I vescovi lucani scrivono a Monti sulla questione delle province lucane

Con lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, mons. Agostino Superbo, Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata, a nome dei vescovi delle diocesi della Basilicata, da voce alla loro preoccupazione in merito alla decisione di accorpare le province di Potenza e Matera; i vescovi esprimono «una parola radicata nella conoscenza dei problemi del territorio lucano».
«Le ragioni dell’accorpamento delle due Province destano non poche perplessità, se si tiene conto delle pesanti conseguenze della annunciata “semplificazione” dell’ordinamento locale e della conseguente riorganizzazione periferica dello Stato».
Il disagio avvertito sul territorio e il dissenso del popolo lucano «è segno che la nuova organizzazione istituzionale non appare fondata su evidenti basi economiche, democratiche e culturali, né su ragioni universalmente condivise». «Il popolo lucano – sottolineano i vescovi – non si oppone mai per partito preso, alle riforme e ai sacrifici richiesti dal Paese, quando riconosce le loro motivazioni e il loro fondarsi sul bene comune».
I vescovi sono vicini ai sentimenti dei lucani che «temono, non senza fondamento, che la semplificazione istituzionale comporti un dimezzamento della partecipazione democratica, lasciando senza voce le aree più fragili e marginali della regione»; l’eliminazione di una delle due province verrebbe vissuta come «una mortificazione del legittimo protagonismo e delle aspirazioni di partecipazione dei diversi territori che compongono il mosaico regionale».
I vescovi, pertanto, desiderano associarsi alle comunità della regione nella richiesta che sia confermato l’attuale assetto delle province, che appare più equo e conforme al bene comune, anche in considerazione della tortuosa struttura geografica della regione.
I pastori delle diocesi della Basilicata si uniscono all’impegno perché si trovino le strade più giuste perché sia mantenuta «l’identità della regione, attraverso la sua organica unità, derivante anche dalla attuale articolazione delle province».

Potenza, 9 novembre 2012
 

Il portavoce della CEB
Mons. Mauro Gallo  

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