al caso nostro, una sua affermazione chiara, immediata da comprendere e da vivere. La troviamo nel vangelo di Matteo: fa parte del grande Discorso della montagna, dove Gesù insegna come vivere pienamente la vita cristiana. Egli stesso riassume tutto il suo annuncio in questa lapidaria affermazione.

Oggi, che abbiamo bisogno di messaggi ricchi di significato ma brevi ed efficaci, potremmo accogliere questa Parola come un prezioso tweet da tenere a mente ogni momento.

«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

Per comprendere meglio cosa fare per gli altri, Gesù ci invita a metterci nei loro panni; proprio come ha fatto lui, che per amarci ha preso la nostra carne umana.

Chiediamoci cosa ci aspettiamo noi dai nostri genitori, dai figli, dai colleghi di lavoro, dai responsabili di governo, dalle guide spirituali: accoglienza, ascolto, inclusione, sostegno nelle necessità materiali, ma anche sincerità, perdono, incoraggiamento, pazienza, consiglio, orientamento, istruzione …. Per Gesù questo atteggiamento interiore, con le azioni concrete che ne conseguono, realizza tutto il contenuto della Legge di Dio e tutta la ricchezza della vita spirituale.

È la “Regola d’oro”, un insegnamento universale contenuto nelle diverse culture, religioni e tradizioni che l’umanità ha sviluppato nel suo cammino[1]. È la base di tutti i valori autenticamente umani, quelli che costruiscono una convivenza pacifica, con rapporti personali e sociali giusti e solidali.

«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

Questa Parola ci sprona ad essere creativi e generosi, a prendere l’iniziativa a favore di chiunque, a gettare ponti anche verso chi non ci è amico, come Gesù stesso ha detto ed ha fatto. Ci richiede la capacità di uscire da noi stessi, per essere così anche testimoni credibili della nostra fede.

Così ci incoraggia Chiara Lubich: «Proviamo. Una giornata così spesa vale una vita. […]. Una gioia mai provata ci inonderà. […]. Dio sarà con noi, perché è con coloro che amano. […]. A volte forse rallenteremo, saremo tentati di scoraggiarci, di smettere. […]. Ma no! Coraggio! Dio ci dà la grazia. Ricominciamo sempre. Perseverando, vedremo lentamente cambiare il mondo attorno a noi. Capiremo che il Vangelo porta la vita più affascinante, accende la luce nel mondo, dà sapore alla nostra esistenza, ha in sé il principio della risoluzione di tutti i problemi. E non avremo pace finché non comunicheremo la nostra straordinaria esperienza ad altri: agli amici che ci possono comprendere, ai parenti, a chiunque ci sentiamo spinti a darla. Rinascerà la speranza»[2].

«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

 

Ramiro, veterano sul suo posto di lavoro, viene a sapere che arriveranno nuovi colleghi.

Si domanda: “Se entrassi per la prima volta in questo ufficio, cosa mi piacerebbe trovare? Cosa mi farebbe sentire a mio agio?” Così si mette in azione per fare spazio, cerca altre scrivanie, coinvolge altri colleghi. Preparano insieme nuove postazioni di lavoro accoglienti e i nuovi arrivati trovano un clima gioioso ed una comunità di lavoro più unita.

Letizia Magri

 

[1]Qualche esempio: “Quello che non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri. Questa è tutta la Torah. Il resto è commento”. (Ebraismo); “Nessuno di voi è un fedele finché non desidera per suo fratello ciò che desidera per se stesso”. (Islam); “Non fare danno ad altri in modi che troveresti dannosi a te”. (Buddismo).

Cf.  http://www.aecna.org/Amicizia_Ebraico_Cristiana_di_Napoli/Regola_doro.html.

[2] C. Lubich,  Parola di Vita aprile 1978, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Città Nuova, Roma 2017) pp. 104-105.