Scuola diocesana di corresponsabilità ecclesiale

A Episcopia e a San Severino le lezioni

 

 

 

 

La Scuola diocesana di corresponsabilità ecclesiale nasce per aiutare le comunità della Diocesi di Tursi-Lagonegro a riscoprire la propria identità di Corpo di Cristo e a tradurla in uno stile concreto di comunione, partecipazione e missione. La corresponsabilità scaturisce dal Battesimo: ogni credente è incorporato a Cristo, partecipa alla vita e alla missione della Chiesa e riceve dallo Spirito doni e carismi per il bene comune. La Scuola intende offrire uno spazio nel quale questa appartenenza possa essere riconosciuta e vissuta attraverso
il contributo reale di ciascuno.
Lo scopo della Scuola non è imparare a fare qualcosa, acquisire tecniche pastorali o prepararsi a ricoprire nuovi incarichi. Il suo obiettivo più profondo è favorire una conversione della mentalità ecclesiale. Vogliamo imparare a guardare la Chiesa, le comunità e la missione secondo la prospettiva aperta dal Concilio Vaticano II. Una simile conversione non può avvenire rimanendo spettatori: richiede la disponibilità a coinvolgersi, a prendere la parola, ad ascoltare e a lasciarsi interrogare dall’esperienza degli altri.
Recepire il metodo del Vaticano II significa assumere la Chiesa come Popolo di Dio convocato dalla Parola, generato dai sacramenti e animato dalla varietà dei doni dello Spirito. Questo metodo educa ad ascoltare prima di progettare, a leggere i segni dei tempi alla luce del Vangelo, a riconoscere la dignità e la responsabilità di ogni battezzato, a mettere in dialogo vocazioni e competenze differenti e a discernere insieme ciò che il Signore domanda oggi alle nostre comunità. Lo stile sinodale è una forma ecclesiale da apprendere e incarnare: un modo di pensare, decidere e agire nel quale la comunione diventa metodo e la missione criterio delle scelte.
Per questo la Scuola non sarà costruita soltanto per i partecipanti, ma insieme con loro, attraverso il contributo che ciascuno offrirà secondo la propria vocazione, esperienza e responsabilità.
Il Concilio insegna che la vocazione cristiana è per sua natura vocazione all’apostolato e che nella Chiesa vi sono diversità di ministeri e unità di missione. I fedeli laici ricevono il diritto e il dovere dell’apostolato dalla loro unione con Cristo, nella quale sono inseriti mediante il Battesimo e rafforzati dalla Confermazione (cf. Apostolicam actuositatem, nn. 2-3 e 10). In forza della comune dignità battesimale, essi sono corresponsabili della missione della Chiesa insieme con i ministri ordinati e le persone consacrate (cf. Christifideles laici, nn. 15, 21 e 23). La loro vocazione non può essere ridotta al ruolo di aiutanti del parroco o all’esecuzione di compiti interni alla comunità. Essere corresponsabili significa riconoscersi soggetti attivi della vita ecclesiale e contribuire, nella comunione, al discernimento e alla missione.
La proposta prosegue il cammino indicato dal Vescovo mons. Vincenzo Orofino nella lettera pastorale “Per una conversione pastorale e missionaria” del 2017, che invita la Diocesi a crescere verso una reale, consapevole e matura corresponsabilità ecclesiale e a imparare uno stile sinodale fondato sulla comunione trinitaria, libero dal clericalismo e da ogni equivoco democraticistico (cf. nn. 24-25). Essa accoglie anche le indicazioni del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia “Lievito di pace e di speranza” sulla formazione sinodale dei battezzati e sulla corresponsabilità nella missione e nella guida delle comunità (cf. nn. 40, 59, 63 e 65).
Questa impostazione determinerà anche il metodo degli incontri. Sia il “Seminario di studio” sia, soprattutto, il “Laboratorio ecclesiale” prevedono il coinvolgimento attivo di tutti i partecipanti: non si verrà per assistere a una lezione, ma per mettere in gioco la propria esperienza, le domande e la responsabilità personale. L’approfondimento teologico sarà accompagnato da tempi residenziali di ascolto, narrazione, confronto e discernimento su situazioni pastorali concrete. Ciascuno sarà chiamato a offrire il proprio contributo alla costruzione del cammino comune. La corresponsabilità non sarà soltanto studiata, ma praticata: insieme si costruisce un modo nuovo di essere Chiesa.