Il lembo del mantello
Sono tante le forme di povertà che schiacciano le nostre piccole comunità delle zone interne. La povertà, infatti, non è da circoscrivere alla sfera economica, ma da considerare a tutto tondo, quindi anche, ad esempio, povertà culturale ed educativa, deficit di manutenzione del territorio, povertà spirituale, carenza di servizi e infrastrutture.
Percorrendo nella Via Crucis 2026 le vie crucis della povertà vogliamo metterci in continuità con le riflessioni e le meditazioni dello scorso anno, che esploravano il complesso tema della restanza.
Vogliamo leggere le forme vecchie e nuove di povertà come fattori che ostacolano o impediscono una vita dignitosa e piena soprattutto nei nostri territori interni, che rendono impossibile esercitare il diritto di decidere liberamente se partire o restare, che fanno dell’esodo l’unica prospettiva praticabile. Vogliamo però farlo ricordando che la via dolorosa conduce alla luce della risurrezione e quindi chiedendoci anche che cosa favorisce e viene in aiuto, non ignorando le tante luci piccole o grandi che ci sono, anche se spesso soffocate dalle negatività.
Lungo la salita al Santuario ci accompagnerà l’icona della guarigione dell’emorroissa. Nella folla che si accalca intorno al Maestro ognuno è segnato da una propria povertà, ma solo un volto emerge dall’anonimato, il volto di una donna animata da una incrollabile fede: “Se riuscirò a toccare anche solo il lembo del suo mantello…”.
Imploriamo la stessa fede.

